<%@LANGUAGE="VBSCRIPT" CODEPAGE="1252"%> comunicato dell'associazione nazionale magistrati SULLE VICENDE SALERNO-CATANZARO
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A fondo pagina 8 commenti
Associazione Nazionale Magistrati
 
L’ANM SULLE VICENDE SALERNO-CATANZARO 
 

La vicenda che ha coinvolto gli uffici giudiziari di Salerno e di Catanzaro ha creato sconcerto  e preoccupazione nell’opinione pubblica. Il tempestivo intervento prima del Capo dello Stato e, subito dopo, della I Commissione del Consiglio con la immediata convocazione dei vertici degli uffici giudiziari coinvolti, cui è seguita l’apertura di una pratica di trasferimento di ufficio per entrambi, hanno rappresentato una prima doverosa risposta ad una situazione di eccezionale gravità, che non ha precedenti nella storia giudiziaria del paese.

Spetterà ora al CSM ricostruire compiutamente i fatti e adottare le conseguenti determinazioni, così come spetterà ai titolari dell’azione disciplinare valutare la eventuale sussistenza di condotte di singoli meritevoli di sanzione. Riteniamo, però, che in una fase così delicata per la magistratura italiana, si imponga da parte nostra un meditato approfondimento ed un dovere di chiarezza di posizione.

Al di là delle eventuali responsabilità di singoli, infatti, non si può non vedere come in questa vicenda sia stata gravemente messa in discussione la credibilità dell’istituzione giudiziaria nel suo complesso.

E non è un caso, infatti, che coloro che da tempo auspicano interventi di riforma della Costituzione diretti a ridurre l’autonomia e l’indipendenza del potere giudiziario cerchino di approfittare del legittimo sconcerto dell’opinione pubblica per rilanciare una proposta di accordo per riforme della giustizia dirette ad aumentare il controllo della politica sulla magistratura.

Ed è per questo che riteniamo di dover dire, senza reticenze o tatticismi, all’opinione pubblica e ai colleghi quali siano le nostre valutazioni su questa vicenda. In questa occasione la gravità e l’eccezionalità della situazione non consentono, infatti, di sottrarsi al giudizio e di rifugiarsi in un doveroso riserbo in attesa che la giustizia faccia il suo corso.

Si è verificato un cortocircuito istituzionale e giudiziario che richiede risposte istituzionali da adottare con rapidità nelle sedi competenti, ma che chiama in causa anche il ruolo di rappresentanza culturale e politica della magistratura che  compete all’Associazione Nazionale Magistrati.

L’intervenuta revoca dei due provvedimenti di sequestro offre ulteriore conforto alla valutazione negativa per quanto accaduto, perché il metodo seguito da ultimo ben poteva essere adottato prima, evitando questa drammatizzazione ed i suoi deleteri effetti.

Noi riteniamo che la credibilità della funzione giudiziaria e la sua legittimazione democratica si fondino esclusivamente sull’applicazione di regole secondo criteri di ragione. L’autonomia e l’indipendenza di un corpo di magistrati professionali e di carriera trova, infatti,  la sua sola giustificazione nella riferibilità delle decisioni giudiziarie ad una regola interpretata ed applicata sulla base di criteri razionali.

Criteri che possono essere opinabili, ma devono sempre apparire comprensibili. Ecco: quello che sconcerta in questa vicenda, che sconcerta noi come magistrati e come cittadini e che crediamo sconcerti  l’opinione pubblica è lo smarrimento completo e assoluto di ogni regola e di ogni ragione, di talché l’esercizio del potere giudiziario si presenta all’esterno  come arbitrario, sganciato da regole, incomprensibile.

Non è nostra intenzione esprimere valutazioni sul merito del provvedimento di perquisizione e sequestro emesso dalla Procura di Salerno, sulle finalità o sulle modalità esecutive adottate. Ciò che interessa in questa sede è il profilo della professionalità dei magistrati che emerge dalla vicenda.Riteniamo di dover ricordare che il dovere di motivazione dei provvedimenti giudiziari consiste nella chiara e analitica descrizione delle ragioni di fatto e di diritto sulle quali il provvedimento si fonda.

