|
|||
Militanti e millantatiÈ scontro fra il ministro Castelli e il Csmdi Barbara Fois
I fatti: il dottor Spataro sta indagando sul rapimento dell’egiziano Hassan Mustafa Osama Nasr, noto come Abu Omar, scomparso in pieno centro a Milano il 17 febbraio del 2003. Arrivato nel nostro paese come rifugiato politico, Abu Omar è considerato invece un terrorista dagli Stati Uniti, che lo fanno rapire da un commando di 22 agenti, durante un’operazione (nell’ambito del programma extraordinary rendition antiterrorismo) organizzata dalla Cia in territorio italiano, al di fuori da ogni norma elementare del diritto internazionale e in aperta violazione della sovranità italiana. Inoltre stiamo parlando di un rapimento, cioè di un atto inqualificabile, degno di banditi e terroristi, non dei servizi segreti di un grande paese che si arroga il diritto di esportare la propria civiltà in altri paesi. Si sa inoltre che l’ex imam della moschea milanese di via Quaranta, sarebbe stato picchiato e interrogato nella base di Aviano e poi portato prima in Germania e poi in Egitto, dove nel febbraio 2003 è stato incarcerato. Poi dopo un anno è stato liberato e ha raccontato ai suoi familiari quello che gli era successo e per questo è tornato in galera, dove tuttora è recluso. La vicenda è assurda e intollerabile, sotto ogni punto di vista, ma pare non eccezionale: i servizi segreti americani, infatti, sono stati accusati da altri paesi europei, compresa la Germania, di trasferire personaggi sospetti all’estero, in territori sotto il loro controllo. Immaginiamo che, in quelle prigioni segrete e lontano dai controlli di organismi umanitari internazionali, saranno magari picchiati e torturati, come avviene normalmente a Guantanamo, o come è avvenuto nelle carceri irakene, anche da parte di gentili signorine in divisa “stelle e strisce” ( ma le sa queste cose, la signora Fallaci, sempre così certa della civiltà americana?). Ma torniamo al fatto del giorno: secondo le nostre leggi e le procedure vigenti il dottor Spataro, seguendo la propria inchiesta, ha legittimamente chiesto al ministro di Giustizia l’estradizione per gli uomini dell’Intelligence americana, fra cui c’è anche l’ex capocentro della CIA a Milano, Roberto Seldon Lady. E’ stato a questo punto che il leghista Castelli, invece di rispondere come un ministro che conosce le proprie competenze, i propri doveri, le proprie responsabilità, che si ricorda di essere un rappresentante della Repubblica Italiana e garante per tutti gli italiani, ha risposto come un qualsiasi militante leghista della val padana, volutamente insultante e arrogante, oltre che ignorante della dignità del proprio ruolo. Per questo militante leghista, millantato ministro, la richiesta di estradizione avanzata dalla magistratura milanese contro gli uomini dell'Intelligence Usa è una "questione estremamente delicata". Già."In questo caso la legge dà al ministro la facoltà di decidere se accogliere o meno le richieste della magistratura, un caso raro visto che la magistratura è indipendente - ha ricordato - la ratio di questa norma, è evidente, è che al ministro spetta decidere anche sulla fondatezza delle accuse. Stiamo esaminando le carte per capire se il teorema sia fondato o se sia legato ad una sorta di antiamericanismo che attraversa purtroppo la sinistra". E poi rincarando: "Siccome in questo caso siamo di fronte ad un magistrato militante la faccenda è da valutare con grande attenzione - ha sentenziato - è noto che Armando Spataro sia un magistrato militante. Ha persino dichiarato che sarebbe andato a votare per le Primarie del centrosinistra e quello è stato solo l'ultimo episodio. Ognuno è libero di fare quello che vuole, ma deve sopportarne le conseguenze. Mi sento autorizzato a pensare che nei confronti degli Stati Uniti non sia così imparziale". A questa incredibile presa di posizione, ha risposto duramente la Procura milanese: "La richiesta di estradizione e tutte le valutazioni e le decisioni assunte nell'ambito di questo