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  •  Massicci riconoscimenti giuridici e scarsa tutela reale
    Tassare ulteriormente il risparmio  dal 20 al 26 % ,oltre al già 2% ( in pratica una patrimoniale )  esistente applicabile  sul nominale in giacenza nel Dossier Titoli,  significa vanificare il  risparmio già tanto tassato sia con imposte e tasse dirette sia con quelle indirette  come anche l’inflazione o tecniche analoghe.  Chi ha interesse a vanificare il  risparmio ?! Il più grande debitore. Chi è il più grande debitore ?! Lo Stato,  a cui gli italiani consegnano il proprio risparmio investendolo sotto  forma di Bot e forme analoghe e che lo Stato dovrà restituire alla scadenza. Ora  se lo Sato vanifica il risparmio dei cittadini  è consequenziale che vanifica anche il Suo debito e ne trae un vantaggio  a spese dei cittadini risparmiatori . Lo può fare con varie tecniche: imposte, tasse, rendimenti formali, inflazione , etc.  come è   in pratica . Tralasciamo le banche  a cui lo Stato da con  la mano sinistra  e prende con la destra . A titolo esemplificativo  in proposito  alcuni  articoli della Costituzione : 
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  • Non sto serena

    di Giulia Rodano

    Nel governo la metà dei ministri sono donne. Ma io non sto serena. Rimane qualcosa che non mi convince, anzi, per dirla tutta, che mi irrita, un sassolino nella scarpa o una briciola tra le lenzuola. Non sto serena  perché solo qualche settimana fa una giovane donna in gamba è rimasta fuori dal Consiglio regionale della Sardegna, nonostante avesse raccolto oltre il 10% dei consensi. E non ho sentito una sola parola di condanna su una legge elettorale così infame, Anzi la Tavola della parità ha ribadito la richiesta di modifiche corporative all’ Italicum, che tanto somiglia alla legge sarda. Non sto serena perché delle donne ministro una è portatrice di clamorosi conflitti di interesse, un’altra intende governare la scuola applicando invece che rovesciando le ricette devastanti dei suoi predecessori e perché della terza non ho sentito una sola parola conto gli F35. E siamo solo alle prime battute. Mi si dirà, ma potrebbero fare altrettanto gli uomini. E vero. E quindi non basta che ci siano le donne per farmi essere serena.

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  • ENORME PROBLEMA

    di Luigi Caroli

    Italia, Lombardia, Milano e – probabilmente anche il tuo condominio – hanno un identico, enorme problema. La CORRUZIONE.

    Si è ormai diffusa – come una metastasi – in tutti i gangli della società intaccando anche le più piccole istituzioni. Perfino l’arte (raccontava mercoledì un famoso artista in un convegno)!

    CULTURA e lettere?

    Le prime tre, se diventano quattro, valgono oro.

    Dopo le istituzioni politiche si stanno sfarinando le università e le associazioni di categoria, piccole e grandi.

    Perfino le ONLUS, sempre più diffusamente, diventano centri di autoassistenza.

    Nei COMITATI ricompense per pochi inducono talvolta a CAMBIARE idea e CANALE.

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  • Una'analisi di Roberto Scafuri sul Il Giornale su probabili scenari

    di Roberto Scafuri

    Mentre Pippo Civati riflette, le cose accadono. Accade che Matteo Renzi faccia un governo mettendo alle corde il proprio partito e, nel frattempo, lui che è multitasking, apra già forni diversi da quelli del Nazareno, persino risolvendo tra la Direzione di oggi e sabato l'annosa questione dell'adesione al Pse (ormai una sola voce contraria, Beppe Fioroni).  Accade poi che palesemente - tanto al Senato, quanto alla Camera - il Pd non si limiti al mugugno, ma applauda entusiasticamente la Restaurazione di Letta e Bersani. «Una ferita, ma non vedo scissioni», secondo Cuperlo. Eppure un renziano come Boccia già prende atto che ci si fermerà assai prima della fine della legislatura: «Voto tra un anno? Spero di no, ma temo di sì». Accade, infine, che scoppi il dissenso dentro M5S e che da pietruzza si trasformi in movimento franoso.

