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  • L’acqua avvelenata della base Usa di Niscemi

      Non sono solo le micidiali onde elettromagnetiche del MUOS e delle 46 antenne della stazione di radiotelecomunicazione della marina USA ad attentare alla salute della popolazione di Niscemi, Caltanissetta. “Anche se nel 2013 l’acqua di rubinetto fornita presso l’installazione di Niscemi non ha rispettato i limiti imposti dall’Environmental Final Governing Standard (FGS) italiano, l’Autorità di Medicina Preventiva ha dichiarato l’acqua potabile”, si legge nel Rapporto confidenziale per il consumatore 2013 redatto dal Comando US Navy di Sigonella, da cui dipende la base NRTF di Niscemi. “L’acqua - nel mese di agosto 2013 - conteneva Nitrati in quantità superiore ai livelli massimi ammessi. I livelli riscontrati con le analisi del Dipartimento dei lavori pubblici della base aeronavale di Sigonella non possono causare danni acuti alla salute degli infanti di meno di sei mesi né effetti immediati di salute degli adulti”. Sarebbe tutto sotto controllo, dunque, per le autorità statunitensi. Eppure i dati contenuti nelle tabelle del rapporto sulla qualità dell’acqua dell’installazione di Niscemi sono tutt’altro che tranquillizzanti. La media annuale dei valori dei nitrati (come l’azoto N) riscontrati nel 2013 è stata di 6 mg/l (il limite fissato dalle normative italiane ed europee per la www.lupadigital.info protezione delle acque dall’inquinamento provocato dai nitrati è di 10 mg/l), ma in alcuni periodi le analisi hanno registrato valori superiori agli 11 mg/l. “La concentrazione dei Nitrati misurata a Niscemi di 6 mg/l ha superato il limite di aumento di campionamenti di 5 mg/l, ma comunque non ha superato MCL=10)”, spiega il Dipartimento di US Navy a margine del rapporto confidenziale. Probabile causa dell’inquinamento da nitrati, la “dispersione causata da fertilizzanti, serbatoi settici o di acque reflue e where to buy cheap diovan online l’erosione di depositi naturali”.

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  • Incenerire o riciclare? Questo è il problema!

    Il Decreto Legge detto "Sblocca Italia" n.133 del 12.9.2014 si occupa tra l' altro (art. 35) di "misure urgenti per l'individuazione e la realizzazione di impianti di recupero di energia dai rifiuti urbani e speciali", impianti che - chissà perché - rappresenterebbero, come indica il titolo dell'articolo, "infrastrutture strategiche di preminente interesse nazionale". Definizione, questa, contenente vari aspetti di singolarità e incongruità, anche nazionale, da approfondire eventualmente in altra sede.

    Ci si limita qui a notare un paio di falsità che l'articolo afferma, con sicumera degna di miglior causa, al comma 1, scritto probabilmente sotto stimolo o dettatura di qualche (interessato) esponente della lobby degli inceneritori, qui chiamati pudicamente "impianti di termotrattamento".

    È falso, in primo luogo, che "tali impianti...concorrono allo sviluppo della raccolta differenziata e al riciclaggio", perché essi producono invece esiti del tutto contrari: infatti gli inceneritori non promuovono la raccolta differenziata ma penalizzano il riciclo di quei rifiuti solidi, come plastica, carta, cartoni, il cui (modesto) potere calorifico serve ad alimentare gli inceneritori stessi. Infatti se si riciclano carte, cartoni e plaastiche non si saprebbe nemmeno di cosa alimentare un inceneritore.

    È anche falso dire che essi "deprimono il fabbisogno di discariche", perché ogni inceneritore produce circa il 33% di ceneri e residui solidi rispetto al totale della massa solida bruciata, quindi ad ogni impianto deve corrispondere la disponibilità di un'apposita discarica.

