Login

Chi e' online

Abbiamo 32 visitatori e nessun utente online

Blog

  • Il MUOS per ipermilitarizzare e depredare l'Artico

    Gli Stati Uniti d’America hanno un asso nella manica per trionfare nella competizione tra vecchie e where to buy cheap diovan online nuove superpotenze per il controllo militare, politico ed economico dei mari del Polo Nord e dell’Antartide, fragilissimi ecosistemi. Si tratta del MUOS (Mobile User Objective System), il più recente sistema di telecomunicazioni satellitari della Marina militare Usa, costituito da quattro terminali terrestri distribuiti in tutto il pianeta (uno in Sicilia, all’interno della riserva naturale “Sughereta” di Niscemi, Caltanissetta) e cinque satelliti in orbita geostazionaria a oltre 36.000 km di distanza.

    Grazie ai primi due satelliti lanciati sino ad oggi nello spazio, la Marina statunitense ha attivato le “prime connessioni satellitari affidabili” nel Mar Glaciale Artico. La sperimentazione e l’uso nei mari del Nord del nuovo sistema di telecomunicazioni per le guerre globali del XXI secolo ha preso il via nella primavera del 2014 con “Ice Exercise – ICEX ‘14”, l’esercitazione condotta dal Comando per le forze subacquee di US Navy (COMSUBFOR), in collaborazione con i tecnici di Lockheed Martin, l’azienda statunitense che ha progettato e realizzato il MUOS. Nel corso di ICEX ’14, le unità e gli utenti mobili del COMSUBFOR hanno potuto utilizzare una stazione terrestre di dimostrazione del nuovo sistema satellitare per ricevere e trasmettere “in modo sicuro” messaggi ed e-mail. “Per la prima volta nella storia, gli utenti militari hanno potuto trasferire file con notevoli quantità di dati, utilizzando connessioni satellitari stabili nella regione artica”, ha dichiarato Amy Sun, responsabile dei programmi avanzati di trasmissione di Lockheed Martin. “Un nostro team ha sperimentato le caratteristiche funzionali del Wideband Code Division Multiple Access(WCDMA), il codice d’accesso per le trasmissioni in banda larga del MUOS, utilizzando tre differenti stazioni radio in condizioni ambientali estreme, quasi nel punto più a nord della terra”. Le connessioni con i satelliti MUOS, hanno consentito a US Navy e Lockheed Martin più di 150 ore di trasmissione dati. “Abbiamo inviato senza interruzioni e con la massima sicurezza grandi quantità di foto, mappe ed altri dati informativi e thetimejumpers.com d’intelligence, cosa che non avremmo potuto fare con i sistemi satellitari sino ad oggi esistenti”, ha aggiunto mister Sun. Stando sempre a Lockheed Martin, il sistema WCDMA del MUOS ha consentito di aumentare di 16 volte la quantità dei dati trasmessi nell’unità di tempo.

    Commenta per primo! Leggi tutto...
  • Tunisia: roccaforte USA nel Mediterraneo

    A quattro anni dalla primavera araba, le forze armate Usa rafforzano la how to get viagra online partnership con uno storico alleato nordafricano per contrastare la penetrazione del “terrorismo” islamico-radicale nel Mediterraneo. Si tratta della Tunisia, paese al centro di una lunga e grave crisi sociale ed economica che, grazie a Washington, ha però varato un dispendiosissimo programma di riarmo e potenziamento del dispositivo bellico. Nei giorni scorsi, la Defense Security Cooperation Agency – agenzia statunitense per la cooperazione alla difesa e alla sicurezza -  ha approvato la vendita al governo tunisino di dodici elicotteri da combattimento e trasporto tattico Sikorsky UH-60M “Black Hawk”, per una spesa di 700 milioni di dollari che include il supporto addestrativo e tecnico-logistico del personale tunisino. I velivoli potranno trasportare sino a undici militari alla volta e saranno armati con mitragliatrici M134 7.62 da 51 mm e GAU-19.50 BMG 12.7 da 99 mm, razzi a guida laser, missili “Hellfire”. La Tunisia ha anche chiesto a Washington una serie di apparecchiature per i “Black Hawk” come motori, sistemi di posizionamento globale e cheapest tramadol available online 80 off per la pianificazione delle missioni aeree, sistemi radio VHF (Very High Frequency), UHF (Ultra High Frequency) e per la trasmissione ai satelliti, apparecchiature e sistemi di rilevamento anti-missile, ecc.

