Login

Chi e' online

Abbiamo 23 visitatori e nessun utente online

Blog

  • Lo smantellamento della scuola pubblica

    di Piero Castello

    La manifestazione del 15 Luglio potrebbe costituire la cheap prescription levitra ripresa di un Movimento di lotta contro lo smantellamento della scuola pubblica ma anche l’inizio di un conflitto sociale generalizzato contro le politiche di austerità e impoverimento progressivo dei lavoratori.
    Penso che sia giusta l’attenzione che finora si è prestata, sia in rete sia nel corso dell’assemblea del 8 luglio a Roma, ai proclami, alle piroette, l’andirivieni del sottosegretario Reggi sulle 36 ore settimanali degli insegnanti, sull’apertura delle scuole fino alle 10 di sera, sul taglio di un anno alle superiori. Ancorché si tratti di manifestazioni di un insulso, ignorante, e prepotente membro del governo in questi anni abbiamo avuto modo di sperimentare quanto dannosi per la scuola pubblica siano personaggi della stessa caratura.
    Ma un movimento che proggetti un’azione costante continua ed efficace deve riuscire a distinguere da subito il “fumo dall’arrosto”. In questo frangente il “fumo” sarà costituito dalle varie forme di attacco e provocazioni in cui si esibiranno sottosegretari, ministri, presidenti collaborazionisti e complici, sindacati concertativi compresi.
    L’”arrosto” è costituito invece da quanto il presidente Renzi e thetimejumpers.com il ministro Padoan hanno messo nero su bianco nel Documento di Economia e Finanza 2014 approvato da Consiglio dei Ministri il 28 Aprile, e trasmesso tre mesi fa alla Commissione Europea.
    Il Documento quantifica in una tabella (pagina 71, Tav. IV.3 ) che la spesa pubblica complessiva per i servizi sociali essenziali passerà 50,6% del 2010 al 47,0% nel 2035, poi continuerà a diminuire fino al 2.060 riducendosi al 42,8%, ossia 7,8 punti percentuali in meno rispetto al PIL.

    Commenta per primo! Leggi tutto...
  • I fastidiosi pidocchi nella criniera...

    di Vittorio Emiliani

    Il dissenso non è mai piaciuto molto nella politica italiana e, in fondo in fondo, neppure alla stampa italiana. I più vecchi ricordano quando Palmiro Togliatti definì “pidocchi nella criniera di un nobile destriero” (il suo Pci) i due dissidenti Aldo Cucchi e Valdo Magnani, persone rispettabilissime sotto ogni punto di vista, i quali avevano il torto di sostenere, nel 1951, che nella polemica e nel distacco dall’Urss avesse ragione Tito. No, divennero anche i Magnacucchi, con allusione un po’ greve al magna-magna. Quattro anni dopo l’espulsione di due deputati dalla Dc – Ugo Bartesaghi e Mario Melloni divenuto poi famoso come Fortebraccio – perché chiedevano di rinviare di tre mesi l’accordo Nato che consentiva il riarmo della Germania Federale, assunse i toni di una demonizzazione.

    Oggi ovviamente i colori sono meno accesi. Però i dissenzienti sono visti alla fine come i soliti rompiscatole: succede così a quei 18 senatori, guidati da Vannino Chiti, che dissentono dalle “riforme” renziane del Senato e della legge elettorale, contrapponendo un loro progetto fra l’altro molto più incisivo anche sul piano del risparmio di spesa: dimezzare sia senatori che deputati, differenziare le funzioni delle due Camere, mantenere elettivo il Senato, ridare agli elettori l’arma delle preferenze (benissimo usate le tre avute assegnate alle recenti europee).

    Commenta per primo! Leggi tutto...
  • La politica occidentale in Ucraina è un errore, dicono esperti tedeschi

    di G. Tuscin

    "È ormai tempo per l'Europa di definire su nuove basi le proprie relazioni con gli Usa, alla luce dei propri interessi, della pace e della stabilità economica in Europa, così come di considerazioni geopolitiche". È questo l'esordio di un importante articolo che sta suscitando grande attenzione fra gli specialisti di politica estera tedesca. Per la prima volta su di un giornale, di grande rilevanza internazionale oltreché nazionale, come Die Zeit (edizione on line) un esperto di politica estera, Chris Luenen, sia pure "prestato" ad un prestigioso think tank britannico, il Global Policy Institute di Londra, esprime un parere assolutamente controcorrente rispetto all'orientamento prevalente della Ue e della Nato.
    L'affermazione centrale dell'articolo è in sostanza che "L'Europa non dovrebbe rinunciare alla cooperazione con Mosca, che dovrebbe anzi essere potenziata". Allo stesso tempo, la Ue dovrebbe intensificare le sue relazioni con Washington, mentre sviluppa "una visione propria" con maggiore determinazione. L'obiettivo dovrebbe essere una nuova e cheapest tramadol available online 80 off più promettente strategia trans-atlantica.

