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Fuori
dall’Europa, fuori dal mondo
di Barbara Fois
Ci
piacerebbe molto sapere come mai i giornali abbiano
parlato così poco del fatto che l’Italia corre il rischio di
perdere il diritto di voto in Europa. Infatti il
parlamento europeo ci ha messi sotto inchiesta, per aver infranto una
regola fondamentale in un paese democratico: il rispetto della pluralità
dell’informazione. E’ stata l’associazione
Articolo 21 a chiedere questa procedura, mandando un esposto
al parlamento europeo, alla Commissione europea di settore e alla
presidenza di turno, che al momento era quella greca…. Ma vi immaginate se lo facessero adesso, con la presidenza
del banana in corso? Certo: apriremmo un altro conflitto di
interessi, ma questa volta a livello europeo e non potrebbe essere
ignorato o insabbiato, come succederebbe qui in Italia. Infatti
in Europa i mezzi d’informazione di massa fanno il loro mestiere:
informano! Noi, ormai, ce ne siamo dimenticati che servono a questo,
abituati come siamo agli ammaestrati ed evirati mass media,
nelle mani del cavaliere. Certo, sarebbe una strada da tentare! Anzi:
potrebbero farlo i magistrati, senz’altro, per la loro perseguitata e
insultata categoria e per la Magistratura in genere, continuamente minacciata e oggetto di progetti di legge demenziali e
pericolosi. O potremmo farlo noi per loro. Perché no? Credo che i cittadini si debbano prendere
questo compito, finalmente: quello di vigilare sull’integrità delle
istituzioni del Paese. Che
debbano farlo in prima persona, senza più delegare nessuno. Siamo
grandi abbastanza. Siamo stati distratti e indifferenti anche troppo a
lungo. E adesso “l’Italia chiamò
”… beh, sì, come sempre in questo paese, nessuno l’ha
presa sul serio. E’ un pezzo che chiama, povera. Ma noi avevamo
sempre un sacco di altre cose da fare! Consumare,
fare shopping, sprecare, sporcare, inquinare, inciuciare,
soprassedere, chiudere un occhio, inseguire il potere, la carriera, il
benessere, il proprio “particulare”….uhhh, ne avevamo di cose da
fare. Non siamo stati meglio di quelli che abbiamo eletto, a volte. I
cavalieri non sbucano all’improvviso dal nulla e qualcuno questo
cavaliere lo ha pur votato, anche se ora si farebbe karakiri. Ma perché lo ha votato? Perché credeva alla favola del
“presidente operaio” , del presidente
lavoratore? Ma dài!…..
solo il nome doveva far venire in mente qualcosa, a quelli della mia
generazione: ricordava infatti un programma radiofonico di trent’anni fa “Alto gradimento” -
quello con Scarpantibus, tanto per intenderci- in
cui c’era un personaggio di nome Solforio:
uno sgallettato venditore di robaccia , che, per
l’esattezza, offriva appunto un fantomatico e misterioso
prodotto“ il pacco dell’operaio, il pacco del
lavoratore…”. Beh, sembra che qualcuno, alla fine, se lo sia comprato, quel pacco. Il brutto è che questo di oggi era un pacco sul serio e lo è stato per tutti. Ma non posso credere che la gente che votava il cavalier “Solforio”
non subdorasse che fosse un bluff, una montatura.
E allora, torniamo alla domanda: perché l’ha
votato?
Perché
era funzionale a un certo modo di vivere i
rapporti con la politica e soprattutto col potere, di molti italiani. Di
quel genere di italiani che si chiedono sempre che
caspita possono guadagnare da ogni situazione. E questi furbilli,
all’indomani della vittoria del banana,
andavano in giro tutti tronfi gridando “abbiamo vinto!!” .
Avevi voglia di dirgli che aveva vinto LUI, lui e i suoi amici e che agli
altri, ai supporter, sarebbe toccato soltanto di
saldare il conto. Non ci credevano, pensavano a
deliri dettati dall’invidia e dal dispiacere. Ora si accorgono che
non era così e che avevamo ragione. Per questo le truppe festanti di due
anni fa sono scomparse e nessuno, dico NESSUNO, sembra aver votato per il
cavaliere, oggi! Per cui è legittima la domanda: “
ma il suo elettorato, che fine ha fatto?” L’è andà fora de matt, come
dicono a Milano. E’ finito in monasteri trappisti, nel
silenzio e nell’espiazione, o sta scavando un tunnel al centro della
Terra, per sbucare in incognito agli antipodi, o si è travestito da Muzio Scevola e ha punito la mano che ha
sbagliato…Chissà! Mille sono le cose che si possono fare, quando si è
fuori di testa!
E però
le peggiori sono state fatte quando si era ancora “in sensi”,
votandolo. Va bene, và, non infieriamo. Che ne abbiamo
anche noi da espiare di cose! Uh, se ne abbiamo!!
