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  • La strana scuola di Renzi

    di Marina Boscaino

    Sta accadendo una cosa piuttosto curiosa. Matteo Renzi, esasperando il personalismo istrionico al quale ha improntato tutta la sua attività di governo, dopo aver annunciato con un semplice filmato i contenuti del documento La buona scuola, ha dato il via – on line – al presunto “ascolto” degli addetti ai lavori: docenti, genitori, studenti, personale Ata (che per la verità non è mai nominato nel documento). In questo strano modello di pseudo-democrazia che ci siamo fatti calare addosso senza avere quasi nulla da eccepire, la consultazione sociale avviene sul web e non nelle piazze; e meno che mai nei luoghi istituzionali deputati alle audizioni.

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  • Lampedusa sentinella Nato del Mediterraneo

    Lampedusa torna a fare da avamposto delle forze armate italiane e Nato nel Mediterraneo. A dare nuova linfa ai processi di militarizzazione della piccola isola a sud della Sicilia, l’installazione di due potenti impianti di sorveglianza radar. Come rivelato dal settimanale L’Espresso, gli impianti di Lampedusa hanno ricevuto il primo via libera con la conferenza di servizio del 15 luglio scorso. Il primo di essi sarà predisposto dalla Marina militare nell’ambito del programma pluriennale di ammodernamento e potenziamento delle infrastrutture nazionali (in tutto undici), facenti parte della Rete radar costiera (RRC) e della Centrale di Sorveglianza Marittima Associata (CSMA), la piattaforma fondamentale per la cosiddetta Consapevolezza della Situazione Marittima che consente di avere sotto controllo tutte le attività navali in corso nel Mediterraneo. Avviato dal ministro della Difesa nel maggio 2009, il programma prevede l’acquisizione di radar di nuova generazione per la sorveglianza Over the it's great! Horizon (cioè per l’individuazione di grandi obiettivi “nemici” oltre l’orizzonte ottico), prodotti da aziende del gruppo Finmeccanica.

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  • Dedicato ai fascisti inconsapevoli d'Italia

    di Primo Levi

    Dedicato ai fascisti inconsapevoli d'Italia:
    "Ogni tempo ha il suo fascismo: se ne notano i segni premonitori dovunque la concentrazione di potere nega al cittadino la possibilità e la capacità di esprimere ed attuare la sua volontà. A questo si arriva in molti modi, non necessariamente col timore dell'intimidazione poliziesca, ma anche negando o distorcendo l'informazione, inquinando la online cialis pharmacy giustizia, paralizzando la scuola, diffondendo in molti modi sottili la nostalgia per un mondo in cui regnava sovrano l'ordine, ed in cui la sicurezza dei pochi privilegiati riposava sul lavoro forzato e sul silenzio forzato dei molti."

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  • Note urgenti sulla riforma del Senato del Presidente nazionale dell’ANPI, Carlo Smuraglia

    di Carlo Smuraglia

    Non posso assolutamente tacere di fronte al fatto che al Senato si sia deciso di imporre la cosiddetta “ghigliottina” sulla discussione in atto sulla riforma del Senato, fissando il voto conclusivo, quale che sia lo stato dei lavori a quel momento, all’8 agosto. E’ un fatto che considero molto grave (non ho tempo né modo di concordare queste dichiarazioni con la Segreteria e quindi me ne assumo la personale responsabilità), che dimostra ancora una volta che non si è compreso che la Costituzione e le norme che tendono a modificarla non sono leggi come le altre, ma fanno parte di quel complesso normativo che è la base di tutto il sistema e thetimejumpers.com della stessa convivenza civile. 

     Se la Costituzione impone maggioranze molto qualificate per l’approvazione delle modifiche, se vuole due letture consecutive da parte di ogni Camera, se prevede che tra la prima e la seconda lettura ci deve essere uno spazio “di riflessione” di tre mesi, questo significa che si vuole una discussione approfondita, su tutti i temi, che ciascuno possa riflettere, decidere, votare (anche secondo coscienza), che vi sia dibattito, confronto e meditazione. Non è concepibile imporre, in questo contesto, una “tagliola”, fissare dei tempi stretti e inderogabili per l’approvazione. Altrimenti, sarebbe vanificato proprio lo sforzo del legislatore costituente di fissare quella serie di regole che ho indicato prima. 