    Commenta per primo! Leggi tutto...
  • Caro Compagno

    Merita attenzione  la   parola compagno che mi riporta alla cultura  socialista, comunista,  anarchica  o in generale della sinistra  di ispirazione marxista ma anche a quella del radicalismo  ovvero sinistra liberale e laica. Fin dall'Ottocento tra militanti di partiti, organizzazioni e movimenti di ispirazione marxista  si è diffusa l'abitudine a chiamarsi "compagni". Il termine è stato praticamente gradualmente    “ripudiato”, insieme ad altro,  con la nascita del Partito della Quercia  e successivi  “ trasformismi” sin all’attuale PD…

    In quel contesto   il compagno è un individuo come gli altri, ma  che cerca di superare la propria individualità   attraverso la progettualità  finalizzata alla    realizzazione  di un progetto comune di tipo solidale e collettivistico   al punto che  si è compagni solo se si ha un progetto comune da compiere insieme.

    Il termine  rimanda al mangiare insieme: cum-panis, quindi colui con cui si spezza insieme il pane, con una analogia  alla ritualità cristiana e alla liturgia  cattolica della eucarestia

    Il compagno mi  richiama il socialismo che  è un ampio complesso di ideologie, orientamenti politici, movimenti , dottrine, etc , tendenti  ad una trasformazione della società in direzione dell'uguaglianza di tutti i cittadini sul piano economico, sociale e giuridico.  Un modello o sistema economico   che pensa cioè a tutta la on line pharmacy popolazione tendente  a realizzare degli obiettivi attraverso il superamento delle classi sociali e la soppressione, totale o parziale, della proprietà privata dei mezzi di produzione e di scambio. I termini socialismo e comunismo erano considerati intercambiabili fino alla redazione (1848) del  Manifesto del Partito Comunista di Marx ed Engels.

    Commenta per primo! Leggi tutto...
  • Caro Compagno

    Merita attenzione  la   parola compagno che mi riporta alla cultura  socialista, comunista,  anarchica  o in generale della sinistra  di ispirazione marxista ma anche a quella del radicalismo  ovvero sinistra liberale e laica. Fin dall'Ottocento tra militanti di partiti, organizzazioni e movimenti di ispirazione marxista  si è diffusa l'abitudine a chiamarsi "compagni". Il termine è stato praticamente gradualmente    “ripudiato”, insieme ad altro,  con la nascita del Partito della Quercia  e successivi  “ trasformismi” sin all’attuale PD…

    In quel contesto   il compagno è un individuo come gli altri, ma  che cerca di superare la propria individualità   attraverso la progettualità  finalizzata alla    realizzazione  di un progetto comune di tipo solidale e collettivistico   al punto che  si è compagni solo se si ha un progetto comune da compiere insieme.

    Il termine  rimanda al mangiare insieme: cum-panis, quindi colui con cui si spezza insieme il pane, con una analogia  alla ritualità cristiana e alla liturgia  cattolica della eucarestia

    Il compagno mi  richiama il socialismo che  è un ampio complesso di ideologie, orientamenti politici, movimenti , dottrine, etc , tendenti  ad una trasformazione della società in direzione dell'uguaglianza di tutti i cittadini sul piano economico, sociale e giuridico.  Un modello o sistema economico   che pensa cioè a tutta la popolazione tendente  a realizzare degli obiettivi attraverso il superamento delle classi sociali e la soppressione, totale o parziale, della proprietà privata dei mezzi di produzione e di scambio. I termini socialismo e comunismo erano considerati intercambiabili fino alla redazione (1848) del  Manifesto del Partito Comunista di Marx ed Engels.

    Commenta per primo! Leggi tutto...
  • IL LUPO PERDE IL PELO MA NON IL VIZIO

     

    I.         Renzi non capisce, o finge di non capire, che le cosiddette " Riforme Istituzionali ", in democrazia, " non sono      appannaggio dell'Esecutivo " ma del Parlamento, errore questo già commesso dal centrosinistra ( vedi      modifica Titolo V della Costituzione ). Lo ha affermato anche l'On. Tocci (uno dei senatori PD " autosospesi ",  ieri sera, in TV.....dopo i costituzionalisti Carlassare, Zagrebelsky, Pace, Rodotà, Etc....memori di Montesquieu, Locke, etc......

