|
| |
Relazione Genchi, vizi pubblici e improbabili ,segrete, virtù. |
|
Di Roberta Anguillesi |
| |
| Non sappiamo come e perchè la relazione che il perito palermitano Gioacchino Genchi ha consegnato a Luigi De Magistris per l'inchiesta WHY NOT sia diventata di dominio pubblico tanto, tanto tempo fa. Fu pubblicata su radiocarcere.it sito web gestito da Riccardo Arena, avvocato penalista, dirigente Radicale molto impegnato nella tutela dei carcerati, convinto e attivo sostenitore del provvedimento di indulto, primo atto del Ministero Mastella. La relazione su quel sito restò poco, pochissimo, giusto il tempo per farlo sapere , il tempo utile per seminare il dubbio su chi, perchè e come l'aveva fatta uscire dalle segrete stanze. Apparve e scomparve. Adesso è pubblica (LEGGI LA RELAZIONE), , adesso ognuno di noi può leggere cosa il perito scoprì, quali nomi, quali intrighi e quali relazioni pericolose, tutto il parterre delle nostra bella politica, tutti i peggiori retaggi ( logge massoniche coperte, mafie, comitati d'affari, servizi e giornalisti a servizio ) della nostra storia. Eppure leggendola ancora ci sembra di spiare dal buco della serratura qualcosa di immondo, indecente che ci fa sentire meschini, verrebbe voglia di farlo chiudendosi in bagno, colpevoli noi per l'indecenza di altri, colpevoli come e con Genchi di spiare le nudità del re. E il re, a noi e a Genchi non tarderà a punirci per tanto ardire. |
| |
04 nov.2007 |
Riceviamo da Gioacchino Genchi |
|
| |
Non mi rammarico affatto per la revoca dell’incarico, specie con le prospettive che si profilavano, dopo l’avocazione del procedimento.Pur avendo fatto un profondo esame di coscienza, non sono riuscito però a trovare nulla di cui recriminarmi.
Nulla, peraltro, mi è stato concretamente contestato.
Nella mia vita e nel mio lavoro, ho sempre e solo servito lo STATO e la GIUSTIZIA, nello strenuo tentativo di ricerca e di affermazione della VERITA’.
Ho dovuto prendere atto che a Catanzaro non è stato possibile.Nessun rancore personale, ma solo l’amarezza di pensare al disagio che in questo momento provano quei tanti condannati che, in silenzio e con estrema dignità, stanno espiando in carcere ergastoli e decine e decine di anni di carcere, anche grazie al mio lavoro.
A loro ed alla loro amarezza va il mio pensiero, nel constatare come in questo caso vi è stata una “giustizia”, che ha dimostrato di non sapere essere “uguale per tutti”.
Complimenti e buon lavoro.
Gioacchino Genchi
|
|
|
| |
|
|