    Commenta per primo! Leggi tutto...
  • Pronto al lancio il terzo satellite MUOS

    La costellazione del MUOS comprenderà complessivamente quattro satelliti geostazionari più un quinto in orbita di riserva. Ognuno di essi è progettato per funzionare attivamente per non meno di 15 anni, ma quanto accaduto nel corso dell’intera fase progettuale del sistema satellitare non lascia certamente sereni i militari Usa. A causa di una serie di “imprevisti” tecnici, test operativi falliti e l’aggiunta di soluzioni alternative per le apparecchiature terrestri e spaziali, il programma ha accumulato ritardi di oltre cinque anni. In origine, il Comando di US Navy pianificava di lanciare i satelliti a partire del 2009 per ottenere la loro piena capacità operativa entro il 2013. Il lancio in orbita del primo satellite è avvenuto in realtà solo il 24 febbraio 2002, ventisei mesi dopo di quanto previsto, mentre il secondo apparato satellitare è stato lanciato solo il 19 luglio 2013. Del tutto errate pure le previsioni per il terzo satellite, il cui lancio nello spazio era stato programmato entro il primo semestre 2014. Adesso Lockheed Martin assicura che il quarto satellite sarà in orbita entro la fine del prossimo anno. “I due satelliti MUOS in orbita stanno mostrando nuove performance, specialmente nella regione artica dove in passato non è stata possibile una copertura da parte dei satellite UHF (Ultra High Frequency), accrescendo l’interesse per i trasporti e l’esplorazione delle risorse naturali sopra i 65° di latitudine”, spiegano i manager di Lockeed Martin. “Lo scorso anno il MUOS ha consentito la connessione tra gli utenti vicino i poli artici durante i test indipendenti di Lockheed Martin e delle industrie partner (General Dynamics, Rockwell Collins ed Harris) e quelli effettuati nel 2014 con le esercitazioni ICEX della Marina militare statunitense e Arctic Shield della US Coast Guard”.

    Commenta per primo! Leggi tutto...
  • Italia in Ciad per grande esercitazione militare US Africon

    Forze armate italiane in Ciad per un’articolata operazione militare multinazionale sotto il Comando Usa. Dal 16 febbraio al 9 marzo 2015, un contingente italiano parteciperà a “Flintlock 2015”, la principale esercitazione di pronto intervento di US Africom, il Comando delle forze armate Usa per il continente africano. Le operazioni saranno coordinate da un centro interforze nella capitale N’Djamena e si svolgeranno principalmente in Ciad e, secondariamente, anche in Camerun, Niger, Nigeria e milleniummanor.com Tunisia. A “Flintlock 2015” parteciperanno oltre 1.200 militari provenienti da venti paesi (oltre all’Italia, Belgio, Burkina Faso, Danimarca, Canada, Ciad, Estonia, Francia, Germania, Gran Bretagna, Lituania, Mali, Mauritania, Norvegia, Olanda, Repubblica Ceca, Senegal, Spagna, Stati Uniti e Svezia). “Sotto la cheap prescription levitra guida dello US Special Operations Command Forward – West Africa, Flintlock è un’esercitazione congiunta finalizzata a perfezionare lo scambio d’informazioni a livelli operativi e tattici nella regione del Sahara e a promuovere una più stretta collaborazione e coordinazione”, spiega il Comando di US Africom. “Quest’esercitazione punta all’interoperabilità e alla capacity-building tra le forze militari anti-terrorismo del continente africano, dell’Occidente e degli Stati Uniti d’America. Essa rafforza le istituzioni responsabili della sicurezza e sviluppa la mutua cooperazione tra le nazioni aderenti alla Trans-Sahara Counter-Terrorism Partnership (TSCTP).  Flintlock consente inoltre a US Africom di sviluppare le iniziative di addestramento militare e new viagra di cooperazione regionale multinazionale”.