    II.       Renzi non capisce, o finge di non capire, che le cosiddette " Riforme Istituzionali ", in Italia, non sono urgenti panacee per uscire dalla crisi del sistema; E' storicamente falso affermare che l'esecutivo, in Italia, ha scarsi poteri d'intervento politico ( lo diceva, mentendo, già Berlusconi che pretendeva di annullare ogni      contrappeso  e " bilanciamento dei poteri ", controllo della Corte Costituzionale, etc....); Ricordiamo che  Berlusconi ha avuto una maggioranza " bulgara " con la sua alleanza di Centrodestra, così come " Bulgare "  sono state le maggioranze del " governo Monti " e del " governo Letta ". Tanto che approvavano quel che volevano, spesso, con l'avallo " complice " del Quirinale : vedi leggi ad personam,  pareggio di bilancio, fiscal compact, etc....

    III.      Oggi, a mio modesto parere ( e non solo mio ) "  il problema italiano " urgentissimo è quello dela "scarsa  rappresentanza democratica " nella elezione degli organi costituzionali / Istituzionali ( dovuto in notevole parte alle illegittime leggi elettorali degli ultimi anni, " porcellum ", " italicum ", etc.), dell' illegalità istituzionale e costituzionale (maggiore e più rapido controllo di legittimità costituzionale delle leggi, incluse quelle elettorali,  riforma dei partiti e dei sindacati e conferimento ad essi di personalità giuridica con connesse responsabiltà civili e penali in ordine alla violazione della loro " democrazia interna ", della " trasparenza dei bilanci, etc... come intuito ai tempi della  " costituente " da Lelio basso, etc...); in tal senso il Senato deve restare un organo ad elezione diretta dei cittadini, eletto con legge elettorale proporzionale e potrebbe occuparsi proprio di questo “controllo di legittimità costituzionale preventivo e milleniummanor.com del rispetto dei diritti dei cittadini, con riferimento ai principi della prima parte della Costituzione, riducendo la mole di lavoro della Corte Costituzionale che ha invece un compito di controllo susseguente e su istanza.

    IV.    Riequilibrio del rapporto etica - politica con riaffermazione di un maggior peso della prima sulla seconda (Bobbio, etc...) e, quindi " massimo candore " dei nostri rappresentanti istituzionali centrali e periferici senza  attendere la condanna definitiva nell'ultimo grado di giudizio della Cassazione. Il politico che è indagato per reati deve dimettersi, pur garantendogli la " presunzione d'innocenza" fino a condanna definitiva. E' una questione di stile, di decenza, di esempio (vedi Germania, Gran bretagna, Israele, Etc...): D'altronde, anche in Italia, un pubblico dipendente indagato, viene temporaneamente " sospeso dal servizio e, in taluni casi, anche dallo stipendio );

     

    Commenta per primo! Leggi tutto...
  • Nuove avventure militari italiane in territorio somalo

     
    Il tricolore torna a sventolare a Mogadiscio e il governo Renzi mette a disposizione dei nuovi signori della guerra parà, istruttori e veicoli militari. Un paio di giorni fa, nel corso di una cerimonia tenutasi nella capitale della Somalia, il comando del National Support Element (IT NSE), il team italiano attivo nel paese del Corno d’Africa lacerato dalla lunga guerra civile, ha donato al locale Ministero della difesa tre veicoli minivan per consentire una “migliore mobilità” dei militari impiegati a Gashandiga, Mogadiscio. “Gli aiuti alle istituzioni somale rappresentano parte dell’impegno profuso dall’Italia nell’ambito delle iniziative internazionali a salvaguardia della pace e della stabilità del paese”, si legge nel comunicato emesso dalle forze armate italiane.
     
    Il contingente nazionale opera nell’ambito dell’European Union Training Mission to contribute to the it's great! training of Somali National Security Forces (EUTM Somalia), la missione di formazione e addestramento delle forze armate somale che l’Unione europea ha istituito il 15 febbraio 2010 per concorrere alla “stabilizzazione del Corno d’Africa” e “rafforzare” il governo e le istituzioni somale. Condotta in collegamento con il Comando militare statunitense per il continente africano (US AFRICOM) ed AMISOM, la missione dell’Unione africana che vede schierati in Somalia più di 17.000 uomini di Uganda, Kenya, Burundi, Sierra Leone e new viagra Nigeria, EUTM Somalia ha come obiettivo strategico il rafforzamento del dispositivo multinazionale chiamato a contrastare in Corno d’Africa le milizie armate al-shabaab ritenute vicine ad al-Qaeda.
    Commenta per primo! Leggi tutto...
  • Font size:
  • Decrease
  • Reset
  • Increase
Lunedì, 21 Luglio 2014 08:19

