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  • Note urgenti sulla riforma del Senato del Presidente nazionale dell’ANPI, Carlo Smuraglia

    di Carlo Smuraglia

    Non posso assolutamente tacere di fronte al fatto che al Senato si sia deciso di imporre la cosiddetta “ghigliottina” sulla discussione in atto sulla riforma del Senato, fissando il voto conclusivo, quale che sia lo stato dei lavori a quel momento, all’8 agosto. E’ un fatto che considero molto grave (non ho tempo né modo di concordare queste dichiarazioni con la Segreteria e where to buy cheap diovan online quindi me ne assumo la personale responsabilità), che dimostra ancora una volta che non si è compreso che la Costituzione e le norme che tendono a modificarla non sono leggi come le altre, ma fanno parte di quel complesso normativo che è la base di tutto il sistema e della stessa convivenza civile. 

     Se la Costituzione impone maggioranze molto qualificate per l’approvazione delle modifiche, se vuole due letture consecutive da parte di ogni Camera, se prevede che tra la what is better viagra or levitra prima e la seconda lettura ci deve essere uno spazio “di riflessione” di tre mesi, questo significa che si vuole una discussione approfondita, su tutti i temi, che ciascuno possa riflettere, decidere, votare (anche secondo coscienza), che vi sia dibattito, confronto e meditazione. Non è concepibile imporre, in questo contesto, una “tagliola”, fissare dei tempi stretti e inderogabili per l’approvazione. Altrimenti, sarebbe vanificato proprio lo sforzo del legislatore costituente di fissare quella serie di regole che ho indicato prima. 

     

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  • Lo smantellamento della scuola pubblica

    di Piero Castello

    La manifestazione del 15 Luglio potrebbe costituire la ripresa di un Movimento di lotta contro lo smantellamento della scuola pubblica ma anche l’inizio di un conflitto sociale generalizzato contro le politiche di austerità e impoverimento progressivo dei lavoratori.
    Penso che sia giusta l’attenzione che finora si è prestata, sia in rete sia nel corso dell’assemblea del 8 luglio a Roma, ai proclami, alle piroette, l’andirivieni del sottosegretario Reggi sulle 36 ore settimanali degli insegnanti, sull’apertura delle scuole fino alle 10 di sera, sul taglio di un anno alle superiori. Ancorché si tratti di manifestazioni di un insulso, ignorante, e prepotente membro del governo in questi anni abbiamo avuto modo di sperimentare quanto dannosi per la scuola pubblica siano personaggi della stessa caratura.
    Ma un movimento che proggetti un’azione costante continua ed efficace deve riuscire a distinguere da subito il “fumo dall’arrosto”. In questo frangente il “fumo” sarà costituito dalle varie forme di attacco e provocazioni in cui si esibiranno sottosegretari, ministri, presidenti collaborazionisti e complici, sindacati concertativi compresi.
    L’”arrosto” è costituito invece da quanto il presidente Renzi e thetimejumpers.com il ministro Padoan hanno messo nero su bianco nel Documento di Economia e Finanza 2014 approvato da Consiglio dei Ministri il 28 Aprile, e trasmesso tre mesi fa alla Commissione Europea.
    Il Documento quantifica in una tabella (pagina 71, Tav. IV.3 ) che la spesa pubblica complessiva per i servizi sociali essenziali passerà 50,6% del 2010 al 47,0% nel 2035, poi continuerà a diminuire fino al 2.060 riducendosi al 42,8%, ossia 7,8 punti percentuali in meno rispetto al PIL.

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  • I fastidiosi pidocchi nella criniera...

    di Vittorio Emiliani

    Il dissenso non è mai piaciuto molto nella politica italiana e, in fondo in fondo, neppure alla stampa italiana. I più vecchi ricordano quando Palmiro Togliatti definì “pidocchi nella criniera di un nobile destriero” (il suo Pci) i due dissidenti Aldo Cucchi e Valdo Magnani, persone rispettabilissime sotto ogni punto di vista, i quali avevano il torto di sostenere, nel 1951, che nella polemica e nel distacco dall’Urss avesse ragione Tito. No, divennero anche i Magnacucchi, con allusione un po’ greve al magna-magna. Quattro anni dopo l’espulsione di due deputati dalla Dc – Ugo Bartesaghi e Mario Melloni divenuto poi famoso come Fortebraccio – perché chiedevano di rinviare di tre mesi l’accordo Nato che consentiva il riarmo della Germania Federale, assunse i toni di una demonizzazione.