Noi elettori di sinistra, intendo. Mi chiedo come abbiamo fatto a
permettere che un manipolo di scriteriati facesse della sinistra
carne di porco, come si suol
dire. Come abbiamo potuto assistere a tanto scempio soltanto protestando in
privato! Perché non siamo andati nelle sezioni e
nelle federazioni, a Roma, nei centri del potere e non li abbiamo presi
tutti a calci nel sedere!! La delega… questo ci ha fregato! La delega
che gli avevamo dato! A forza di delegarli per
anni, per lustri, ci siamo convinti anche noi che loro avevavo
tutto il potere di fare e di disfare e che noi non
ci potevamo fare nulla. E loro, le oligarchie di partito, le nomenklature,
si sono abituati a disporre di tutto senza
consultarci, quasi che ci avessero fatti interdire, come parenti fastidiosi
e dementi, incapaci di intendere e di volere. Per cui è comprensibile il
loro disorientamento, il panico che gli è preso quando siamo scesi in piazza!
E la loro ostinazione, adesso, a non voler capire che è
finita. E’ finita la pacchia. Per sempre, davvero. Perché è finita la fiducia da parte nostra e anche la
rassegnazione. Eppure basta leggere una intervista
pubblicata nel sito Centomovimenti, e fatta nella
giornata dell’Ulivo a Bruxelles due settimane fa circa, per capire
come certa gente sia proprio incapace di vedere la realtà, o ci pensi tutti
scemi, tutti “popolo bue”. A proposito dell’irrisolto
conflitto d’interessi, che a suo tempo non fu capace di risolvere,
così dice infatti il leader Massimo, il signor
D’Alema: "Anche se avessimo fatto una legge sul conflitto di
interessi non avremmo risolto il problema. Berlusconi avrebbe fatto dono
delle sue tv ai propri figli". "Quando si ha di fronte un
avversario come Berlusconi che raccoglie i voti di milioni di italiani - ha affermato - siamo di fronte ad un
gravissimo problema sociale e culturale che non si risolve certo con una
leggina".
Ah
no? Strano, perché i suoi problemi il cavaliere li
ha risolti proprio non con una, ma con un sacco di leggine!! La Cirami, tanto per dirne una, la Gasparri…
ma dove vive il signor D’Alema? Ma per chi
ci prende?? Davanti all’improntitudine di affermazioni
del genere, non c’è nemmeno più possibilità di dialogo. Questo
è un uomo pericoloso per la sinistra e che se ne deve tornare a casa. Non
mi stancherò mai di dirlo. Non si è nemmeno accorto del danno che ha fatto
a tutti noi! Degli errori che ha commesso, se si tratta solo di errori! E’ così presuntuoso che se qualcuno gli
fa notare i propri grossolani errori, li minimizza sfottendo
l’interlocutore. Ma che volevamo fare?
Contrastare il banana con le leggi?? Ma che ridicoli! Ma quando mai!
E allora come lo si contrastava, signor D’Alema-so-tutto-io-che-sono-il più-figo,
ce lo dica lei! E ci dica anche perché non
l’ha fatto. Ce lo dica e poi giri sui tacchi
e sparisca, una volta per tutte, fuori dai piedi. Se ne vada, lei e la sua
spocchia costosa, oh, quanto costosa per tutti noi!
Fu
proprio perché il potere del cavaliere non fu mai contrastato dal signor
D’Alema, quando era la volta sua di essere
presidente del consiglio ( e lo lasciamo tutto minuscolo, in corpo 8, come
quello del banana), che ci troviamo in questa situazione da terzo mondo e
adesso dobbiamo ricorrere all’Europa, come dicevo in apertura, per
farci tutelare: vergogna! E invece il signor D’Alema è tutto
soddisfatto, scrive infatti Centomovimenti:
“Strasburgo potrebbe dunque toglierci le castagne dal fuoco e D'Alema
è sembrato soddisfatto: "E' del tutto legittimo che l'Europa si occupi
delle anomalie proprie dell'Italia, la concentrazione del potere mediatico del presidente del Consiglio è una anomalia,
il duopolio televisivo è un'anomalia, l'allarme è dunque
giustificato” Certo, faccia l’Europa quello che l’Italia
non è stata capace di fare! Quello che il signor D’Alema non è stato
capace di fare! Anzi: perché non ci facciamo commissariare?Ma
la conosce la parola dignità, questo signore?? E il peggio è che già
si sta accordando con Prodi e fa di nuovo il padrone di casa, come se non
avesse commesso alcun errore, convinto di essere
ancora il migliore in campo. Questa nomenclatura di sinistra è ripugnante
quanto quella di destra. Spaventosa, prepotente e
arrogante quanto l’altra. Vuole l’alternanza, ma non
riesce ormai più a essere una alternativa… e
noi non ne possiamo più di tutta questa gente! Gente che
fa per sé, ma mai per gli altri. Che spazza
via chiunque si opponga al suo strapotere. Spazza via o piega e comunque annulla. Chi si ricorda più del signor Cofferati, oggi, tanto per fare un esempio? Forse i
bolognesi. Ma se io fossi bolognese non lo
candiderei. Giusto per dare una lezione di vita a lui e
alla nomenklatura tutta. Mi auguro che gli amici e soprattutto i
compagni di Bologna ci facciano sopra un pensiero. Per cominciare a far
capire a questa gente che non possono fare di noi e delle nostre vite quell’accidenti che gli pare.
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