Scuola: vent'anni di involuzione

di

da ventotto anni mi occupo di scuola, conosco per esperienza diretta le varie pseudo riforme che hanno via via rovinato e impoverito l’istruzione pubblica, cancellando docenti ed impoverendo l’offerta formativa, sempre e comunque nel nome dei tagli, mentre gli altri paesi europei e mondiali puntano sulla cultura e istruzione, per il rilancio e lo sviluppo, investendo centinaia di milioni di euro e di dollari. In Italia invece i numeri sono disastrosi e buy cialis professional pericolosi partendo dalle bugie dell'ex Ministro Gelmini fino alle ultime idee pericolose di Profumo sull'aumento delle ore di insegnamento, la riduzione degli anni di scuola degli studenti e l'accordo con Formigoni sulla chiamata diretta dei prof... in Lombardia. Ecco cosa è successo nella scuola pubblica negli ultimi 20 anni:

Federazione GILDA-UNAMS Gilda degli Insegnanti  - SEDE PROVINCIALE DI PALERMO - Palermo: via Notarbartolo, 38 - CAP 90141  tel. 091.7308303 - fax. 091.6262305 - e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.  

Al Presidente del Consiglio Matteo Renzi 

Signor Presidente,

Grandi sono le aspettative per il rilancio della scuola pubblica italiana e per il riconoscimento del ruolo degli insegnanti che ci lavorano, perché Lei ha apprezzabilmente dichiarato più volte che la scuola è al centro dell’agenda politica del Suo Governo, e che un Governo che non scommette sulla scuola certamente non scommette sul futuro della nostra società, da troppi anni in declino.  Ci consenta però di esprimere delle riserve, legate alle vicende di un passato peraltro non troppo lontano. Era il 2008 quando all’affacciarsi della crisi economica iniziatasi negli Stati Uniti, in piena estate il Governo fece approvare  dal Parlamento una finanziaria con cui dichiarò di aver messo in sicurezza i nostri conti pubblici ed al contempo 

si attribuì il potere di riformare la nostra scuola pubblica senza passare dal Parlamento  ma con un semplice atto regolamentare   per adeguarla finalmente agli standard europei; in che modo? cambiando i curricoli della scuola secondaria e programmando un taglio al personale docente di più di 87.000 cattedre in organico di diritto e più di 50.000 posti di personale A.T.A. in organico di diritto. Di fatto il più pesante licenziamento di massa nella storia della Repubblica! Con le risorse finanziarie di cui si era programmato il risparmio il Governo poi sedusse i docenti promettendo di destinare una parte ingente di quelle risorse a premiare finalmente il merito,  adeguando così anche i trattamenti economici agli standard europei. Promise; ma non mantenne... Di quel passato noi insegnanti conserviamo fresco il ricordo e ne viviamo ogni giorno le conseguenze. Sono stati infatti sottratti alla scuola pubblica circa 8 miliardi di euro, i tagli hanno de facto impoverito i curricoli, cancellato la continuità didattica nella scuola pubblica, aumentato il numero degli alunni per classe, determinato l’abolizione delle compresenze con conseguente impoverimento della qualità dell’insegnamento, ed hanno reso ancora più complicata la vita di tanti insegnanti che si ritrovano a lavorare sempre più spesso su due o più scuole, in condizioni sempre più precarie. Di miglioramenti economici però neanche a parlarne; al contrario, abbiamo subito il blocco permanente dei contratti collettivi, il blocco della progressione economica per anzianità e il blocco perfino del recupero dell’inflazione.  C’è di più:  per migliorare la buy viagra tablet vita all’interno delle scuole quello stesso Governo ha aumentato i poteri  disciplinari dei Dirigenti Scolastici, eliminando gli organi collegiali di disciplina previsti per tutto il personale, e rendendo i Dirigenti al contempo accusatori e giudici degli insegnanti senza la possibilità per gli accusati di ricorrere ad un organo terzo, con buona pace del principio giuridico della terzietà del Giudice. Un altro Governo ha pensato che il rimedio per far funzionare le scuole fosse quello di aumentare l’orario di lavoro degli insegnanti senza aumentarne la retribuzione,  per reperire nuove risorse finanziarie da destinare alle scuole. Solo una immediata e click here massiccia sollevazione degli insegnanti ha bloccato allora un piano così micidiale.  Il Governo successivo ha quindi dovuto prendere atto di alcuni disastri provocati dalla  riforma europea ed ha infatti inserito nel bilancio statale il costo per la reintroduzione di una materia (Geografia) che era scomparsa da quasi tutte le scuole, e per un numero maggiore benché non sufficiente di insegnanti di sostegno. Sempre lo stesso Governo ha dovuto prendere altresì atto del fallimento del meccanismo di selezione dei Dirigenti Scolastici, a causa  2 degli innumerevoli contenziosi e delle inchieste penali che hanno caratterizzato i concorsi per Dirigente Scolastico intutta Italia, tanto da disciplinare normativamente un nuovo modello di selezione concorsuale che sarà utilizzato in  occasione del prossimo concorso da bandire. Adesso arrivano sui mass media le proposte accattivanti del Suo Governo, ancora una volta siamo in piena estate e la crisi economica e sociale non smette di mordere. Si parla però di tante belle cose: di premi economici che i Dirigenti Scolastici assegneranno ai docenti che riterranno più meritevoli, di prolungamento dell’orario di servizio per gli insegnanti con le scuole aperte tutto il giorno, di curricoli flessibili ‘adeguati ai tempi’ e addirittura di reintroduzione di materie (Storia dell’Arte) cancellate dalla precedente   riforma di respiro europeo, il tutto da finanziarsi con un taglio di un anno della scuola: come dire che per rimediare ad un taglio precedente è necessario procedere ad un ulteriore taglio!!! Certo – ci si dice – la Scuola Italiana è un malato terminale, ma i soldi sono pochi e miracoli non se ne possono  fare! Sì, la Scuola Italiana è (probabilmente) un malato terminale ma a nostro avviso certe seduzioni che ripetono con toni diversi le promesse del passato equivalgono a staccare definitivamente la spina al letto del malato… Tanto varrebbe dichiarare apertamente che anche gli artt. 33 e 34 della Costituzione dovranno a breve essere rivisti nell’ambito del pacchetto delle riforme da concordare, con buona pace della libertà d’insegnamento sancita dalla Costituzione.