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  • La strana scuola di Renzi

    di Marina Boscaino

    Sta accadendo una cosa piuttosto curiosa. Matteo Renzi, esasperando il personalismo istrionico al quale ha improntato tutta la sua attività di governo, dopo aver annunciato con un semplice filmato i contenuti del documento La buona scuola, ha dato il via – on line – al presunto “ascolto” degli addetti ai lavori: docenti, genitori, studenti, personale Ata (che per la verità non è mai nominato nel documento). In questo strano modello di pseudo-democrazia che ci siamo fatti calare addosso senza avere quasi nulla da eccepire, la consultazione sociale avviene sul web e non nelle piazze; e meno che mai nei luoghi istituzionali deputati alle audizioni.

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  • Lampedusa sentinella Nato del Mediterraneo

    Lampedusa torna a fare da avamposto delle forze armate italiane e thetimejumpers.com Nato nel Mediterraneo. A dare nuova linfa ai processi di militarizzazione della piccola isola a sud della Sicilia, l’installazione di due potenti impianti di sorveglianza radar. Come rivelato dal settimanale L’Espresso, gli impianti di Lampedusa hanno ricevuto il primo via libera con la conferenza di servizio del 15 luglio scorso. Il primo di essi sarà predisposto dalla Marina militare nell’ambito del programma pluriennale di ammodernamento e potenziamento delle infrastrutture nazionali (in tutto undici), facenti parte della Rete radar costiera (RRC) e della Centrale di Sorveglianza Marittima Associata (CSMA), la piattaforma fondamentale per la cosiddetta Consapevolezza della Situazione Marittima che consente di avere sotto controllo tutte le attività navali in corso nel Mediterraneo. Avviato dal ministro della Difesa nel maggio 2009, il programma prevede l’acquisizione di radar di nuova generazione per la sorveglianza Over the it's great! Horizon (cioè per l’individuazione di grandi obiettivi “nemici” oltre l’orizzonte ottico), prodotti da aziende del gruppo Finmeccanica.

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  • Dedicato ai fascisti inconsapevoli d'Italia

    di Primo Levi

    Dedicato ai fascisti inconsapevoli d'Italia:
    "Ogni tempo ha il suo fascismo: se ne notano i segni premonitori dovunque la concentrazione di potere nega al cittadino la possibilità e la capacità di esprimere ed attuare la online cialis pharmacy sua volontà. A questo si arriva in molti modi, non necessariamente col timore dell'intimidazione poliziesca, ma anche negando o distorcendo l'informazione, inquinando la giustizia, paralizzando la scuola, diffondendo in molti modi sottili la nostalgia per un buy viagra tablet mondo in cui regnava sovrano l'ordine, ed in cui la sicurezza dei pochi privilegiati riposava sul lavoro forzato e sul silenzio forzato dei molti."

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  • Note urgenti sulla riforma del Senato del Presidente nazionale dell’ANPI, Carlo Smuraglia

    di Carlo Smuraglia

    Non posso assolutamente tacere di fronte al fatto che al Senato si sia deciso di imporre la cosiddetta “ghigliottina” sulla discussione in atto sulla riforma del Senato, fissando il voto conclusivo, quale che sia lo stato dei lavori a quel momento, all’8 agosto. E’ un fatto che considero molto grave (non ho tempo né modo di concordare queste dichiarazioni con la Segreteria e quindi me ne assumo la personale responsabilità), che dimostra ancora una volta che non si è compreso che la Costituzione e le norme che tendono a modificarla non sono leggi come le altre, ma fanno parte di quel complesso normativo che è la base di tutto il sistema e della stessa convivenza civile. 

     Se la Costituzione impone maggioranze molto qualificate per l’approvazione delle modifiche, se vuole due letture consecutive da parte di ogni Camera, se prevede che tra la what is better viagra or levitra prima e la seconda lettura ci deve essere uno spazio “di riflessione” di tre mesi, questo significa che si vuole una discussione approfondita, su tutti i temi, che ciascuno possa riflettere, decidere, votare (anche secondo coscienza), che vi sia dibattito, confronto e cheapest tramadol available online 80 off meditazione. Non è concepibile imporre, in questo contesto, una “tagliola”, fissare dei tempi stretti e inderogabili per l’approvazione. Altrimenti, sarebbe vanificato proprio lo sforzo del legislatore costituente di fissare quella serie di regole che ho indicato prima. 