E che la riproduzione integrale di atti di indagine, affastellati tra loro e non inquadrati  all’interno di un percorso argomentativo logico-razionale, da un lato, non aiuta a comprendere le ragioni di fatto e di diritto su cui il provvedimento si fonda e, dall’altro, determina una impropria diffusione del materiale investigativo. Tale materiale, peraltro, proprio perchè non filtrato da un ragionamento di ricostruzione di fatti, si presta ad uso distorto da parte dei mezzi di informazione, i quali, per l’autorevolezza della fonte da cui l’atto promana, amplificano la confusione tra fatti accertati e mere ipotesi o allusioni.

Né può sottacersi il fatto che tra il materiale riprodotto nel provvedimento vengono riportati fatti attinenti alla vita privata di persone estranee all’indagine e privi di alcuna rilevanza investigativa, così come vengono riportati sospetti, insinuazioni e accuse rivolte dal denunciante a persone estranee all’indagine e nei confronti delle quali non è stata elevato alcun addebito, e che pertanto non hanno alcuna possibilità di difendersi.

Si tratta di conseguenze dannose, estranee alle finalità proprie dell’atto e che sarebbe stato agevole evitare.

L’ANM reputa legittimo domandarsi quale sia la finalità di un tale metodo di elaborazione dei provvedimenti giudiziari ed interrogarsi se, al di là delle intenzioni, la stessa non appaia estranea alle ragioni ed alle regole del processo penale.

In ogni caso, l’ANM ritiene di poter dire che non condivide questo metodo, in quanto lo giudica in contrasto con il dovere del magistrato di argomentare secondo criteri logico-razionali.

All’iniziativa giudiziaria della Procura di Salerno la Procura Generale di Catanzaro ha reagito aprendo un procedimento penale a carico degli inquirenti di Salerno per i reati di abuso di ufficio e interruzione di pubblico servizio e ha disposto il sequestro degli stessi procedimenti già acquisiti da Salerno.

Al di là di ogni giudizio sul merito e sulla fondatezza della iniziativa non può sfuggire la grave e palese violazione dell’obbligo di astensione che grava sul magistrato che sia sottoposto ad indagini in procedimento collegato. I magistrati di Catanzaro, infatti,  hanno aperto un procedimento a carico dei pubblici ministeri di Salerno che procedevano nei loro confronti e ne hanno assunto la titolarità. 

Infine, il sequestro di atti del procedimento già sequestrati dall’autorità giudiziaria “contrapposta”, con il grottesco finale dei due carabinieri a guardia del medesimo fascicolo ha portato al culmine parossistico la vicenda. Anche in questo caso, è evidente, si sono smarrite regole e ragione.

Un magistrato non deve mai   allontanarsi dalla regola e dalla ragione: solo questi sono i fari e i punti di riferimento della sua azione.  Tutta la vicenda, però, deve essere letta nel più ampio contesto calabrese. Una terra difficile che è, per molti versi, simbolo dei mali del nostro paese e che non deve essere abbandonata.

Dobbiamo riconoscere il fatto che per troppi anni si è accettato che alcuni uffici giudiziari fossero gestiti da persone inadeguate, che non hanno esercitato i propri compiti con trasparenza ed impegno responsabile e a volte sono apparse legate a poteri locali;  il  che ha contribuito a quella crisi della legalità che, purtroppo, è il connotato più preoccupante di quella regione.  Dobbiamo dire con forza che noi non ci riconosciamo in “quella” magistratura.

Allo stesso tempo siamo consapevoli del fatto che l’ansia di legalità e di giustizia che viene da quella terra può solo essere alimentata dentro un circuito di legalità e rispetto delle regole. Che ogni illusione di “rompere il cerchio” attraverso scorciatoie è destinata ad infrangersi e finisce per favorire lo status quo.

Noi siamo dalla parte di quei tanti magistrati che lavorano con rigore,  giorno dopo giorno, nel pieno rispetto delle regole,  pur nella consapevolezza della difficoltà dello sforzo, senza mai deflettere dalla cultura del limite della funzione.

