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16 luglio 2006   

A proposito di retrocessioni in serie B...

Di Barbara Fois

Vorrei capire. E qui che io non sappia nulla di calcio c’entra poco. Vorrei capire la motivazione di queste sentenze, che retrocedono in B alcune grandi squadre della serie A. Ragioniamoci su. Perchè, ad esempio, la Juventus va in B? perchè si dice che i suoi dirigenti hanno truccato delle partite, giusto? Allora sono loro che andrebbero puniti. E i giocatori? Lo sapevano che le partite erano state comprate? Se sì anche loro dovrebbero andare in serie B. Eh sì. Scusate, ma se per vincere avevano bisogno che qualcuno comprasse le partite, vuol dire che non erano in grado di vincerle da soli e allora non sono giocatori da serie A!

 

Ma visto che parte di quei giocatori sono quegli stessi che hanno vinto un campionato del mondo, vuol dire che erano in grado di vincere le partite anche senza bisogno di comprare gli arbitri. Allora questa storia che senso ha? Nessun senso logico. A meno che noi non ci siamo comprati anche i mondiali! Il che mi pare francamente eccessivo. E’ evidente dunque che quei calciatori erano in grado di vincere le partite, ma forse non tutte. Forse non di conquistare sempre scudetti, premi e coppe ed invece proprio questo volevano quei dirigenti, che dovevano dimostrare quanto valevano loro e non le squadre. Era solo un gioco di potere fra dirigenti, arbitri, procuratori e poi c’erano giri di soldi: percentuali sempre più alte se le squadre amministrate da loro restavano invincibili e inoltre rimanendo sempre alla testa delle classifiche quelle squadre procuravano ai dirigenti miliardi fra pubblicità e diritti televisivi sulle partite giocate. Questo è quanto è successo.

 

 E allora vanno puniti solo i colpevoli, va smontata quella cupola di potere, ripulito l’ambiente, che ormai ha davvero ben poco di  sportivo, ma le squadre vanno lasciate dove sono, coi loro atleti e coi loro tifosi, che se no sarebbero davvero gli unici ad essere puniti, o come dice un rozzo ma efficace proverbio “cornuti e mazziati”. Perchè se no davvero si può pensare che basti mandare in B una grande squadra per aver risolto il problema, per aver tolto il marcio, il che è falso. Infatti che una squadra si chiami Juventus o Polisportiva di Borgoboschetto è perfettamente uguale, se il sistema resterà lo stesso. Piuttosto vanno ridotti gli stipendi dei calciatori e ripulito da ultras, spesso anche politicizzati, l’ambiente dei tifosi. Insomma il calcio va riportato a una dimensione più ragionevole: in fondo è solo uno sport, che diamine!

 

Ma invece si tributano a questi ragazzotti in mutande trionfi degni di ben altre imprese! E lo abbiamo ben visto nei giorni scorsi! Tuttavia così facendo in realtà si giustifica – in un certo senso -  anche chi ha truffato per restare sulla cresta dell’onda. Dando troppa importanza a questo sport, si scusa cioè anche tutta l’atmosfera sopra le righe che lo circonda! Insomma tutto quello che abbiamo sotto gli occhi è il frutto non solo delle prepotenze e dei ricatti di qualche mascalzone, ma di un sistema perverso, che non riguarda solo il calcio. Un sistema di potere che non conosce regole, che non ha più nemmeno una parvenza di etica. Basta guardarci intorno: avete mai visto, negli ultimi tempi, un concorso non pilotato? Un posto di lavoro assegnato per reali meriti e capacità e non per legami familiari o politici?

 

 Viviamo in un paese che utilizza sistemi medievali di tassazione, ma a pagare tutti i balzelli sono solo i poveri, i ricchi si sono fatti leggi ad hoc, che li fanno ancora più potenti, intoccabili e ricchi. E’ un paese in cui i giovani sono precari sottopagati  e senza un futuro e i vecchi vengono sfruttati oltre l’età pensionabile. Tutto è marcio intorno a noi, perchè è profondamente marcia tutta una classe al potere, che non pensa a prepararne un’altra che possa sostituirla.

 

C’è troppa gente con deliri di onnipotenza in questo paese. Ed è tutta gente  che vale poco. E questo è il vero problema.

 

 

Pubblicazione a cura di democrazialegalita.it periodico on line