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  • Una riflessione sul passato e sul futuro dei valori evocati dalla parola "Socialismo".

    di Andrea Foti

    Mi sono chiesto quali radici potranno essere così forti da riuscire a sopportare il peso delle problematiche enormemente complesse della società odierna.


    Il quadro sociale subisce una trasformazione continua a velocità crescente, le logiche tradizionali a blocchi sono ormai retaggio di un lontano passato, oggi si combatte attraverso alleanze momentanee di convenienza; questo è vero tanto sul mercato quanto in politica tra schieramenti e tra paesi.

    Il mercato e le potenze finanziarie sono divenute ormai a tutti gli effetti attori politici a livello nazionale ed internazionale.

    Gli strumenti in mano al “Capitale” sono estremamente potenti e al contempo difficilmente controllabili data la loro mobilità ed internazionalità e grazie anche alla inarrestabile rivoluzione tecnologica che abbatte inesorabilmente la necessità di forza lavoro umana.


    Occorre pertanto ridefinire i caratteri costitutivi del socialismo moderno per fondare una lotta politica che preveda e governi le trasformazioni sociali del XXI secolo a partire dal problema principe: il lavoro.

    Lo sforzo fondamentale del Capitale è quello di creare divisione nella forza lavoro attraverso strumenti atti a privare i lavoratori di qualsiasi tutela e di conseguenza di forza contrattuale.

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  • Urge una forza politica Socialista a Sinistra

    Dopo un ventennio di antipolitica e di botte da orchi ai partiti siamo purtroppo arrivati all’intolleranza verso i partiti causato dagli effetti devastanti della casta e del leaderismo sfrenato. Aveva cominciato Berlusconi con la sua discesa in campo nel 1994 insieme al suo partito-azienda. Il "dopo mani pulite" (o dopo tangentopoli), ha una coda lunga venti anni. Gli effetti del crollo dei partiti coinvolti e l'incapacità di adeguarsi alla politica pulita e normale, come nel resto dei paesi avanzati d’Europa, si sono dimostrati letali.  I partiti storici che avevano assicurato riferimenti e ideali certi, sono stati snaturati lasciano il posto all’anarchia personale e al caos. I movimenti o pseudo tali che ne sono derivati si sono dimostrati tossici alla stregua dei derivati finanziari. Si comincia con le liste e le forze politiche, Forza Italia con leader assoluto Berlusconi, Lista dei popolari con Prodi, l’elefantino con Fini, Lista Pannella-Bonino, Lista Pannella, Lista Liberal Sgarbi, Lista Occhetto Società Civile Di Pietro, Lista Di Pietro, Lista Dini, Lista Coscioni, Il Popolo della Libertà Berlusconi Presidente, Casini Unione di Centro, Scelta Civica Con Monti Per L’Italia, Rivoluzione Civile Ingroia, Mastella UDEUR, Ecologia Sinistra e Libertà con Vendola, Grillo ecc. ecc. 

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  • Ricorrenze: Togliatti, Gullo, Berlinguer