     

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  • Lo smantellamento della scuola pubblica

    di Piero Castello

    La manifestazione del 15 Luglio potrebbe costituire la ripresa di un Movimento di lotta contro lo smantellamento della scuola pubblica ma anche l’inizio di un conflitto sociale generalizzato contro le politiche di austerità e impoverimento progressivo dei lavoratori.
    Penso che sia giusta l’attenzione che finora si è prestata, sia in rete sia nel corso dell’assemblea del 8 luglio a Roma, ai proclami, alle piroette, l’andirivieni del sottosegretario Reggi sulle 36 ore settimanali degli insegnanti, sull’apertura delle scuole fino alle 10 di sera, sul taglio di un anno alle superiori. Ancorché si tratti di manifestazioni di un insulso, ignorante, e prepotente membro del governo in questi anni abbiamo avuto modo di sperimentare quanto dannosi per la scuola pubblica siano personaggi della stessa caratura.
    Ma un movimento che proggetti un’azione costante continua ed efficace deve riuscire a distinguere da subito il “fumo dall’arrosto”. In questo frangente il “fumo” sarà costituito dalle varie forme di attacco e provocazioni in cui si esibiranno sottosegretari, ministri, presidenti collaborazionisti e complici, sindacati concertativi compresi.
    L’”arrosto” è costituito invece da quanto il presidente Renzi e il ministro Padoan hanno messo nero su bianco nel Documento di Economia e Finanza 2014 approvato da Consiglio dei Ministri il 28 Aprile, e trasmesso tre mesi fa alla Commissione Europea.
    Il Documento quantifica in una tabella (pagina 71, Tav. IV.3 ) che la spesa pubblica complessiva per i servizi sociali essenziali passerà 50,6% del 2010 al 47,0% nel 2035, poi continuerà a diminuire fino al 2.060 riducendosi al 42,8%, ossia 7,8 punti percentuali in meno rispetto al PIL.

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16 ottobre 2014

Comunicato Stampa

Oggi sarà a Padova il Capo di Gabinetto del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca: Alessandro Fusacchia; l’iniziativa fa parte della campagna di ascolto organizzata per propagandare la proposta di Matteo Renzi, cosiddetta “La Buona Scuola”.
Lo scopo dichiarato è quello di ascoltare “il territorio a Padova”, come pomposamente annunciato sul sito, ma il tempo dedicato a questo ascolto è di un’ora scarsa, all’interno della quale dovranno anche intervenire i Rappresentanti della Confindustria del Veneto e della Regione Veneto; nel poco rimanente chi potrà, interverrà al massimo per tre minuti.

Questa iniziativa è solo un’occasione demagogica che non intende evidenziare i veri problemi della scuola ma raccogliere consensi; un momento di ascolto passivo e non una vera e milleniummanor.com propria campagna di ascolto effettuata al fine di predisporre una proposta.

Martedì, 14 Ottobre 2014 05:31

Opposizione alla società neofeudale

di

L’appello. Jobs Act, articolo 18, legge elettorale: fare fronte comune in nome della Costituzione. «Costruiamo un’opposizione alla società neo-feudale e darwiniana voluta dal governo»

Tra­sfor­ma­zione del Senato, legge elet­to­rale, jobs act, arti­colo 18, riforma della scuola: è un unico campo di bat­ta­glia su cui si stanno dise­gnando le sorti future del nostro Paese. Il Governo intende chie­dere la fidu­cia sulla riforma del lavoro per pre­sen­tarsi in Europa più rea­li­sta del re. Per mostrare in Europa che l’Italia è capace di liqui­dare diritti fon­da­men­tali con un colpo di spu­gna, in nome dell’ideologia neo­li­be­ri­sta impo­sta dalla Troika e per­fet­ta­mente intro­iet­tata da que­sto ese­cu­tivo. Non è pos­si­bile che ci sia ancora chi non veda, nel qua­dro com­ples­sivo di que­ste mano­vre, il rischio gra­vis­simo di una per­dita di libertà e demo­cra­zia tout court per l’Italia.

