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Bazzecole***2007 |
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Rubrica di Elio Veltri
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| ***commenti&contatti Elio
Veltri ,Bazzecole... |
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Novembre 2007 |
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Clementina Forleo: Wanted Ci saranno ancora magistrati disponibili a indagare sui potenti, sui ricchi e sui politici? Io credo che saranno davvero pochi. Negli anni passati, da destra e da sinistra, la magistratura più coraggiosa e competente è stata mazzolata a dovere.Il caso Forleo è emblematico. Il procuratore generale della Cassazione Mario Delli Priscoli, vuole metterla in castigo non per le tante balle che hanno raccontato i giornali e le tv: esposizione mediatica, lacrime, rifiuto della scorta, pressioni subite e raccontate da altri magistrati i quali da veri cuor di leone hanno subito smentito. No, al Procuratore generale di tutto questo non frega niente. La Forleo deve essere punita per l’ordinanza con la quale chiama in causa il gota dei Ds, defunto ma rimpiazzato dal partito democratico, sempre vivi e vegeti. In particolare D’Alema e Latorre, più dalemiano di D’Alema. Giuristi di rango hanno spiegato che la legge Boato era una schifezza.
Non importa, quel giudice ha esorbitato ed è andata oltre il si dice ma non si fa, tipico di questa Repubblica delle banane.
Il più grande processualista italiano, Franco Cordero, ha scritto che Forleo non poteva fare diversamente. E chi se ne frega.
Ma come si permette un giudice, donna per di più, di dire che D’Alema e Latorre hanno partecipato attivamente al progetto della scalata Unipol di Consorte? L’avvocato della Forleo spiegherà al Procuratore generale che le intercettazioni telefoniche sono chiare e che i due erano parte attivissima e non solo spettatori e tifosi e che hanno ricevuto informazioni riservate che costituiscono reati. Ma, Lui, il Procuratore Generale farà finta di non capire, dirà che Cordero non fa testo,che la legge è si uguale per tutti ma, come nella Fattoria degli animali di Orwell, alcuni sono sempre più uguali degli altri.
Molti, ingenuamente, pensavano che estromesso Berlusconi dal governo sarebbe cambiato tutto e che i magistrati avrebbero potuto fare tranquillamente il loro lavoro. I fatti, ampiamente previsti, peraltro, dimostrano che così non è.
Nella Repubblica delle bananesolo i grulli possono continuare a pensare che i magistrati sono autonomi e che la legge è uguale per tutti.
D'altronde, di fronte alla cronaca nera e al gossip che invade i tg, questenon sono altro che Bazzecole.
Senza giudici come Forleo, Ricucci sarebbe oggi il padrone del Corriere; Gnutti avrebbe comprato e venduto la Fiat come ha fatto con Telecom e avrebbe licenziato Marchionne. Fiorani avrebbe dato direttive e consigli al governatore Fazio rimasto al suo posto.
L’italietta si ridesta e chi rompe il giocattolo deve pagare |
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OTTOBRE 2007 |
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16 0TT0BRE 2007 La Calabria e il Partito
democratico. E’ proprio vero, come dice Veltroni, da ieri
L’Italia è già un’altra. E’ bastato votare alle primarie perché il
paese, come in un sogno, voltasse pagina. Naturalmente il
cambiamento in tempo reale è tale se viene dalle regioni che vivono
il maggiore disagio.
La Calabria è, anzi era, fino a Domenica,
la regione più disastrata e da lì arrivano le maggiori
novità.
Si è suicidato il pentito del delitto Fortugno.
Sicuramente l’ha fatto perché avendo accusato la ndrangheta, che non
c’è più, il rimorso era tale da non lasciargli scampo. Prima delle
primarie forse qualcuno avrebbe anche azzardato che avrebbero potuto
suicidarlo. Ma dopo le primarie il suicidio è certo. Altre ipotesi
sarebbe illazioni e dietrologie. L’Italia e con essa la Calabria,
non sono forse già cambiate?
Ma il dato più significativo viene dal voto
calabrese. La Calabria è diventata la regione più democratica del
paese se è vero che si è registrata la percentuale più alta di
votanti. Ben 201.000, pari al 67% di quelli che votarono alle
primarie di Prodi nel 2005. Se poi si guarda dentro il voto il salto
democratico della Regione appare straordinario indiscutibile .
Veltroni chiude con il 61%. Letta con il 7’7%. Chi miete il successo
più consistente? Mah, la Rosy Bindi! Una donna coraggiosa, senza
macchie e senza scheletri negli armadi.
Rosy ha raccolto il 30’6% dei suffragi. E siccome è
una persona specchiata, due sono le possibilità: o la Calabria è già
simile alla Svezia ed è diventata un esempio di democrazia o i
collettori di voti della Bindi sono capibastone in grado di
raccogliere voti a man bassa anche nelle zone dove il controllo
delle cosche è maggiore.
Bindi dovrebbe approfondire e trarre le conclusioni
perché il sottogoverno e la ndrangheta in Calabria possono anche
sfiorare persone al di sopra di qualsiasi sospetto.
In Provincia di Reggio Calabria la ministra ottiene
12 000 voti. Nel collegio di Siderno, sponsorizzata dal senatore
Pietro Fuda(ve lo ricordate?) ottiene 4335 voti; nel collegio di
Palmi ne ottiene 1464; in quello di Locri ben 3031. E cioè tra
Palmi, Locri e Siderno ne rastrella 9000. Io fossi in lei mi
preoccuperei. A meno che da cattolica rigorosa qual’è non pensi di
essere stata miracolata non dai padrini che l’hanno sostenuta e che
sul suo nome si sono giocata la leadership in vista delle prossime
elezioni utili, ma dal Padreterno in persona.
Meditare Rosy, meditare!….. |
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SETTEMBRE 2007 |
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28 settembre 2007.Mastella, Di Pietro e il
Teatrino dell’informazione. Una mia frase ad un giornalista
della Stampa sull’immobiliare ANTOCRI di Antonio Di Pietro, che
oramai tutti quelli che leggono i giornali e navigano su Internet
conoscono, e della quale in un dibattito a Milano ha parlato lo
stesso Di Pietro dicendo che ha sbagliato (sempre dopo!) ad
affittare locali di sua proprietà all’Italia dei Valori di cui è
stato socio unico e ora sono in tre, ha scatenato i giornalisti che
mi hanno telefonato per saperne di più. Mi ha chiamato anche il
direttore del Campanile, il giornale (si fa per dire) di Mastellache
vende tre copie ed è mantenuto coi soldi pubblici, ansioso di fare
le scarpe al collega di governo, col quale un giorno si e l’altro
pure si alterna a minacciare la crisi di governo e a ricattare
Prodi. Al direttore del Campanile ho ricordato che il Ministro della
Giustizia sull’argomento ha ricevuto una lettera documentata e
dettagliata che ho ricevuto anche io così come l’hanno ricevuta il
Capo dello Stato, il Capo del governo e il Senatore D’ambrosio.
Quindi, che si rivolga al suo datore di lavoro.
Agli altri ho detto che non avevo voglia di parlare
di Di Pietro perché in questi giorni ho cose più importanti da fare,
come la organizzazione della manifestazione di piazza Farnese. Poi
mi è stato detto che una mia frase alla Stampa è stata ripresa anche
dal telegiornale de la7.