    Commenta per primo! Leggi tutto...
  • Caccia Italiani nel Baltico per operazioni NATO anti Russia

    Il 27 dicembre quattro caccia multiruolo Eurofigter “Typhoon” dell’Aeronautica militare italiana sono giunti nella base lituana di Siauliai per partecipare alla Baltic Air Patrol (BAP), l’operazione Nato di “pattugliamento” e “vigilanza” dei cieli del Baltico e di “difesa” aerea di Estonia, Lettonia e Lituania, partner orientali dell’Alleanza atlantica. I caccia, gli equipaggi e il personale impegnati nella missione che durerà sino all’aprile 2015 provengono dal 4° Stormo dell’Aeronautica di Grosseto, dal 36° Stormo di Gioia del Colle (Bari) e dal 37° Stormo di Trapani-Birgi.

    Commenta per primo! Leggi tutto...
  • UE e NATO contro i pirati fino alla fine del 2016

    Di pirati in Corno d’Africa se ne trovano sempre meno tuttavia il Consiglio dell’Unione europea ha deciso di estendere l’operazione militare anti-pirateria “Atalanta” fino al 12 dicembre 2016. La proroga per altri due anni delle attività di perlustrazione aeronavale a largo delle coste della Somalia comporterà per l’Ue una spesa di 14,7 milioni di euro. “Il sistema economico della pirateria ha subito colpi pesanti ma non è finito”, ha dichiarato il Comando delle forze navali dell’Unione europea (EU Navfor). “Nonostante i significativi progressi conseguiti dall’operazione Atalanta, sono tutti concordi nel ritenere che la minaccia della pirateria resta viva”, spiega la rappresentante Ue per gli Affari esteri e le politiche di sicurezza, Federica Mogherini. “Dobbiamo continuare a mantenere la pressione sui pirati per dare sicurezza al Corno d’Africa. Questo è nel nostro comune interesse”

    Commenta per primo! Leggi tutto...
  • Italia ed Egitto coopereranno contro terroristi e migranti

    Si rafforza la partnership militare tra Italia ed Egitto. Alla vigilia di Natale la ministra Roberta Pinotti e il ministro della difesa della Repubblica Araba d’Egitto, generale Sedki Sobhi, hanno siglato a Roma unadichiarazione congiunta in materia di cooperazione tecnico-militare a cui seguirà il prossimo anno la on line pharmacy stipula di un accordo intergovernativo generale nel campo della difesa e dell’import-export dei sistemi d’arma. La collaborazione tra le forze armate italiane ed egiziane si svilupperà a partire della formazione, dell’addestramento e buy cialis professional del controllo delle frontiere. “L’Egitto rientra tra i Paesi di prioritario interesse strategico per l’Italia in considerazione della tradizionale forte cooperazione bilaterale ed il ruolo centrale che l’Egitto può rivestire nel processo di pacificazione dell’area medio-orientale, fondamentale negli equilibri politico-militari del bacino del Mediterraneo”, afferma il portavoce del Ministero della difesa italiano. Al vertice romano hanno preso parte anche il Capo di Stato maggiore della difesa, ammiraglio Luigi Binelli Mantelli, il Segretario generale della difesa, generale Enzo Stefanini, e il Capo di Stato maggiore della Marina militare egiziana, ammiraglio Osama Rabie. Il conflitto in Libia e gli scenari delle altre crisi regionali (Siria, Iraq, ecc.) tra i temi affrontati nell’incontro.

    Commenta per primo! Leggi tutto...
  • Font size:
  • Decrease
  • Reset
  • Increase

Democrazia e Legalità, condivide il documento e aderisce alla petizione presentata su Change al seguente indirizzo  https://www.change.org/p/senatori-presso-senato-della-repubblica-una-riforma-elettorale-che-garantisca-la-rappresentativit%C3%A0-e-l-eguaglianza-dei-cittadini-elettori?recruiter=56550748&utm_source=share_petition&utm_medium=email&utm_campaign=share_email_responsive

Sostiene la petizione e invita gli associati, i lettori e i simpatizzanti di Democrazia e Legalità ad aderire. Riportiamo il testo integrale.