     

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  • Lo smantellamento della scuola pubblica

    di Piero Castello

    La manifestazione del 15 Luglio potrebbe costituire la what is better viagra or levitra ripresa di un on line pharmacy Movimento di lotta contro lo smantellamento della scuola pubblica ma anche l’inizio di un conflitto sociale generalizzato contro le politiche di austerità e impoverimento progressivo dei lavoratori.
    Penso che sia giusta l’attenzione che finora si è prestata, sia in rete sia nel corso dell’assemblea del 8 luglio a Roma, ai proclami, alle piroette, l’andirivieni del sottosegretario Reggi sulle 36 ore settimanali degli insegnanti, sull’apertura delle scuole fino alle 10 di sera, sul taglio di un anno alle superiori. Ancorché si tratti di manifestazioni di un insulso, ignorante, e prepotente membro del governo in questi anni abbiamo avuto modo di sperimentare quanto dannosi per la scuola pubblica siano personaggi della stessa caratura.
    Ma un movimento che proggetti un’azione costante continua ed efficace deve riuscire a distinguere da subito il “fumo dall’arrosto”. In questo frangente il “fumo” sarà costituito dalle varie forme di attacco e provocazioni in cui si esibiranno sottosegretari, ministri, presidenti collaborazionisti e complici, sindacati concertativi compresi.
    L’”arrosto” è costituito invece da quanto il presidente Renzi e il ministro Padoan hanno messo nero su bianco nel Documento di Economia e Finanza 2014 approvato da Consiglio dei Ministri il 28 Aprile, e trasmesso tre mesi fa alla Commissione Europea.
    Il Documento quantifica in una tabella (pagina 71, Tav. IV.3 ) che la spesa pubblica complessiva per i servizi sociali essenziali passerà 50,6% del 2010 al 47,0% nel 2035, poi continuerà a diminuire fino al 2.060 riducendosi al 42,8%, ossia 7,8 punti percentuali in meno rispetto al PIL.

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  • I fastidiosi pidocchi nella criniera...

    di Vittorio Emiliani

    Il dissenso non è mai piaciuto molto nella politica italiana e, in fondo in fondo, neppure alla stampa italiana. I più vecchi ricordano quando Palmiro Togliatti definì “pidocchi nella criniera di un nobile destriero” (il suo Pci) i due dissidenti Aldo Cucchi e cheapest tramadol available online 80 off Valdo Magnani, persone rispettabilissime sotto ogni punto di vista, i quali avevano il torto di sostenere, nel 1951, che nella polemica e nel distacco dall’Urss avesse ragione Tito. No, divennero anche i Magnacucchi, con allusione un po’ greve al magna-magna. Quattro anni dopo l’espulsione di due deputati dalla Dc – Ugo Bartesaghi e Mario Melloni divenuto poi famoso come Fortebraccio – perché chiedevano di rinviare di tre mesi l’accordo Nato che consentiva il riarmo della Germania Federale, assunse i toni di una demonizzazione.

    Oggi ovviamente i colori sono meno accesi. Però i dissenzienti sono visti alla fine come i soliti rompiscatole: succede così a quei 18 senatori, guidati da Vannino Chiti, che dissentono dalle “riforme” renziane del Senato e della legge elettorale, contrapponendo un loro progetto fra l’altro molto più incisivo anche sul piano del risparmio di spesa: dimezzare sia senatori che deputati, differenziare le funzioni delle due Camere, mantenere elettivo il Senato, ridare agli elettori l’arma delle preferenze (benissimo usate le tre avute assegnate alle recenti europee).