Naturalmente giornali e telegiornali non hanno
alcuna voglia di fare una inchiesta seria sulla gestione dell’Italia
dei Valori e nemmeno si preoccupano più di tanto del modo in cui il
finanziamento pubblico ai partiti viene utilizzato, pur sapendo che
è il più elevato in Europa, che a detta della Corte dei conti è
maggiore delle spese che dichiarano i partiti, che se un segretario
di partito con i soldi del finanziamento pubblico compra una villa o
la Ferrari non succede nulla. Eppure si tratta di unargomento
fondamentale per riproporre con forza il problema della
responsabilità giuridica dei partiti, caposaldo delle proposte della
Lista Civica Nazionale e di una mia proposta di legge nella
legislatura in cui sono stato deputato.
Giornali e televisioni sono interessati solo agli
scambi di accuse e al gossip tra ministri: si io ho portato mio
figlio sull’aereo di Stato, ma c’erano anche Rutelli e la
Palombelli. Perché non parlate anche di loro? Si io ho comprato le
case degli enti pubblici a due soldi, ma tu hai fittato le tue case
al tuo partito che ti ha pagato con il finanziamento pubblico ecc
Insomma quello che conta è dimostrare che Loro, gli appartamenti
alla Casta, sono tutti uguali e stanno tutti nella palude.
D'altronde Mastella qualche tempo fa sul Corriere
aveva bollato Di Pietro come “ Zavorra Morale” e Tonino non se l’è
presa più di tanto perché era solo uno scherzo di quelli che si
fanno a Ceppaloni.
Ma soprattutto, nei prossimi giorni, si scatenerà
il gioco del cerino per vedere a chi resta in mano nella corsa per
mandare a casa Prodi.
Perciò ne vedremo delle belle. Anzi no, vedremo il
peggio della politica del centro sinistra, mentre il Caimano se la
gode a Villa Certosa, circondato dall’affetto e dalla devozione di
giovani aspiranti veline e letterine, contese dai circoli di
dell’Utri e della Brambilla, per acculturarle...
LEGGI
LO SPECIALE DI GENOVA.WEB. |
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04 settembre 2007. E’ Figli so
piezze e’ core.Lo Stato svende le case e i politici
comprano, facendo affari colossali. Una giornata di polemiche.
Qualche minaccia di querele. Poi il silenzio. Come sempre. La Casta
manda a dire di non provarci perché tanto fa quello che vuole.
Interessi privati e interessi pubblici si mescolano ma nessuno può
metterci il becco. I partiti sono onnipotenti, ma solo negli affari.
Sono associazioni private senza responsabilità giuridica e quindi
non rispondono a nessuno. Nemmeno agli elettori i quali non decidono
più nulla.
Tra i politici che hanno fatto affari
d’oro Casini e Mastella. Tutto regolare dicono loro. E chi ne
dubita? Anzi, vanno risarciti perché la Seconda Repubblica non è mai
nata e loro ci hanno rimesso la Prima. Anche se, ad essere sinceri,
stanno meglio ora che nella Prima perché allora la concorrenza era
maggiore e di migliore qualità.
Nel “Caso”, un caso a parte è quello
della famiglia Mastella. I figli si sa, come dice Eduardo, “so
piezze e core” e papà Clemente giustamente si preoccupa. Pellegrino
aveva tentato con il calcio e con la Gea. Ma lì c’erano marpioni di
tre cotte e si è defilato. Poi ha messo su famiglia con un
matrimonio nel quale è stato ossequiato da tutto il mondo politico,
celebrato nel centro del mondo della politica italiana che è
Ceppaloni, dove ormai tutti corrono ad ossequiare Clemente.L’ha
fatto persino Benigni che il ministro hapreso in braccio: Mastella
come Berlinguer! Se oggi non sei invitato a Ceppaloni e a Telese non
conti un ca…
Tornando a Pellegrino, dall’economia
del calcio, al calcio per fare l’economista il passo è breve e ora
fa il consulente di Bersani. Per questo le liberalizzazioni vanno a
gonfie vele e noi non sapevamo darcene una ragione. Consulenza
pagata poco dato il lignaggio del consulente: solo 32 mila euro. Una
parcella da beneficenza al servizio dello Stato.
Ma siccome i figli “so piezze e core”
le cose a Elio e Pellegrino Mastella sono andate meglio con alcune
case svendute dagli enti. L’Espresso racconta che Clemente ha
comprato sul Lungotevere Flaminio “5 appartamenti intestati a moglie
e figli per un totale di 26 vani più balconi e terrazzo su tre lati,
due verande e un box auto” per 1,2 milioni di euro. Sempre
l’Espresso scrive che in zona gli appartamenti si vendono a
5000/6600 euro al metro quadro. Quindi un bell’affare!
Altro affare sempre secondo l’Espresso
in LargoArenula dove la società “ servizi e sviluppo” dei figli del
segretario UDEUR ha acquistato un appartamento al IV piano pagato
1’4 milioni di euro ma vale molto di più. In questo caso ci sarebbe
di mezzo il giornale del partito, “ IL Campanile” che ha preso i
contributi dello Stato e poi ha ceduto alla società dei figli del
ministro l’affare.
Mastella ha minacciato querele. Il
problema è di sapere se gli acquisti ci sono stati o no e se i
prezzi sono quelli pubblicati dall’Espresso. Tutto regolare
naturalmente. E poi come sottolinea il settimanale il motto
dell’UDEUR è” la famiglia prima di tutto”. Anche se io preferisco
Eduardo e dico:” E figli so piezze e core”. I propri naturalmente.
Quegli degli altri “so figli e puttana…” |
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AGOSTO 2007 |
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27 agosto 2007. La
Ndrangheta come un Reality.Sono in Calabria, da molti anni
mi occupo di mafie e di ndrangheta, ho fatto una campagna elettorale
contro la ndrangheta scortato dai carabinieri, ma alla
manifestazione del partito democratico non ci vado.Non ci vado per
le seguenti ragioni:A Nessuno è consentito di usare la strage di
Duisburg come cassa di risonanza per le primarie del partito
democratico;
- A nessuno è consentito di usare la strage di Duisburg come un
reality televisivo al quale partecipano responsabili politici che
da almeno 20 anni sanno come stanno le cose in Calabria( e se non
lo sanno vanno interdetti dalla vita pubblica) e non hanno mosso
un dito per combattere davvero la ndrangheta;
- A nessuno è consentito dire che per combattere la ndrangheta è
necessario confiscare i beni e i soldi, interrompere i rapporti
sociali e soprattutto quelli politici e poi marciare insieme con
chi ha taciuto o addirittura ha convissuto in silenzio favorendo
il rafforzamento delle cosche e determinando la resa
incondizionata dello Stato;
- A nessuno è consentito chiamare a raccolta le persone per bene
insieme a decine di politici condannati, inquisiti, collusi i
quali si sbracciano in dichiarazioni false davanti alle
telecamere, sapendo che il giorno dopo ricominceranno a
delinquere, ad abusare del denaro pubblico, a sistemare sodali,
amici e parenti;
- A nessuno è consentito, come ha fatto il viceministro
dell’interno Minniti, di andare in televisione, affermare che la
relazione amministrativa sull’ASL di Locri dovrebbe essere letta
nella scuole e poi chiuderla in un armadio del ministero
dell’interno e lasciare che chi con coraggio l’ha pubblicata( come
abbiamo fatto noi di Democrazia e Legalità insieme a pochi altri)
venga indagato;
- A Veltroni che è persona intelligente dico: caro Walter se
vuoi salvare il salvabile, in extremis, invita le truppe del
malaffare a stare a casa, a sparire per un giorno e pretendi dal
governo e dalla maggioranza che lo sostiene di approvare in un
mese una riforma che istituisca l’Agenzia per le Confische con
l’obiettivo di confiscare i beni di ogni tipo in un anno come in
America, di venderli, di destinarli a servizi pubblici e di
trattare con procedura d’urgenza con l’Unione europea la bonifica
dei paradisi fiscali collocati in Europa. Pretendi dai partiti che
partoriranno il partito democratico di isolare inquisiti e
collusi, di costringere alle dimissioni deputati, senatori,
consiglieri regionali e degli enti locali che sono inquisiti per
reati contro la pubblica amministrazione o che dalle indagini
della magistratura risultino avere avuto rapporti con
organizzazioni criminali.