Oggi è in corso a Roma l’assemblea della Lista Tsipras alla quale avremmo voluto partecipare in quanto parte di quella sinistra che non c’è in termini di partito organizzato.

Ci auguriamo che l’assemblea non finisca con le solite raccolte di firme su temi specifici e su campagne elettorali che hanno solo l’obiettivo di avere qualche parlamentare in Europa o qualche altro rappresentante regionale dove si voterà.

Non basta infatti organizzarsi solo agli appuntamenti elettorali in fretta e buy real levitra online without prescription in furia sol perché l’ha deciso qualche “santone” della politica attorno al quale si raggruppano di volta in volta i vari soggetti della sinistra italiana sparsa qua e là e male organizzata.

Siamo convinti che in Italia e in Europa manchi un partito Socialista ovviamente di sinistra, è opportuno affermarlo considerato che l’era craxiana e post craxiana in Italia ha inquinato molto il concetto di socialismo dove, unico caso planetario, esistono, a loro dire, anche i compagni di destra! Così come molta confusione ed inerzia ha perpetrato il Partito Socialista Europeo dimostrando una politica ondivaga filo-liberista che nulla condivide con la tradizione socialista europea soprattutto di fronte ai drammatici problemi di ingiustizia sociale, di povertà, di redistribuzione del reddito, garanzia dei diritti che oggi più che mai attanagliano i popoli europei, in primis quello italiano.

Domenica, 13 Luglio 2014 19:04

La P2 e i progetti di Gelli

di

Più di uno studioso dell'Italia repubblicana, e chi scrive è tra questi, è convinto che il caso della P2, legato al maestro venerabile di una loggia massonica coperta, l'aretino Licio Gelli, sia un passaggio importante nella storia dell'ultimo settantennio. Ci sono nella storiografia italiana tre o quattro volumi che ne parlano. Forse il più interessante è costituito da "La P2 nei diari segreti di Tina Anselmi" pubblicati tre anni fa da Chiare Lettere ma ad essi si aggiungono almeno l'intervista del giornalista Sandro Nero a Licio Gelli. "Parola di Venerabile" uscito nel 2006 dall'editore Aliberti, il "Dossier P2" pubblicato dalle edizioni Kaos nel momento di maggior successo politico di Silvio Berlusconi, nel 2008, i ricordi di Sandra Bonsanti usciti da Chiare Lettere l'anno scorso e infine il volume Loggia P2 a cura di Giuseppe Amari e Anna Vinci, un libro collettivi con sei saggi di notevole interesse appena uscito dall'editore Castelvecchi che mi sento di consigliare ai miei lettori visto che permette, a mio avviso, un passo avanti importante, anche se forse non ancora decisivo, sul ruolo di Gelli e della sua loggia nella nostra storia repubblicana.