    di Giuseppe Pierino

                Ricorre quest’anno il 50°, il 40° ed il 30° anniversario della morte di Togliatti, Gullo e Berlinguer, figure che racchiudono gran parte dell’esperienza dei comunisti italiani. E può esser questa l’occasione per meditarne il retaggio, ripensare il ruolo dei comunisti nella storia del dopoguerra sino alle  scaturigini della crisi che ha sconvolto il Paese. L’Italia che ci troviamo nacque infatti con De Gasperi allorché il cammino intrapreso nel ‘44 per input di Togliatti – la svolta di Salerno e la scelta riformista e unitaria della democrazia progressiva – fu sbarrato dal rovesciamento della politica rooseveltiana e dalla guerra fredda cui De Gasperi aderì. Nella contrapposizione si distrussero risorse inestimabili e sotto l’egida degli S.U. imperversò un capitalismo selvaggio che se favorì la rapida industrializzazione del Paese, aggravò gli squilibri e precluse modelli di crescita alternativi socialmente più equi. L’impronta di Togliatti e Gullo restò impressa nella riconquista della dell’indipendenza e della libertà; nello sforzo ricostruttivo e nella fondazione dello stato nuovo: la repubblica e la costituzione. Ma quei guasti sono ora venuti al pettine, e la     crisi chiude quel ciclo suggerendo fastidiose domande sul declino che investe l’Italia e il suo l’incerto futuro.

    La deriva viene da lontano. Berlinguer l’intravide e invano cercò di fermarla con l’austerità, la questione morale, il compromesso storico. Cause e responsabilità appaiono più chiare, ma non fu       ininfluente il dissolvimento della sinistra comunista e il venir meno dell’opposizione. Non ha senso cercare gli errori della dirigenza postcomunista quando, spericolatamente, Renzi tenta di chiuder la partita. Bisognerebbe piuttosto spiegarsi per quali ragioni, intrinseche al vecchio PCI, sia potuto avvenire un così grave pervertimento, e la compenetrazione, la resa. Provare a risalire la china e come dice Asor Rosa a “ricreare una cultura politica della sinistra ancorata alla tradizione (tutto quel che c’è di buono al mondo ha un passato e una storia) e al tempo stesso moderna”, impatta altrimenti nodi irrisolti, ed è vana, elusiva. Mentre riflettere su Berlinguer come a Roma l’11 febbraio, su Togliatti e su Gullo pressoché dimenticato; e riconnettersi a quella esperienza e a quella tradizione, può diradare le nebbie e indicare una prospettiva diversa. Nella nascita della nostra democrazia deturpata nel tempo ed a rischio, Gullo ha un posto a sé. La sua formazione marxista, influenzata dal sodalizio con Bordiga ed intrisa d’istanze illuministe e laiche, ne fece una personalità dai forti principi, l’alfiere d’un umanesimo comunista sconosciuto. Niente a che vedere col ceto politico, pur molto diverso da quello attuale. Era per tanti versi un comunista atipico. Interpretò i bisogni, le speranze, l’animo più nascosto e nobile delle masse senza scadere mai in atteggiamenti populisti. E nessun uomo politico, a parte Berlinguer,  è stato amato come lui nel dopoguerra.

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 PETIZIONE AL PARLAMENTO EUROPEO PER UNA LEGGE DI RIFORMA DEL SISTEMA FINANZIARIO, BANCHE E FINAZA ONNIPOTENTE: L'EUROPA DETTI LE REGOLE.

FERMIAMO IL COLPO DI STATO DI BANCHE E GOVERNI.                                               

PRIMI FIRMATARI: LUCIANO GALLINO, ELIO VELTRI, ANTONIO CAPUTO.                                                              Per firmare clicca QUI

 Tra le cause della crisi economica che attanaglia l’Europa rientrano i difetti strutturali del sistema finanziario della UE, evidenti soprattutto nei grandi gruppi bancari.

 Lo sviluppo anomalo del sistema finanziario ha provocato gravi danni all’economia produttiva. Da un lato i crediti che le banche concedono vengono utilizzati soprattutto per attività speculative, anziché per investimenti in capitale fisso, infrastrutture, ricerca, sviluppo di nuovi settori d’attività; dall’altro, la finanziarizzazione delle imprese industriali e dei servizi ha distorto i loro criteri di gestione e le ha indotte a spingere sempre più in basso le condizioni di lavoro e i salari.

