Siamo tutti molto consapevoli di non affrontare mai un argomento “nuovo” e – come succede – qualcun altro prima di noi, sicuramente, “l’aveva già detto”. Purtroppo, la storia e il passato insegnano molto poco e oggi, come ieri, ci ritroviamo a dover affrontare gli stessi identici problemi, vecchi, stantii, che tutti conoscono ma che tutti fingono d’ignorare. Ognuno di noi sa molto bene che le religioni – ed in particolare quella cristiana-cattolica che più da vicino imperversa nel nostro ambiente – non sono altro che industrie multinazionali a esclusivo scopo di lucro sempre al servizio del potere che le utilizza per governare meglio con l’aiuto e la benedizione di Dio, il tutto, ovviamente, con vantaggi reciproci. Il popolo “ignorante e ciuco” (come si dice a Firenze) ci crede e non ci crede, ma preferisce comunque tirare a campare come se la questione non lo riguardasse affatto. È sempre stato così, fin dai tempi dei tempi e prima che comparissero le cosiddette “sacre scritture”, scritture orrende da far rabbrividire anche i più incalliti aguzzini, ma con un piccolo dettaglio, che qui in Italia abbiamo sempre avuto come Ministro della Pubblica Istruzione un prete travestito, in modo che l’istruzione appunto fosse emarginata il più possibile per evitare che qualcuno potesse pensare in modo autonomo e con il proprio cervello.
Oggi abbiamo un presidente del Consiglio che va a prendere ordini e a rassicurare il papa (che quando fa comodo è il capo di una religione oppure se torna meglio è un capo di Stato), con ovvi scambi reciproci di favori. Io m’impegno a non diffondere la cultura e l’apertura mentale del popolino “coglione” e non ti faccio pagare ICI, acqua potabile, ecc., ti faccio incassare l’8 per mille e tant’altro, e tu mi tieni a bada la gente con il timore di Dio. La storia è vecchia, fin da quando il nostro scimmione calò dagli alberi nelle praterie. Personalmente, non ho mai capito perché è stata condannata la Wanda Marchi & C. mentre restano impunti preti e santoni ... Non c’è che dire, sono una bella accoppiata e fanno un “bel” lavoro insieme, e tutti ci cascano (o fingono) perché fa comodo un po’ a tutti, visto che ognuno ha il suo bel tornaconto economico. Dispiace solo che una parte dei cosiddetti intellettuali, gli pseudo-filosofi, cerchino di distrarre il prossimo parlando di cose astratte, di teologia, e di tante altre simili facezie, convalidando il potere, il sopruso, la violenza e facendo compromettere quel povero Dio con le più efferate e disgustose azioni, fatte di roghi, lapidazioni, torture, circoncisioni, infibulazioni (son proprio religioni del cazzo!, come si dice sempre a Firenze), e l’elenco completo sarebbe troppo lungo, ma questo parziale è già sufficiente per far venire i conati di vomito.
La cosa tragica è che nessuno si ribella. La storia si ripete all’infinito. Persistono le caste e gli schiavi (quando vedo le piramidi mi viene un nodo alla gola al pensiero di quanti morti assassinati sono stati necessari per costruirle), schiavi che esistono anche oggi, ma definiti con altra terminologia. Prima si aggrediva il beduino della tenda accanto perché aveva più di noi, lo si uccideva, gli si violentava la moglie e si sgozzavano i figli per evitare vendette future, gli si fregava il bestiame e il pozzo dell’acqua ... oggi – grazie al progresso, all’evoluzione della specie e alla nostra presunta civiltà – usiamo le bombe “intelligenti” che uccidono senza neanche vedere in faccia il “nemico”, le donne sono tenute sempre al livello più basso (da poco è stata concessa loro l’anima!) e invece dei pozzi d’acqua freghiamo al prossimo quelli di petrolio ... Non c’è che dire, ci siamo molto evoluti.
Il nostro dovere è costruire un mondo migliore per i nostri figli (chi ce l’ha) o per il futuro dell’umanità – non certo usando i mezzi oggi in uso da preti e governanti – e dimostrare a noi stessi che siamo (non penso che ci riusciremo mai) migliori degli animali dei quali riteniamo di essere superiori, almeno secondo la classificazione sistematica che ci siamo inventati. E sempre rimanendo nell’ambito dell’Éternel retour, e fingendo così anch’io, d’essere ancorato alla tradizione ed al passato, non manco mai di festeggiare a casa mia con gli amici il “14 juillet” – il 14 luglio 1789 – la presa della Bastiglia, la festa della ghigliottina e del tentativo dell’umanità di riscattarsi dall’ipocrisia, dalla tirannide, dall’idiozia, anche se sarà sempre dura per chi appartiene alle caste inferiori ... Basta non arrendersi mai! |