Se il verbo cambiare vuole
significare ancora qualche cosa è necessario passare dalle parole ai
fatti. Il resto è fuffa. Imbroglio. |
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12 agosto 2007.Valentino
Birichino...Valentino Rossi, modello di sport e di vita,
insignito di laurea Onoris Causa, inseguito dagli sponsor, invidiato
dai giovani e giovanissimi per la sua motomaestria, il
sorriso accattivante, la gioia di vivere, le veline e velinazze che
quando lo vedono sbavano, fin da piccolo ha avuto il pallino di
frodare, fottere lo Stato ed evadere le tasse.
Che volete farci. Farsi fotografare
vicino alla Gioconda di Leonardo e fregare lo Stato è una furbata
tutta italiana.
Lui, Valentino, ha imparato subito e a
20 anni aveva già costituito una società in Svizzera per fottere il
fisco. Poi le scatole cinesi si sono moltiplicate mentre le folle lo
osannavano e gli urlavano:” Valentino vai che sei tutti noi, anche
quando non paghi le tasse!”.Ma uno che vuole fare il furbo alla luce
del sole non può sgarrare. Come prima cosa Valentino dovrebbe
licenziare i suoi costosi consulenti. Se avesse letto il Topino
Intrappolato non gli sarebbe andata male perché avrebbe messo in
pratica i consigli degli specialisti veri come Janson Lotery, senior
consultant dell’Sfc Group il quale consiglia di aprire una società
americanaa Washington DC, di gestirla nell’isola di Madeira e poiun
ufficio a Londra e il conto corrente nell’isola di Man che è
impenetrabile. Hai capito Valentino? Se si vuole rubare da signori,
anzi da professori, sia pure Honoris Causa, bisogna farsi furbi. E
poi non bisogna esagerare. Tu avevi più automobili di lusso del
Cavaliere. E questo è intollerabile.
Quindi un consiglio: licenzia il tuo
commercialista e comincia da capo perché, tanto in Italia non
succede niente e quella che ti hanno fatto è tutta pubblicità.
D’altronde uno Stato che sugli accertamenti fiscali della guardia di
finanza incassa solo l’uno per cento di quanto accertato, le tasse
non vuole farle pagare. Vedrai che gli sponsor aumentano e che la
Canalis torna all’ovile.
Ma dovresti dire a mammina di chiudere
la bocca. Perché nella tempesta o finta tempesta che sia, non può
dire che la sua preoccupazione maggiore è la tua prossima gara. In
Italia non capita, noi siamo abituati, ma negli altri paesi del
mondo potrebbero anche coprirti di insulti. E se lo fanno, la gara
non la vinci davvero. Perciò mammina sbaglia. Amen |
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01 agosto 2007. "Due
Poltrone per Uno." Che il partito democratico fosse la
somma di due oligarchie l’avevamo capito da tempo, tanto è vero che
l’abbiamo scritto chiaro e tondo nel Manifesto sulla Riforma della
Politica che ha dato il via al cammino per la costruzione della
Lista Civica Nazionale.Ma anche le oligarchie si danno delle regole
che vogliono siano rispettate proprio perché se vengono violate
l’oligarchia che le ha fatte rischia di essere messa in discussione.
Pannella e Di Pietro hanno cercato di forzare le regole e sono stati
fermati. Per la verità Pannella qualche ragione ce l’ha, dal momento
che sciogliere il Partito Radicale non è facile nemmeno per lui e,
forse, non ha nemmeno la capacità giuridica per farlo.Ma Di Pietro è
davvero incomprensibile. Lui dell’Italia dei Valori è socio unico.
Quindi l’Italia dei Valori è sua. Se è sua può scioglierla quando
gli pare e anche venderla, ammesso che qualcuno come Di Gregorio,
sia disponibile a comprarla. E’ tanto sua che gli immobili che ha
comprato a Milano e Roma, di sua proprietà, li ha fittati all’Italia
dei Valori che ha pagato il fitto con i soldi del finanziamento
pubblico. Naturalmente Antonio ha fatto tutto da solo come si addice
a un socio unico. IL bello è che quando ha saputo che non lo
volevano nel PD e cioè non gli volevano dare una poltrona
importante, a vita, nell’Oligarchia si è arrabbiato, ha minacciato
sfracelli nella maggioranza di governo e ha detto:” Un partito per
potersi definire davvero democratico deve essere aperto e pluralista
altrimenti semplicemente non è”. Detto da lui, socio unico di tutto,
è davvero divertente. Ricordate il film con Eddy Murphy “ Una
poltrona per due”? Antonio di Pietro, che a cinema non va, aveva
pensato bene di avere due poltrone( PD e IDV) per uno. Se stesso.
Caro Antonio, un po’ troppo anche per uno come
te! |
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LUGLIO 2007 |
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07 luglio 2007
. "Il Regime c’era e la
Casta lo sapeva." Leggo su Repubblica i nominativi dei
singoli e delle Associazioni spiati da Pio POMPA per conto del
SISMI.Per quanto mi riguarda, se i documenti pubblicati da
Repubblica, sono veri, ho collezionato un primato invidiabile, dal
momento che sono stato spiato come singolo da “disarticolare”(
essendo medico conosco il significato anatomico del termine) perché
“ nemico” di Berlusconi; come fondatore di Democrazia e Legalità e
direttore del periodico on line democrazialegalita.it ; come
co-fondatore di Opposizione Civile.I pochi che si sono opposti
davvero alla politica e ai metodi del Cavaliere hanno vissuto in una
Repubblica a sovranità limitata con gli sgherri alle calcagna .