 Una profonda riforma del sistema finanziario è pertanto necessaria quanto urgente. Senza di essa una crisi ancora più grave di quella in corso ormai da otto anni potrebbe abbattersi quanto prima sulla UE.

 Sappiamo che progetti di riforma del sistema finanziario sono in discussione presso la Commissione e alcuni Parlamenti europei. Si tratta però di progetti molto lontani da ciò che sarebbe necessario per riportare la finanza al suo essenziale ruolo di servizio nei confronti dell’economia produttiva. Ed è sin troppo evidente come essi siano stati redatti in accordo con le grandi banche e le loro lobbies.

 I difetti strutturali del sistema finanziario UE si possono così riassumere, facendoli seguire da alcune indicazioni su possibili linee di riforma:

 1) Nella Ue vi sono numerosi gruppi bancari che non solo sono troppo grandi per essere lasciati fallire, ma sono diventati talmente grandi da rendere impossibile salvarli nel caso fossero a rischio fallimento. Il loro bilancio in termini di attivi si avvicina e in vari casi supera il Pil del paese in cui hanno sede. Appare pertanto indispensabile scomporle in entità di minori dimensioni. Varie strade non esclusive sono praticabili, dalla separazione  tra banche di deposito e banche di investimento, all’apposizione di un limite al volume di attivi che un istituto può detenere.

 

2) I maggiori gruppi bancari sono troppo complessi sul piano internazionale per poter essere assoggettati a una qualsiasi forma di efficace regolazione. Ciascuno è formato da migliaia di società sussidiarie giuridicamente indipendenti distribuite in tutto il mondo. Dopo il fallimento della Lehman Brothers nel settembre 2008 ci sono voluti anni di lavoro da parte di migliaia di analisti per capire quali e quanti fossero, e dove stavano, gli attivi e i passivi delle 2.500 società che formavano il gruppo. Il numero delle sussidiarie di ciascun gruppo dovrebbe pertanto essere drasticamente ridotto.

 3) Per diversi motivi le grandi banche Ue hanno favorito lo sviluppo e intrattengono stretti rapporti con un gigantesco sistema bancario e finanziario ombra – formato da enti che non sono banche ma operano come banche -  il quale secondo stime recenti del Financial Stability Board detiene attivi dell’ordine di 23 trilioni di euro, una somma pressoché pari al totale degli attivi di tutte le banche europee. Pure le dimensioni del sistema bancario ombra dovrebbero essere fortemente ridotte, e quanto ne rimane assoggettato a una regolazione analoga a quella delle banche.

 4)   Le banche europee hanno emesso col tempo titoli derivati per centinaia di trilioni di euro, la maggior parte trattati al di fuori delle borse regolamentate. Oltre il 90 per cento di essi sono “nudi”, ossia non corrisponde ad alcuno scambio reale di merci o servizi. Giustamente sono stati definiti da molti esperti delle pure scommesse. Poiché a parte il loro valore nominale – quello indicato nel relativo contratto – essi hanno un prezzo di mercato, la loro creazione e diffusione sono equivalse a immettere nell’economia immense quantità di denaro fittizio, che ha contribuito prima a creare e poi fare esplodere la bolla immobiliare e finanziaria del 2008, e poi a creare l’attuale bolla dei valori azionari. Pertanto l’emissione di derivati “nudi” dovrebbe essere vietata, e tutti i derivati dovrebbero essere scambiati su borse o piattaforme regolamentari.

 Tutto ciò considerato, i cittadini europei firmatari della presente petizione chiedono al Parlamento Europeo, unico ente elettivo dell’Unione in cui essi si riconoscono, di farsi carico di una proposta di legge che affronti finalmente e radicalmente le distorsioni del sistema finanziario della Ue sopra richiamate per sommi capi. E’ chiaro che nella discussione nel PE emergeranno vari altri aspetti critici del sistema finanziario che qui per brevità non si sono potuti inserire. La proposta di legge, una volta approvata dal Parlamento, dovrebbe essere trasmessa alla Commissione, al Consiglio Europeo e ai singoli stati membri affinché avviino le procedure di approvazione nelle relative sedi.  