Possiamo cambiare solo se siamo capaci di rinnovarci al nostro interno: è dovere e responsabilità dell’ANM e degli organi di autogoverno assicurare ai cittadini una magistratura capace, motivata e professionalmente adeguata.Roma, 10 dicembre 2008La Giunta Esecutiva Centrale

 
commenti:
 
(9)
 
Per la verità, il documento non mi è sembrato affatto chiaro e esplicativo. Nella mia pochezza, mi sembra che siano state cautamente pesate e sfumate le parole. Mi rendo conto che non si possono fare sparate e emettere sentenze. Però il quesito drammatico che interessa il cittadino è: "ci sono delinquenti all'interno e all'esterno della magistratura che hanno prodotto questo disastro? E' stato impedito a magistrati seri ed operosi di agire contro l'illegalità?". Fuori dai denti: ce la faremo a sapere se (cito solo il caso specifico) De Magistris ha operato secondo il suo Dovere, nel rispetto della Legge? E così in altri casi analoghi che coinvolgono magistrati e poteri interni ed esterni alla magistratura. Temo che non ce la faremo. Luigi Millanta
 
(8)
 
Tutto MOLTO EQUILIBRATO,E POLITICALLY CORRECT. Ma io da semplice cittadina mi chiedo: ma allora quando ad un magistrato viene TOLTA un'inchiesta,COSA deve fare"? ClaritaZ@.....
 
(7)
 
Condivido appieno quanto hanno scritto nei precedenti commenti i miei predecessori, quello che invece non tollero sono le omissioni, i giri di parole.
E' vero che  il testo dell'Associazione Nazionale dei Magistrati, è frutto di una feroce mediazione, ma le vicende della Procura di Catanzaro sono tutte li a dimostrare un tentativo di sottrarsi alla legge, situazione questa non condivisibile.
Mi permetto di essere anche stupito dal comportamento del C.S.M.che,  informato da tempo di quanto succedeva in quella procura, ha di fatto lasciato fare, o meglio ha deciso deliberatamente di non intervenire, se non a "babbo morto".
Il punto sta qui, perchè non è intervenuto? Quali sono i motivi? 
Non ritengo che al momento si possa mettere mano ad una nuova riforma della giustizia, intesa con un assoggettamento del magistrato al politico di turno, lo troverei assolutamente vergognoso. Saluti, ORazio@....
 
(6)
 
Questo documento è un vergognoso depistaggio, il problema vero è il potere colluso con certi magistrati che per coprire i propri crimini depistano e confondono con il latinorum noi mortali. Non ci caschiamo più. valerio_m@.........
 
(5)
 
A me sembra un comunicato molto "soppesato", dove ogni singola parola è studiata, dibattuta, soppesata più e più volte; e, come tutti i comunicati frutto di una mediazione,  cerca dire e non-dire, nel tentativo di urtare la suscettibilità di nessuno degli attori in scena: Governo, CSM ecc.
Un passaggio del Comunica, però, va sottolineato in senso positivo; e cioè dove si afferma:
"E non è un caso, infatti, che coloro che da tempo auspicano interventi di riforma della Costituzione diretti a ridurre l'autonomia e l'indipendenza del potere giudiziario cerchino di approfittare del legittimo sconcerto dell'opinione pubblica per rilanciare una proposta di accordo per riforme della giustizia dirette ad aumentare il controllo della politica sulla magistratura."

E siccome chi si è espresso a favore della riforma della Costituzione è stato proprio il nostro "leader maximo", (Berlusconi entra anche nel merito, rimarcando che la riforma non sarà pronta prima di Natale: «Occorre parlare non di separazione delle carriere bensì degli ordini: la magistratura non è un potere dello Stato, bensì un ordine, cosa profondamente diversa».  Poi prosegue con l'obiettivo della riforma: «Noi pensiamo di dividere gli ordini: gli avvocati dell'accusa con gli stessi diritti degli avvocati della difesa, per avere una reale parità delle parti». E in serata parlando della riforma ai giovani del Ppe rivela che in Italia «pm e giudici sono culo e camicia». Sulle intercettazioni, aggiunge il Cavaliere, «presenteremo un emendamento, per limitarle solo ai reati più gravi») è positivo che l'ANM si sia accorta del rischio che corre in Italia il "POTERE GIUDIZIARIO", ammesso che dopo le esternazioni di questo Videla di casa nostra abbia ancora senso parlare di separazione dei tre poteri - esecutivo, legislativo e giudiziario- come ho imparato a scuola studiando Montesqieu. Ettore Marini - Fano

 
(4)
 