Anche perché gli altri, la maggior parte della Casta, con il
Cavaliere flirtava, inciuciava, intrallazzava beatamente. E ogni
volta che qualcuno degli oppositori parlava di Regime si beccava
anche le contumelie dei compagni di viaggio ai quali la parola
Regime( ricordate?) provocava l’orticaria. Sono gli stessi che
stanno al governo, in Parlamento fin da quando erano nella culla e
succhiavano il latte materno. Gli stessi che hanno sistemato decine
di migliaia di amici e sodali in Parlamento, nelle regioni, nelle
comunità montane, nelle province, nei comuni, nelle municipalizzate
, nelle ASL, alla RAI, negli studi professionali. Ovunque. Aspese
dello Stato. Gli stessi che ora fanno finta di scandalizzarsi. Gli
stessi che hanno sistemato al Consiglio di Stato il generale Pollari
capo del SISMI, che gli hanno dato la solidarietà quando i
magistrati di Milano l’hanno inquisito per concorso in sequestro di
persona. Gli stessi che sanno che Pollari ha argomenti convincenti
per farli tacere o che temono che Pollari li abbia.Perciò lo avevano
nominato anche consulente del Presidente del consiglio. Gli stessi
che hanno sistemato al ministero Pio Pompa. Gli stessi che hanno
contribuito a fare di questo paese un crocevia di illegalità di ogni
genere e che non hanno alcuna volontà di ripristinare la legalità
repubblicana e istituzionale perché nella legalità finirebbero le
loro carriere e quelle dei loro amici politici e personali. Gli
stessi che predicano contro le lottizzazioni e lottizzano dalla
mattina alla sera. Gli stessi che spiegano ai figli che è meglio
avere un incarico pubblico che studiare e lavorare. D’altronde cosa
volete che siano una manciata di magistrati, giornalisti, politici
per bene spiati dai Servizi che avrebbero dovuto tutelarli? Per loro
sono solo Bazzecole. Ma noi che nellapalude non ci siamo mai stati
urliamo: fateci sognare,
andavetene! |
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GIUGNO 2007 |
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12 giugno
2007. " Centro Sinistra a
perdere" Nuova pesante sconfitta del centro sinistra nei
ballottaggi di domenica. In un anno questa coalizione a perdere ha
creato tutte le condizioni per una travolgente vittoria di
Berlusconi che non aveva mai vinto le amministrative e ha governato
il paese come una Repubblica delle banane.Questo centro sinistra non
solo è “antipatico”, come ha scritto Ricolfi, ma sta sulle scatole
ai cittadini, compresi quelli che l’hanno votato. Compresi noi che
lo abbiamo votato. Perché? Per la semplice ragione cheSono quelli
che l’indulto l’hanno fatto per gli amici potenti come Tanzi,
Consorte, Fiorani, il “compagno” Ricucci e tanti parlamentari,
consiglieri regionali e sindaci;Sono quelli che trescano con i capi
dei servizi segreti come Pollari, Pio Pompa e compagni e anziché
lasciarli processare dalla magistratura li promuovono;Sono quelli
che dicono che il comandante della guardia di finanza Speciale è
sleale e indegno e gli propongono di spostarsi alla Corte dei Conti
con lauto stipendio;Sono quelli che sostengono Consorte, Ricucci e
gli altri furbetti del quartierino nelle scalate alle banche e al
Corriere e gli dicono “ fateci sognare”;Sono quelli che parlano di
costi della politica e gonfiano ogni giorno i costi della politica
per sistemare amici, familiari e compagni;Sono quelli che attaccano
i magistrati che fanno il loro dovere perché non tollerano controlli
di legalità come non li tollera Berlusconi;Sono quelli che
cementificano il bel paese in tutte le regioni che governano;Sono
quelli che tollerano l’economia illegale e criminale che evade tasse
e contributi e non muovono un dito per confiscare le ricchezze e i
beni delle mafie;Sono quelli che sostengono le fusioni delle banche
e favoriscono la scalata alle presidenze di Mediobancadi Geronzi,
nonostante cinque procedimenti penali in corso per reati
gravissimi;Sono quelli che fanno affari e mescolano politica e
affari, come documentano Barbacetto e Stella nei loro libri;Sono
quelli che hanno dimenticato i conflitti di interessi e difendono
solo gli interessi;Sono quelli che appartengono alla Casta;Sono
quelli che non cambiano mai e non se ne vanno mai;Sono quelli che
bisogna mandare a casa alle prossime elezioni;Sono quelli che noi
non voteremo più e al loro posto voteremo facce nuove, pulite e
giovani fuori dai partiti;Loro però diranno che le nostre sono solo
Bazzecole e non faranno una piega. |
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MAGGIO 2007 |
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| 23 maggio 2007. "La politica è in crisi e i
cittadini sono incazzati: lo scoprono D’Alema, Violante e
Bertinotti " Dalle pagine
del Corriere della Sera, a titoli cubitali, i tre ci fanno sapere
che la politica è in crisi e non tira più, i cittadini sono delusi e
incazzati e si delinea una stagione come quella del 1992. Ma non
l’avevamo detto noi da alcuni anni? Da quando abbiamo scritto libri,
organizzato convegni, fatto appelli per il Codice etico, girato
l’Italia in lungo e largo per spiegare che il paese era alla frutta
e la politica nel pantano? Ma noh, quando mai! Noi avevamo sognato.
Come abbiamo sognato quando nei consigli comunali abbiamo presentato
documenti pieni di dati, abbiamo urlato per essere ascoltati ed
abbiamo ricevuto il trattamento che meritano i provocatori. Senza
D’Alema, Violante e Bertinotti non l’avremmo mai saputo.
Naturalmente loro parlano degli altri. I capi delle oligarchie sono
gli altri; i responsabili dell’esplosione dei costi della politica
sono gli altri; quelli che hanno moltiplicato il finanziamento
pubblico ai partiti e hanno falsificato i bilanci sono altri; i
complici dei privilegi dei tirapiedi, dei famigli, dei parenti e
degli amici sono altri; altri sono i responsabili della nomina degli
amici, dei fedeli e delle mogli in Parlamento; altri hanno difeso e
sostenuto per anni Bassolino e la Jervolino pur avendo grandi
responsabilità nel disastro Napoli e della Campania; altri sono gli
organizzatori della devastazione morale e materiale che mostra al
paese Report di Milena Gabanelli domenica sera; altri erano gli
intercettati mentre parlavano con i Consorte di turno per
accaparrarsi una banca; altri sono i protettori degli eletti che
fanno affari con soldi pubblici, costituiscono società e fanno
sparire i fondi europei; altri sono i responsabili della
cementificazione del paese; altri sono i responsabili della legge
sull’indulto che tira fuori dai guai i Tanzii Consorte e i “furbetti
del quartierino” di turno; altri sono i responsabili della paralisi
e della vergogna della RAI. Sempre altri! Loro non c’entrano. Non
c’erano e quando c’erano non vedevano, non sentivano e non
parlavano. Ora a disastro compiuto, si fanno intervistare per
diventare giustizieri nel momento del rifiuto di questa politica, di
questo ceto politico, dei loro comportamenti.Pasolini diceva: io
so poichè sono un intellettuale. Non ho le prove.Ma io
so. Noi diciamo: noi sappiamo e abbiamo le prove. |
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10 maggio
2007.La camorra? Una BazzecolaL'ha detto il
sindaco di Napoli Rosa Russo Jervolino che insieme a Bassolino
accompagnava l'ex Presidente dell'Iran Khatami, al museo di
Capodimonte. La camorra? " Un fenomeno gravissimo, ma numericamente
marginale e che non guasta la vita della citta. Una vita che a
Napoli scorre estremamente serena e ordinata, traffico delle
automobili a parte>. Brava Rosa! A Napoli la vita scorre serena.
