Aspettando la Liberazione…
Di Barbara Fois
articolo originale di www.democrazialegalita.it Se lo volete utilizzare, citate con evidenza la fonte e l’autore o meglio linkate direttamente questa pagina o la home del nostro periodico on line
Mentre noi ci prepariamo a partecipare alla sfilata del 25 aprile, nel suo rituale ormai un po’ liso della solita passeggiata, con il drappello partigiano in testa - ogni anno meno numeroso per via dell’età - e poi con piccolo comizio commemorativo finale (penso che sia così un po’ dappertutto), la destra continua le sue operazioni di smantellamento dei cardini democratici del nostro paese.
L’attacco è mirato non solo a stravolgere la Costituzione, ma anche a cancellare ogni ricordo del passato, svilendo il significato del 25 aprile, il giorno della Liberazione dai nazifascisti e cercando di riscrivere la storia del nostro paese, dal famigerato ventennio in poi. Così, visto che il cavaliere ha inaugurato la moda delle “ leggi su misura ”, la destra ha varato una serie di disposizioni di legge che daranno davvero un colpo mortale alla nostra democrazia.
Intanto il 5 aprile scorso, quasi in silenzio, è passato anche alla Camera, con 247 sì, 206 no e 5 astenuti, il pdl voluto dalla cdl - e dunque ormai definitivamente approvato come legge dello stato - che istituisce il 9 di novembre festa nazionale, in memoria del giorno in cui crollò il muro di Berlino. In realtà, in origine, i pdl erano due, quasi perfettamente identici, presentati da senatori e deputati della cdl. Il primo, a firma del senatore di FI Sergio Travaglia, col numero 1383, fu approvato dal Senato il 1° ottobre del 2003 e approdò alla Camera dei Deputati il 15 marzo del 2005. L’altro progetto fu presentato invece dall’on. Andrea Gibelli della Lega Nord col n. 2832. I due testi erano pressochè identici e formati da due soli capitoli. Ora la legge che sono riusciti a far passare è costituita praticamente da un articolo solo, che dice:
ART.
1.
La Repubblica italiana riconosce il giorno 9 novembre, data storica che
segnala ricorrenza dell’anniversario della caduta del muro di Berlino, « Giorno
della libertà e dell’indipendenza dei Popoli europei » al fine di ricordare le
barbarie di tutti regimi dittatoriali che hanno caratterizzato negativamente il
nostro continente, come monito di garanzia per la libertà e la convivenza
pacifica dei Popoli europei nel rispetto della democrazia e dei diritti
fondamentali dell’uomo.
In occasione del « Giorno della libertà e dell’indipendenza dei
Popoli europei» sono organizzati cerimonie, iniziative,incontri e momenti di
riflessione, in particolare nelle scuole di ogni ordine e rado, sui valori
della democrazia e della libertà nel rispetto dei diritti fondamentali
dell’uomo in un’ottica di pacifica convivenza tra le varie identità nazionali
che caratterizzano il nostro continente, troppo spesso ferito da barbare e
cieche ideologie che hanno dato vita a regimi dittatoriali e totalizzanti.
ART.
2.
(Entrata in vigore).
La presente legge entra in vigore
il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.
L’opposizione ha votato contro. Elena Montecchi, DS, spiega il no dell'Unione. "L'Italia festeggia il giorno della Liberazione il 25 aprile e, insieme, abbiamo approvato in questi anni leggi condivise, come quelle in memoria delle vittime della Shoa e delle foibe perché cittadini italiani sono stati travolti da quegli orrori della storia. Ma abbiamo detto no a questa legge". "Noi che crediamo nell'Europa unita -continua Montecchi- ricordiamo che saremo l'unico Paese d'Europa a celebrare in quella data il 'Giorno della libertà'. Per questo diciamo no alla ricostruzione della storia per via politica". (http://www.adnkronos.com/Politica/2005/Settimana12da14-03a20-03/liberta_060405.html)
Argomenta giustamente e meglio Piero Sansonetti “Questa
nuova festa, che sarà celebrata nelle scuole e nelle istituzioni, è stata
contestata dai partiti della sinistra, che hanno votato contro il
provvedimento. Non perché non considerino un bel giorno la caduta del muro di
Berlino, ma perché sono persone pignole e pedanti, e immaginano -chissà perché
- che le feste nazionali si celebrino per ricordare date ed eventi nazionali.
E' nazionale qualcosa che è successa a Roma, o a Milano, o a Legnano, o a
Terlizzi. Non è nazionale qualcosa che è successa ad Algeri, o a L'Avana o a
Washington. E nemmeno a Berlino. Giusto? E infatti fino ad oggi nessuno aveva
pensato di istituire una festa nazionale italiana per la proclamazione
dell'indipendenza dell'Algeria (3 luglio 1962), o per la cacciata del dittatore
Batista da Cuba (3 dicembre 1958), e nemmeno per la fine maccartismo negli
Stati Uniti (il Senato censurò il senatore McCarthy il 13 dicembre1954): tutti
avvenimenti di grande rilevanza storica e politica. “ (www.liberazione.it/giornale/050407/LB12D6E7.asp - 5k - 8 apr 2005). Non
fa una piega. Ma possiamo anche aggiungere che in Germania non si festeggia
questa data, ma il 2 ottobre, che ricorda il giorno dell’unificazione delle due
Germanie.
