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Favole della sinistra italiana
Barbara Fois
C’era
una volta la sinistra italiana…. Eh, lo so, qualcuno dirà che questa
favola comincia male. E invece noi dobbiamo essere positivi
e propositivi. C’era una volta la sinistra italiana prima di
Tangentopoli. Sì, molto meglio. Era
un mondo dialettico, certo, portato a litigare e a spaccarsi più che ad
unirsi ( ma và!?). Le scissioni erano
all’ordine del giorno e ogni congresso finiva a sediate.
Finivano a sediate anche le unificazioni! Mi
ricordo benissimo quando nel 1966-67 ci unificammo col PSDI: noi ragazzi
della sezione del PSI ( tutti lombardiani)
ci eravamo barricati dentro ed eravamo pronti ad accogliere i nuovi
“compagni” a colpi di sedia…. Non ci amalgamammo mai.
Ricordo certi congressi in cui ci furono risse e volarono non solo insulti,
ma anche qualche spinta e qualche sberla.
Mi
ricordo quando in un precongresso
in un paesino scoprimmo la moglie di uno dei “compagni”
socialdemocratici che, in un sottoscala, comprava i voti con moneta
sonante… accidenti che casino! Lo dico per dire che certe cose
accadevano anche allora, anche in periferia. Sono sempre accadute. Ma erano eccezioni. O forse noi
eravamo più ingenui e fiduciosi e volevamo crederlo. Ma quel signore
socialdemocratico con la moglie così intraprendente, fu mandato a casa
dagli elettori, però….
Normalmente,
infatti, ci si picchiava per le idee, non per i soldi o le poltrone. Ci si
batteva per i principi, non per gli assessorati o i ministeri.
Se torno ancora più indietro nella
memoria, posso ricordarmi certi comizi in piazza, coi
balconi di qualche casa che diventavano palco improvvisato. Allora stavo
fra le braccia del mio papà a sentire Nenni e Lussu
e Togliatti. Oh, certo: non capivo niente di
quello che dicevano, ma mi è rimasto il ricordo gioioso di una festa, di
gente felice che ascoltava e applaudiva e se ne andava
rincuorata e rassicurata. Era il tempo in cui ci fidavamo ancora dei nostri
leader, gli volevamo bene, erano gente come noi. E quando alle elezioni vinceva la Democrazia Cristiana,
nessuno se la prendeva con loro, perché sapevamo che avevano fatto di tutto
per vincere e noi con loro. Poi le cose cominciarono a cambiare.
Mi
ricordo quando fu sequestrato il figlio di Francesco De Martino. Era il
1977. Una storia oscura: più che un sequestro tradizionale per fini di
lucro, fu una intimidazione di tipo camorristico e infatti Ciccio DeMartino
si ritirò dalla vita politica. Ma guarda il caso. Ma questa è un’altra storia, su cui varrebbe la
pena di fare qualche indagine giornalistica e soprattutto qualche
riflessione.
Lo ricordo qui per dire che in quella
circostanza vennero fuori i beni di
De Martino: non aveva da parte che pochi milioni, una cifra ridicola che
non avrebbe potuto far gola a nessun sequestratore, per quanto scalcinato e
sgallettato fosse. Erano i soldi messi da parte
in tutta una vita come professore universitario e come deputato: poca roba
davvero. Perché nessuno, e certamente non a sinistra, entrava in politica
con le pezze nel culo e
ne usciva miliardario. Nessuno. Prima
dell’era di Craxi.
E di
Tangentopoli, con tutto il fango (
per usare un eufemismo) che venne fuori e che sommerse non solo il PSI, ma sporcò tutti i partiti, chi più chi meno. Ed è incredibile che qualcuno stia cominciando a
riabilitare quella gentaglia, quei corrotti, condannati in regolari
processi. Ed è vergognosa la protervia di certuni, che già si stanno
facendo la campagna elettorale, riempiendo della loro faccia
di tolla i muri delle città!