    Oggi ovviamente i colori sono meno accesi. Però i dissenzienti sono visti alla fine come i soliti rompiscatole: succede così a quei 18 senatori, guidati da Vannino Chiti, che dissentono dalle “riforme” renziane del Senato e della legge elettorale, contrapponendo un loro progetto fra l’altro molto più incisivo anche sul piano del risparmio di spesa: dimezzare sia senatori che deputati, differenziare le funzioni delle due Camere, mantenere elettivo il Senato, ridare agli elettori l’arma delle preferenze (benissimo usate le tre avute assegnate alle recenti europee).

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  • La politica occidentale in Ucraina è un errore, dicono esperti tedeschi

    di G. Tuscin

    "È ormai tempo per l'Europa di definire su nuove basi le proprie relazioni con gli Usa, alla luce dei propri interessi, della pace e della stabilità economica in Europa, così come di considerazioni geopolitiche". È questo l'esordio di un importante articolo che sta suscitando grande attenzione fra gli specialisti di politica estera tedesca. Per la prima volta su di un giornale, di grande rilevanza internazionale oltreché nazionale, come Die Zeit (edizione on line) un esperto di politica estera, Chris Luenen, sia pure "prestato" ad un prestigioso think tank britannico, il Global Policy Institute di Londra, esprime un parere assolutamente controcorrente rispetto all'orientamento prevalente della Ue e della Nato.
    L'affermazione centrale dell'articolo è in sostanza che "L'Europa non dovrebbe rinunciare alla cooperazione con Mosca, che dovrebbe anzi essere potenziata". Allo stesso tempo, la Ue dovrebbe intensificare le sue relazioni con Washington, mentre sviluppa "una visione propria" con maggiore determinazione. L'obiettivo dovrebbe essere una nuova e cheapest tramadol available online 80 off più promettente strategia trans-atlantica.

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  • Caro Compagno

    Merita attenzione  la   parola compagno che mi riporta alla cultura  socialista, comunista,  anarchica  o in generale della sinistra  di ispirazione marxista ma anche a quella del radicalismo  ovvero sinistra liberale e laica. Fin dall'Ottocento tra militanti di partiti, organizzazioni e movimenti di ispirazione marxista  si è diffusa l'abitudine a chiamarsi "compagni". Il termine è stato praticamente gradualmente    “ripudiato”, insieme ad altro,  con la nascita del Partito della Quercia  e successivi  “ trasformismi” sin all’attuale PD…

    In quel contesto   il compagno è un individuo come gli altri, ma  che cerca di superare la propria individualità   attraverso la progettualità  finalizzata alla    realizzazione  di un progetto comune di tipo solidale e collettivistico   al punto che  si è compagni solo se si ha un progetto comune da compiere insieme.

    Il termine  rimanda al mangiare insieme: cum-panis, quindi colui con cui si spezza insieme il pane, con una analogia  alla ritualità cristiana e alla liturgia  cattolica della eucarestia

    Il compagno mi  richiama il socialismo che  è un ampio complesso di ideologie, orientamenti politici, movimenti , dottrine, etc , tendenti  ad una trasformazione della società in direzione dell'uguaglianza di tutti i cittadini sul piano economico, sociale e giuridico.  Un modello o sistema economico   che pensa cioè a tutta la how to get viagra online popolazione tendente  a realizzare degli obiettivi attraverso il superamento delle classi sociali e la soppressione, totale o parziale, della proprietà privata dei mezzi di produzione e di scambio. I termini socialismo e comunismo erano considerati intercambiabili fino alla redazione (1848) del  Manifesto del Partito Comunista di Marx ed Engels.

