<%@LANGUAGE="VBSCRIPT" CODEPAGE="1252"%> norma antidiscriminatoria, trattato di Amsterdam, enzo marzo
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2007
 
 

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Una cortina d'incenso ci separa dall'Europa: la normativa antidiscriminatoria.
 
Di Enzo Marzo
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Non stupisce la solita reazione isterica degli ambienti clericali estremisti contro l'adozione nel decreto sulla sicurezza di una normativa antidiscriminatoria e di prevenzione degli hate crimes analoga a quelle pacificamente vigenti da anni in quasi tutto l'Occidente europeo.

Anche in Italia tutte le altre minoranze vittime dell'odio sociale diffuso da parte di gruppi estremisti e violenti sono oggetto da molti anni di una particolare tutela penale: tutte, tranne quella di chi ha un orientamento sessuale minoritario.

Quel che non cessa di stupire in quest'ultima vicenda è solo l'assoluta mancanza di vergogna da parte dei protagonisti, che, all'opposto, sono perfino capaci di invocare ragioni "di coscienza"; e anche la sostanziale accondiscendenza dei loro compagni di coalizione e di partito. La regressione civile e l'imbarbarimento sono ormai così profondi che i politici fanno a gara nel vantarsi di osteggiare una normativa contro la discriminazione e contro i delitti causati dall'odio sociale.

La condanna cattolica dell'omosessualità ha ormai una sola funzione pubblica: dare una copertura di rispettabilità e di presentabilità ai pregiudizi che alla parte più arretrata della società derivano non già dalla sofferta adesione a dogmi religiosi di cui si avverte la ferocia, bensì dai retaggi di un'antropologia patriarcale, contadina e premoderna, in cui tali pregiudizi si accompagnavano con naturalezza a quelli contro ebrei, diversi di ogni specie, donne, disabili, minori, ecc.

Come è ovvio che sia, dato che la struttura della discriminazione nei confronti degli omosessuali è identica a quella del razzismo in senso stretto, dato che l'una e l'altro fanno discendere la pretesa di supremazia dell'identità maggioritaria da una condizione di cui gli individui giudicati indegni della parità sono portatori. In altri paesi europei posizioni del genere si riscontrano solo nei gruppi dell'estrema destra neonazista o apertamente reazionaria. Invece in Italia, e solo in Italia, a causa dell'odio delle alte gerarchie cattoliche nei confronti degli omosessuali, tali posizioni razziste sono largamente presenti, e comunque sono giudicate accettabili e rispettabili, perfino all'interno dello stesso "centrosinistra".

In Italia, e solo in Italia, il "centrosinistra" abbandona alla sola sinistra estrema e a pochi gruppi laici minoritari posizioni che nel resto dell'Occidente europeo vedono naturalmente solidali l'intera sinistra e la larga maggioranza della destra. Una cortina d'incenso è calata sulle Alpi e sta separando l'Italia dall'Occidente europeo.

Gli italiani ne sono ignari perché vittime di una politica e di un'informazione drogate: la classe politica italiana è ormai più omogenea alle classi dirigenti del Medio Oriente islamista che a quelle europee.