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  • La politica occidentale in Ucraina è un errore, dicono esperti tedeschi

    di G. Tuscin

    "È ormai tempo per l'Europa di definire su nuove basi le proprie relazioni con gli Usa, alla luce dei propri interessi, della pace e della stabilità economica in Europa, così come di considerazioni geopolitiche". È questo l'esordio di un importante articolo che sta suscitando grande attenzione fra gli specialisti di politica estera tedesca. Per la prima volta su di un giornale, di grande rilevanza internazionale oltreché nazionale, come Die Zeit (edizione on line) un esperto di politica estera, Chris Luenen, sia pure "prestato" ad un prestigioso think tank britannico, il Global Policy Institute di Londra, esprime un parere assolutamente controcorrente rispetto all'orientamento prevalente della Ue e della Nato.
    L'affermazione centrale dell'articolo è in sostanza che "L'Europa non dovrebbe rinunciare alla cooperazione con Mosca, che dovrebbe anzi essere potenziata". Allo stesso tempo, la Ue dovrebbe intensificare le sue relazioni con Washington, mentre sviluppa "una visione propria" con maggiore determinazione. L'obiettivo dovrebbe essere una nuova e più promettente strategia trans-atlantica.

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Ai Presidenti di Camera e milleniummanor.com Senato

Alla  Commissione Affari Costituzionali Camera e Senato

Ai  Partiti Politici e segreterie

Allo Staff nazionale Movimento 5 Stelle

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All’ Ufficio Stampa di Repubblica

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Alla redazione della Stampa

Alla redazione di Libero

Alla redazione della Stampa

Alla redazione del Giornale

Alla redazione Il Fatto Quotidiano

Redazione Organi di Stampa Nazionali e Regionali

p.c.                 Al Presidente della Repubblica

p.c.  Al Presidente del Consiglio dei Ministri

NOTA DI STAMPA

 

“Contestazione patto del Nazareno e causa civile contro Matteo Renzi e Silvio Berlusconi”

L’avv. Rosa Rugiano di Villapiana, assistita dall’avv. Pasquale Catalano, in data 17 settembre ha notificato un atto di citazione contro il segretario nazionale del PD Matteo Renzi ed il Presidente di Forza Italia Silvio Berlusconi, con il quale ha inteso contestare il c.d. Patto del Nazareno, ovvero l’accordo segreto, presumibilmente firmato il 18/01/14,  sottoscritto da Berlusconi e da Renzi, il cui contenuto è rimasto ignoto, ma gli effetti di esso, trasfusi nel progetto di Riforma all’attenzione del Parlamento italiano, si sostanziano essenzialmente a modificare la Costituzione Italiana ed, in particolare, per come ormai già approvato al Senato, prevede la non elettività del Senato da parte dei cittadini e la riduzione del numero dei senatori a 100 unità; la proposta modifica  della legge elettorale senza previsione delle preferenze, in modo da impedire ai cittadini di scegliere i propri candidati alle elezioni politiche, l’aumento da 50.000 a 250.00 delle firme occorrenti per le leggi di iniziativa popolare ed altre amene  “sottigliezze”, tutte comunque, finalizzate ad estinguere e/o rendere più difficile e gravoso il legittimo esercizio del diritto di voto dei cittadini italiani.

Lazar Fundo (1899 –1944)
(Biografia a cura di Giovanni Falcetta )


Zai (o Llazar o Lazar) Fundo nacque a Korcia (Albania) il 20 Marzo 1899 da una famiglia di commercianti originaria della città albanese medievale di Voskopoja. Completò la scuola secondaria al liceo francese di Salonicco (Grecia) e gli studi universitari in giurisprudenza a Parigi. In Albania, all’inizio degli anni ’20, egli fu uno dei promotori dell’associazione