 Luciano Gallino, Elio Veltri, Antonio Caputo

Un osservatorio ha rilasciato una stima della distribuzione dei seggi al Parlamento europeo dopo le elezioni . I socialisti sono il primo gruppo politico al Parlamento , poco prima del PPE .

Secondo il sito web Poll vigilanza 2014, socialista ( S & D ) dovrebbe prevalere alle elezioni europee maggio 2014 con 221 seggi contro 202 per il Partito popolare europeo ( EPP) . Che avrebbe assicurato le possibilità del candidato socialista per la presidenza dell'UE . Ma il sostegno degli elettori di questi due grandi gruppi dipende in gran parte il sostegno di diversi partiti minori in Germania, Francia e Italia .

Martedì, 25 Febbraio 2014 11:58

Il potere opaco

di

Al di là delle proprie personali idee, il lavoro iniziato in questo momento dal nuovo esecutivo mostra due caratteristiche particolari: 1) se riuscirà, sarà quella rivoluzione che in Italia non avuto luogo finora; 2) se fallirà, sarà la più grande delusione per gli italiani. In questo senso la scelta del nuovo presidente del Consiglio, Matteo Renzi, di rinunciare alla sua indennità e continuare a prendere lo stipendio di un sindaco mi è parsa in linea con i problemi che viviamo ogni giorno come cittadini della repubblica. 
Da un simile dilemma è quasi impossibile uscire anche perchè, sul piano personale, chi scrive ha qualche difficoltà a catalogare di questi tempi mezzi successi e mezzi fallimenti, soprattutto, se si è contemporanei agli eventi e manca quel distacco richiesto anche a chi scrive un pezzo di storia del passato anche molto vicino.

Chiunque abbia frequentato, negli anni scorsi, biblioteche e archivi della repubblica, sa che dirigenti amministrativi e capi di gabinetti dei ministeri costituiscono - al dilà delle proprie capacità e del lavoro (magari ottimo) svolto direttamente durante il periodo di impegno con i ministri - il potere opaco che, accanto al lavoro parlamentare e dell'esecutivo, condiziona in maniera effettiva il funzionamento della nostra repubblica.

Giovedì, 20 Febbraio 2014 18:35

La SPD e l'Europa

di

Conoscere gli orientamenti della SPD sulla politica europea è molto importante. La SPD è il più forte partito del PSE e è un suo dirigente, il compagno Martin Schulz, che sarà il candidato socialista alla Presidenza della Commissione Europea La ragione principale è che la SPD è un partito al Governo della Germania, un paese che per il suo peso economico e politico, ha deciso gli orientamenti dell’Europa per uscire dalla crisi: controllo dei paesi non virtuosi, le cicale d’Europa, riduzione del deficit pubblico e austerità, indipendentemente dai costi umani e sociali di quelle politiche compresi i tagli al welfare state. Nessuna riflessione sull’idoneità di quelle politiche a risolvere i problemi congiunturali e strutturali del diseguale sviluppo economico e delle bilance dei pagamenti dei paesi membri.

