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  • Tutti a parlare di due cose; il resto non conta nulla.

    Tutti a parlare di due cose: la bombetta di New York e il primo italiano che si è comprato un iPhone 7. 
    Ormai la gente ha solo esperienze a telecomando e sono tutte assolute, mai relative. Non conta il pericolo reale, non conta il merito, non contano le cause, le capacità, l'utilità sociale o personale, non conta neppure quello che è davvero successo. Se media e social ripetono mille volte la online cialis pharmacy stessa notizia per tanti è mille volte più rilevante di una notizia, non importa quanto grave, data una volta sola. 

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  • Quelli non erano inciuci.

    Leggo che Peter Gomez è convinto che "il M5S non ha alcuna possibilità di governare questo paese". Sulle prime penso che improvvisamente l'ex cronista de Il Giornale sia rinsavito, poi ascolto tutto l'intervento e scopro che il M5S non governerà, non perchè sia un'accozzaglia di incapaci e ciarlatani, ma perchè, con il solito inciucio, centrosinistra e thetimejumpers.com centrodestra modificheranno la legge elettorale per impedire la vittoria di Grillo. La capacità che hanno al FQ di costruirsi delle comode narrazioni in cui tutto torna e congiura verso il solito complotto è incredibile. Come è incredibile l'ingenuità di pensare che esistano leggi elettorali che fanno vincere qualcuno e fanno perdere qualcun'altro! Ricordo poi che quando l'Italicum è stato approvato il M5S aveva già vinto al ballottaggio a Parma e Livorno, grazie proprio ai voti del centrodestra. Ma quelli però, per carità, non erano loschi inciuci....

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  • Surplus commerciale tedesco e debito pubblico Italiano.

    Del surplus commerciale tedesco e del debito italiano. Il surplus tedesco viaggia quest'anno sul 9 %, troppo. La Germania investe troppo poco a casa. Berlino non solo potrebbe permettersi di più, ma lo dovrebbe fare. Il bilancio statale e' in surplus, il Debito scende a breve a 60% del PIL, l'economia cresce del 1,7% quest'anno, come minimo, il mezzo milione di nuovi posti di lavoro si creano, come ogni anno.
    Allora lo dovra' fare. Ben venga dunque la pressione internazionale e italiana.
    Una riduzione del surplus tedesco pero' non si trasforma automaticamente in guadagno per le casse italiane. Gli investimenti invocati in Germania toccherebbero in primis aziende tedesche e al medio termine aumenterebbero soltanto la competivita' tedesca, riproponendo il problema primario.
    Se Renzi spera che l'attacco (giusto) al surplus tedesco gli risolva il problema del suo bilancio in perenne deficit, si sbaglia. La bassa produttivita' e la inferiore competetivita' italiana hanno cause domestiche, solo.

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  • Minorenne stuprata. Emergenza mezzi di comunicazione di massa.

    C'è un'emergenza media, in tutto il mondo ma soprattutto in Italia. Nel senso che i giornali fanno schifo e cheapest tramadol available online 80 off una percentuale troppo alta di giornalisti è costituita da sciacalli che senza muoversi dai loro appartamenti romani (o newyorkesi, nel caso dei pagatissimi corrispondenti esteri) spacciano per informazione le loro escursioni voyeuristiche sul web. Prendete un qualsiasi quotidiano; per esempio il Corriere online in questo momento: il titolo di testa è sulla giovane donna che si è uccisa per la vergogna di un video girato in un momento di debolezza e su cui si sono gettati i soliti psicolabili e i loro manipolatori; ma non gli basta averla spinta al suicidio, adesso vogliono lucrare anche sulla sua morte.

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  • Il terremoto e la carità di Mark Zuckerberg

    Il fondatore di Facebook dona ai terremotati italiani lo 0,001% del suo patrimonio.

    In Italia i media danno grande rilievo a una celebrity come Mark Zuckerberg, che grazie a Facebook possiede più di 50 miliardi e ne guadagna altri cinque o sei all’anno, solo perché "regala" 500mila euro dopo un terremoto. Che pena, la riconoscenza dei servi per le briciole dei loro padroni.

    In attesa del ritorno di un sistema più equo, che tolga ai ricchi il troppoche hanno rubato agli altri e lo restituisca alla collettività (non parlo dell’Unione Sovietica ma degli Stati Uniti da Roosevelt a Reagan, quando le fasce più benestanti dovevano versare al fisco più del 70% dei loro guadagni), ciascuno può donare o non donare quello che gli pare. Anche niente, tanto anche la morale e la responsabilità sociale sono state deregolamentate e milleniummanor.com non c’è più neppure una Chiesa che pretenda un po’ di carità in cambio della vita eterna.