Documento generico. Assolutamente condivisibe dove afferma che "coloro che da tempo auspicano interventi di riforma della Costituzione diretti a ridurre l’autonomia e l’indipendenza del potere giudiziario cerchino di approfittare del legittimo sconcerto dell’opinione pubblica per rilanciare una proposta di accordo per riforme della giustizia dirette ad aumentare il controllo della politica sulla magistratura". Per tale sconcerto e per il danno arrecato, per l'illegittimità sostanziale del comportamento tenuto,penso che a carico dei due procuratori sarebbe stata necessaria l'immediata sospensione cautelativa dalla funzione e dallo stipendio, nelle more di un procedimento diretto a sanzionarne l'espulsione dall'Ordinament0.g.grass@....
 
(3)
 
Scusate ma, mi sorge il dubbio che: siamo un popolo di deficienti. Come si può anche solo pensare di sottomettere la Magistratura e...la Polizia iudiziaria a una classe politica che giorno dopo giorno risulta essere corrotta. Come si può anche solo pensare di mettere in mano a questa classe politica corrotta delle indagine che, chiaramente indirizzerebbero non verso il reato ma verso chi il reato ha commesso; del tipo sei simpatizzante di questo o quel partito = allora la imbosco, sei simpatizzante di questo o quel partito all'ora la porto avanti così il mio simpatizzante ne avrà un tornaconto. Va bene essere fessi ma arrivare a questo punto significa accetare di estinguerci ! Enrica Noseda
 
(2)
 

Cari Amici, mi stavo preparando a mandare un mio commento e aspettavo per farlo solo di aver completato la lettura delle 1700 pagine oggetto del contendere (lettura che ritengo doverosa, e che non so quanti di quelli che ora parlano, giudicano e condannano abbiano fatto). Ma ho appena visto il commento del dr. Racheli di cui in calce do il link, che condivido in pieno e a cui rimando. In particolare mi pare da sottolineare il fatto che il comunicato dell'Anm si sofferma (pilatescamente per altro), solo sui punti 2 e 3 della vicenda (l'intervento di Salerno e la reazione di Catanzaro), omettendo il punto 1, il principale, quello da cui tutto è partito, vale a dire i reati commessi a Catanzaro grazie anche a ben documentate connivenze istituzionali, delle quali l'Anm non si è occupata e non si occupa se non con condanne generiche. Se ciò fosse stato fatto tempestivamente (e c'erano tutti gli elementi per farlo) il danno che ora si lamenta non sarebbe stato prodotto.Link segnalato per approfondimneti TogheBlog.com . Cordialmente, Giuseppe Palermo. Roma

 
(1)
 
Dalla Parte dei Giudici e per la indipendenza assoluta della Magistratura dal Potere politico.Non ci sono dubbi.
Il sottoscritto fa sua la preoccupazione di Ginzborg : "Il Pd rischia di fare la fine del PSI".
Negli anni 20 il PSI era additato da una certa sinistra socialistica come il Circo Barnum. Nacque il PcD'Italia Di Gramsci Bordiga Terracini Togliatti e Tasca.
Conosciamo la storia delle troppe svolte del PCI e il suo ritardo storico a proclamare la piena indipendenza dall  'URSS.
Un grande comunista come Umberto Terracini , critico già dal 29 nei confronti dell'Unione Sovietica, dichiarò a suo tempo che "Turati aveva ragione".La storia sembra che si vada ripetendo, mutatis mutandis.
Abbiamo un PD che molto probabilmente farà la fine del PSI.
Si parla di una Costituente di una Nuova  Sinistra che si va formando proprio in questi giorni e che sto seguendo con molto interesse.
Altre iniziative, come quelle sul cosiddetto orgoglio comunista si stanno formando.
Sta di fatto che il problema prioritario è sempre lo stesso : sconfiggere il PdL.
A questo scopo è necessario creare alleanze con  l'Italia dei Valori ,  con il PD, persino con Tabacci.
Solo dopo possiamo fare i Conti col PD, ma senza regalare di nuovo il Governo al PdL.
Con un PdL al Governo non si può fare niente di buono. Possiamo solo svuotare il  mare con un secchiello.
Non perdiamo la dimensione delle cose e le priorità.
La priorità oggi è una sola : sconfiggere il PdL. Tutto l resto è letteratura.
Ringraziamenti e saluti. Romolo Cappola
 
 
 
 

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