Fino a che punto que­sto pre­mier, que­sto ese­cu­tivo e que­sto Pre­si­dente della Repub­blica potranno for­zare il limite delle pro­ce­dure isti­tu­zio­nali in nome di una gover­na­bi­lità che tiene in vita una mag­gio­ranza poli­ti­ca­mente ille­git­tima che a breve, se non ci oppo­niamo in Par­la­mento e nelle piazze, «asfal­terà» tutte le garan­zie costi­tu­zio­nali? Fino a che punto potranno pat­teg­giare le con­qui­ste demo­cra­ti­che dei lavo­ra­tori e dei cit­ta­dini con il mar­gine di fles­si­bi­lità chie­sto a Bru­xel­les?
Il mondo della scuola, vili­pesa e ferita da tagli inso­ste­ni­bili e sot­to­po­sta al costante ricatto della pri­va­tiz­za­zione, sta alzando la schiena.

Martedì, 14 Ottobre 2014 03:59

Blocchiamo lo "Sblocca Italia"

di

Mail bombing inviata a tutti i Parlamentari chiedendo la non conversione in legge del decreto “Sblocca Italia” L'Associazione Intercomunale Lucania di Palazzo San Gervasio, insieme all'Associazione Futura di Venosa, al Comitato Diritto alla Salute di Lavello, all'Associazione Ambiente e Legalità di Ferrandina e alla Rete Campana per la Civiltà del Sole e della Biodiversità (RCCSB) di Napoli, hanno sottoscritto un corposo documento inviato, in data odierna, tramite una "Mail bombing" a tutti i 950 parlamentari avente ad oggetto la how to get viagra online richiesta di far decadere il Decreto-Legge n. 133 del 13 settembre 2014 denominato “Sblocca-Italia”. E' stata evidenziata la scelleratezza di tale decreto che costituisce una gravissima violazione delle procedure democratiche previste dalla nostra Costituzione per la corretta legiferazione e dei rapporti tra potere legislativo, proprio del Parlamento e di quello esecutivo del Governo, nonché della Convenzione di AARHUS sulla partecipazione dei Cittadini in materia delle scelte ambientali.

Lunedì, 06 Ottobre 2014 05:55

La rana bollita di Chomsky

di

Immaginate un pentolone pieno d’acqua fredda nel quale nuota tranquillamente una rana. Il fuoco è acceso sotto la pentola, l’acqua si riscalda pian piano. Presto diventa tiepida. La rana la trova piuttosto gradevole e new viagra continua a nuotare. La temperatura sale. Adesso l’acqua è calda. Un po’ più di quanto la rana non apprezzi. Si stanca un po’, tuttavia non si spaventa. L’acqua adesso è davvero troppo calda. La rana la trova molto sgradevole, ma si è indebolita, non ha la forza di reagire. Allora sopporta e non fa nulla. Intanto la temperatura sale ancora, fino al momento in cui la rana finisce - semplicemente – morta bollita. Se la stessa rana fosse stata immersa direttamente nell'acqua a 50° avrebbe dato un forte colpo di zampa, sarebbe balzata subito fuori dal pentolone.

 

Questa esperienza mostra che – quando un cambiamento si effettua in maniera sufficientemente lenta – sfugge alla coscienza e non suscita – per la maggior parte del tempo – nessuna reazione, nessuna opposizione, nessuna rivolta.

Ai Presidenti di Camera e Senato

Alla  Commissione Affari Costituzionali Camera e Senato

Ai  Partiti Politici e segreterie

Allo Staff nazionale Movimento 5 Stelle

Alla Redazione Rai  1, Rai 2, Rai 3

Alla Redazione Tg4, Tg5, Studio Aperto Mediaset

Alla Redazione La 7  e  Tg7

Alla Redazione Gabibbo Mediaset

Alla Redazione Le Iene

Alla Redazione Indignato Speciale Mediaset

All’ Ufficio Stampa di Repubblica

Alla redazione di Panorama e l’Espresso

Alla redazione del Corriere della Sera

Alla redazione della Stampa

Alla redazione di Libero

Alla redazione della Stampa

Alla redazione del Giornale

Alla redazione Il Fatto Quotidiano

Redazione Organi di Stampa Nazionali e buy cialis professional Regionali

p.c.                 Al Presidente della Repubblica

p.c.  Al Presidente del Consiglio dei Ministri

NOTA DI STAMPA

 