 “DARE UNA DIREZIONE ALL’EUROPA” è il titolo del documento di orientamento della SPD adottato Il 20 gennaio scorso “ L’Europa è il più grande progetto di civiltà del XX° Secolo. La sua idea è legata alle idee dell’illuminismo e dell’emancipazione. L’Europa aveva e ha l’obiettivo di garantire la convivenza pacifica e democratica degli uomini sul nostro continente, mentre si costruisce sulle idee di libertà, uguaglianza e solidarietà”. Questo è l’incipit del documento assolutamente condivisibile, ma l’Europa  si trova in una difficile congiuntura politica ed economica per cui non basta ritrovare lo slancio ideale che ha dato l’avvio al progetto, se non si indicano progetti e programmi concreti e realistici per uscire dalla crisi: una crisi che restringe gli spazi democratici sacrificando libertà, eguaglianza e solidarietà. Infatti subito dopo la SPD avverte che “Però questa idea minaccia di diventare irriconoscibile. Pertanto qualcosa deve cambiare in Europa!”  “ Per impedire che “si perda fiducia nel progetto europeo. Sempre più uomini dubitano del suo valore e della sua utilità  e delle istituzioni politiche europee”. Bisogna ridare fiducia nell’idea di Europa, anche se è semplice, ma anche pericoloso allontanarsi dal progetto europeo e parlarne male. “ Di contro è faticoso capire l’Unione Europea e combattere le sue mancanze ed errori- ma ne vale la pena! L’Europa può e deve essere altro. Può essere la nostra Europa.”: l’Europa di coloro che si battono con energia e forza per la pace e i diritti umani e che senza se e senza ma sono per una crescita sana e pulita, per un buon lavoro e forti diritti sociali. Coloro che con indignazione si pronunciano contro il dominio dei mercati finanziarie che vogliono partecipare alle decisioni e far valere i loro voti.  Quelli che di fronte alle terrificanti immagini televisive di profughi disperati ai confini dell’Europa non chiudono gli occhi quelli che vedono nel lavoro comun europeo  l’unica possibilità realistica di realizzare tutto questo.

Giovedì, 20 Febbraio 2014 12:34

Gli Autodafé dei Democratici

di

«Quel che sconcerta, nella presunta ansia modernista di Renzi, è la formidabile vecchiezza dei modelli prescelti: rifarsi oggi a Tony Blair vuol dire correre a ritroso nel tempo, mettere i piedi su orme che sette anni di crisi hanno coperto di sabbia.». La Repubblica, 18 febbraio 2014
PER il modo in cui è stata congegnata, per le doppiezze che l’hanno contraddistinta, per i regolamenti di conti con cui s’è conclusa, l’ascesa di Matteo Renzi alla guida del governo ha il sapore di certi cambi di guardia al Cremlino. Un esorbitante partito-Stato si fa macchina di potere, usa i propri uomini come pedine, li uccide politicamente se ingombrano, tradisce la parola data senza spiegazioni. Il tutto avviene «a porte chiuse», come nel dramma claustrofobico di Sartre: lontano dal Parlamento, dalla prova elettorale che era stata assicurata, da una società che il partito-Stato non sa più ascoltare senza vedere, dietro ogni cittadino, l’inferno molesto di qualche populismo. La liquidazione di Enrico Letta è avvenuta in streaming, ma sostanzialmente fuori scena: secondo Carmelo Bene, questa è l’essenza dell’osceno. Non sarà forse così, Renzi riuscirà forse a realizzare quel che promette: un piano lavoro entro marzo, soprattutto. Ma l’inizio incoraggia poco. Per la terza volta, in un Parlamento di nominati, il Pd designa per Palazzo Chigi un nominato. 

Sabato, 08 Febbraio 2014 18:50

Il paradosso dei beni mafiosi

di

Non è facile crederci ma, a quanto pare, giudicando le nude cifre fornite ieri ai mezzi di comunicazione di massa dall'Agenzia nazionale per i beni confiscati (guidata in questo momento dal prefetto Giuseppe Caruso) la crisi politica della repubblica tuttora in corso - come dimostrano le lotte politiche e personali da un partito all'altro ma anche all'interno di ogni forza politica - genera mostri da cui gli italiani e lo Stato dovrebbero potersi difendere meglio di quanto avviene per ora.

Che cosa succede di inspiegabile e clamoroso? Non è difficile spiegarlo.

Nel Fondo Unitario per la giustizia, diretto dal prefetto Caruso, sottoposto alla vigilanza del Ministero dell'Interno.