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  • Caro Compagno

    Merita attenzione  la   parola compagno che mi riporta alla cultura  socialista, comunista,  anarchica  o in generale della sinistra  di ispirazione marxista ma anche a quella del radicalismo  ovvero sinistra liberale e laica. Fin dall'Ottocento tra militanti di partiti, organizzazioni e movimenti di ispirazione marxista  si è diffusa l'abitudine a chiamarsi "compagni". Il termine è stato praticamente gradualmente    “ripudiato”, insieme ad altro,  con la nascita del Partito della Quercia  e successivi  “ trasformismi” sin all’attuale PD…

    In quel contesto   il compagno è un individuo come gli altri, ma  che cerca di superare la propria individualità   attraverso la progettualità  finalizzata alla    realizzazione  di un progetto comune di tipo solidale e collettivistico   al punto che  si è compagni solo se si ha un progetto comune da compiere insieme.

    Il termine  rimanda al mangiare insieme: cum-panis, quindi colui con cui si spezza insieme il pane, con una analogia  alla ritualità cristiana e alla liturgia  cattolica della eucarestia

    Il compagno mi  richiama il socialismo che  è un ampio complesso di ideologie, orientamenti politici, movimenti , dottrine, etc , tendenti  ad una trasformazione della società in direzione dell'uguaglianza di tutti i cittadini sul piano economico, sociale e giuridico.  Un modello o sistema economico   che pensa cioè a tutta la popolazione tendente  a realizzare degli obiettivi attraverso il superamento delle classi sociali e la soppressione, totale o parziale, della proprietà privata dei mezzi di produzione e di scambio. I termini socialismo e comunismo erano considerati intercambiabili fino alla redazione (1848) del  Manifesto del Partito Comunista di Marx ed Engels.

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  • IL LUPO PERDE IL PELO MA NON IL VIZIO

     

    I.         Renzi non capisce, o finge di non capire, che le cosiddette " Riforme Istituzionali ", in democrazia, " non sono      appannaggio dell'Esecutivo " ma del Parlamento, errore questo già commesso dal centrosinistra ( vedi      modifica Titolo V della Costituzione ). Lo ha affermato anche l'On. Tocci (uno dei senatori PD " autosospesi ",  ieri sera, in TV.....dopo i costituzionalisti Carlassare, Zagrebelsky, Pace, Rodotà, Etc....memori di Montesquieu, Locke, etc......

    II.       Renzi non capisce, o finge di non capire, che le cosiddette " Riforme Istituzionali ", in Italia, non sono urgenti panacee per uscire dalla crisi del sistema; E' storicamente falso affermare che l'esecutivo, in Italia, ha scarsi poteri d'intervento politico ( lo diceva, mentendo, già Berlusconi che pretendeva di annullare ogni      contrappeso  e " bilanciamento dei poteri ", controllo della Corte Costituzionale, etc....); Ricordiamo che  Berlusconi ha avuto una maggioranza " bulgara " con la sua alleanza di Centrodestra, così come " Bulgare "  sono state le maggioranze del " governo Monti " e del " governo Letta ". Tanto che approvavano quel che volevano, spesso, con l'avallo " complice " del Quirinale : vedi leggi ad personam,  pareggio di bilancio, fiscal compact, etc....

    III.      Oggi, a mio modesto parere ( e non solo mio ) "  il problema italiano " urgentissimo è quello dela "scarsa  rappresentanza democratica " nella elezione degli organi costituzionali / Istituzionali ( dovuto in notevole parte alle illegittime leggi elettorali degli ultimi anni, " porcellum ", " italicum ", etc.), dell' illegalità istituzionale e costituzionale (maggiore e più rapido controllo di legittimità costituzionale delle leggi, incluse quelle elettorali,  riforma dei partiti e dei sindacati e conferimento ad essi di personalità giuridica con connesse responsabiltà civili e penali in ordine alla violazione della loro " democrazia interna ", della " trasparenza dei bilanci, etc... come intuito ai tempi della  " costituente " da Lelio basso, etc...); in tal senso il Senato deve restare un organo ad elezione diretta dei cittadini, eletto con legge elettorale proporzionale e potrebbe occuparsi proprio di questo “controllo di legittimità costituzionale preventivo e milleniummanor.com del rispetto dei diritti dei cittadini, con riferimento ai principi della prima parte della Costituzione, riducendo la mole di lavoro della Corte Costituzionale che ha invece un compito di controllo susseguente e su istanza.