“Contestazione patto del Nazareno e causa civile contro Matteo Renzi e Silvio Berlusconi”

L’avv. Rosa Rugiano di Villapiana, assistita dall’avv. Pasquale Catalano, in data 17 settembre ha notificato un atto di citazione contro il segretario nazionale del PD Matteo Renzi ed il Presidente di Forza Italia Silvio Berlusconi, con il quale ha inteso contestare il c.d. Patto del Nazareno, ovvero l’accordo segreto, presumibilmente firmato il 18/01/14,  sottoscritto da Berlusconi e da Renzi, il cui contenuto è rimasto ignoto, ma gli effetti di esso, trasfusi nel progetto di Riforma all’attenzione del Parlamento italiano, si sostanziano essenzialmente a modificare la cheap prescription levitra Costituzione Italiana ed, in particolare, per come ormai già approvato al Senato, prevede la non elettività del Senato da parte dei cittadini e la riduzione del numero dei senatori a 100 unità; la proposta modifica  della legge elettorale senza previsione delle preferenze, in modo da impedire ai cittadini di scegliere i propri candidati alle elezioni politiche, l’aumento da 50.000 a 250.00 delle firme occorrenti per le leggi di iniziativa popolare ed altre amene  “sottigliezze”, tutte comunque, finalizzate ad estinguere e/o rendere più difficile e gravoso il legittimo esercizio del diritto di voto dei cittadini italiani.

Lazar Fundo (1899 –1944)
(Biografia a cura di Giovanni Falcetta )


Zai (o Llazar o Lazar) Fundo nacque a Korcia (Albania) il 20 Marzo 1899 da una famiglia di commercianti originaria della città albanese medievale di Voskopoja. Completò la scuola secondaria al liceo francese di Salonicco (Grecia) e gli studi universitari in giurisprudenza a Parigi. In Albania, all’inizio degli anni ’20, egli fu uno dei promotori dell’associazione

comunista «BASHKIMI» (L’Unità), creata da Avni Rustemi. Dopo l’assassinio di quest’ultimo, Fundo venne designato, all’unanimità, direttore di questa associazione. Nell’anno 1924 diresse il periodico «BASHKIMI». Fu anche uno dei primi fondatori del Partito Comunista Albanese. Nei giorni della Rivoluzione Democratica Borghese, capeggiata dal vescovo greco–ortodosso albanese Fan Noli, venuto appositamente dagli USA (Giugno 1924), Fundo fu tra i più stretti collaboratori di quest’ultimo, assieme a Luigi Gurakuqi, Gjergi Fishta, Hasan Prishtina, Tajar Zavalani, etc. Aveva 25 anni, era uno degli attivisti più noti e godeva di una grande reputazione. Dopo il crollo del governo Noli, Fundo andò in esilio insieme ad alcuni amici, mandati a studiare in Unione Sovietica con la raccomandazione di Noli e fece parte della sezione comunista albanese del Komintern denominata «KONARÉ». Nel 1933 fu a Berlino assieme a Gijorghi Dimitrov quando questi subì un processo presso il tribunale di Lipsia con l’accusa di aver ordito l’incendio del Reichstag. Dopo l’assoluzione dell’imputato, Fundo, la sua convivente, Maria Margaretha Stemmer (che aveva cercato di procurare anche uno degli avvocati del collegio di difesa) e l’amico Dimitrov fuggirono, prima a Parigi e, successivamente, in URSS. In questi lunghi anni d’esilio (1924–1939), Fundo scrisse articoli per il giornale «CLIRIMI NACIONAL» (La Liberazione Nazionale) da lui stesso diretto assieme a Fan Noli, Halim Xhelo, etc. Ebbe anche un ruolo importante nell’organizzazione dei volontari albanesi che andarono a combattere contro Franco in difesa della repubblica spagnola e nell’organizzazione politica «FRONTI NATIONAL» creata a Parigi nel 1936. Tra gli anni ’20 e ’30 fu uno dei maggiori collaboratori del periodico «LA FEDERATION BALKANIQUE» che veniva pubblicato a Vienna in varie lingue. Ma, ben presto (negli anni 1937–38, il periodo delle grandi
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Purghe) fu deluso e click here indignato dalla barbara dittatura di Stalin. Interrogato dalla «Ciska» del Komintern, riuscì a salvarsi grazie alla sua amicizia con Dimitrov e a fuggire in Francia (1937?), Svizzera e in altri Paesi europei.