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  • Burka e burckini, obbligo o diritto?

    Interessante: quello che in molti paesi musulmani è un dovere collettivo, pubblico (l'obbligo per le donne di indossare veli, burkini o burka), per la sinistra italiana diventa un diritto personale, privato. Dunque in Arabia lo Stato può imporre ai suoi cittadini un comportamento giudicato morale (a ragione o torto non sta a noi giudicare), in Francia, no. A me non pare proprio l'indice di un diverso grado di tolleranza, democrazia, libertà o civiltà; mi pare il sintomo del trionfo del liberismo in Occidente, con il suo individualismo totale, la rinuncia a ogni tradizione etica e culturale, lo smantellamento delle comunità a vantaggio di piccole nicchie integraliste e globali, anch'esse frammentate e dunque del tutto incapaci di organizzare una resistenza allo strapotere delle multinazionali.

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  • Dov'é ilsessismo?

    Sono andato a guardare la what is better viagra or levitra vignetta di Mannelli (che non seguo e dunque non so chi sia e cosa faccia) su Maria Elena Boschi. Esattamente, dove sarebbe il sessismo? Giusto per precauzione ho fatto una ricerca con google e new viagra trovato numerose foto e video in cui Boschi è ritratta in minigonna e in simili pose. (Ne copio una nei commenti). Non mi pare dubbio che lo faccia anche per capitalizzare sulla stupidità di tanti italiani che non solo pensano che essere attraenti sia un titolo di merito ma considerano attraente chi venga definito tale dai media. Ma al di là delle sue intenzioni, perché ritrarla come lei ama mostrarsi dovrebbe essere offensivo? 

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Sabato, 24 Settembre 2016 19:14

Rinvio nel pantano.

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Il rinvio dell’esame da parte della Corte Costituzionale dei ricorsi riguardanti l’Italikum conferma il vero e proprio pasticcio nel quale è stata cacciata l’Italia, dal punto di vista istituzionale e costituzionale, da questo governo. Da un lato si conferma quanto sempre negato al riguardo del nesso strettissimo esistente tra la nuova legge elettorale e il quadro di deformazioni costituzionali fatto approvare dal Parlamento: il meccanismo di restringimento dei margini di esercizio della democrazia repubblicana che rappresenta l’obiettivo vero da raggiungere per questo Regime si tiene soltanto attraverso questo combinato risposto e la Corte lo ha ben ampiamente dimostrato con questo inopinato rimando “sine die” (anche perché la data di svolgimento del referendum confermativo continua a mancare). Una situazione gravissima dal punto di vista puramente democratico.

Martedì, 20 Settembre 2016 18:07

La riforma dei voucher.

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Due italiani rapiti in Libia, Corriere. Può essere stato un “incidente”, un gruppo di banditi del deserto che aveva bisogno di soldi. In tal caso dovremo tirarli via al più presto, Bruno Cacace e buy cialis professional Danilo Calonego. Prima che i rapitori li vendano a altri malintenzionati. Può essere invece un ricatto: si sa che le tribù della zona, molto a sud della Libia e al confine con l’Algeria, si dicono alleate del governo di Tripoli, quello “appoggiato” dalla “comunità internazionale”. E allora? Può darsi che per Tripoli il rapimento sia un modo per chiedere all’Italia più impegno nella guerra, non tanto contro l’Isis ma piuttosto contro il generale Haftar, che ha recentemente occupato i terminali del petrolio. Proprio oggi a pagina 4 su Repubblica trovo un’intervista di Paolo Gentiloni: “In Libia trattare anche con Haftar”. Una svolta che potrebbe non essere piaciuta al governo “legittimo”. Infine, non è da escludere che il rapimento sia opera di Al-Qaeda per il Maghreb; l’ipotesi peggiore per i nostri connazionali. “Il pericolo in un paese senza legge”, è il titolo del “pezzo” per la Stampa di Domenico Quirico: “I sedicenti governi di Tripoli di Bengasi di Misurata con cui fingiamo di avere fitti e normali rapporti diplomatici come con la Svizzera o la Bolivia altro non sono che formazioni banditesche di dimensioni maggiori di quelle tribali e con appetiti più smisurati”.