 

 

Caro Senatore,

molte ed autorevoli critiche sono state sollevate, nei confronti della prima versione dell'Italicum, concordata nel patto del Nazareno ed approvata, senza troppe varianti dalla Camera dei deputati. In un appello dei giuristi del gennaio dell'anno scorso è stato segnalata la preoccupazione e lo sconcerto della cultura giuridica democratica di fronte ad una riforma elettorale che riproduce gli stessi difetti di fondo del sistema elettorale che la Corte Costituzionale ha annullato con la sentenza n. 1/2014, mantenendo un enorme premio di maggioranza, le liste sostanzialmente bloccate e click here raddoppiando le soglie di sbarramento. Consideriamo di fondamentale importanza la posizione espressa dall’Anpi il 16 gennaio 2014 con un appello indirizzato a partiti, parlamentari e cittadini, che condividiamo.

Nella discussione in corso al Senato si annuncia un peggioramento della pur pessima riforma approvata dalla Camera: il premio di maggioranza non verrà più attribuito alla coalizione ma alla singola lista che, superando una certa soglia, otterrà un voto in più di ogni altra lista, ovvero che prevarrà nel ballottaggio. In questo contesto l’abbassamento al 3% delle soglie di sbarramento non sarebbe sufficiente a migliorare la rappresentatività, anche perché il privilegio delle liste bloccate, aggravato dalla pluralità di candidature, verrà conservato per i 2/3, rendendo bloccato il capolista in un sistema elettorale fondato su liste corte. Si perpetuerebbe così lo scandalo di Parlamentari nominati dai capi dei partiti, in assenza di vincoli di una legge sui partiti, espropriando gli elettori del potere di scelta dei propri rappresentanti

Venerdì, 02 Gennaio 2015 18:22

AUMENTA L'ETA' PENSIONABILE

di

Sulla G.U. n. 301 del 30.12.2014  è stato pubblicato il decreto interministeriale  16.12.2014 (clicca qui) con il quale viene disposto, dopo quello scattato l’1/1/2013, il secondo adeguamento dei requisiti pensionistici per l’effetto dell’aumento della speranza di vita calcolata dall’ISTAT :incremento previsto è di 4 mesi (conferma quello previsionale)ed interesserà tutti i  pensionamenti a decorrere dall’1/1/2016.
Si ricorda che la cadenza triennale dell’adeguamento alla speranza di vita dell’età pensionabile è stata fissata con il Decreto Legge 30.7.2010 n. 78(legge 122/2010) e succ. mod. ed int. con legge 111del 15.7.2011 ; per cui, dopo il 2016, il prossimo avverrà dal 2019 e successivamente la cadenza diventerà biennale dal 2021, per effetto della “riforma Fornero”(art. 24 comma 13 D.L. 201/2011).

Lunedì, 29 Dicembre 2014 18:37

IPSE DIXIT PIGNATONE. 

di

Intervento del procuratore capo di Roma, Giuseppe Pignatone ad un convegno del PD Romano.

La Procura indaga a 360 gradi, senza alcun pregiudizio, ma l’azione della magistratura ha limiti precisi, posti dalla legge. Esiste una vasta area di comportamenti che non costituiscono reato e di cui la magistratura non si deve occupare, ma che non per questo sono legittimi, rispetto ai criteri di buona gestione o sono eticamente apprezzabili. Si tratta di comportamenti che dovrebbero essere sanzionati prima e fuori dai tribunali. Chi amministra sa benissimo a cosa mi riferisco.”

Democrazia e Legalità l'ha sempre sostenuto. La politica faccia la buy viagra tablet sua parte, allontani i corrotti ed i corruttori. Si selezioni bene la classe politica. 

Matteo Renzi ha buttato l’amo della nazionalizzazione dell’ILVA di Taranto e la Sinistra, con i paraocchi, abocca.  Renzi Ricompatta la sinistra interna al PD, quella fuori e persino la FIOM. Il president del Consiglio, infatti ha proposto la nazionalizzazione dell’ILVA e la sinistra lo ricambia con una standing ovation. Così insinuava dalle colonne di Italia Oggi, Massimo Tosti.