Roma, 25 set. - (Adnkronos) - La riduzione della sospensione feriale e delle ferie dei magistrati, prevista nel decreto sulla giustizia civile "non danneggia i magistrati ma ha effetti sull'esercizio della difesa e dunque danneggia gli avvocati e soprattutto i cittadini". Il presidente dell'Associazione nazionale magistrati, Rodolfo Sabelli, a margine di un'audizione in Commissione al Senato, è tornato sulla questione della riduzione delle ferie. La sospensione feriale, ha spiegato Sabelli, "è uno strumento introdotto per garantire agli avvocati di evitare che nel periodo estivo decorrano i termini processuali quindi per evitare il rischio di una lesione del diritto alla difesa".

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In un quarto d’ora, o poco più, con decretazione d’urgenza, il governo Renzi vorrebbe cancellare un pezzo importante dello Statuto dei Lavoratori, frutto di anni di lotte e di elaborazioni dei socialisti Giacomo Brodolini e buy real levitra online without prescription Gino Giugni, adottato come legge fondamentale sull’onda della grande stagione di riforme promossa dal primo centro-sinistra. L’attacco frontale all’articolo 18 è inaccettabile perché punta a cancellare le residue tutele che la legge prevede per il lavoro dipendente, aprendo la strada ai licenziamenti indiscriminati”. Lo afferma Elio Veltri, coordinatore della Costituente per il Socialismo in Italia e in Europa. “Sentiamo parlare ogni giorno di riforme di struttura – continua Veltri – e l’espressione ci ricorda personalità del calibro di Riccardo Lombardi, di cui in questi giorni ricorre il 30esimo anniversario della scomparsa, Antonio Giolitti, Giorgio Ruffolo, che conoscevano a fondo il significato di quelle parole e immaginavano un avanzamento sul terreno dei diritti e delle garanzie individuali e collettivi”.

SENTENZA N. 1

ANNO 2014
 
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
LA CORTE COSTITUZIONALE
 
composta dai signori: Presidente: Gaetano SILVESTRI; Giudici : Luigi MAZZELLA, Sabino CASSESE, Giuseppe TESAURO, Paolo Maria NAPOLITANO, Giuseppe FRIGO, Alessandro CRISCUOLO, Paolo GROSSI, Giorgio LATTANZI, Aldo CAROSI, Marta CARTABIA, Sergio MATTARELLA, Mario Rosario MORELLI, Giancarlo CORAGGIO, Giuliano AMATO,
 
ha pronunciato la seguente
SENTENZA
 
nel giudizio di legittimità costituzionale degli artt. 4, comma 2, 59 e 83, comma 1, n. 5 e comma 2 del d.P.R. 30 marzo 1957, n. 361 (Approvazione del testo unico delle leggi recanti norme per la elezione della Camera dei deputati), nel testo risultante dalla legge 21 dicembre 2005, n. 270 (Modifiche alle norme per l’elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica); degli artt. 14, comma 1, e 17, commi 2 e 4, del decreto legislativo 20 dicembre 1993, n. 533 (Testo unico delle leggi recanti norme per l’elezione del Senato della Repubblica), nel testo risultante dalla legge n. 270 del 2005, promosso dalla Corte di cassazione nel giudizio civile vertente tra Aldo Bozzi ed altri e la Presidenza del Consiglio dei ministri ed altro con ordinanza del 17 maggio 2013 iscritta al n. 144 del registro ordinanze 2013 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 25, prima serie speciale, dell’anno 2013.
Visto l’atto di costituzione di Aldo Bozzi ed altri;
udito nell’udienza pubblica del 3 dicembre 2013 il Giudice relatore Giuseppe Tesauro;
uditi gli avvocati Claudio Tani, Aldo Bozzi e canadian pharmacy levitra Felice Carlo Besostri per Aldo Bozzi ed altri.
 