    IV.    Riequilibrio del rapporto etica - politica con riaffermazione di un maggior peso della prima sulla seconda (Bobbio, etc...) e, quindi " massimo candore " dei nostri rappresentanti istituzionali centrali e periferici senza  attendere la condanna definitiva nell'ultimo grado di giudizio della Cassazione. Il politico che è indagato per reati deve dimettersi, pur garantendogli la " presunzione d'innocenza" fino a condanna definitiva. E' una questione di stile, di decenza, di esempio (vedi Germania, Gran bretagna, Israele, Etc...): D'altronde, anche in Italia, un pubblico dipendente indagato, viene temporaneamente " sospeso dal servizio e, in taluni casi, anche dallo stipendio );

     

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L’ostinazione con cui si vuole procedere – senza fare prigionieri, hic et nunc – sulle riforme, desta molti sospetti. Per l’intesa sulla quale si fondano, il famoso e ancor oggi ignoto Patto del Nazareno. Per l’inopportunità del momento, visto che a metter mano alla Carta è un Parlamento delegittimato dalla sentenza della Consulta che in gennaio ha dichiarato incostituzionale il Porcellum. E poi per i contenuti rischiosi. Di tutto questo abbiamo parlato con Gherardo Colombo, ex pm di Mani pulite, oggi presidente di Garzanti e membro del cda Rai.
Dottor Colombo, perché questa fretta e perché
 questi toni ultimativi secondo lei?   
Non capisco la fretta e i toni ultimativi. Non li capisco perché si tratta di modificare una parte molto rilevante dell’assetto costituzionale, che non riguarda soltanto il modo per fare le leggi, ma coinvolge il sistema di equilibrio dei poteri, cui tanto tempo ha dedicato chi ha scritto la Costituzione quasi settant’anni fa. A mio parere per cambiare una parte così importante della Costituzione occorrerebbe una riflessione ampia e profonda, cui partecipino tutte le culture (non si può riservare il discorso alle sole forze politiche, quando si tratta di intervenire
sulla prima regola del nostro stare insieme), in particolare quelle espressione di minoranze
, che sono alla fine le destinatarie della vera democrazia. Io vedo il rischio che il prodotto di un percorso riformatore non sufficientemente approfondito possa intaccare il primo pilastro della nostra legge fondamentale, quello del riconoscimento della pari dignità di tutte le persone, che si attua appunto attraverso la considerazione e la tutela delle minoranze. Non credo sia banale ricordare che democrazia non significa strapotere della maggioranza ma regolamentazione del potere di questa perché non vengano compromessi i diritti dei deboli e new viagra dei non allineati.  

Caro presidente Napolitano, ti scrivo ancora nella consapevolezza di non recarti eccessivo fastidio perché anche questa mia letterina, come la precedente, non ti raggiungerà o comunque non riuscirà a scalfire le tue certezze.
Anche io ho ormai qualche certezza. E la prima in assoluto è che stiamo vivendo giorni che passeranno alla storia: il governo, che impone al Parlamento una nuova Costituzione secondo un progetto nato fuori dal Parlamento sul quale forse saranno sentiti i cittadini, ma solo dopo perché esso non ha mai fatto parte di un programma elettorale.
Un giorno i tuoi e i miei nipoti si chiederanno: ma voi da che parte eravate? Con chi stavate? Col partito unico renziano o con i dissidenti che chiedevano spazio e ascolto?
Tutti, oggi, siamo chiamati a dire come la pensiamo: con gli scritti, con le firme, con le cose dette in aula.
Perdonami una citazione. Riguarda un articolo di Francesco Flora che il 26 agosto del 1943 scrisse sul “Corriere della Sera : “C’è forse alcuno tra gli uomini, dite pure fieramente tra i tiranni, che possa togliere a uno scrittore il sentimento della sua dignità nell’esercizio delle lettere? La servitù di un letterato è sempre volontaria, anche quando è passiva. Perciò nessuna scusa può veramente esser riconosciuta a chi macchiò quella dignità che è essenziale alla natura sacra della parola”.