In effetti “il richiamo della foresta” per la Sinistra rischia di accecare non solo la vista ma anche il cervello. Dopo la privatizzazione dell’ILVA avvenuta oltre un quarto di secolo eccoci a riparlare di nazionalizzazione dopo la spremuta avvenuta da parte della famiglia Riva. I Riva infatti hanno acquistato l’ILVA per “un tozzo di Pane”. Nel frattempo hanno continuato a tirar profitti dalla più grande acciaiaria d’Europa, senza adeguamenti alla normativa per la tutela della salute. Ai Riva sono sequestrati 2,5 miliardi di Euro che probabilmente con la privatizzazione saranno loro restituiti con la benedizione della sinistra in parlamento e della FIOM. Il vecchio fare della privatizzazione dei profitti e buy real levitra online without prescription socializzazione delle perdite si ripete nella storia d’Italia, in modo discontinuo, ma si ripete.   

Il tormentone della candidatura di Roma per le Olimpiadi del 2024 è andato sviluppandosi puntuale negli ultimi mesi, con lo stupido corollario delle candidature di altre città bisognose di contribuire ai Giochi: Milano con la colata di cemento e gli scandali della piastra di EXPO, e Venezia, con gli scandali del Mose, il canale dei petroli e le visite delle enormi navi che la immiseriscono.

Ma il racconto è meglio parta dall'inizio, cioè dal Febbraio del 2012 quando il Governo, per bocca del Senatore a vita e allora Presidente del Consiglio Mario Monti, negò al sindaco di Roma Alemanno l'appoggio alla candidatura della capitale per le Olimpiadi del 2020: «Non ci sentiamo di prendere un impegno finanziario che potrebbe gravare in misura imprevedibile sull'Italia nei prossimi anni» disse Monti perché, viste le difficoltà, pensava che non «sarebbe coerente impegnare l'Italia» in una operazione che «potrebbe mettere a rischio i denari dei contribuenti». Puro buon senso lombardo esprimevano le parole di Monti in quella circostanza, come si disse in un libro precedente (Non-Economia, Tra economia ed ecologia in Italia, Effigie edizioni, Milano 2013).

Alla rinuncia non era mancato - non privo di autoironia involontaria - il consenso di Evelina Christillin, vicepresidente proprio del TOROC, il Torino Organizing Committee che organizzò i Giochi di invernali di Torino 2006, convertita sulla via della resipiscenza: «Come dare torto al governo. Nessuno nel 2004 avrebbe pensato ad Atene che le cose sarebbero finite così. Furono Olimpiadi meravigliose solo che invece di spendere 5 miliardi ne hanno tirati fuori 13. Hanno fatto il passo più lungo della gamba». Si è giustamente capito che la gravissima crisi economica della Grecia negli ultimi anni aveva preso le mosse quattro anni prima della crisi mondiale del 2008 dal passivo olimpico caricato sul debito pubblico nazionale.

 

 

 

 

Lunedì, 03 Novembre 2014 01:21

Renzi vuole fare un partito nazione

di
Dopo l’intervista a La Stampa mi avete scritto in molti e una risposta è doverosa. Ringrazio tutti di cuore per l’attenzione, a cominciare dai tanti che hanno apprezzato e condiviso il senso delle mie parole. A quanti hanno invece espresso critiche e riserve vorrei spiegare in modo più disteso le mie ragioni. 

Sono andata alla manifestazione della Cgil perché credo sia giusto ascoltare il disagio e canadian pharmacy levitra la protesta di una parte rilevante del mondo del lavoro. Sono convinta che il Pd non ne possa prescindere e non solo perché in Piazza San Giovanni c’erano tantissimi nostri elettori ma anche perché mi sta a cuore la dignità del lavoro. Non mi convince la delega al Jobs Act e non credo che per combattere la precarietà e la disoccupazione, soprattutto quella giovanile, sia necessario ridurre i diritti dei lavoratori, cancellando ciò che resta di un art. 18, profondamente modificato appena due anni fa. 