Tangentopoli non è stato solo il momento in cui si è sollevato
un sasso che copriva un verminaio. Ha segnato la fine ufficiale dell’etica
nella politica. E i vermi di quel verminaio si
sono sparsi in tutte le direzioni, inquinando tutto. Ormai tutto è
concesso, tutto è normale e comportamenti che prima avrebbero
fatto indignare e infuriare i cittadini, ora vengono tollerati,
nella più totale indifferenza.
La
vergogna non esiste più : è merce sconosciuta. La
vergogna, il decoro, la decenza, il pudore, il buon gusto, la credibilità: cose del passato. Ma ci dovrebbe essere una
legge elettorale che vieta la candidatura non dico
agli inquisiti, ma almeno ai già condannati, che diamine, o no??!! Invece
ci si candida proprio per avere l’immunità e adesso si farà una legge
che la dia addirittura a
vita…. E’ roba da non credere: qui non paga mai nessuno.
Nessuno dei potenti paga mai. Per questo il paese è in questo stato.
Distrutto da saccheggi continui, in balia di truppe mercenarie ormai
spudorate, che manco tentano più di nascondere i propri fini personali.
Tangentopoli
assestò un bel colpo all’etica nella politica, ma adesso questo
governo ne ha fatto strame.
E la sinistra
oggi che fa? Dov’è?
Dispersa e disunita, come sempre, continua a lacerarsi e a
dividersi, a picchiarsi e becchettarsi, anche sull’orlo del baratro. Mentre la sua nomenklatura ne approfitta e
si ricandida in massa alle europee. Dopo aver
perso le elezioni e consegnato il paese alla destra, a questa destra, magari avrebbe dovuto fare un po’ di autocritica, un passo indietro…. Glielo abbiamo
chiesto ininterrottamente per due anni. Non ci ha nemmeno filato. La cosa è
così grottesca che ci sarebbe da ridere, se non fosse che
è davvero deprimente. Non gliene frega niente: la cosa importante per loro è di tenersi il posto, non la
stima degli elettori. La gente li fischia, gli urla
insulti e parolacce: non fanno una piega. C’è anche
chi gli ha detto, in piazza “ con questa gente non vinceremo
mai!”… Ma loro se ne fregano: sanno fin troppo bene di non aver
lasciato spazi e persone per un ricambio e che possono ancora far valere il
ricatto: o con noi o con la destra…. Che
squallore, gente! Che tristezza.
Mi vengono a volte bizzarri pensieri: mi
chiedo, ad esempio, se Lombardi o Berlinguer hanno mai avuto un paio di
scarpe da un milione e mezzo. Voi direte: non erano tempi, non si
guadagnava tanto a fare i politici. Non è solo questo, è una questione di etica: è che quella gente non avrebbe mai pensato di
comprarsi un paio di scarpe che valevano da sole il salario di un operaio! Perché era gente che sapeva bene quanto costava un litro di
latte e un chilo di pane. E quanta fatica ci voleva
a mettere insieme quei soldi e quanto dolore a lesinare le cose ai figli.
Sono una moralista? Tener conto di queste cose, avere rispetto del lavoro,
della fatica, del denaro degli altri è essere moralisti, bacchettoni? Beh,
se lo è mi piacerebbe che anche i nostri leaders
lo fossero un po’! Invece no, non solo fanno cose che ci indignano, si risentono anche se glielo fai notare! E minacciano querele e denunce.
E’
storia di questi giorni….Ma poi, a ben riflettere: ne ha già tante Travaglio di cause con la destra, perché non
averne qualcuna con la sinistra? E’ la par condicio,
no? E’ vero che la vogliono togliere, ma per il momento c’è
ancora, perché dunque non avvantaggiarsene? Magari potremmo approfittarne
anche noi e far loro causa per i danni subiti dal popolo italiano, per la
mancata legiferazione sul conflitto di interessi, eh?
C’era
una volta la sinistra…. Ma è una favola o un
racconto di Perry Mason?
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