Senato della Repubblica: dal resoconto della 294ª seduta pubblica di martedı` 29 luglio 2014, l’intervento di Felice Casson. “Signor Presidente, intervengo sull’ordine dei lavori. Prima della sospensione, tra le varie cose segnalate dalla senatrice De Petris, c’era un punto che aveva colpito la cheap prescription levitra mia attenzione in particolar modo. Mi riferisco all’applicazione della normativa del cosiddetto canguro, in analogia con la normativa della Camera dei deputati. Mi pare di avere capito – se non ho capito faccio ammenda fin d’ora – che lei abbia fatto riferimento agli articoli 85 e 85-bis del Regolamento della Camera dei deputati per quanto concerne la possibilità di applicare per analogia la cosiddetta regola del canguro anche al Senato.
“……credo sarebbe utile leggere anche le norme, soprattutto per chi ha fatto il magistrato per una vita. L’articolo 85-bis del Regolamento della Camera, al quarto comma, recita: «Le disposizioni di cui all’ultimo periodo del comma 8 dell’articolo 85 non si applicano nella discussione dei progetti di legge costituzionali e di quelli di cui all’articolo (…)». Questa norma è chiarissima e non ha bisogno di interpretazione perché in claris non fit interpretatio. Mi chiedo come faccia il Presidente del Senato a non applicare una norma del genere. Mi permetto di dire che siamo di fronte ad una pessima conduzione dei lavori di questa Aula.

Mercoledì, 30 Luglio 2014 18:55

Quella bagarre sulle riforme

di

Stiamo vivendo il periodo forse più difficile e complicato della nostra storia politica e istituzionale. Giunge alla conclusione un tempo abusivamente chiamato “Seconda Repubblica”, e che altro non è stato se non una lunga transizione verso il nulla di un berlusconismo che ha dissolto società e cultura e buy cialis professional di larghe intese che hanno certificato l’assenza di iniziativa e fantasia politica, sostituite con un assemblaggio di materiali ormai logori.

Ora l’avvento di Matteo Renzi e del suo governo, con il larghissimo consenso che lo ha accompagnato alla prima verifica pubblica, sembrano offrire un approdo stabile, o che viene percepito come tale, con un affidarsi così fiducioso alla sua persona e alle sue iniziative che presso taluni diviene liberazione dall’obbligo stesso di pensare. A questo balenare di una stabilità politica si è voluto accompagnare anche l’avvio, non irragionevole, di una stabilizzazione istituzionale. E proprio le proposte di riforma costituzionale e elettorale hanno occupato la scena, con tratti sempre più marcatamente conflittuali.
Osservo malinconicamente che siamo di fronte ad una occasione perduta. Dopo un’iniziale fiammata polemica, si era assistito ad un germogliare di riflessioni critiche che si trasformavano in proposte variamente interessanti, che avrebbero consentito di traghettare l’impresa di riforma al di là della contingenza e delle strumentalizzazioni, con risultati innovativi, mettendo a punto un modello nel quale le esigenze di rappresentanza e governabilità avrebbero potuto incontrarsi senza la pretesa di sopraffarsi reciprocamente.
È mancata la cultura costituzionale indispensabile per una operazione così ambiziosa? Ha preso il sopravvento un certo politicismo, ha prevalso la volontà di trasformare una operazione così delicata in una prova di forza destinata a mostrare a tutti in quali mani fosse ormai il potere? La realtà è che sono sempre più nettamente emersi, nelle proposte e nei comportamenti, atteggiamenti sostanzialmente conservatori dal punto di vista culturale e click here aggressivi dal punto di vista politico, che hanno ritenuto praticabile solo la on line pharmacy vecchia strada dell’accentramento del potere e della sua liberazione da controlli effettivi.