Allora c’è da chiedersi perché in Italia si voglia festeggiare un giorno che nemmeno i tedeschi hanno scelto. C’è da chiedersi se dietro questa data ci siano altre motivazioni. Parrebbe di sì, almeno secondo qualche maligno come Pasquale Melchiorre*, o come il giornalista inglese David Lane, che non si fidano della buona fede della destra e vanno a frugare, a scavare…. E qualche volta scoprono delle cose interessanti: per esemprio che il 9 di novembre non è solo l’anniversario dell’abbattimento del muro di Berlino. E già. Pensate un po’ che razza di coincidenza! Ma forse è solo un caso che dal 7-all’11 di novembre del 1921 sia stato fondato il pnf, già, proprio il famigerato partito nazionale fascista ( mi consentite, vero, l’uso delle minuscole) (http://www.anpi.it/cronol/1921.htm).
Oppure, questo 9 di novembre, è solo una data un po’ sfigata:
infatti sempre in questo giorno, nel 1926
la Camera, ormai a stragrande
maggioranza fascista ( si ricorderà che
il 10 giugno del 1924 Giacomo Matteotti fu ammazzato dalle squadracce fasciste
e i parlamentari dell’opposizione si ritirarono sull’Aventino, per protesta),
si riunì per approvare alcuni provvedimenti
straordinari per “la difesa dello Stato”. Con
queste leggi speciali furono dichiarati decaduti i deputati aventiniani e
quelli comunisti. Fu sciolto il Partito Popolare di don Sturzo e sospeso il
quotidiano indipendente “La voce repubblicana”. In quella infausta seduta si
parlò anche di introdurre la pena di morte nel nostro paese e intanto si
approvò il “Codice Rocco” sulla Pubblica Sicurezza ( vorrei ricordare che fra
quelli che votarono a favore ci furono anche De Gasperi e Gronchi, comunque).
Come si vede la destra ha diversi motivi per trovare il 9 novembre un giorno da festeggiare, con la scusa della caduta del muro di Berlino!
Ma
noi, noi non abbiamo proprio niente da festeggiare, in quel giorno. Perché, proprio
quella notte del 9 novembre del 1926, in un villino dei Parioli fu arrestato
Antonio Gramsci e trascinato in galera, dove morì 11 anni dopo, nel 1937.
Nei giorni seguenti e grazie alle leggi speciali, furono arrestati anche “ Umberto
Terracini, Gian Carlo Pajetta, Vittorio Foa, Sandro Pertini (futuro presidente
della Repubblica) e alcune altre migliaia di comunisti, socialisti e liberali.
Furono tutti condannati a pene detentive tra i 20 e il 23 anni.”, come
ricorda Sansonetti.
Ma non è finita: il 9 di novembre del 1938 ci fu la cosiddetta Notte dei Cristalli, una notte terribile di distruzione e morte che segnò l’inizio delle persecuzioni razziali. Complessivamente vennero uccise 91 persone, rase al suolo dal fuoco 267 sinagoghe e devastati 7500 negozi. Circa 30 mila ebrei vennero deportati nei campi di concentramento di Dachau, Buchenwald e Sachsenhausen. http://it.wikipedia.org/wiki/Kristallnacht.
Siete ancora convinti che sono solo coincidenze e malignità? E allora sappiate che c’era un altro progetto di legge, questo col n.3736, presentato il 27 febbraio 2003 , che aveva come primo firmatario Fabio Garagnani di FI e altri 14 deputati della CdL ( fra cui Gabriella Carlucci) per l’istituzione della “Giornata della memoria delle vittime del comunismo” e che diceva:
ART.
1.
1. A ricordo dei 90 milioni di
vittime del comunismo e per non rivivere le tragedie che hanno sconvolto il XX secolo,
il 9 novembre di ogni anno, anniversario della caduta del muro di Berlino, è
istituita in tutto il territorio nazionale la Giornata della memoria delle
vittime del comunismo.
ART.
2.
1. In occasione della Giornata
della memoria di cui all’articolo 1 le scuole di ogni ordine e grado e le
assemblee elettive ricordano il sacrificio di tanti martiri che,per il solo
fatto di professare una religione,di appartenere ad una etnia o a una
determinata categoria sociale, furono uccisi in nome dell’odio di classe e
della cosiddetta « dittatura del proletariato ».
Bene, questa proposta di legge è stata accorpata a quella che istituisce il 9 novembre come “Giornata della libertà”. E non solo! Perché non si abbiano più dubbi di sorta, leggiamo un po’ come, il nostro ineffabile presidente del consiglio, ha commentato l’approvazione della legge:
«Sono molto felice: è un omaggio alla fine di un'ideologia che ha insanguinato il mondo e ha preoccupato anche il mondo che non è caduto sotto il potere comunista. La legge serve a consolidare il dovere della memoria di un fatto che celebreremo sempre». (http://www.corriere.it/Primo_Piano/Politica/2005/04_Aprile/06/nove_novembre.shtml)
Credo che a questo punto sia d’obbligo partecipare numerosi
e motivati alla festa della Liberazione del 25 aprile, perché questa legge,
come troppe altre approvate da questo parlamento di destra, dimostra quanto
ancora sia attuale questa festa e quanto sia in pericolo di scomparire,
annullata da una minoranza (ormai! come queste ultime elezioni hanno
dimostrato), che ancora gestisce il potere, senza nessuna etica. Chiediamo con
forza le elezioni anticipate, battiamoci perché questa gente torni a casa. O temo che, in quest’anno che
resta di legislatura, altre leggi possano venir approvate, leggi che cambino
anche il nostro sistema elettorale. E
noi non vogliamo più sentire parole come queste . "Potevo fare di quest'aula sorda e grigia un bivacco di
manipoli. Potevo sprangare il Parlamento e costituire un governo esclusivamente
di fascisti. Potevo, ma non ho, almeno in questo primo tempo, voluto".
*(http://stream.radiobbs.it:8080/index.php?option=content&task=view&id=544&Itemid=28
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13/04/2005