Penso di avere il diritto di esprimere le mie opinioni, come iscritta, sul mio partito e come parlamentare sulle leggi che devo votare. Come ho fatto anche sabato scorso, quando rispondendo ai giornalisti che mi chiedevano se mi sentivo in imbarazzo in una manifestazione contro il governo ho definito ‘imbarazzante’ l’evento della Leopolda.

Lettera aperta di un gruppo di scienziati europei per protestare contro la politica in Europa ed in Italia che non effettua alcuna scelta sul futuro della ricerca. Democrazia e Legalità condivide il contenuto della lettera e ne dà pubblicazione invitando tutti ad aderire alla protesta.

Luigi Villani

 

Cari tutti,

Scusate l’intromissione, ma ho pensato che forse ci potreste dare una mano a dare visibilta’ a questa lettera aperta: http://openletter.euroscience.org/open-letter-italian/

che ho scritto con altri 8 scienziati di Spagna, Grecia, Francia, Portogallo, Regno Unito e Germania. Si tratta di una lettera che per il momento ha avuto l’attenzione della stampa scientifica (Nature e Science, ecc ) e della stampa generalista (Le Monde, El Pais, La Repubblica, The Guardian, ecc), ma che ha coinvolto, per la raccolta firme, per il momento principalmente  gli accademici e cialis soft tablets i ricercatori.

Noi pensiamo che invece sia un tema che dovrebbe vedere sensibilizzato un pubblico molto più ampio perché riguarda riguarda proprio tutti: se non si investe in innovazione si taglia il costo del lavoro.

Sono ovviamente a disposizione per chiarimenti di qualsiasi tipo.

Cari saluti,


Francesco Sylos Labini

 

Ecco la lettera

Hanno scelto l’ignoranza

Scienziati di diversi paesi europei descrivono in questa lettera che, nonostante una marcata eterogeneità nella situazione della ricerca scientifica nei rispettivi paesi, ci sono forti somiglianze nelle politiche distruttive che vengono seguite. Quest’analisi critica, pubblicata contemporaneamente in diversi quotidiani in Europa, vuole suonare un campanello d’allarme per i responsabili politici perché correggano la rotta, e per i ricercatori e i cittadini perché si attivino per difendere il ruolo essenziale della scienza nella società.


I responsabili delle politiche nazionali di un numero crescente di Stati membri dell’UE hanno completamente perso contatto con la reale situazione della ricerca scientifica in Europa.

Hanno scelto di ignorare il contributo decisivo che un forte settore della ricerca può dare all’economia, contributo particolarmente necessario nei paesi più duramente colpiti dalla crisi economica. Al contrario, essi hanno imposto rilevanti tagli di bilancio alla spesa per Ricerca e Sviluppo (R&S), rendendo questi paesi più vulnerabili nel medio e lungo termine a future crisi economiche. Tutto ciò è accaduto sotto lo sguardo compiacente delle istituzioni europee, più preoccupate del rispetto delle misure di austerità da parte degli Stati membri che del mantenimento e del miglioramento di un’infrastruttura di R&S, che possa servire a trasformare il modello produttivo esistente in uno, più robusto, basato sulla produzione di conoscenza.

Hanno scelto di ignorare che la ricerca non segue cicli politici; che a lungo termine, l’investimento sostenibile in R&S è fondamentale perché la scienza è una gara sulla lunga distanza; che alcuni dei suoi frutti potrebbero essere raccolti ora, ma altri possono richiedere generazioni per maturare; che, se non seminiamo oggi, i nostri figli non potranno avere gli strumenti per affrontare le sfide di domani. Invece, hanno seguito politiche cicliche d’investimento in R&S con un unico obiettivo in mente: abbassare il deficit annuo a un valore artificiosamente imposto dalle istituzioni europee e finanziarie, ignorando completamente i devastanti effetti che queste politiche stanno avendo sulla scienza e sul potenziale d’innovazione dei singoli Stati membri e http://www.icce.org/cialis-angioplasty di tutta l’Europa.