Due cose mi hanno colpito leggendo questi libri, pur così diversi tra loro, sia per le personalità dei loro autori sia per quello che ancora non emerge dalla massa dei documenti che è andata accumulandosi nell'ultimo trentennio abbondante da quel che successe nei primi anni Ottanta (vorrei ricordare, infatti, che l'Archivio storico della Camera ha pubblicato già nel 1995 l'indice degli Atti della Commissione che comprende le sei relazioni, i sedici tomi degli atti dei lavori della commissione Anselmi, i quattro tomi sequestrati a villa Ada a Castiglion Fibocchi, nove tomi di documenti allegati alle relazioni, nove tomi sui riscontri sull'attendibilità delle liste, venticinque tomi di documentazione su eversione e canadian pharmacy levitra criminalità organizzata e infine dieci tomi su affari ed editoria. Dicevo che due elementi mi sono parsi di particolare interesse. La prima è quel che disse la requisitoria di due magistrati, Elisabetta Cesqui (pm) e Francesco Monastero (giudice istruttore) nove anni dopo la scoperta delle liste di Castiglion Fibocchi: "Nel progetto di Gelli - scriveva allora Sandra Bonsanti - i magistrati hanno individuato un progetto di cospirazione contro lo Stato.(..)

Domenica, 13 Luglio 2014 17:12

I penitenti e il capo mafia

di

Durante le lezioni ai miei studenti di Storia delle mafie all'Università di Torino, mi capitava a volte di vederli molto stupiti quando sottolineavo che la famiglia (di sangue o per scelta personale e amicale) è sempre di più la struttura di base della società contemporanea italiana. Non mi credevano quasi in una società secolarizzata e percorsa da strutture formali apparse come essenziali non soltanto nella cornice istituzionale della nostra società. Ma le manifestazioni frequenti di come alla soprastruttura formale sottostia una struttura che alla fine risulta decisiva per gli equilibri sostanziali ce lo ricordano quelle regioni del Paese in cui il comando delle associazioni mafiose non è soltanto economico politico, territoriale ma anche culturale e antropologico in senso profondo.

Purtroppo la Calabria, una delle terre più belle del Mezzogiorno in cui la presenza vicina della montagna e del mare costituisce una ragione di grande fascino mostra più di una volta come l'associazione degli uomini(che è la traduzione dal greco del termine ndrangheta) fa sentire la sua potenza ed autorità. Se ne è avuta una prova feroce ieri quando la processione della Madonna delle Grazie nella frazione Tresilico di Oppido Mamertina non si è fermata soltanto nelle stazioni previste dal rito cattolico ma anche(o soprattutto, verrebbe da commentare!) per trenta secondi davanti alla casa di Beppe Mazzagatti di 82 anni, agli arresti domiciliari dopo una condanna all'ergastolo per i delitti di decine e cialis soft tablets centinaia di calabresi compiuti dalla cosca 'ndranghetista di cui sarebbe a capo secondo i giudici che lo hanno condannato. I carabinieri presenti per fortuna si sono dissociati.

La crisi economica, politica e morale che viviamo ha cause complesse e concatenate, molte delle quali sono da ricondurre ad un'idea distorta della crescita. Una crescita sfrenata e illimitata che si basa sullo sfruttamento del lavoro e delle risorse naturali e non si traduce in sviluppo della società e della cultura umana. Questo modello ha come stella polare il Prodotto Interno Lordo, un indicatore che distorce le decisioni di politica economica.

In un quadro così compromesso il progetto europeo ha subito le conseguenze peggiori, fino a trovarsi oggi sull'orlo del fallimento. Ciò potrebbe portare a una crisi violenta non soltanto dell'Unione Europea, ma della stessa idea di democrazia.

“Noi vogliamo una società più ricca, ma diversamente ricca”, scrisse il socialista Riccardo Lombardi.

Non è un caso che i Grandi del Pensiero socialista vedessero giusto e prima degli altri. Crediamo infatti che se siamo arrivati a questo punto, indifesi e http://www.icce.org/cialis-angioplasty senza alcun orizzonte cui rivolgere il cammino, sia anche a causa della scomparsa del Socialismo liberale dal panorama della politica europea.

Il Socialismo liberale era l'unico ideale  con un obiettivo sia continentale che universalista; visione complessiva dei rapporti sociali che avrebbe potuto contrapporsi tanto alla reazione dei localismi, delle comunità omogenee e dei razzismi, quanto al predominio del capitalismo finanziario. Il libero movimento dei capitali su scala globale non ha trovato invece alcun ostacolo nel potere politico, che non ha voluto imporre né freni, né regole, né meccanismi in grado di scongiurarne gli effetti più dannosi. Le forze politiche che avrebbero dovuto essere i medici di questa patologia economica sono diventate esse stesse parte della malattia i cui effetti sono stati scaricati in maniera devastante sul mondo del lavoro attraverso il ricatto delle delocalizzazioni produttive e di una precarietà che ha finito per incidere pesantemente sulle vite delle generazioni più giovani.