La denuncia del prefetto Caruso, è stata accolta dal governo e il direttore dell'Agenzia nazionale per i beni confiscati, è stato convocato oggi dalla presidente della commissione Antimafia Bindi e dal viceministro degli Interni Bubbico per fornire chiarimenti sulle motivazioni che lo hanno spinto nei mesi scorsi a sotituire alcuni amministratori giudiziari nominati dalle sezioni "Misure di prevenzione" dei tribunali per gestire gli enormi patrimoni sottratti ai Boss delle associazioni mafiose e ai loro prestanome. Gli amministratori sono stati  accusati dal prefetto di aver ottenuto parcelle miliardare senza far nulla (anche se si difendono dicendo di esser stati regolarmente pagati dal direttore dell'Agenzia che ha approvato i rendiconti e pagato le parcelle).

Resta il fatto che rende credibile la denuncia del prefetto Caruso. Alla Ragioneria dello Stato sono stati versati per ora soltanto 209 milioni e 300mila euro ma  tra il 2008, quando è stato istituito il Fondo, e il 2012 (i dati sono fermi a quell'anno)

Prima di entrare nel merito della deli­cata mate­ria poli­tica, cui que­sto arti­colo intende fare rife­ri­mento, devo con­fes­sare una mia per­so­nale dif­fi­coltà, o sto­rico disa­gio, che potrebbe ren­dere quanto segue alta­mente opi­na­bile. E cioè: quando il dis­senso poli­tico diventa abis­sale, si tra­sforma in una dif­fe­renza antro­po­lo­gica, che lo fonda e giu­sti­fica. Per quanto mi riguarda è così che io guardo Mat­teo Renzi, il nuovo e bril­lante lea­der della sini­stra ita­liana. E’ come se lui ed io appar­te­nes­simo a mondi diversi, inco­mu­ni­ca­bili. Per­ciò dicevo della mia dif­fi­coltà di costruirci un discorso ragio­ne­vole sopra. Sarebbe come se al mar­ziano di Fla­iano si fosse chie­sto di for­mu­lare un ocu­lato giu­di­zio poli­tico sui fre­quen­ta­tori dei caffè di Via Veneto, o anche vice­versa (ai tempi suoi, s’intende: adesso anche lì è tutt’altra cosa).

Tutto ciò — lo dico senza iro­nia e senza nes­suna auto­con­di­scen­denza affa­bu­la­to­ria — pende gra­ve­mente a mio sfa­vore. Lui è il nuovo che avanza, con tutta la forza dirom­pente della sua totale (anche ana­gra­fica) igno­ranza del pas­sato. Io sono il pas­sato che guarda con sbi­got­ti­mento al pre­sente, con la pre­tesa, oggi total­mente, anzi comi­ca­mente vana, che la cono­scenza del pas­sato, e il tenerne conto, come si faceva una volta, pos­sano por­tare ancora qual­che pic­colo ele­mento di pre­vi­sione, e di azione, per il pre­sente. Ma allora, se della poli­tica abbiamo due nozioni e cre­denze net­ta­mente oppo­ste, per­ché pre­su­mere di giu­di­care una delle due poli­ti­che dalla spe­cola di osser­va­zione di una con­ce­zione della poli­tica che le è esat­ta­mente oppo­sta? Sap­pia per­ciò il let­tore — lo dico per one­stà intel­let­tuale — che que­sto arti­colo sarà mar­cato nega­ti­va­mente da que­sta forte pregiudiziale .

Ridurrò il resto ad alcune con­si­de­ra­zioni basi­lari, anzi, a que­sta sparsa “let­tura del testo”, che illu­mini (forse) il punto in cui siamo.