Si, e vero, si puo rimanere sequestrati in casa dalle montagne di
rifiuti che gli oltre 2000 dipendenti dei consorzi non smaltiscono .
Ma che colpa ne hanno se sono impegnati a discutere da qualche anno
il contratto di lavoro e gli scatti di carriera? Puo capitare che
uscendo di casa ti ammazzano un figlio che va a scuola. Ma mica lo
fanno apposta! E' solo un "effetto collaterale" delle guerre dei
clan per la competizione sul mercato. Si potra dire che sono troppo
liberisti. Ma questa e la globalizzazione. E poi, dove non capita? I
morti sono stati 3600, piu di quanti ne hanno fatti Cosa Nostra,la
Ndrangheta, la mafia russa, l'Eta in Spagna e l'IRA in Irlanda.
Tutto vero, ma alla fine se si ammazzano tra di loro.. Gli
adolescenti vengono assoldati dalla camorra e addestrati ad
uccidere. Questo e davvero deplorevole. Ma almeno un lavoro ce
l'hanno. Meglio che rimanere disoccupati e chiedere
l'elemosina.Milioni di capi di vestiario contraffatti provenienti
dalla Cina sbarcano al porto di Napoli e vengono smistati in tutto
il mondo. Questa e la vitalita dell'economia sommersa e del lavoro
nero:una vera fortuna per l'Italia. In provincia di Napoli c'e Il
maggior numero di comuni sciolti per camorra. Non e bello, ma poi le
elezioni si rifanno come in tutti i grandi paesi democratici e i
consigli comunali si rinnovano perché e difficile che vinca sempre
lo stesso clan. In genere e garantita l'alternanza, come nel paese.
La camorra gestisce il piu grande traffico al mondo di cocaina,
condiviso con la ndrangheta. Il giro di affari e davvero enorme: 60
volte quello della FIAT. D'altronde, senza l'economia criminale i
consumi crollerebbero e bisogni elementari non sarebbero
soddisfatti. Qualcuno per parlare male di Napoli si attacca
veramente a delle bazzecole e grida allo scandalo perche piazze e
spazi pubblici vengono fittati e venduti come Toto vendeva Fontana
di Trevi. Si, tutto vero. Ma si trascura che sono forme di
autogestione popolare. Tutto sommato, come dice la Sindaca, la citta
vive un vita serena. Il resto sono Bazzecole. |
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APRILE 2007 |
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28 Aprile
2007 L'economia tira, soprattutto quella da
Coca. Dicono che l'economia si e rimessa a tirare e che sia
merito della finanziaria. Che tiri non c'e dubbio. Che sia merito
della finanziaria ho qualche dubbio. L'economia sommersa e il lavoro
nero la fanno sempre da padroni. Rappresentano un bel 25-30 per
cento della ricchezza nazionale, il doppio della media europea,
evadono i contributi, il fisco, i contratti sindacali, le regole
sulla sicurezza sul lavoro( non per niente ne muoiono piu cadendo
dalle impalcature che in Afganistan), ma chi se ne frega. Tirano!Ma
quella che tira di piu, lo dice la parola stessa, e la coca. I clan
fatturano 60 volte il fatturato della FIAT che e di 13,5 miliardi di
euro all'anno e 100 volte quello della Benetton. Non male! Questo
vuol dire che una parte delle automobili, dei telefonini, dei cd,
delle vacanze esotiche sono fatti con i soldi della cocaina. E noi
siamo, anzi, la Drangheta e la Camorra, sono leader mondiali. Non e
una bella soddisfazione? Altro che lo e.Facciamo parlare il
colonnello dei carabinieri di Napoli Gaetano Maruccia, intervistato
da Roberto Saviano:" E' fondamentale comprendere come il mercato
legale sia non soltanto infiltrato dai capitali generati dalla coca,
ma fortemente determinato da questi capitali..Sono le trasformazioni
che dobbiamo capire, come la polvere bianca diventi tutto il resto.
Commercio, aziende, flussi bancari, gestione del territorio,
avvelenamento del mercato legale".Insomma, Padoa Schioppa sara anche
bravo, ma senza l'aiuto della Coca che tira, e come tira!, il
Tesoretto non ci sarebbe.Si, lo so, un po' di morti la coca li fa.
Ma dalla vita non si puo avere tutto. E poi di fronte alla
"crescita" sono davvero Bazzecole. |
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MARZO 2007 |
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31 marzo 2007: Trasporto
pubblico. In Cile la Presidente Bachelet licenzia 4 ministri.
In Italia sempre peggio, ma nessuno lascia la poltrona.In Cile
la Presidente della Repubblica, la socialista Michelle Bachelet, ha
licenziato 4 ministri perché il piano del governo dei trasporti a
Santiago non ha funzionato e i cileni hanno protestato.In Italia i
treni non funzionano, sono sporchi, arrivano in ritardo, sono freddi
d’inverno e caldi d’estate ma non succede niente. I sottopassi sono
pisciatoi e ricettacoli per drogati, poveri e disperati. I treni in
sosta case per barboni. Le aree adiacenti discariche a cielo aperto.
Le stazioni sono lerce, le code per fare i biglietti non mancano
mai, gli uffici informazioni non ci sono, le informazioni non te le
da nessuno perché il più delle volte i monitor sono rotti .Nei
servizi igienici a terra e a bordo, se non si sta attenti, ci si
infetta con parassiti di ogni tipo.Ieri ho passato una giornata di
ordinaria incazzatura. Io uso quasi sempre il treno e quasi mai la
macchina. Il viaggio da Pavia a Bologna dura, sulla carta, 145
minuti di spostamento effettivo. Su 145 minuti, il ritardo è
stato di 65 minuti. Caso eccezionale? Assolutamente no.
Onestamente non posso dire che ritardi di queste proporzioni siano
la regola. Ma i ritardi sono la regola. Sarebbe meglio se
nelle stazioni i cittadini potessero leggere: «se avete una
coincidenza entro mezz’ora sappiate che non la prendete».I meno
giovani ricordano che a sinistra veniva ricordato con ironia
l’assillo del regime fascista di fare arrivare i treni in orario.
Sembrava una cosa da niente e lo era. Ma la Repubblica democratica
non ci riesce. E la gente che affolla treni e stazioni qualche volta
protesta, e poi si rassegna. Insomma, come disse una volta il divino
Giulio, far funzionare le ferrovie è impresa disperata.Intanto, a
dispetto di tante dichiarazioni pubbliche sulla tutela
dell’ambiente, le energie alternative, l’inquinamento e il
riscaldamento della terra, si continuano a progettare e finanziare
strade e autostrade. Tutti vogliono a parole il trasporto su ferro
ma poi sposano quello su gomma.Il ministro Bianchi non vede, non
sente e parla di ferrovie che non esistono. Intanto il suo collega
dei lavori pubblici imperversa con tangenziali, autostrade, TAV e
segretamente pensa al Ponte di Messina. Forse per questo ha
messo a capo dell’ANAS l’ex presidente della società del
Ponte. Una riserva che al momento opportuno può venire
buona. |
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30 MARZO 2007. CHI HA PAURA DI
POLLARI? Un cittadino che si chiama Abu Omar, Imam di una
moschea di Milano, viene rapito in Italia, messo in un aereo,
portato in Egitto, rinchiuso in un carcere e torturato.Chi l'ha
sequestrato e rapito? Agenti della CIA, con l'aiuto di agenti dei
nostri servizi segreti. I magistrati della Procura di Milano
indagano e il tribunale rinvia a giudizio per sequestro di
persona il generale Nicolo Pollari capo dei servizi segreti
e i suoi collaboratori. Inoltre chiedono al governo di istruire la
pratica per l'estradizione degli agenti della CIA che hanno commesso
il reato. Pollari invoca il segreto di Stato.