procedimento penale - ha infatti dichiarato il capo della Procura di Milano Manlio Minale - sono state da me pienamente condivise e tutte confermate nella loro fondatezza dal gip e dal tribunale del riesame. La stima mia personale verso il collega Armando Spataro, procuratore aggiunto, riceve oggi ulteriore conferma dalla decisione della New York University di conferire al dottor Spataro l'incarico di coordinatore di uno studio sul terrorismo internazionale e sulle strategie di contrasto a quel fenomeno unitamente a personalità e magistrati di altissimo livello". Infatti nel team coordinato da Spataro c’è Baltazar Garzon ( il magistrato spagnolo che voleva incarcerare il cavaliere, tanto per far memoria), il francese Jean Louis Bruguière e l’inglese Peter Clark, capo dell’antiterrorismo di Scotland Yard. Così quella fatta da Castelli è la figura che fanno tutti quelli che per piaggeria si mostrano “più realisti del re”. Infatti è evidente che i docenti della New York University non reputano il dottor Spataro come un antiamericano militante: a loro interessa la sua professionalità, la sua competenza, la sua intelligenza, il suo rigore. Tutto ciò che in primissima istanza avrebbe dovuto valutare il ministro. In ogni caso, se la magistratura lo deciderà, il processo si potrà fare egualmente e gli agenti americani potranno essere giudicati ed eventualmente anche condannati in contumacia, anche se il ministro deciderà di non inoltrare le rogatorie all’amministrazione americana. Del resto: il governo italiano, per non disturbare nessuno, non ha fatto niente per appurare la verità sulla morte di Calipari, figurarsi se è interessato a sapere che fine farà un imam musulmano! Intendiamoci: nessuno dei protagonisti di
questo rapimento è un “figlio di Maria”, né il sequestrato, né i
sequestratori, ma non è questo il punto. Abu Omar è sotto osservazione
da parte dei servizi segreti americani dai tempi in cui in Albania
progettava di far saltare l’ambasciata Usa a Tirana. Poi l’hanno seguito
a Milano, dove la CIA pensa che sia la longa manu di AlQaeda e che
addestri kamikaze. Il commando guidato da Robert Seldon Lady, detto Bob,
comprende anche delle donne. E anche la testimone del rapimento
dell’imam è una donna e racconta che alcuni uomini del commando erano
stranieri, ma almeno due parlavano in italiano. Chi li aiuta qui?Gli
agenti americani lasciano un sacco di tracce del rapimento: foto
dell’imam e del posto dove è avvenuto il sequestro si trovano nel
computer di Bob, così un cellulare che la Digos rintraccia al Cairo e
che l’agente ha fatto acquistare dal personale del consolato. Lasciano
tracce perché forse pensano di poterselo permettere e che i colleghi
italiani chiuderanno un occhio. Ma non è così. Qui si seguono tutte le
tracce e si fanno indagini serie. I magistrati Spataro e Pomarici ne
coordinano i frutti. Fino a che arriva il momento di chiedere al
ministro di Giustizia di firmare le rogatorie che consentano ai giudici
italiani di ascoltare gli agenti americani coinvolti. Ma il ministro,
come abbiamo visto, è più preoccupato delle idee politiche dei giudici
che di conoscere la verità. Approfondimenti:
http://www.ilmanifesto.it/Quotidiano-archivio/23-Novembre-2005/art49.html it.news.yahoo.com/051122/58/3hux4.html - 21k - 23 nov 2005 italy.indymedia.org/news/2005/11/928634.php - 33k - 22 nov 2005 http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2005/06_Giugno/24/olimpio.shtml http://www.corriere.it/Primo_Piano/Esteri/2005/11_Novembre/11/imam.shtml http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=1301 www.margheritaonline.it/ stampa/scheda.php?id_stampa=19408 http://www.rinascita.info/cogit_content/rq_attualita/Cacciaagliuntori.shtml http://guerrillaradio.iobloggo.com/archive.php?cid=14069 http://www.repubblica.it/2005/e/sezioni/cronaca/islamici/inchiestazoppa/inchiestazoppa.html http://www.feltrinelli.it/FattiLibriInterna?id_fatto=5096
|
|||
|
Pubblicazione a cura di democrazialegalita.it periodico on line |
|||