Ignoti. A più di 6 mesi dalla strage ferroviaria di Viareggio le indagini sono ancora verso ignoti. Mentre sale il numero dei morti, arrivato a 32, la procura di Lucca non ha iscritto nessuno nell'elenco dei presunti colpevoli. Nel frattempo, si è rischiata un'altra catastrofe sui binari, le Ferrovie dello Stato hanno dato mandato alle proprie assicurazioni di anticipare il pagamento dei danni, si è tenuto un vertice internazionale sulla sicurezza e la stazione della città ha perso due binari.
“ANTICIPARE IL PAGAMENTO DEI DANNI” - A leggere i giornali del 10 novembre, c'è da restare un po' perplessi per il comportamento dell'amministratore delegato del gruppo Fs, Mauro Moretti. Il dirigente riminese, è riuscito a cambiare radicalmente idea nell'arco di pochi mesi. Dalle prime dichiarazioni del 2 luglio davanti alle commissione Lavori pubblici del Senato dove aveva sottolineato che «Non abbiamo ancora attivato la nostra assicurazione perché non ci sentiamo responsabili, anzi bisognerà sentire l'assicurazione dei proprietari del carro» Moretti era passato a «In attesa che si accertino le responsabilità ho dato mandato alla nostra assicurazione di accordarsi con quella della ditta proprietaria del carro che è deragliato, la Gatx, affinchè anticipi insieme il pagamento dei danni. Dopo il giudizio ce la vedremo tra noi».
Un mutamento sostanziale.Dovuto forse alla magia delle feste natalizie che si avvicinavano?
Di preciso non si sa ma a leggere il quotidiano La Nazione, sempre del 10 novembre, parrebbe proprio di no.
Rimanendo nell'ipotetico, il motivo principe sembra sia da ricercarsi in alcune precisazioni mosse dall'Orsa, l'organizzazione sindacati autonomi di base, fatte tramite scambi di “opinioni” a mezzo raccomandata tra il sindacato e le Fs.
In una prima missiva mandata in ottobre e firmata dal segretario nazionale Armando Romeo, questi spiegava che la normativa Rfi tccs pr po 02 002 dell'8 luglio del 2003 imponeva alle Ferrovie di fare controlli adeguati a tutti i treni merci adibiti al traffico interno.
Di conseguenza, tra questi vi sarebbe rientrato anche quello di proprietà della multinazionale che ha causato la tragedia del 29 giugno.
Alla segnalazione del sindacato, una nota congiunta delle due aziende controllate dal gruppo, la Rete Ferroviaria Italiana e Trenitalia, spiegava che «I nostri controlli stando alla normativa devono esser svolti sulla sovrastruttura, non sugli assili, causa del disastro. Quindi, non era nostro compito».
Letta la nota, sul finire della prima settimana del mese di novembre l'Orsa mandava una controrisposta: “Come richiamato al punto II.4.3 della normativa, si prevede da parte di Rfi il controllo delle condizioni manutentive del carro, oltre che del serbatoio».
In pratica, il carro doveva essere controllato in toto dalle Fs.
Lunedì 9, Moretti dava il lieto annuncio dell'entrata in scena delle assicurazioni delle Ferrovie dello Stato.
SICUREZZA E BINARI.- Tra richieste di riduzione della velocità parzialmente ascoltate (le Ferrovie hanno ridotto la velocità di questi treni per un breve periodo per poi farle tornare a quella con la quale viaggiavano prima), di sicuro è stata ascoltata la proposta del comune di Viareggio fatta alle Ferrovie, accettata in poco più di 24 ore con lavori partiti in circa 5 giorni, di togliere due binari dalla stazione ferroviaria. Binari usati unicamente per lo scambio merci e ben lontani, essendo il 9 e 10, da quelli su cui è accaduto il disastro, ovvero il 4 e 5. Poco è servito per la sicurezza, molto a far discutere. L'argomento infatti è stato motivo di polemica tra i numerosi comitati cittadini, ben 4, nati all'indomani della tragedia. Equamente divisi tra loro sulla vicenda, a prevalere è stato quello capeggiato dagli abitanti della via Ponchielli, il tratto stradale colpito in modo più grave dal rogo. Poco da dire sulla loro richiesta per la forte caratterizzazione psicologica che la dettava “vogliamo mettere più distanza possibile tra noi e la ferrovia” in sunto il loro pensiero, molto sull'effettivo aumento della sicurezza.
I binari 9 e 10, sul cui tratto sorgerà una pista ciclabile ed un parco, venivano usati per lo scambio ed erano gli unici non manovrabili via computer da Pisa, la stazione più vicina munita ancora di capostazione notturno.
Eliminati i binari, la stazione in futuro potrà essere declassata.
In poche parole, meno manutenzione e l'eliminazione della figura del capostazione notturno. Figura, che quella fatidica notte ha evitato che nell'incendio finissero anche due intercity che dovevano transitare sui binari in quei momenti.
700 MILA CARRI MERCI DA TEMERE – Durante il recente vertice sulla sicurezza ferroviaria europea, tenutosi proprio a Viareggio perlopiù per discutere di una legge per disciplinare i trasporti di sostanze pericolose e punire i responsabili di disastri come quello di giugno, sono stati i dati a mettere soggezione. Quando il commissario straordinario Claudio Martini affermava che “ per i carri merci sia necessario prevedere revisioni ogni due anni rispetto agli attuali sei” e che “devono esser sottoposti ad attente verifiche dopo che hanno percorso un certo numero di chilometri”, Anders Lundstrom, dirigente dell'European Railway Agency, a capo della task force, gli rispondeva: “il problema riguarda circa 700 mila carri merci di 600 gestori che viaggiano in Europa” aggiungendo “lavoriamo per giungere alla tracciabilità delle informazioni sui vari componenti dei carri, assemblati utilizzando parti realizzate da produttori diversi”.
Lo stesso Lundstrom, quando poi si è recato sul luogo della strage è rimasto colpito dal fatto che "in un disastro ferroviario siano morte delle persone che stavano tranquillamente nelle loro case, invece dei passeggeri di un treno come è solito accadere".
A dirla tutta, non è solito nemmeno mettere sotto sequestro per più di un mese la via colpita dalle fiamme come se fosse stata colpevole della strage e lasciare dissequestrata la linea ferroviaria dove peraltro sono stati fatti dei celeri lavori nei giorni subito successivi alla tragedia.
Ma questo è un altro discorso.
SOLO TANTA PAURA. Una catastrofe simile a quella di Viareggio, si poteva ripetere a Giuncarico, in provincia di Grosseto. Il 22 dicembre, un convoglio trasportante gpl, e stando al giornale Il Tirreno, gemello se non addirittura lo stesso causa di quanto avvenuto nella cittadina versiliese, è stato fermato con le ruote di un vagone avvolte dalle fiamme proprio a Giuncarico. Il pronto intervento dei vigili del fuoco e della Polfer, che hanno agito in virtù della segnalazione di un automobilista, hanno evitato il peggio.
Solo tanta paura e per fortuna nessuna ripetizione della strage avvenuta a Viareggio.
Una strage per la quale i più temono l'archiviazione, come sorta di scambio per i risarcimenti previsti, e si spera che la procura chieda la proroga, i tempi stanno per scadere, per la ricerca dei colpevoli.
Sperando che questi non restino ignoti e capaci di ripetersi.