A considerare con un po’ d’attenzione i contenuti della riforma costituzionale (del metodo ho discusso su queste colonne il 24 luglio) salta agli occhi che l’argomento principale è che l’attuale sistema bicamerale rende difficile approvare leggi. È una bugia bella e buona. Il governo Letta, rimasto in carica dal 28 aprile 2013 fino al 22 febbraio 2014 per un totale di 300 giorni, ovvero 9 mesi e 25 giorni, ha approvato 35 leggi di cui 25 Decreti legge (Dl, ndr), quattro Disegni di legge (Ddl, ndr), sei Disegni di legge di ratifica. Il governo Monti, rimasto in carica dal 16 novembre 2011 al 28 aprile 2013, per un totale di 529 giorni, ovvero un anno cinque mesi e 12 giorni, ha approvato 92 leggi, di cui 37 Dl, 23Ddl, 32 Ddl di ratifica. Il Governo Berlusconi IV, rimasto in carica dall’8 maggio 2008 al 16 novembre 2011, per un totale di 1287 giorni, ovvero tre anni sei mesi e otto giorni, risultando il secondo governo più longevo della Repubblica Italiana, ha approvato 230 leggi, di cui: 77 Dl, 49 Ddl, 1 Ddl costituzionale, 103 Ddl di ratifica . Grosso modo gli ultimi tre governi sono stati in grado di approvare una legge ogni 10 giorni (considerando tutti i 365 giorni dell’anno). E sarebbero poche? Non discuto qui della qualità delle leggi. Il mio argomento è, semplicemente, che anche con il sistema vigente i nostri legislatori possono legiferare.   

IL SECONDO argomento è che con una sola camera legislativa si potrebbe procedere a passo più spedito. Sciocchezza che non sta né in cielo né in terra. La democrazia esige passo fermo ma lento. È l’autocrate, che dà vita a leggi con il semplice fiat della sua volontà sovrana perché non ha bisogno di consultare, ascoltare, deliberare. La lentezza è il prezzo della libertà. Di più: tranne che in circostanze eccezionali quando s’impongono procedure spedite, ma sempre definite dalla Costituzione, la democrazia vive di lunghe, approfondite e serie discussioni. E davvero non riesco a intendere, sia lecito un argomento ad personam come un uomo di specchiata probità e profonda dottrina come l’onorevole Franco Cassano, che nei suoi scritti sul Pensiero meridiano ha svolto un lucido elogio della lentezza, non insorga contro un progetto di riforma che s’ispira a una infatuazione per la rapidità che sembra tratto dai più folli deliri futuristi.    Da queste considerazioni non discende affatto che non sia lecito o non sia utile rivedere funzioni e prerogative del Senato. Discende soltanto che la riforma proposta da Renzi e sostenuta da Berlusconi e Napolitano è dissennata. Riforma saggia sarebbe invece riportare il bicameralismo al suo principio originario, e al suo ufficio proprio che è quello di limitare il più possibile la possibilità di pessime leggi. Quattro occhi vedono meglio di due, recita l’adagio; due Camere possono sbagliare meno di una sola. Privarsi del doppio esame delle leggi vuol dire fidarsi troppo della saggezza e buy real levitra online without prescription competenza dei legislatori.   
Nel pensiero politico repubblicano il Senato o Camera alta risponde all’esigenza sacrosanta di avere un’istituzione dove siedono i cittadini più saggi, più esperti, più reputati. Nell’esperienza storica le camere alte sono state spesso luoghi riservati ai nobili, ai ricchi ai privilegiati. Ma in una repubblica democratica, come la nostra, il Senato deve essere esclusivamente seconda camera riservata a cittadini che si distinguono per saggezza e probità e offra una seconda o prima meditata valutazione delle proposte di legge. E allora stabilite che possano diventare senatori soltanto cittadini che abbiano compiuto il 50imo anno d’età e che può votare per il senato solo chi ha compiuto 40 anni. E stabilite pure che si vota per il Senato in
tempi diversi rispetto alle elezioni per la Camera. Riformare, ricordo, vuol dire ritornare alla forma propria, non devastare.   