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icotera è un paese con qualche migliaia di abitanti (6563 per la precisione) in provincia di Vibo Valentia, nella Calabria più profonda. Ed è proprio lì che l’operaio trentunenne Nino Gallone, nipote di un esponente del clan ndranghetista Mancuso, che nel 2011 era stato sorpreso ad innaffiare una piantagione di cannabis nel terreno di sua proprietà, vicino al mare, è atterrato con un elicottero in cui c’era con lui e con il pilota, la sposa Aurora davanti al sagrato per la chiesa in cui lo attendevano il sacerdote e oltre quattrocento invitati e felici di partecipare alla cerimonia. Una cosa mai vista nel piccolo paese che ha suscitato l’attenzione della stampa e click here delle televisioni calabresi e della procura della repubblica di Vivo che ha aperto un’inchiesta per capire come un elicottero abbia potuto violare qualsiasi regolamento, atterrando e decollando più volte in pieno centro abitato. Per ordine dei magistrati, i carabinieri di Tropea, guidati dal capitano Alberto Manzone, sono andati a bussare in comune per chiedere al direttore dell’ufficio tecnico di Carmelo Ciampa, e al comandante dei vigili urbani Gregorio Milidoni.

Martedì, 20 Settembre 2016 17:58

Che cosa è il CETA? E serve agli europei?

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Il lungo e complesso meccanismo del Comprehensive Economic and it's great! Trade Agreement (CETA), cioè Accordo Economico Commerciale Globale tra Canada ed Unione Europea, avviato nel 2009   in piena crisi economica mondiale e negoziato in segreto fino al dicembre 2015, sta arrivando alla fase finale, in cui l'Unione Europea potrebbe definitivamente approvarlo. Il Presidente della  Commissione, il lussemburghese Jean-Claude Juncker, ne ha proposto formalmente l'approvazione il 5 Luglio scorso, e la commissaria per il commercio, Cecilia Malmström, l'ha definito "una pietra miliare della politica commerciale europea", mentre ormai sale la protesta in tutta Europa.

Anzi, secondo i dirigenti della Commissione l'Accordo potrebbe entrare già provvisoriamente in applicazione, ed essere applicato anche se lo approva soltanto la Commissione, senza ratifica da parte degli Stati membri. Perché tanta fretta di applicarlo?

Ultima modifica il Martedì, 20 Settembre 2016 18:04
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Scusandomi con tutti per non riuscire a trattenermi nel continuare a denunciare le condizioni di questo disgraziato Paese e soprattutto le macroscopiche lacune della sua classe dirigente di governo, al di là delle colorazioni politiche (purtroppo, ma non è qualunquismo), accumulate in decenni di politica praticata per mantenere interessi personali, al di fuori da qualsiasi minima preparazione specifica (altro che Frattocchie) insisto nel segnalare un caso assolutamente macroscopico di “messa delle mani in tasca degli italiani”, in questo caso da parte dei sapientoni super – tecnici del governo Monti, quelli che con “lacrime e sangue” avrebbero dovuto risanare le esauste finanze italiane e buy real levitra online without prescription allontanare il fantasma dello “spread”. Autori del misfatto sono, con i governanti italiani, i signori della Morgan Stanley, quella banca cioè che considera la Costituzione Italiana ( e quelle del Sud Europa) un retaggio da superare perché offre eccessive garanzie di diritti e di stato sociale. Serve, secondo questi signori, una Costituzione in linea con l’iperliberismo e la maggioranza PD e il governo Renzi (fondato sui transfughi del centro destra) li hanno accontentati. Salvo il voto del referendum.

Domenica, 18 Settembre 2016 09:48

Un altro Napoleon le petit? Grazie No!

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“Se vinco il referendum, al vertice di Roma, sarò più forte di Merkel e Hollande”. Titolo de La Stampa, frase che Matteo Renzi avrebbe confidato ieri a mezzogiorno “a qualche amico, in una saletta attigua all’imponente salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio, poco prima di concedersi un pranzo col figlio maggiore Francesco”. Sappiate dunque, italiani che la partita decisiva, quella che dovrebbe liberarci dal problema migranti e permetterci di sforare i limiti di spesa, il premier intende giocarla da oggi al 25 marzo quando si terrà il vertice di Roma. Sappiate che in quei giorni di primavera Hollande sotto elezioni sarà debolissimo, e che la Merkel, già in campagna elettorale, vacillerà sotto i colpi delle destre xenofobe. Se invece Renzi avesse già vinto il referendum…Viva l’Italia!

Domenica, 18 Settembre 2016 09:40

Il mio ricordo di Ciampi

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Con Carlo Azeglio Ciampi scompare uno degli uomini migliori che l’Italia abbia avuto in cariche importanti come la presidenza del Consiglio nel 1993-94 (dall’aprile al maggio dell’anno successivo ad esser precisi) e quindi presidente della repubblica nei sette anni dal 1999 al 2006. Toscano di Livorno, ho avuto la how to get viagra online fortuna di conoscerlo e ne conservo un forte ricordo per due ragioni di fondo: da una parte, la forte fibra morale che è molto poco diffusa nella classe politica e più in generale in quella dirigente del Paese. La seconda ragione è la sua passione per gli ideali dell’Europa unita che gli ha fatto dire molto di recente che “la mia Europa vive un decadimento morale” frase che ha pronunciato nell’ultima intervista concessa al quotidiano di Torino. Sarà perché io nell’ex capitale del regno piemontese ho trascorso una buona parte della mia vita o perché il dialogo con lui era sempre stato fecondo, fatto sta che oggi come oggi penso anch’io e canadian pharmacy levitra lo scrivo di frequente che l’Europa viva una “crisi dalla quale non riesce a venir fuori.”

