Democrazia e Legalità

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Il giorno successivo al debutto di Raiot ci aveva subito pensato il TG5 ad arroventare l’aria con un super servizio sulla presunta gaffe “antisemita” per deviare l’attenzione dal cuore della polemica e strumentalizzare la reattività di buona parte della comunità israelitica (che forse farebbe bene a porsi questioni più serie e ad avere un atteggiamento più critico con i troppo numerosi “amici italiani” dell’ultima ora).

 

Poi la conferma che non si sarebbe messa bene per la samurai Sabina è venuta nella serata dalle battute di chiusura della amabilissima conversazione tra Massimo D’Alema, Giuliano Ferrara e Barbara Palombelli  ad “Otto e mezzo”.

Si stava disquisendo di socialisti, diaspora, riformismo, giustizialismo; si stava elogiando la travolgente modernizzazione del craxismo troncata secondo la conduttrice bipartisan dalla mannaia giudiziaria quando, mentre già sfilavano i titoli di coda, la satireggiata non si è potuta trattenere.

 

Ed è partita, assolutamente impersonale ed obiettiva la domanda sulla satira, formulata nel seguente modo: “Ma a lei piace la satira? Anche Sabina Guzzanti? L’ha vista?” D’Alema  ha prontamente risposto di non aver visto Raiot ma ha assicurato che “la Guzzanti è bravissima”. I conduttori bipartisan hanno commentato all’unisono “In questo no c’è già la risposta”.

 

La sentenza estetico-mediatica  era stata già pronunciata; quella “politica” del cda sarebbe giunta entro le quarantotto ore.

Già prima della annunciata, scontata e prevedibile decisione del cda di mercoledì 19 novembre, se qualche utente del cosiddetto servizio pubblico avesse voluto avventurarsi sul sito di Rai 3 per cercare nel palinsesto Raiot  e magari contattare la redazione per esprimere solidarietà o magari critiche, la ricerca sarebbe risultata vana: la trasmissione “non risulta”.

 

Il cda e la presidente “di garanzia” all’unisono sono pervenuti alla decisione della sospensione sine die con una motivazione di questo tenore “A seguito delle polemiche, delle proteste e delle azioni legali suscitate da Raiot era necessario tutelare l’azienda”. Cioè la censura come strumento di tutela contro presunte, quanto azzardate richieste miliardarie di risarcimento da parte della concorrente Mediaset legittimamente allarmata per quel 18,37% di share con punte del 25% la domenica a mezzanotte.

 Mentre il cda risoluto e granitico procedeva verso la sospensione e sulla testa di Andrea Salerno dirigente rai e responsabile del progetto satira cominciavano ad addensarsi le nubi di non meglio specificati “provvedimenti disciplinari”, Codacons, Adusbef e Federconsumatori hanno chiesto, a tutela dei loro iscritti, cittadini ed utenti che corrispondono un canone, che Raiot sia promossa in prima serata.

Maurizio Costanzo, uno che di televisione, e non solo, se ne intende, uno “de sinistra” come dicono Giuliano Ferrara e Massimo D’Alema che aveva a tempo debito definito impensabile la cacciata dalla rai di Biagi, Santoro e Luttazzi ha commentato a caldo “Sabrina è bravissima ma….fa differenza quando fa i personaggi e quando nei panni di se stessa dice altre cose che somigliano all’invettiva.” Ma non basta “Sono contrario ad ogni tipo di censura ma forse il programma doveva essere costruito in maniera diversa….Personalmente comincio a pensare che certe cose sono costruite apposta a danno dei direttori. Stimo Ruffini…”

 

Il consigliere “moderato” Rumi non si discosta dal copione: ha “in gran dispetto” la censura, considera la Guzzanti bravissima quando fa “i personaggi” anche se non si capacita perché debba prendere tanto di mira D’Alema “poverino” e risparmiare Prodi a scapito della sacralità della per codicio, ma il problema è che lui ha riso poco: solo con Marcoré-Gasparri. E poi chissà .

 

   Insomma la Guzzanti è of course “bravissima”, però non fa sempre i “personaggi”; e poi il programma poteva essere “diverso” magari un po’ più simile al Bagaglino e poi non si ride sempre e si è anche costretti a pensare e ci sono tutti quei numeri, quei dati, quelle percentuali inoppugnabili….tutto per creare problemi a un direttore di rete che evidentemente dovrà essere più vigile per il futuro…

E poi la sfrontatezza, la provocazione di avvalersi della collaborazione di uno come Marco Travaglio, un giornalista che tra l’altro viene intervistato dalle più prestigiose testate internazionali e che è stato di recente premiato a Milano dalla federazione nazionale della stampa.

Insomma qualcosa di insopportabile da fermare prontamente con i noti paletti “oltre i quali”, appunto, “c’è il filo spinato”. Anche perché la prossima puntata, quella di domenica 23, che Sabina Guzzanti si è impegnata a realizzare comunque, in un teatro o in un altro spazio a Roma, era dedicata alla giustizia.

Chiedere la registrazione in un un’unica serie dell’intero spettacolo per consentire “a che di dovere” di valutare se oltrepassa “ i paletti” oltre che configurare palesemente un intervento censorio, risulta con ogni evidenza improponibile per una trasmissione centrata sull’attualità.

Il buon Petruccioli, diessino, presiedente della commissione di vigilanza aveva commentato che per l’azienda era stato un bene che la trasmissione fosse andata in onda domenica scorsa, dopo un incredibile tira e molla per evitare, altrimenti, polemiche “più aspre e velenose”.

Evidentemente l’alternativa per gli utenti del servizio pubblico, dopo l’epurazione con l’editto bulgaro dei responsabili “di un uso criminoso della tv”, è garantita. 

 Ora si può scegliere almeno tra due modelli felicemente collaudati: “la sospensione” a tempo indeterminato per “tutelare” l’azienda adottata nei confronti di  Sabina Guzzanti, oppure la censura preventiva per “veto assoluto sulla persona” che la direzione di Rai 2 ha calato come una mannaia sul Cyrano dell’indesiderato (da qualcuno a cui non si può dire di no) Massimo Fini.  

E poi ci sono quelli che dicono che in Tv non c’è pluralismo.

 

 

A cura dello staff tecnico democrazialegalita.it