L'amministrazione Bush fa sapere che i militari americani sono
sempre immuni in qualsiasi parte del mondo operino.Il
governo Prodi rifiuta le richieste dei magistrati anche perché
Cossiga e Berlusconi dicono che non si puo processare un servitore
dello Stato come Pollari. Pertanto, il governo, anziché
prendersela con i sequestratori di Abu Omar oppone il
segreto di Stato, dichiara guerra alla procura di Milano ricorre
alla Corte Costituzionale chiedendo l'annullamento del rinvio a
giudizio e si oppone alla richiesta di estradizione degli agenti
della CIA. IL Corriere della Sera scrive:" Il generale
Pollari ha due grandi avvocati, Franco Coppi e Titta Madia, ma il
primo e piu influente difensore dell'ex direttore del Sismi e il
governo". Come nella canzone cantata da Toni DallAra, il governo
dice a Berlusconi e Bush:" Come prima, piu di prima vi ameremo" e
alla Procura di Milano:" in quel posto ve lo metteremo". A questo
punto la domanda e d'obbligo: chi ha paura di Pollari? La risposta e
una sola: chi ha scheletri negli armadi. Come si vede centro
sinistra e centro destra non sono uguali. Sono solo complementari.
Si aiutano e si sostengono a vicenda. E si fanno anche ricattare
dalle stesse persone. Italia auguri! |
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10 marzo 2007: Lettera
aperta a Francesco Forgione- Presidente della Commissione Antimafia-
Caro Presidente,l’Unità ha dato con evidenza la notizia del
rinvio a giudizio, avvenuto tra le proteste dei familiari di
Marcianò, caposala dell’ospedale di Locri, che ne rivendicano
l’innocenza, dei presunti killer e mandanti dell’omicidio
Fortugno.L’onorevole Laganà, vedova Fortugno e membro della
commissione antimafia, in più occasioni ha denunciato l’inerzia e le
lacune delle indagini e ha chiesto alla Procura nazionale antimafia
di avocare l’inchiesta perchè, a suo parere, rimane intatto il nodo
dei rapporti ndrangheta-politica. Rapporti, sempre a suo parere,
determinanti nella vicenda dell’assassinio del dr Fortugno. In
effetti, se quanto è stato scritto subito dopo il delitto fosse
vero. Se, com’è stato più volte ribadito e testimoniato da tutto lo
stato maggiore del centro sinistra, il delitto fosse stato concepito
e organizzato al più alto livello di responsabilità delle cosche, il
rinvio a giudizio di manovali e di mandanti tanto modesti, non
corrisponderebbe alla verità e gravità dei fatti. A questo si
aggiunga che l’onorevole Laganà ha denunciato rapporti di parentela
tra magistrati e uomini politici coinvolti in qualche modo
nell’omicidio del dr Fortugno. Che la magistratura inquirente sembri
in difficoltà è evidente. Al punto che la signora Laganà ha anche
denunciato di essere indagata strumentalmente per frode ai danni
dello Stato, partendo dai fatti contenuti nella relazione Basilone,
documento attendibile, frutto di un lavoro di indagine
amministrativa seria.Stando così le cose, finora la Commissione
antimafia del Parlamento, è stato il vero convitato di pietra
dell’intera faccenda.I rapporti tra mafia e politica, gli affari che
le cosche e i loro rappresentanti facevano nell’ASL di Locri, la
verifica deirapporti insani dei magistrati denunciati dall’onorevole
Laganà e delle telefonate di Fortugno ai capi della cosca Morabito,
le motivazioni dell’assenza del governo Berlusconi ai funerali, la
presenza nell’ASL di amministratori e funzionari infedeli e omertosi
che hanno assecondato le cosche, sono tutti fatti di competenza
della Commissione Antimafia che tu presiedi e che se continua a fare
il verso alla magistratura, diventa inutile.Certo, desta meraviglia,
che l’onorevole Laganà non abbia chiesto alla Commissione di cui fa
parte di fare chiarezza su tutta la vicenda, tenuto anche conto che
la stessa opera con i poteri della magistratura.Sarebbe opportuno
che, non essendosi attivata la signora Laganà, si attivi il
Presidente della Commissione e cominci ad ascoltare come persona
informata sui fatti proprio l’onorevole Laganà, subito dopo essersi
dimessa, per evitare un macroscopico conflitto di interesse.
L’ulteriore silenzio di Laganà e della Commissione costruirebbe un
altro deprimente capitolo dello scaricabarile delle responsabilità,
ginnastica preferita delle Istituzioni di questo paese. Con
Amicizia |
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FEBBRAIO 2007 |
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18 febbraio 2007:
Terroristi veri, aspiranti e ceto politico.Per
fortuna, questa volta, i magistrati di Milano hanno prevenuto
possibili tragedie. I tanto vituperati magistrati e la tanto
diffamata Ilda Mocassini quando indagano e fanno processare politici
corrotti sono messi alla gogna. Quando gli salvano la pelle, se mai
gli aspiranti terroristi avessero davvero intenzione di sparare,
diventano bravi.Dalle indagini abbiamo saputo che molti indagati
sono iscritti alla CGIL e sono giovani. Questo è l’aspetto più
inquietante del problema. Alle cosiddette nuove BR la storia di
questi anni non ha insegnato proprio nulla. Gli anni di galera dei
loro cattivi maestri e le vite spezzate degli assassinati e delle
loro famiglie sono scivolati come acqua sui vetri. Neanche il
ridimensionamento sociale e politico della classe operaia gli ha
insegnato niente. Parlano e si muovono come piccoli comunisti della
Terza Internazionale quasi si trovassero di fronte al fascismo e al
nazismo imperanti. Nemmeno la Globalizzazione, tanto maledetta, gli
dice niente di nuovo.Perché, se gli obiettivi sono il prof Ichino e
Libero di Vittorio Feltri, forse nelle loro teste li individuano
come agenti del mercato globale; del liberismo selvaggio che tutto
domina e travolge. Così come i loro predecessori pensavano che Moro,
Alessandrini, Tobagi, Bachelet e tanti altri, agivano al soldo
dell’America imperialista. Parlano di antifascismo e non conoscono
nemmeno i nomi degli antifascisti più intransigenti, più combattuti
e odiati dal fascismo come Gobetti, Carlo e Nello Rosselli,
Matteotti,liberali, socialisti e liberal socialisti che il fascismo
ha potuto ridurre al silenzio solo con la galera e con l’assassinio
politico. In un libretto- ricordo di Carlo e Nello Rosselli, Gaetano
Salvemini scrive:”Sotto libere istituzioni l’uso della violenza è
moralmente errato prima di essere illegale. E’ un crimine commesso
da una minoranza che si sente incapace di conquistare la maggioranza
con metodi di persuasione pacifica”. Ma quanti sanno chi era
Salvemini? E qui veniamo alle responsabilità della politica. Di
quella attuale, dico.Se giovani operai e studenti che sgobbano per
vivere, imboccano la strada della lotta armata, la politica non
c’entra nulla? Nemmeno moralmente? Io credo che c’entri e come. Di
tutto si parla e si sproloquia in televisione, il teatrino dove i
politici si confrontano, si insultano, annunciano al paese programmi
e decisioni e non rendono mai conto del loro operato. Dove i
politici di rango partecipano al teatrino quotidiano. Di tutto si
parla, tranne che di Riforma della Politica. Perché significherebbe
parlare dei partiti, della democrazia al loro interno, dei
finanziamenti e dei bilanci, dei privilegi e del modo in cui vengono
selezionati i candidati al Parlamento e nelle altre istituzioni.