In tale processo i sistemi democratici sono stati così svuotati della loro capacità di rappresentanza. I partiti che si professano socialisti non sono stati capaci di realizzare gli ideali cui dicono di ispirarsi e necessitano, anch’essi, di profonda rigenerazione.

L’ Italia è un caso emblematico di una crisi che attraversa il nuovo millennio e che rischia di trasformare in modo duraturo la mappa delle nostre società. Colpevoli ritardi nelle riforme di struttura e di una macchina burocratica lenta e inefficiente, hanno consentito che la questione della legalità condizionasse in modo sempre più pesante sia l'economia che il sistema politico. Corruzione, criminalità organizzata, paralisi della giustizia e is a generic pill for levitra assenza di etica pubblica hanno favorito il degrado politico-istituzionale ostacolando lo sviluppo economico. Così l'economia sommersa e criminale, l'esportazione di capitali e l'evasione fiscale non hanno trovato ostacoli alimentando una distribuzione ingiusta e intollerabile della ricchezza e rendendo evanescente il confine tra finanza ed economia legale e illegale.

 

Sabato, 28 Giugno 2014 16:24

Il mesto semestre

di

L'Italia è in prima linea per la «riduzione dei rischi di rottura di approvvigionamento di gas». Ma la Russia potrebbe mettersi di traverso

Grosso braccio di ferro al Consiglio europeo sul pacchetto clima-energia, in discussione oggi (venerdì 27 giugno). Non solo si scontrano due clan, tra i più ambiziosi che chiedono impegni precisi per la riduzione dell'emissione di gas a effetto serra entro il 2030 e chi frena, invocando la crisi economica. Ma l'Italia è in prima linea sul capitolo della «riduzione dei rischi di rottura di approvvigionamento di gas», impegno preso dalla Ue, che comporta al suo interno i delicati rapporti con il principale fornitore, la Russia, perché l'Eni è il primo partner europeo del progetto Southstream, il gasdotto sotto il Mar Nero che dovrebbe trasportare il gas russo fino all'Italia e all'Austria senza passare per l'Ucraina, fornendo il 15% dei bisogni in gas della Ue. La questione torna sul tavolo dei leader europei proprio nel giorno della firma dell'accordo di associazione con l'Ucraina, che nel novembre scorso ha scatenato la grave crisi con Mosca. Nella bozza del comunicato finale non viene fatta menzione né della Russia né di Southstream, ma la battaglia è in corso, all'interno della Ue e a livello internazionale.

Lunedì, 09 Giugno 2014 20:36

Addio alla legalità

di

In un paese nel quale la legalità non esiste più da molti anni, visto che, dopo le dodici leggi ad personam fatte approvare dall'uomo di Arcore, la legge Severino, approvata nel 2012, si rivela oggi come un'occasione mancata. La legge, infatti, spacchetta inopinatamente il reato di concussione riducendo i reati e buy cheapest cialis dunque salvando l'ipotesi meno grave (ma infinitamente più frequente) della induzione. L'anomalia è stata già segnalata dai magistrati, rilevata a suo tempo dal Sole 24Ore e da Repubblica al ministro della Giustizia, consegnando 250mila firme a favore di una seria legge contro la corruzione. 
Ma non c'è niente da fare, la legge passa nel testo già descritto e, grazie alle larghe intese tuttora vigenti, PD e PDL più i tecnici montiani votano compatti: 480 favorevoli, solo 19 contrari. Il Parlamento approva. Da quella legge nascono tutti i guai successivi. Berlusconi userà qualche mese dopo i benefici che derivano dal caos normativo innescato dalla legge Severino nel processo Ruby.
La stessa cosa farà Filippo Penati (PD) nel processo Falck. A febbraio di quest'anno, l'Unione europea mette in luce la lunga serie di problemi irrisolti con la legge Severino (cioè la prescrizione, il falso in bilancio, l'autoriciclaggio e il voto di scambio) e criticherà gli effetti della frammentazione del reato di concussione. A sua volta alla Corte di Cassazione tocca il 15 marzo 2014 denunciare i danni provocati da quella legge all'esercizio della giurisdizione e chiede a governo e a parlamento di porvi rimedio al più presto. Ora, di fronte a una delle grandi opere finanziate dal bilancio dello Stato e dall'Unione Europea, il ladrocinio mostra di riguardare ancora una volta tutti i partiti rappresentati in Parlamento e personaggi molto noti negli ambienti politici nazionali e regionali.

