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In silenzio
Di Barbara Fois
Non ci sono parole davanti all’immagine di un Arafat vecchio,
stremato, malato, irriconoscibile. Sembra che gli sia stato portato via
tutto, oltre la salute: la sua forza, il suo carisma e perfino la sua fiera
kefia, sostituita da un orribile colbacco di peluche. Come se qualcuno
volesse distruggere anche l’immagine di quest’uomo, che per tutta la sua
vita si è battuto con coraggio e con intelligenza per il suo popolo e la
sua terra.
Una immagine terribile, crudele e ingiusta, che ha fatto male a
tutti quelli che in tutti questi anni hanno sperato in lui.
Questo è il diritto di cronaca? Il dovere di informare, o la
voglia di schiacciare un uomo e tutto quello che rappresenta? E chi ci sarà
dopo di lui? Qualcuno che riprenda la sua lotta politica leale, o qualcuno
che preferirà la linea intransigente e terrorista, o infine qualcuno,
addomesticato, che non rompa troppo le scatole all’occidente e soprattutto
agli israeliani?
Molto davvero dipenderà da questo. Perché quello che, in questi
giorni, sta succedendo nella striscia di Gaza non è davvero chiaro.
Forse io soffro di profonde antipatie antiisraeliane, lo ammetto,
forse il mio sangue sardo mi rende sospettosa e malfidata, è possibile,
forse eccedo in retrologie , ma basta rileggersi i giornali di quest’ultimo
anno per avere le idee confuse. Non era il signor Ariel Sharon che solo ai
primi del mese d’ottobre di quest’anno sosteneva che il conflitto ci
sarebbe stato fino a che i palestinesi non fossero diventati “finlandesi”?
E non erano gli stessi ebrei pacifisti a stigmatizzare il silenzio del
mondo davanti alla tragedia di Gaza, denunciando che il piano di Sharon per
soggiogare definitivamente i palestinesi aveva come copertura il cosiddetto
“piano di disimpegno”?
Non è Ariel Sharon il leader del Likud, del partito conservatore,
dei falchi, di coloro che hanno creato il problema di Gaza? Non è Sharon
che programmò la colonizzazione di Gaza? E allora adesso che significa
questo ritiro dei coloni israeliani dalla striscia di Gaza? Hanno ragione i
palestinesi a temere una maggiore pressione sulla Cisgiordania, come
contropartita? Perché Sharon ha fatto questo passo? Vuole davvero una pace
con i palestinesi? Vuole ripercorrere i passi di Begin che firmò con Nasser
la pace e sgomberò dal Sinai? O la sua tattica riguarda soprattutto gli
equilibri interni del suo partito, in cui il suo rivale Netanyahu comincia
ad avere un potere un po’ troppo forte? Benjamin Netanyahu infatti è il
leader dei coloni, il loro referente e dunque questa mossa lo mette in
ponte: o rompere con loro e perdere la sua base e dunque la sua forza, o
rompere con il partito e anche questo significherebbe un ridimensionamento
del suo potere e comunque lo costringerebbe a contare i suoi amici e
alleati, mettendo a nudo la sua cordata, mentre Sharon intreccia carole con
Peres e i laburisti israeliani.
Allora: cosa c’è davvero dietro a tutto questo improvviso fervore
pacifista? Si può credere alla buona volontà della destra israeliana,
capace di uccidere un uomo di pace come Rabin, per non arrivare mai a una
soluzione pacifica del conflitto con i palestinesi?
No, mi spiace, ma io non riesco a crederlo. E mentre guardo
sgomenta le immagini in TV di quel povero vecchio che è diventato Arafat,
ci credo sempre di meno. E mi viene in mente una intervista con Moh’d
Jadallah Jamal, dell’agenzia di stampa palestinese Wafa. Sosteneva infatti
che l’unica strada possibile per una pace duratura è la conferma totale dei
diritti di entrambi i popoli su quella terra.
Questa decisione unilaterale di Sharon, in realtà dunque, non è
certo il mezzo per raggiungerla. Perché lascia malumori e rabbia, sia nei
coloni israeliani che nei palestinesi e dunque crea una situazione se
possibile ancora più esplosiva di prima.
I palestinesi non credono nella buona fede di Sharon: il primo
ministro palestinese Abu Ala ha dichiarato in più di una occasione “Se
Sharon non dà segni concreti, non lo incontrerò per scattare due fotografie
e fare da ombrello per quello che fa contro il nostro popolo e la nostra
terra.” Del resto lo stesso ex ministro della difesa israeliano Ben Al
cazar aveva commentato questa iniziativa di Sharon con queste parole “Se
Sharon intendesse veramente dare un seguito politico al dialogo con i
palestinesi, l’avrebbe fatto con Abu Mazen”.
Allora, cosa c’è davvero dietro lo sgombero dei coloni da Gaza? E
perché da Gaza sì e dagli altri territori no? E perché i palestinesi non
sono stati contattati?
Il signor Sharon ha altre idee e altri piani, certamente. A lui,
e a troppi israeliani come lui, la shoà non ha insegnato niente. E se un
popolo, perseguitato e sterminato, invece di imparare dalla propria
tragedia la tolleranza e il rispetto dell’altro, diventa a sua volta
carnefice di un altro popolo più povero e più debole, non merita nessuna
simpatia e nessun rispetto. Meriterebbe forse l’ira del suo dio crudele,
guerriero e senza misericordia, il dio della legge “occhio per occhio,
dente per dente”.
E noi occidentali, noi europei, come al solito staremo a guardare
ancora altre violenze, altri soprusi, altre soperchierie che il popolo eletto vorrà fare, al riparo
delle bandiere americane e delle potenti lobbies ebraiche made in USA, nei
confronti di un popolo povero, stremato e incolpevole, come quello
palestinese. Staremo a guardare, ancora una volta, mentre se ne va via,
lontano dalla sua terra un uomo malato e sfinito, che così fortemente ha
combattuto per difenderla e come in silenzio lo abbiamo guardato vivere
assediato per tre anni, a Ramal, spesso perfino senza cibo e senza acqua, in
silenzio ora lo guarderemo morire.
Barbara Fois
I brani citati si possono trovare in:
http://www.adnkronos.com/IGNDispacci/20041026/ADN20041026192924.htm
http://www.globalproject.info/art-2212.html
http://www2.unicatt.it/pls/unicatt/mag_gestion_cattnews.vedi_notizia?id_cattnewsT=3569
http://www2.unicatt.it/pls/unicatt/mag_gestion_cattnews.vedi_notizia?id_cattnewsT=3541
http://www.studiocataldi.it/news_adn_asp/news_adn_10647.asp
http://www.repubblica.it/2004/e/sezioni/esteri/moriente9/sharonperes/sharonperes.html
http://www.repubblica.it/2004/e/sezioni/esteri/moriente9/soldatigaza/soldatigaza.html
http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/GdM_esteri_NOTIZIA_01.asp?IDCategoria=7&IDNotizia=111120
http://www.corriere.it/Primo_Piano/Esteri/2004/06_Giugno/06/sharon.shtml
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