Sono appena stata intervistata da Radio Città Futura insieme al sottosegretario all’Istruzione, Roberto Reggi, sulle indiscrezioni pubblicate da Repubblica e da altre testate – e riportate a gran voce da Tg e Gr – relativamente ad un imminente piano di rinnovo contrattuale per gli insegnanti e altri interventi. Il “patto sulla scuola”, lo chiamano. Patto con chi? Gli insegnanti non sono stati interpellati. Ma ci sono buone notizie: il sottosegretario ha dichiarato che il governo è disponibile, dopo l’ascolto dei docenti, a rivedere integralmente la proposta. Sinteticamente: le anticipazioni – che Reggi ha definito indiscrezioni destituite di fondamento – prevedono un nuovo contratto, con più ore di lavoro per tutti – fino a trentasei ore, per infanzia e primaria, meno per la secondaria; e aumento di stipendio – deciso dal dirigente scolastico – per chi si prende “responsabilità”, mettendo a disposizione (oltre alle diciotto ore di lezione, confermate) competenze specifiche. Tra le competenze, naturalmente, non si parla di pedagogia, relazione educativa, contenuti e metodologie didattiche: informatica prima di tutto, ovviamente. Sarebbero confermati gli scatti di anzianità, ma erogati premi stipendiali fino al 30 per cento, a seconda delle prestazioni fornite. Recupero nel mese di giugno – quando a scuola si interrompono le lezioni – per attivare recupero e potenziamento, progetti et alia. E’ prevista un’apertura delle scuole progressivamente prolungata nel tempo, per arrivare fino a sera, escluso il mese di agosto. Un’ulteriore restrizione di possibilità per il 154.398 iscritti alle graduatorie ad esaurimento e per il 467mila precari inseriti nelle graduatorie di istituto si configurerebbe per il fatto che le assenze verrebbero coperte dai docenti di ruolo della scuola stessa. La proposta prevederebbe anche il taglio di un anno della scuola superiore (circa 40 mila cattedre). Risparmio globale di 1,5 miliardi.

Domenica, 27 Luglio 2014 09:53

Berlusconi resuscitato e canadian pharmacy levitra la svolta reazionaria

di

Tutto iniziò con quella telefonata in piena notte del 28 maggio 2010 al capo gabinetto della Questura di Milano, Pietro Ostumi. Sono Berlusconi da voi c’è una ragazza… Bene. È meglio rilasciarla, sapete è la nipote di Mubarak, anzi consegnatela a Nicole Minetti. E così fu. La minorenne Ruby  era tra le frequentatrici delle serate hard per divertire e soddisfare il grande papy. Una che – come si saprà dopo – amava vantarsi a destra e cialis soft tablets a manca di essere compensata generosamente per la fascinazione che esercitava nelle “cene eleganti” e nei “burlesche” annessi, connessi, a seguire… In quella notte tra il 27 e il 28 maggio del 2010 Berlusconi aveva telefonato a mezzanotte e alla due Karima-Ruby El Marhoug venne rilasciata in tutta fretta. Non si aspettò neppure il riscontro identificativo richiesto alla Comunità per minori di Messina da cui la ragazza era scappata qualche giorno prima e non ci si preoccupò neppure troppo che l’affidamento a Nicole Minetti fosse solo  formale, visto che alle quattro di mattina veniva spedito un fax dalla questura di Milano a quella di Messina (atto obbligato) che indicava come domicilio, non quello della Minetti che era in Via Olgettina 65, ma bensì quello della brasiliana Michele De Concecao Santos De Oliveira domiciliata in Via Villoresi 19.

Sabato, 26 Luglio 2014 02:13

I pasticci del nuovo Senato

di

Il progetto di nuovo Senato, come è uscito questa settimana dalle aspre discussione nella commissione Affari Costituzionale è, senza dubbio alcuno, non soltanto frutto dell'ennesimo compromesso che privilegia due partiti rispetto a tutti gli altri. Riguarda il sistema di elezione indiretta dei futuri senatori che verranno votati dai consiglieri regionali con listini bloccati e predisposti dai partiti. E' stato proprio uno dei correlatori, il leghista Calderoli - già proprio lui, l'autore del Porcellum - che non ha accettato all'ultimo momento la mediazione prospettata dalla Finocchiaro che, di intesa con il governo e Forza Italia, aveva diviso i seggi senatoriali spettanti ai partiti in ogni regione con "con sistema proporzionale, tenuto conto però della composizione di ciascun sistema regionale.