Ritenuto in fatto
 
1.– Con ordinanza del 17 maggio 2013, la Corte di cassazione ha sollevato questioni di legittimità costituzionale degli artt. 4, comma 2, 59 e 83, comma 1, n. 5, e comma 2, del d.P.R. 30 marzo 1957, n. 361 (Approvazione del testo unico delle leggi recanti norme per la elezione della Camera dei deputati), nel testo in vigore con le modificazioni apportate dalla legge 21 dicembre 2005, n. 270 (Modifiche alle norme per l’elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica), nonché degli artt. 14, comma 1, e 17, commi 2 e 4, del decreto legislativo 20 dicembre 1993, n. 533 (Testo unico delle leggi recanti norme per l’elezione del Senato della Repubblica), nel testo in vigore con le modificazioni apportate dalla legge n. 270 del 2005, in riferimento agli artt. 3, 48, secondo comma, 49, 56, primo comma, 58, primo comma, e 117, primo comma, della Costituzione, anche alla luce dell’art. 3, protocollo 1, della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali firmata a Roma il 4 novembre 1950 (di seguito, CEDU), ratificata e resa esecutiva con la legge 4 agosto 1955, n. 848 (Ratifica ed esecuzione della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali firmata a Roma il 4 novembre 1950 e del Protocollo addizionale alla Convenzione stessa, firmato a Parigi il 20 marzo 1952).

Il trentennale della morte di Riccardo Lombardi - 18 settembre 1984 - cade in una fase della vita politica del nostro Paese che impone una riflessione critica intorno alla questione della sinistra e del socialismo in Italia.

Nessuna commemorazione, quindi, che sarebbe, peraltro, detestata da Lombardi, ma una lettura del suo pensiero e della sua proposta politica alla luce degli eventi intervenuti da allora.

Il crollo del muro e la pressoché concomitante distruzione del PSI ad opera della mutazione genetica ha, infatti, portato ad una, tuttora incomprensibile, scelta verso un partito liberal-democratico senza storia e senza memoria. Una scelta che ha connotato una anomalia provinciale tutta italiana. Una scelta che nella versione veltroniana-renziana pensa di trovare un decoro coprendosi a sinistra dietro al compromesso storico berlingueriano a scapito dell’alternativa di sinistra disegnata a suo tempo, appunto, da Lombardi. Che poi Berlinguer potesse condividere una interpretazione del suo pensiero come quella che si è voluto diffondere è una questione tutta da verificare; ciò che è certo è che quel compromesso storico si proiettava in tempi politici precedenti alla caduta del muro e non prevedeva nessuna confluenza tra i partiti.

Questa riflessione critica si deve necessariamente confrontare anche con la crisi profonda di un liberismo economico che ha dominato lo scenario della politica economica in questi ultimi decenni. Un liberismo accolto in varia misura nelle posizioni politiche del PD almeno come identità di valori tra micro e cialis soft tablets macro economia, come fondamento di un passaggio verso la confluenza con l’area politica centrista.

Quale siano le basi teoriche, culturali, sociali di una tale posizione non è facile comprendere anche perché le adesioni a tali posizioni, pur essendo state molto ampie, non hanno corrisposto ad analisi e riflessioni autocritiche almeno adeguate al mutamento. Il riconoscimento inevitabile della fine dell’esperienza sovietica non aveva come necessario sbocco una posizione paraliberista, anche se esistevano evidenti alcune debolezze di quelle posizioni socialiste e socialdemocratiche di allora e che avrebbero dovuto costituire il naturale riferimento di una storia che aveva avuto nel secolo precedente origini comuni.

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