Sabato, 21 Dicembre 2013 11:48

Robert Von Palace Kolbatschenko

di

I telegiornali hanno dato la notizia dell'estradizione in Italia di Vito Roberto Palazzolo, latitante in Africa dagli anni 80, dopo avere ricevuto un mandato di cattura da Giovanni Falcone e arrestato qualche mese fa in Tailandia. Ho raccontato la storia di Palazzolo nel libro Mafia Pulita. Dovrebbero farci un film. Palazzolo è stato il più grande riciclatore dei soldi di Cosa Nostra quando era giovanissimo in Svizzera ed ha investito anche i soldi dei boss. In Sudafrica ha costruito un impero e viveva in una tenuta, un vero paradiso terrestre. Spero che parli e dica di tutti i rapporti intrattenuti con politici e imprenditori, anche italiani. Però ci credo poco. Chi vuol saperne di più legga perchè Palazzolo rappresenta la mafia imprenditrice del terzo millennio. Quella che opera nell'economia globale.

Mercoledì, 18 Dicembre 2013 00:00

PER IL CENTENARIO DI WILLY BRANDT

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Ricorre oggi il centenario della nascita di Willy Brandt (Lubecca, 18 dicembre 1913 - Unkel, 8 ottobre 1992); militante del movimento operaio, dirigente socialista, resistente antinazista, sindaco di Berlino, cancelliere della Repubblica federale tedesca, Premio Nobel per la pace nel 1971, fu tenacemente impegnato per il disarmo e contro la fame nel mondo.

Tra le opere di Willy Brandt: Politica di pace in Europa, Sugar, Milano 1971; La politica di un socialista (1960-1975), Garzanti, Milano 1979; La corsa agli armamenti e la fame nel mondo, Sperlinkg & Kupfer, Milano 1987; Non siamo nati eroi, Editori Riuniti, Roma 1987; Memorie, Garzanti, Milano 1991; ricordiamo anche che una Commissione indipendente da lui presieduta ha realizzato il giustamente assai noto "Rapporto Brandt", Nord-Sud: un programma per la sopravvivenza, Mondadori, Milano 1980.

Tra le opere su Willy Brandt: Nestore Di Meola, Willy Brandt, Rubbetino, Soveria Mannelli 1998.

Willy Brandt è stato un eroico combattente per la liberazione dell'umanità; per la vita, la dignità e l'uguaglianza di diritti di tutti gli esseri umani; per la giustizia sociale e la pace, per il disarmo e la solidarietà, per la difesa della biosfera, la condivisione delle risorse, la responsabilità per il mondo vivente.

E' stato un maestro e un compagno di tutti coloro che si impegnano contro la violenza; un maestro e un compagno di tutte le oppresse e tutti gli oppressi in lotta per la verità e la liberazione; un maestro e un compagno della nonviolenza in cammino.

Lo ricordiamo con profonda gratitudine.

 

Da testimone di giustizia mi sento in dovere di ringraziare il viceministro dell'interno Bubbico. il quale e' anche presidente della commissione centrale che decide su protezione e sorte dei testimoni di giustizia. Lo ringrazio perchè mi ha dimostrato sensibilita e umanita nel prendere a cuore le mie copiose richieste di incontro (infatti e da quando si e insediato al viminale che aspetto) ma perchè durante questi mesi mi ha anche fatto prendere in giro con qualche mail che prometteva una celere convocazione poi smentita con qualche telefonata proveniente da qualche funzionario della sua segreteria. 
in realta il viceministro Bubbico nulla toglie agli altri che lo hanno preceduto ovvero soliti politici che si cedono la staffetta della poltrona  ma che  poi infondo di chi come me si e scontrato con la camorra e la combattuta  (loro se ne fottono) loro sono bravi nel parlare nel promettere nel commemorare !   Ma di luigi coppola e famiglia che non hanno piu una casa un lavoro e non possono ne mangiare e ne elemosinare presso le istituzioni ne locali (pompei) ne centrali (roma) loro nulla dicono anzi aspettano quasi che tu faccia la prima mossa che loro riterranno sbagliata e magari ti faranno denunciare per chi sa quale fantomatico reato

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