A sentire il Cardinal Ruini invitare i cattolici ad astenersi dall’andare a votare, facendo quindi fallire - per mancanza del quorum - il referendum contro la legge 40 sulla procreazione assistita, l’indignazione è d’obbligo. Per molti e diversi motivi, il primo dei quali è certamente che questo atteggiamento della chiesa si configura non solo come una ingiustificabile ingerenza nelle cose del “libero stato” italiano, ma anche come un abuso di potere e un uso improprio della fede, usata come arma di offesa contro la libertà delle coscienze. In molte scuole del nostro paese, inoltre, seguendo questa direttiva, i professori di religione hanno distribuito dei volantini, invitando gli studenti maggiorenni a non andare a votare. La cosa è gravissima: da un punto di vista politico, culturale, democratico e giuridico, infatti è un chiaro invito a boicottare lo stato italiano e le sue leggi, il che si configura come un reato. Ma è nel contempo anche un esempio drammaticamente diseducativo e pedagogicamente dannoso, perché insegna a non aver rispetto delle regole democratiche e a non prendersi alcuna responsabilità davanti a scelte importanti, ricorrendo a scorciatoie ipocrite ( come l’astensione appunto ), a pressioni psicologiche insopportabili e a ricatti indegni pur di affermare le proprie opinioni, invece che confrontarle con quelle altrui, attraverso lo strumento democratico del voto. In questo modo non si formeranno mai dei cittadini consapevoli e rispettosi del vivere civile, capaci di battersi lealmente per le propie opinioni, nel rispetto di quelle altrui. Ma la chiesa da duemila anni insegna a comportarsi esattamente al contrario di come ha fatto un certo Signore di Nazareth, che è morto per garantire a tutti il rispetto per le proprie idee. La chiesa cattolica, invece, non tollera non solo che i suoi fedeli pensino con la propria testa, ma nemmeno che possano farlo gli altri, perché sanno bene che la consapevolezza di sé può essere contagiosa! Quindi invita a non andare a votare, così non potranno esprimersi nemmeno gli altri, quelli che sfuggono al suo potere e alla sua influenza! Oggi è la legge 40, domani attaccheranno quella sull’aborto e sarà di nuovo il medioevo dei “cucchiai d’oro” e delle mammane. Lo dice la Bonino? No. Lo sostiene la Prestigiacomo, che non è certo una comunista sfegatata. Noi stiamo assistendo a un attacco violento - da parte delle forze più arretrate e becere del nostro paese - a ogni caposaldo di una democrazia moderna e civile: dalla Costituzione a ogni legge libertaria e rispettosa della autodeterminazione della persona e soprattutto della donna, che è costata alla gente di questo paese calvari lunghi e dolorosi. C’è da augurarsi che lo stato italiano reagisca con la dignità necessaria e indispensabile a uno stato moderno e civile. Perché è impensabile che si consenta che prevalgano, in uno stato laico di diritto, le idee di una casta sacerdotale insopportabilmente arretrata, ottusa e arrogante. Altrimenti avremmo ragione di affermare che ci troviamo davanti a una pericolosa quanto insopportabile forma di “komeinismo” cattolico, che va subito estirpato. Inoltre sarebbe davvero un paradosso ridicolo e patetico che a decidere su come le persone dalla vita sessuale“normale” debbano vivere il sesso, la maternità, la paternità, il diritto alla nascita e alla vita, fossero degli uomini che volontariamente hanno giurato di vivere in castità, perchè appartenenti a una religione che da secoli odia il sesso e lo disprezza, e per la quale il Peccato con la P maiuscola è solo quello del sesso. Non è credibile che costoro, capaci di commuoversi su uno spermatozoo, ma di infischiarsi dei diritti delle persone, abbiano alcuna competenza in materia. Sarebbe pertanto auspicabile che lo stato italiano rispondesse per le rime a questa intollerabile ingerenza, anche con le sanzioni penali previste per coloro che, a vario titolo e con differenti motivazioni, boicottano l’ attività legislativa e la vita democratica dello stato. E se i nostri rappresentanti politici e se i nostri partiti non sono in grado di farlo, chiediamolo noi. Con forza e con la determinazione della consapevolezza di cittadini democratici. Facciamolo, se siamo persone. E non topi. |