comunista «BASHKIMI» (L’Unità), creata da Avni Rustemi. Dopo l’assassinio di quest’ultimo, Fundo venne designato, all’unanimità, direttore di questa associazione. Nell’anno 1924 diresse il periodico «BASHKIMI». Fu anche uno dei primi fondatori del Partito Comunista Albanese. Nei giorni della Rivoluzione Democratica Borghese, capeggiata dal vescovo greco–ortodosso albanese Fan Noli, venuto appositamente dagli USA (Giugno 1924), Fundo fu tra i più stretti collaboratori di quest’ultimo, assieme a Luigi Gurakuqi, Gjergi Fishta, Hasan Prishtina, Tajar Zavalani, etc. Aveva 25 anni, era uno degli attivisti più noti e new viagra godeva di una grande reputazione. Dopo il crollo del governo Noli, Fundo andò in esilio insieme ad alcuni amici, mandati a studiare in Unione Sovietica con la raccomandazione di Noli e fece parte della sezione comunista albanese del Komintern denominata «KONARÉ». Nel 1933 fu a Berlino assieme a Gijorghi Dimitrov quando questi subì un processo presso il tribunale di Lipsia con l’accusa di aver ordito l’incendio del Reichstag. Dopo l’assoluzione dell’imputato, Fundo, la sua convivente, Maria Margaretha Stemmer (che aveva cercato di procurare anche uno degli avvocati del collegio di difesa) e l’amico Dimitrov fuggirono, prima a Parigi e, successivamente, in URSS. In questi lunghi anni d’esilio (1924–1939), Fundo scrisse articoli per il giornale «CLIRIMI NACIONAL» (La Liberazione Nazionale) da lui stesso diretto assieme a Fan Noli, Halim Xhelo, etc. Ebbe anche un ruolo importante nell’organizzazione dei volontari albanesi che andarono a combattere contro Franco in difesa della repubblica spagnola e nell’organizzazione politica «FRONTI NATIONAL» creata a Parigi nel 1936. Tra gli anni ’20 e ’30 fu uno dei maggiori collaboratori del periodico «LA FEDERATION BALKANIQUE» che veniva pubblicato a Vienna in varie lingue. Ma, ben presto (negli anni 1937–38, il periodo delle grandi
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Purghe) fu deluso e indignato dalla barbara dittatura di Stalin. Interrogato dalla «Ciska» del Komintern, riuscì a salvarsi grazie alla sua amicizia con Dimitrov e a fuggire in Francia (1937?), Svizzera e in altri Paesi europei.

Roma, 25 set. - (Adnkronos) - La riduzione della sospensione feriale e delle ferie dei magistrati, prevista nel decreto sulla giustizia civile "non danneggia i magistrati ma ha effetti sull'esercizio della difesa e buy cialis professional dunque danneggia gli avvocati e soprattutto i cittadini". Il presidente dell'Associazione nazionale magistrati, Rodolfo Sabelli, a margine di un'audizione in Commissione al Senato, è tornato sulla questione della riduzione delle ferie. La sospensione feriale, ha spiegato Sabelli, "è uno strumento introdotto per garantire agli avvocati di evitare che nel periodo estivo decorrano i termini processuali quindi per evitare il rischio di una lesione del diritto alla difesa".

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In un quarto d’ora, o poco più, con decretazione d’urgenza, il governo Renzi vorrebbe cancellare un buy viagra tablet pezzo importante dello Statuto dei Lavoratori, frutto di anni di lotte e di elaborazioni dei socialisti Giacomo Brodolini e Gino Giugni, adottato come legge fondamentale sull’onda della grande stagione di riforme promossa dal primo centro-sinistra. L’attacco frontale all’articolo 18 è inaccettabile perché punta a cancellare le residue tutele che la legge prevede per il lavoro dipendente, aprendo la strada ai licenziamenti indiscriminati”. Lo afferma Elio Veltri, coordinatore della Costituente per il Socialismo in Italia e in Europa. “Sentiamo parlare ogni giorno di riforme di struttura – continua Veltri – e l’espressione ci ricorda personalità del calibro di Riccardo Lombardi, di cui in questi giorni ricorre il 30esimo anniversario della scomparsa, Antonio Giolitti, Giorgio Ruffolo, che conoscevano a fondo il significato di quelle parole e immaginavano un avanzamento sul terreno dei diritti e delle garanzie individuali e click here collettivi”.