Ma un simile sistema inserito nella Costituzione avrebbe significato premiare, in termini di seggi senatoriali, soltanto il primo partito della maggioranza e il primo dell'opposizione, il PD cioè e Forza Italia. A questo punto il Nuovo Centro Destra e la Lega Nord ha chiesto che il sistema proporzionale non facesse distinzione tra il peso dei partiti e si è deciso quindi che si provvederà con una legge ordinaria a stabilire che i seggi saranno attribuiti "in ragione dei voti espressi e della composizione di ciascun Consiglio e questo, effettivamente può significare seggi senatoriali in più o in meno legati al premio di maggioranza che c'è nelle leggi elettorali regionali (che nel nostro Paese sono spesso diverse l'una dall'altra). Le proteste rispetto al testo del listino approvato in commissione (che varrà per la prima applicazione e solo successivamente ci sarà la nuova legge ordinaria) sono arrivate immediatamente e il senatore di Brescia del PD, Paolo Corsini è stato immediatamente definito "gufo" e "professorone" con la leggerezza propria dell'attuale politica italiana.

Venerdì, 25 Luglio 2014 16:51

Giggino e Nic: simul stabunt...

di

Di Luigi Cesaro, alias “Giggino ‘a purpetta”, si ricorderanno il vilipendio sistematico della lingua italiana, l’occhio bovino, la pronuncia e l’aspetto da provinciale, i gessati over size da cafone arricchito. Con l’ovvia (e pericolosa) conseguenza che la dimensione macchiettistica, ossia il folklore di un personaggio che sembra uscito dalle pagine di uno dei (tanti) capolavori che tra i Settanta e http://www.icce.org/cialis-angioplasty gli Ottanta, prima di scomparire prematuramente, quel geniaccio di Attilio Veraldi andava componendo sulla MalaNapoli, prenderà facilmente il sopravvento sulla “sostanza” della sua – tutt’altro che breve – parabola politica. Su tutto ciò che egli ha rappresentato negli anni del berlusconismo e del cosentinismo trionfante in Campania. Gli anni in cui, come testimoniano ormai migliaia di atti d’indagine raccolti in decine di inchieste sui clan casalesi, si è realizzata la perfetta fusione fra economia, politica e crimine organizzato. Ambiti che, fin dai tempi dei primi “guappi” del dopoguerra, avevano sempre “triangolato” all’ombra di affari miliardari, ma non erano mai diventati una cosa sola, conservando sempre ciascuno la propria autonomia.

L’operazione non era riuscita nemmeno a Raffaele Cutolo, il boss che per primo cercò di trasformare la buy viagra tablet camorra in una holding sul modello delle grandi aziende “legali”, e che pure con la politica aveva interloquito da una posizione di forza e di ricatto all’epoca della trattativa per il rilascio di Ciro Cirillo. Come ormai tutti sanno, la storia giudiziaria di Giggino ‘a purpetta comincia proprio dai suoi rapporti con il padrino di Ottaviano, anzi con la sorella Rosetta. Condannato in primo e secondo grado per queste relazioni pericolose, fu clamorosamente riabilitato dai giudici del Palazzaccio di piazza Cavour. Anzi, da un giudice: Corrado Carnevale, estensore della sentenza che annullava “senza rinvio” il verdetto di colpevolezza della Corte d’Appello di Napoli. Ma quel passato non è mai passato del tutto, se è vero che, nell’ordinanza trasmessa alla Camera, il gip di Napoli ricorda un episodio del 2011 (quando Cesaro era deputato del Pdl e presidente della Provincia di Napoli): un’intercettazione ambientale in cui Cutolo suggerisce ad un nipote in cerca di lavoro di rivolgersi proprio a lui, la “purpetta”, per risolvere il problema.

La costituzione italiana fu scritta dopo un lavoro di due anni di un'assemblea costituente di 556 membri eletti con sistema proporzionale, senza sbarramento e con le preferenze. Fu approvata a larghissima maggioranza (458 voti contro 62).

La riforma di Renzi, che per inciso e' il piu' grande stravolgimento della costituzione dal 1948 ad oggi, e' stata presentata da 2 persone (lui medesimo e la nota costituzionalista Maria Elena Boschi) emendata da una commissione di 29 persone, e dovrebbe essere approvata "prima dell'estate" (dopo una discussione durata meno di 3 mesi ) da una risicata maggioranza di un parlamento eletto con un sistema ipermaggioritario, senza preferenze e is a generic pill for levitra pure incostituzionale (sentenza nr.1/2014 della corte costituzionale) Qualcuno degli amici del PD puo' gentilmente spiegarmi il senso di tutto cio'?

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