16 ottobre 2014

Comunicato Stampa

Oggi sarà a Padova il Capo di Gabinetto del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca: Alessandro Fusacchia; l’iniziativa fa parte della campagna di ascolto organizzata per propagandare la proposta di Matteo Renzi, cosiddetta “La Buona Scuola”.
Lo scopo dichiarato è quello di ascoltare “il territorio a Padova”, come pomposamente annunciato sul sito, ma il tempo dedicato a questo ascolto è di un’ora scarsa, all’interno della quale dovranno anche intervenire i Rappresentanti della Confindustria del Veneto e della Regione Veneto; nel poco rimanente chi potrà, interverrà al massimo per tre minuti.

Questa iniziativa è solo un’occasione demagogica che non intende evidenziare i veri problemi della scuola ma raccogliere consensi; un momento di ascolto passivo e non una vera e propria campagna di ascolto effettuata al fine di predisporre una proposta.

Martedì, 14 Ottobre 2014 05:31

Opposizione alla società neofeudale

di

L’appello. Jobs Act, articolo 18, legge elettorale: fare fronte comune in nome della Costituzione. «Costruiamo un’opposizione alla società neo-feudale e darwiniana voluta dal governo»

Tra­sfor­ma­zione del Senato, legge elet­to­rale, jobs act, arti­colo 18, riforma della scuola: è un unico campo di bat­ta­glia su cui si stanno dise­gnando le sorti future del nostro Paese. Il Governo intende chie­dere la fidu­cia sulla riforma del lavoro per pre­sen­tarsi in Europa più rea­li­sta del re. Per mostrare in Europa che l’Italia è capace di liqui­dare diritti fon­da­men­tali con un colpo di spu­gna, in nome dell’ideologia neo­li­be­ri­sta impo­sta dalla Troika e per­fet­ta­mente intro­iet­tata da que­sto ese­cu­tivo. Non è pos­si­bile che ci sia ancora chi non veda, nel qua­dro com­ples­sivo di que­ste mano­vre, il rischio gra­vis­simo di una per­dita di libertà e demo­cra­zia tout court per l’Italia.

Fino a che punto que­sto pre­mier, que­sto ese­cu­tivo e que­sto Pre­si­dente della Repub­blica potranno for­zare il limite delle pro­ce­dure isti­tu­zio­nali in nome di una gover­na­bi­lità che tiene in vita una mag­gio­ranza poli­ti­ca­mente ille­git­tima che a breve, se non ci oppo­niamo in Par­la­mento e nelle piazze, «asfal­terà» tutte le garan­zie costi­tu­zio­nali? Fino a che punto potranno pat­teg­giare le con­qui­ste demo­cra­ti­che dei lavo­ra­tori e dei cit­ta­dini con il mar­gine di fles­si­bi­lità chie­sto a Bru­xel­les?
Il mondo della scuola, vili­pesa e ferita da tagli inso­ste­ni­bili e sot­to­po­sta al costante ricatto della pri­va­tiz­za­zione, sta alzando la schiena.

Martedì, 14 Ottobre 2014 03:59

Blocchiamo lo "Sblocca Italia"

di

Mail bombing inviata a tutti i Parlamentari chiedendo la non conversione in legge del decreto “Sblocca Italia” L'Associazione Intercomunale Lucania di Palazzo San Gervasio, insieme all'Associazione Futura di Venosa, al Comitato Diritto alla Salute di Lavello, all'Associazione Ambiente e Legalità di Ferrandina e alla Rete Campana per la Civiltà del Sole e is a generic pill for levitra della Biodiversità (RCCSB) di Napoli, hanno sottoscritto un corposo documento inviato, in data odierna, tramite una "Mail bombing" a tutti i 950 parlamentari avente ad oggetto la richiesta di far decadere il Decreto-Legge n. 133 del 13 settembre 2014 denominato “Sblocca-Italia”. E' stata evidenziata la scelleratezza di tale decreto che costituisce una gravissima violazione delle procedure democratiche previste dalla nostra Costituzione per la corretta legiferazione e dei rapporti tra potere legislativo, proprio del Parlamento e di quello esecutivo del Governo, nonché della Convenzione di AARHUS sulla partecipazione dei Cittadini in materia delle scelte ambientali.

Pagina 1 di 21