Bisognerebbe spiegare in base a quale legge, consuetudine, ragione
superiore, associazioni private come sono i partiti, occupano le
istituzioni con i loro amici, iscritti, protetti, a spese della
collettività senza risponderne di fronte alla legge.Significherebbe
dire al paese la verità e cioè, come ha detto a Firenze il Prof
Cardini nella libreria Feltrinelli, presentando il nostro libro:” IL
paese è un malato terminale anche se nessuno di noi sa quanto
durerà”. Se i giovani aspiranti brigatisti lo sapessero, forse,
potrebbero pensare anche che il “ malato terminale” prima o dopo,
più prima che dopo, tirerà le cuoia e quindi c’è spazio per una
battaglia di Giustizia e Libertà con i metodi della democrazia. E,
forse, la battaglia si può anche vincere. Mentre, dal momento in cui
pensano di usare la violenza, hanno già perso e distrutto le loro
vite. |
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08 febbraio 2007.
"Il Circo del calcio e della
politica" Pasolini a Valle Giulia si schierò con
i poliziotti figli di proletari, contro gli studenti figli dei
borghesi. Le classi sociali non ci sono più. I partiti sono tutti da
tempo interclassisti e Paolo Sylos Labini lo capì per primo. Ma
anche io difendo i poliziotti aggrediti o assassinati dai teppisti
della società bene complici di criminali di professione. Il circo di
Calciopoli continua. IL calcio muore. Ma i signori del calcio che
manovrano milioni di euro e si arricchiscono con la complicità della
televisione, pretendono che il circo non interrompa lo
spettacolo. Il calcio: lo sport più amato dagli
italiani. Nel nostro paese le famiglie si dividono, i partiti si
cambiano, le amicizie si rompono. Ma la squadra del cuore rimane
tale per tutta la vita. E’ un sentimento nazional popolare che non è
mai venuto meno nemmeno ai tempi della guerra fredda. In piena
Calciopoli i giornali hanno parlato di una cupola del calcio
paragonandola a quella mafiosa. Anche in questo caso a monte degli
scandali c’erano enormi quantità di denaro e conflitti di interesse
di Moggi, Geronzi, Lippi e dei loro figli che avevano costituito la
GEA dove arano costretti a passare giovani giocatori se volevano
giocare e squadre di calcio che avevano bisogno di finanziamenti.
Per cui un giovane andava da Moggi Junior che dopo avergli fatto
firmare un contratto con la Gea parlava a papà che lo faceva
giocare. Se una squadra aveva bisogno di finanziamenti andava alla
GEA, trovava la figlia di Geronzi che telefonava a papà il quale
apriva una linea di credito. E quanti non si volevano assoggettare
ai contratti capestro della Gea? Si arrangiavano o come si dice a
Roma, si attaccavano al tram. Poiché tutto è avvenuto all’italiana e
in due mesi al Terrore è seguito il Termidoro e la Restaurazione i
risultati si vedono: stadi vuoti pieni di teppisti, partite
trasformate in guerriglia e trasmissioni televisive dove veline e
giocatori fanno vetrina mentre il calcio muore. La politica al Circo non
si sottrae. Nenni diceva che quando non si riesce a risolvere un
problema si fa un comitato. Il vecchio patriarca del socialismo
aveva capito e aveva ragione. Nella prima Repubblica i vertici
abbondavano e noi li disprezzavamo perché vi partecipavano i
segretari dei partiti che invadevano il campo delle istituzioni e le
occupavano. Berlinguer denunciò l’occupazione dei partiti e la
chiamò Questione Morale. Pensavamo che i vertici fossero finiti.
Così come pensavamo che i governi con oltre cento poltrone,
recordman Andreotti, fossero finiti anch’essi. Invece i vertici si
susseguono a distanza ravvicinata, in dieci giorni da Caserta a
Piazza Santi Apostoli e per quanto riguarda le poltrone, il governo
attuale è arrivato a quota 102.La prima Repubblica
non ci piaceva e l’abbiamo combattuta. La Repubblica delle banane è
ancora peggio, ma è più difficile combatterla. La sua forza è la sua
grande debolezza, per cui è sufficiente togliere un mattone e crolla
l’edificio. E vi assicuro che non sono Bazzecole. E’ la morte
della democrazia per consunzione. |
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05 Febbraio2007: Il
governo- i comunisti rivoluzionari e il caso Laganà...La
prima crisi parlamentare del governo Prodi è stata rabberciata. Il
Presidente del Consiglio ha ottenuto di mettere faccia al muro
qualche Senatore ribelle e in crisi di coscienza perché costretto a
votare in continuazione provvedimenti che gli fanno schifo, e pensa
di potere andare avanti. Ai Senatori, trattati secondo i vecchi
metodi staliniani, che non prevedevano crisi di coscienza, ma solo
ubbidienza al Partito- Chiesa( extra ecclesiam nulla salus) non
doveva sfuggire che non si può predicare la rivoluzione da mane a
sera e poi far parte di una maggioranza di centro sinistra che
raccatta tutto e tutti. D’altronde, Bertinotti quanto a politica
entrista nell’establishement è un vero campione e Vendola ha
proposto di mettere da parte i DICO per facilitare l’ingresso di
Casini nella maggioranza. Quindi, tutti uniti,in nome della
governabilità. Che questo significhi scordarsi dei conflitti di
interesse che riguardano ben 24 ministri e sottosegretari del
governoe che la madre di tutte le riforme non compaia nelle priorità
di Prodi; che la vituperata legge Frattini sia diventata riferimento
essenziale della proposta di legge Franceschini e company; che gli
attacchi ai magistrati di Milano i quali chiedono l’estradizione dei
rapitori di Abu Omar sul suolo italiano, siano diventati la norma;
che il governo si sia impegnato a salvare Pollari capo dei servizi
segreti e di tante altre cose, forse per timore che parli di
qualcuno che ha scheletri negli armadi, non conta. L’unica cosa che
conta è stare al governo e non mollare le poltrone. Caro “compagno”
Turigliatto, è chiaro che questa è la politica che devi ingoiare e
nondevi sgarrare. D’altronde, da comunista del terzo millennio,
dovresti saperlo meglio di chiunque altro. Nel partito leninista,
diceva Althusser, il vertice si sceglie la sua base.Ma dal centro
sinistra arriva anche un’altra perla. L’onorevole Laganà vedova
Fortugno è indagata per truffa ai danni dello Stato e si è
arrabbiata. L’Onorevole continua a sollecitare indagini “ rigorose”
sui rapporti tra ndrangheta e politica in Calabria. A chi è rivolta