SENTENZA N. 1

ANNO 2014
 
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
LA CORTE COSTITUZIONALE
 
composta dai signori: Presidente: Gaetano SILVESTRI; Giudici : Luigi MAZZELLA, Sabino CASSESE, Giuseppe TESAURO, Paolo Maria NAPOLITANO, Giuseppe FRIGO, Alessandro CRISCUOLO, Paolo GROSSI, Giorgio LATTANZI, Aldo CAROSI, Marta CARTABIA, Sergio MATTARELLA, Mario Rosario MORELLI, Giancarlo CORAGGIO, Giuliano AMATO,
 
ha pronunciato la seguente
SENTENZA
 
nel giudizio di legittimità costituzionale degli artt. 4, comma 2, 59 e 83, comma 1, n. 5 e comma 2 del d.P.R. 30 marzo 1957, n. 361 (Approvazione del testo unico delle leggi recanti norme per la elezione della Camera dei deputati), nel testo risultante dalla legge 21 dicembre 2005, n. 270 (Modifiche alle norme per l’elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica); degli artt. 14, comma 1, e 17, commi 2 e 4, del decreto legislativo 20 dicembre 1993, n. 533 (Testo unico delle leggi recanti norme per l’elezione del Senato della Repubblica), nel testo risultante dalla legge n. 270 del 2005, promosso dalla Corte di cassazione nel giudizio civile vertente tra Aldo Bozzi ed altri e la Presidenza del Consiglio dei ministri ed altro con ordinanza del 17 maggio 2013 iscritta al n. 144 del registro ordinanze 2013 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 25, prima serie speciale, dell’anno 2013.
Visto l’atto di costituzione di Aldo Bozzi ed altri;
udito nell’udienza pubblica del 3 dicembre 2013 il Giudice relatore Giuseppe Tesauro;
uditi gli avvocati Claudio Tani, Aldo Bozzi e Felice Carlo Besostri per Aldo Bozzi ed altri.
 
Ritenuto in fatto
 
1.– Con ordinanza del 17 maggio 2013, la Corte di cassazione ha sollevato questioni di legittimità costituzionale degli artt. 4, comma 2, 59 e 83, comma 1, n. 5, e comma 2, del d.P.R. 30 marzo 1957, n. 361 (Approvazione del testo unico delle leggi recanti norme per la elezione della Camera dei deputati), nel testo in vigore con le modificazioni apportate dalla legge 21 dicembre 2005, n. 270 (Modifiche alle norme per l’elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica), nonché degli artt. 14, comma 1, e 17, commi 2 e 4, del decreto legislativo 20 dicembre 1993, n. 533 (Testo unico delle leggi recanti norme per l’elezione del Senato della Repubblica), nel testo in vigore con le modificazioni apportate dalla legge n. 270 del 2005, in riferimento agli artt. 3, 48, secondo comma, 49, 56, primo comma, 58, primo comma, e 117, primo comma, della Costituzione, anche alla luce dell’art. 3, protocollo 1, della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali firmata a Roma il 4 novembre 1950 (di seguito, CEDU), ratificata e resa esecutiva con la legge 4 agosto 1955, n. 848 (Ratifica ed esecuzione della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali firmata a Roma il 4 novembre 1950 e del Protocollo addizionale alla Convenzione stessa, firmato a Parigi il 20 marzo 1952).

Il trentennale della morte di Riccardo Lombardi - 18 settembre 1984 - cade in una fase della vita politica del nostro Paese che impone una riflessione critica intorno alla questione della sinistra e del socialismo in Italia.

Nessuna commemorazione, quindi, che sarebbe, peraltro, detestata da Lombardi, ma una lettura del suo pensiero e buy real levitra online without prescription della sua proposta politica alla luce degli eventi intervenuti da allora.