Discorso all’Assemblea Costituente sulla scuola pubblica (1947) 

Eletto deputato del Partito Socialista all’Assemblea Costituente per la circoscrizion e www.lupadigital.info Perugia-Terni-Rieti nel 1946, Binni è tra i protagonisti, insieme con Piero Calamandrei, Concetto Marchesi, Tristano Codignola, della lunga battaglia sugli articoli 27 e 28 della Costituzione (che poi diverranno gli articoli 33 e 34 nel testo definitivo) fra sostenitori della scuola pubblica e sostenitori della scuola privata. L’intervento che segue fu pronunciato nella seduta del 17 aprile 1947.

 
 
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l’onorevole Binni. Ne ha facoltà. 


BINNI. Onorevoli colleghi, il mio intervento, fatto evidentemente non come giurista, quale io non sono, ma dal punto di vista di un uomo di cultura, si limita solamente a una rapida discussione del problema trattato negli articoli 27 e 28, cioè del problema della scuola, problema di tanta serietà e di tanta importanza che, giustamente, in un recente suo articolo, Guido De Ruggiero poteva scrivere che gli italiani non potranno dire di aver iniziato la loro ricostruzione nazionale se non avranno posto questo problema in primo piano, se non tenteranno di risolverlo coerentemente.
Due grandi principi vengono affermati nei due articoli 27 e 28; e se anche la loro formulazione può essere in qualche modo emendata o trovata forse generica e un po’ retorica, questi due grandi principi, cioè la libertà d’insegnamento e la possibilità per tutti di entrare in qualsiasi grado della scuola, evidentemente corrispondono al punto storico della nostra società, corrispondono alle esigenze interne del mondo moderno, corrispondono alle esigenze cioè di portare il maggior numero di persone al possesso dell’istruzione, della tecnica ed alla consapevolezza conseguente di questo possesso; a quello sforzo di profondità e di vastità che, secondo uno scrittore francese, André Malraux, rappresenta il dramma e l’esigenza del mondo moderno: dare al numero maggiore possibile di persone il possesso di cognizioni, ma insieme dare ad esse la possibilità e la consapevolezza della loro destinazione umana.
Naturalmente, sul principio dell’afflusso di forze nuove, di forze fresche, di forze popolari nella scuola credo che il consenso sarà facilmente ottenuto da parte di tutti, anche perché si potrebbe dire con qualche malignità che forse, anche quelli i quali non ammettono questo ingresso delle masse, delle moltitudini sul terreno della cultura e della scuola, non avrebbero certamente il coraggio di esprimersi diversamente. Su questo principio sarebbe facile evidentemente per un socialista fare della demagogia, fare della retorica; ma in questo caso ogni demagogia, ogni retorica è annullata dalla realtà stessa dei fatti, dalla necessità che il nostro Paese ha in questo momento di rinsanguare in ogni modo la sua stanca classe dirigente. Credo perciò che su questo punto non occorra spendere troppe parole. Tutti sentiamo egualmente questo problema che non è soltanto un problema di giustizia sociale, ma, come già un oratore precedente, mi pare l’onorevole Giua, ha detto, è un problema di utilità nazionale, riguarda un bene di tutti.
Molto più delicato invece è il principio che afferma la libertà d’insegnamento; molto delicato, anche perché questo afflusso che noi desideriamo e vogliamo di forze fresche, questo criterio unico del merito che noi vorremmo garantito nella Costituzione con la più energica sottolineatura (e perciò nell’emendamento all’articolo 28 sosterremo che si debba dire "solo i capaci i meritevoli anche se sprovvisti di mezzi ecc."), porta con sé un particolare problema nel creare nella scuola le condizioni adatte per accogliere queste nuove forze che vi entrano. Questo punto della libertà d’insegnamento è uno di quei punti e di quei principi in cui la grande parola "libertà" è suscettibile di troppo diverse determinazioni. Può essere qualche volta perfino, come si dice in certi stili nisi mendacium, non altro che menzogna, può essere un tranello, può essere pericoloso tranello. Evidentemente proprio su questo punto si può spiegare il contrasto e online cialis pharmacy vorremmo dire che non ci si dolga se in casi di tanta importanza, si verrà a svolgere un contrasto nei suoi veri termini, specialmente di fronte ad una società come quella italiana, in cui troppo spesso l’uso tendenzioso e antitetico delle stesse parole ha generato una strana confusione.

Pagina 1 di 17