la sollecitazione? Io credo che l’Onorevole dovrebbe rivolgerla a se
stessa e lei dovrebbe saperlo, non solo perché viene da una famiglia
di politici importanti della Locride, ma anche perché è componente
della Commissione antimafia. Uno dei compiti della Commissione, che
è bene ricordarlo, ha i poteri della magistratura e quindi può anche
decidere l’arresto di un testimone reticente, è proprio quello di
indagare sui rapporti tra mafia e politica. Ha chiesto l’onorevole
Laganà di convocare la Commissione antimafia per discutere la
relazione amministrativa sull’ASL di Locri, documento esemplare di
testimonianza dei rapporti tra mafia e politica? Ha chiesto di
pubblicare la relazione che noi abbiamo pubblicato e per questo
siamo indagati? Ha chiesto di essere sentita dall’antimafia, come
persona informata sui fatti, dopo essersi dimessa, perché altrimenti
si accentuerebbe il conflitto di interesse che già la riguarda come
membro della commissione? Ha chiesto di chiarire una volta per tutte
le telefonate del dr Fortugno ai capi della cosca Morabito? Ha
chiesto come mai nessun membro autorevole del governo Berlusconi è
andato ai funerali di Fortugno? |
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GENNAIO 2007 |
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18 gennaio
2007. "La legge di Tesauro, la legge di Frati, il
Conflitto di interesse e l’Italia Loro" Negli anni 60
l’Espresso si occupava della legge di Tesauro, potentissimo
professore all’Università di Napoli che aveva sistemato nelle
cattedre più importanti di quella università tutti i familiari, gli
amici e i compari, alcuni, per la verità, anche capaci. Allora la
legge di Tesauro fece scandalo, la sinistra protestava, si
stracciava le vesti e chiedeva interventi della magistratura e
riforme.L’Espresso in edicola, con un articolo di Primo Di Nicola e
Marco Lillo parla della legge di Frati, potentissimo preside della
facoltà di medicina dell’Università di Roma, che ha sistemato tutta
la famiglia nelle cattedre dell’Università e, a detta dello stesso,
oltre 200 professori amici. Frati è Preside della facoltà da 14
anni, fa anche affari e vuole diventare Rettore. I conflitti di
interesse che lo riguardano sono decine e il “familismo amorale”
imperversa. Ma in tempi di centro sinistra i cui esponenti più
qualificati spaccano il capello in quattro sul Riformismo, diventato
come la pelle dei coglioni che la puoi tirare da tutte le parti: di
Fini e di D’Alema, Di Berlusconi e di Rutelli con la variante Nicola
Rossi, nessuno si straccia le vesti e tanto meno chiede interventi
repressivi e propone la bonifica delle fogne.Anzi, si, una proposta
sul conflitto di interesse c’è. Il primo firmatario è Dario
Franceschini, enfant prodige, in ascesa, ma non si occupa di queste
cose. Vorrebbe occuparsi solo dei membri del governo, ignorando
tutti gli altri conflitti di interesse che violano l’articolo 3
della Costituzione e l’uguaglianza dei cittadini di fronte alla
legge e alla pubblica amministrazione, azzerano la concorrenza in
economia, facilitano l’esplosione delle rendite parassitarie.
Insomma distruggono la democrazia e facilitano la scalata delle
oligarchie. La legge Franceschini però, sia pure inutile nella
sostanza, ma forse di qualche utilità è, perchè se non altro,
se discussa, aprirebbe un dibattito in Parlamento e qualche
televisione dovrebbe parlarne e ci consentirebbe di chiarire
l’inganno, è scomparsa dal calendario della Commissione Affari
costituzionali della Camera. Anzi è scomparsa anche la Commissione
perché è l’unica che questa settimana non si riunisce.Non male per
il Programma del governo Prodi che faceva del Conflitto di interesse
una priorità assoluta.In politica e nelle istituzioni è come in
natura: se c’è un vuoto qualcuno lo riempie. Il vuoto costituzionale
e legislativo sui conflitti di interesse lo riempiono le leggi
Berlusconi, Frati, e compagnia cantando. Le leggi di coloro che
considerano la Res-Pubblica cosa loro e il paese l’Italia Loro. Ma
questi sono dettagli. Anzi Bazzecole. |
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04gennaio2007.DI
PIETRO: Zavorra Morale Lo dichiara Mastella al Corriere della
Sera in una intervista nella quale aggiunge che di Pietro durante
Mani Pulite voleva incastrarlo, ma non c’è riuscito perché lui,
Mastella, è una persona per bene.Come si vede, una guerra tra
giganti del pensiero, che non si fanno mancare niente. Se non
fossimo al teatro di guitti da strapaese verrebbe voglia di
indignarsi per come siamo rappresentati. Ma stando al clima di
commedia dell’arte di infimo ordine meglio divertirsi un po’.
Immaginiamo di partecipare ad una riunione del Consiglio dei
ministri :Mastella: “ Antonio, ho letto che sei andato in Procura
per scovare la talpa dell’emendamento sulla prescrizione dei reati
amministrativi. Spero che non sia vero. Perché se è vero dovresti
solo vergognarti. Che cazzo c’entra la magistratura con la politica
lo capisci solo tu che vorresti mettere le manette a tutti meno che
a te stesso.Di Pietro:” Clemente è inutile che ti agiti. Tanto lo so
che sono stati i tuoi amici a presentare quella proposta di merda
che ti fa tanto comodo perché hai un sacco di amministratori nel tuo
partito che aspettano la prescrizione”.Mastella:” Guarda che non ho
più voglia di parlare con te. Se non ci fosse di mezzo l’interesse
del paese, e di Ceppaloni, in questa stanza non ci metterei più
piedeDi Pietro” Tu non solo non dovresti stare in questa stanza. Ma
nemmeno in quella del ministero della giustizia dal momento che non
ci capisci una minghia. Staresti bene a Rebibbia tra tuoi amici
detenuti”.A questo punto interviene Prodi:” Ma Signori! Mi pare che
state esagerando un po’. Ricordatevi che stiamo in consiglio dei
ministri”.Mastella e Di Pietro all’unisono:” Romano, ma cos’hai
capito, non lo vedi che stiamo scherzando? E’ un modo tutto nostro
di farlo. A Ceppaloni e a Montenero si scherza così. Ma poi siamo
più amici di prima. Guardati le spalle da Rutelli e Fassino che noi
siamo le tue guardie del corpo”.Hanno ragione di scherzare. Sono in
Consiglio dei ministri, noh! Se non si divertono un po’ a palazzo
Chigi dove possono farlo? Bazzecole e solo Bazzecole!
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