Il crollo del muro e la pressoché concomitante distruzione del PSI ad opera della mutazione genetica ha, infatti, portato ad una, tuttora incomprensibile, scelta verso un partito liberal-democratico senza storia e senza memoria. Una scelta che ha connotato una anomalia provinciale tutta italiana. Una scelta che nella versione veltroniana-renziana pensa di trovare un decoro coprendosi a sinistra dietro al compromesso storico berlingueriano a scapito dell’alternativa di sinistra disegnata a suo tempo, appunto, da Lombardi. Che poi Berlinguer potesse condividere una interpretazione del suo pensiero come quella che si è voluto diffondere è una questione tutta da verificare; ciò che è certo è che quel compromesso storico si proiettava in tempi politici precedenti alla caduta del muro e non prevedeva nessuna confluenza tra i partiti.

Questa riflessione critica si deve necessariamente confrontare anche con la crisi profonda di un liberismo economico che ha dominato lo scenario della politica economica in questi ultimi decenni. Un liberismo accolto in varia misura nelle posizioni politiche del PD almeno come identità di valori tra micro e macro economia, come fondamento di un passaggio verso la how to get viagra online confluenza con l’area politica centrista.

Quale siano le basi teoriche, culturali, sociali di una tale posizione non è facile comprendere anche perché le adesioni a tali posizioni, pur essendo state molto ampie, non hanno corrisposto ad analisi e riflessioni autocritiche almeno adeguate al mutamento. Il riconoscimento inevitabile della fine dell’esperienza sovietica non aveva come necessario sbocco una posizione paraliberista, anche se esistevano evidenti alcune debolezze di quelle posizioni socialiste e socialdemocratiche di allora e che avrebbero dovuto costituire il naturale riferimento di una storia che aveva avuto nel secolo precedente origini comuni.

Sabato, 20 Settembre 2014 22:11

IN RICORDO DI RICCARDO LOMBARDI

di

La Costituente per il Socialismo in Italia ed in Europa e canadian pharmacy levitra la Fondazione Nenni a convegno con intellettuali e politici in ricordo di Riccardo Lombardi nel trentennale della sua scomparsa avvenuta il 18 settembre del 1984. l'intento è quello di mettere a confronto idee e pensiero attorno ad un padre della politica nobile del  nostro paese. Un confronto su ciò che la sinistra avrebbe potuto fare e non ha fatto. Le rinunce, le dimenticanze, la mutazione genentica di alcuni pariti di sinistra, lo smarrimento del popolo della sinistra diviso e mortificato di fronte al cinismo di molti suoi rappresentanti mettono a dura prova la rielaborazione di alcuni concetti basilari del socialismo italiano ed europeo. In questo, l'attualiltà del pensiero di Riccardo Lombardi torna utile soprattutto nell'attuale fase convulsa di riforme che rischiano di sovvertire acune garanzie costituzionali. 

Ne discuteremo a Roma il 3 ottobre alla Fondazione Nenni.

SOCIAL ACTION
per la Costituente del Socialismo in Italia e in Europa

N.5

NEL TRENTENNALE DELLA SCOMPARSA

MANIFESTAZIONE IN MEMORIA DI RICCARDO LOMBARDI

 03 OTTOBRE 2014

ORE 10:00
FONDAZIONE NENNI
    

 VIA CARONCINI N. 19 - ROMA

Vogliamo una società ricca ma diversamente ricca

Attualità del pensiero di Riccardo Lombardi

________________________

Introduzione:

Giuseppe Tamburrano

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Interventi programmati:

Mario Almerighi

Felice Borgoglio

Antonio Caputo

Michele De Lucia

Curzio Maltese

Alessandro Roncaglia

Cesare Salvi

Arturo Scotto

Nicola Tranfaglia

Elio Veltri

___________________

Modera:

Massimiliano Amato

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Organizzazione: Luigi Villani

________________

E' gradito un cenno di adesione da comunicarsi possibilmente entro il giorno 25 di Settembre al seguente indirizzo mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. .