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Le disuguaglianze nel mondo stanno crescendo a vista di occhio. Anche nell’Europa “assediata dai migranti” in fuga dal pianeta dopo la popolazione è destinata ad aumentare vertiginosamente fino a raddoppiare entro i prossimi trent’anni. Del resto i numeri parlano chiaro. Se il rischio di povertà tra i cittadini dell’Unione Europea oscilla tra il 10 e il 23 per cento, per i migranti siamo intorno al 40 per cento. In pratica i migranti aumentano proprio mentre peggiora la propensione europea a garantire il proprio sostegno ai più deboli. Non è quindi difficile intravvedere nell’incrocio tra i due fattori una bomba ad orologeria da disinnescare. L’economista tedesco Marcel Fratzsher sostiene: “Non vedo ancora un piano. Credo che la necessità sia ancora quello di riconoscere che la crescente disuguaglianza sociale non sia solo una sfida politica ma anche una fida economica che deve essere indirizzata attraverso migliori istituzioni, miglior educazione, accesso all’educazione che è una chiave per l’Europa. Ma c’è un secondo elemento su buy viagra tablet cui gli europei sono spesso ipercritici:

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Mi rivolgo direttamente a quanti stanno svolgendo la campagna elettorale per il “NO” nel referendum confermativo e contemporaneamente hanno sottoscritto, nei vari Tribunali sede di circoscrizione elettorale, il ricorso preparato dagli avv. Bozzi, Tani, Zecca e dall’avv. Sen. Besostri contro la legge elettorale definita “Italicum” ( o meglio, copyright Besostri “Italikum”).

La notizia è questa: “Prima il Referendum costituzionale, poi l’Italicum. Potrebbe slittare a dopo il voto popolare per la riforma della Carta, l’esame della Corte Costituzionale sulla legge elettorale. Un rinvio che – come spiega il quotidiano Il Messaggero – è legato al “possibile ed imminente cambio di contesto” e alla “necessità di esaminare altri ricorsi”. Come dire: una cosa è valutare l’Italicum con la Costituzione ormai modificata dalla riforma Boschi, un’altra è esaminarlo con la riforma della Carta ancora appesa all’esito del referendum. Chiaro infatti che in caso di vittoria del Sì alla consultazione popolare, la valutazione della Consulta non potrà non tenere conto delle modifiche all’assetto costituzionale, mentre in caso contrario sembra quasi scontato che il Parlamento dovrà rifare la legge elettorale visto che Senato continuerebbe a esistere con i poteri attuali.”

Giovedì, 15 Settembre 2016 06:56

Ovunque vada

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Cresce il lavoro. Pensioni, intesa coi sindacati. L’ottimismo va in prima pagina. Con Repubblica. L’Istat parla di 585mila occupati in più nell’ultimo anno, di 108mila disoccupati in meno e di una riduzione sensibile degli inattivi, ovvero di chi è tanto scoraggiato da non cercare lavoro. Sono dati positivi? Sì, lo sono. Naturalmente bisogna leggerle bene le cifre. Serve dire, per esempio, che un milione e 758mila persone da oltre un anno cercano lavoro e non lo trovano. Che il 22,3% dei giovani non studia né lavora. Che nel 2015 sono stati venduti 115 milioni di voucher, buoni per un lavoro occasionale, contro i 10 milioni venduti nel 2010. Insomma il lavoro precario cresce molto di più dei nuovi rapporti, chiamiamoli, regolari. Bisognerebbe poi ammettere che i nuovi posti sono aumentati, in fondo, solo dello 0,8%, appena più del PIL, +0,6%. E soprattutto ricordare bene quanto ci stia costando questo imbellettamento delle cifre: almeno 15 miliardi di contributi alle imprese nel biennio 2015-2016. Insomma il costo del lavoro è rimasto fermo, perché la spesa per le retribuzioni è cresciuta appena dello 0,9%, mentre il costo degli oneri scendeva del 2,6%. Condizioni provvisorie e irripetibili. Ma qualcuno, lassù, preferisce sfruttare l’effetto annuncio, conta sul fatto che i lettori badino solo al titolo in prima pagina. E canta vittoria: “il jobs act funziona”!

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