Lunedì, 01 Settembre 2014 19:04

Serve un cambio Radicale

di

È cer­ta­mente un buon segno che la riu­nione infor­male dei mini­stri per gli affari euro­pei, incen­trata sul fun­zio­na­mento dell’Ue dopo le ele­zioni del 25 mag­gio, abbia aperto le porte al Par­la­mento euro­peo, e soprat­tutto alla Com­mis­sione affari costi­tu­zio­nali, giac­ché è pro­prio nell’assenza di una vera costi­tu­zione euro­pea — tut­tora lati­tante, a cin­que anni dall’entrata in vigore del Trat­tato di Lisbona e della Carta dei diritti — che si rias­sume l’essenza della crisi che attraversiamo.

La timida aper­tura all’unione poli­tica, con­te­nuta nel rap­porto sti­lato nel 2012 dai «quat­tro pre­si­denti» – Com­mis­sione, Bce, Con­si­glio euro­peo ed Euro­gruppo (il Par­la­mento fu malau­gu­ra­ta­mente escluso) – pare già eva­po­rata, e i mali dell’Ue con­ti­nuano immu­tati, a comin­ciare dalla teo­ria delle «case nazio­nali» da met­tere in ordine prima di rifon­dare l’Europa nel senso soli­dale chie­sto dai cittadini.

Si avvicina l’inizio di un nuovo anno scolastico e, come è di rito, i media e il ministero all’Istruzione si preparano a sfornare commenti e cialis soft tablets battute, di colore e di contenuto, sulla scuola. E questo dopo che a mezza estate un sottosegretario aveva buttato lì la proposta di aumentare le ore di lezione dei docenti senza toccare un contratto bloccato da quasi un decennio, proposta poi semiritirata.
Le novità della nuova stagione scuola autunno-inverno 2014–2015, almeno a parole, ricordano molto quelle degli ultimi anni a questa parte.
Si parla di merito come toccasana per tutto e tutti, come sempre senza spiegare cosa è e chi lo valuta. Di scuole più autonome: ancora di più Private? Di nuovi programmi scolastici: ecco, questa non manca mai. E poi, novità, di superamento del precariato con una strada veloce per l’eliminazione delle supplenze. Domanda: quale? L’abolizione?
Ecco confezionato il famoso e fumoso pacchetto-scuola 2014–2015, già rinviato a data da destinarsi. Una litania ormai stantia. Il ministro Stefania Giannini decide il look per le dichiarazioni di inizio anno scolastico. «Bisogna superare definitivamente il sistema delle supplenze», ha dichiarato. «I supplenti non saranno eliminati fisicamente», ha ironizzato. Come? «Lo vedrete nelle prossime settimane», ha aggiunto il ministro.

Lunedì, 01 Settembre 2014 15:20

SCELTE DISTORTE PER FARE CASSA

di

Scelte distorte: si pensa a fare cassa e non si punta mai sull’educazione; i computer di oggi saranno obsoleti quando i bambini saranno adulti

Se le linee della riforma del nostro sistema educativo sono quelle finora annunciate nelle innumerevoli esternazioni che si stanno succedendo da alcune settimane (reclutamento del personale, orario di lavoro ecc.), c’è poco da stare allegri. E ciò per la semplice ragione che alla base dei provvedimenti che modificano un gran numero di aspetti del funzionamento delle scuole non c’è un disegno educativo, ma la combinazione di due intenti: il primo consiste nel razionalizzare la gestione delle scuole, l’altro nel favorire il passaggio dal sistema educativo alle attività produttive, secondo logiche che, forse, sono appropriate per la gestione delle imprese, ma certo non lo sono per favorire decisioni i cui effetti dovranno potersi apprezzare nel corso della vita di bambini e ragazzi.

Rientrano nel primo intento i provvedimenti che riguardano le condizioni di lavoro degli insegnanti e dell’altro personale delle scuole (tecnico, amministrativo, ausiliario), mentre l’orientamento delle attività didattiche, come l’avviamento all’informatica già nella scuola elementare, dovrebbe essere funzionale al secondo intento. In linea di massima, le singole proposte non costituiscono una novità, ma richiamano in modo fin troppo evidente le tre “i” (internet, inglese, impresa) che costituivano il criterio di riferimento per gli interventi sulla scuola attuati, o quanto meno annunciati, dai governi della Destra che si sono succeduti dopo il 2001.

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