<%@LANGUAGE="VBSCRIPT" CODEPAGE="1252"%> Sentenza sul crocifisso rimosso dalle aule scolastica, Prof.Fusaro
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Poiché è augurabile conoscere ciò di cui si parla -e straparla - , pubblichiamo la sentenza del giudice Montanaro sulla rimozione del crocifisso dalla scuola di Ofena e di seguito
le autorevoli opinioni del Prof. Carlo Fusaro sulla vicenda giuridico-istituzionale relativa alla ordinanza sul crocifisso nelle aule scolastiche
Ringraziamo per il materiale il prof. Fusaro stesso, Ordinario di Diritto pubblico comparato presso l’ Università di Firenze - Facoltà di Scienze politiche “C. Alfieri”
 
P.S: per chi vuole avere un saggio di come la pensano molti costituzionalisti italiani, v. il sito dei Quaderni costituzionali:http://web.unife.it/progetti/forumcostituzionale/index.html
 
Lettera al Corriere della Sera

Grazie, caro Mieli per le osservazioni equilibrate e sagge a proposito della “sentenza sul crocifisso”. Era l’ora. A me permetta di dire di più: sono come annichilito dall’apparente unanimità delle avventate critiche politiche, di stampa e in qualche caso “tecniche” alla ordinanza del giudice. Aggiungo che da un paio di giorni la motivazione può essere letta da tutti. L’ho fatto anch’io, da costituzionalista. Ho poi avuto modo di confrontarmi con molti colleghi che pure l’hanno letta. Ebbene, credo che sia assolutamente doveroso far sapere all’opinione pubblica che una larga maggioranza degli studiosi considera ineccepibile quell’ordinanza e – oserei dire – l’unanimità (inclusi coloro che la criticano) la considera comunque ben argomentata e costruita sotto il profilo giuridico, che è poi, dal punto di vista del giudice, l’unico che conta. Potrà essere rovesciata (non sarà facilissimo): ma certo non è fondata su una colpevole ignoranza del diritto e della giurisprudenza come si è subito detto, e come il Ministro Castelli, mal consigliato, ha ritenuto di voler verificare tramite ispettori (!). Leggere per credere.

Nel merito poi, sarà bene vorrei che sui giornali qualcuno ricordasse: a) che uguaglianza e laicità dello Stato sono principi supremi del nostro ordinamento; b) che in queste materie non si decide a maggioranza; c) che ci sono milioni di italiani non cattolici; d) che ci sono migliaia di aule senza crocifisso; e) che non è affatto vero che la croce sia simbolo dell’identità del nostro paese, nato 133 anni fa sconfiggendo il potere temporale della Chiesa cattolica; f) che non si vede proprio perché quel simbolo, che io per primo naturalmente rispetto, debba essere imposto a tutti (israeliti, musulmani, atei, agnostici) da istituzioni o servizi pubblici; g) che non si capisce dove stia l’intelligenza politica di inventare simili segni identitari proprio nella fase storica in cui l’Italia si apre – gioco forza e nel proprio interesse – a persone di fedi diverse dalla cattolica: per integrare le quali sarà molto più utile uno stato laico che uno stato paraconfessionale che legittimi gli altrui fondamentalismi.

Sarei molto curioso di leggere un sondaggio di Mannheimer su questi punti per sapere quanti sono davvero gli italiani che la pensano come credono quasi tutti i nostri rappresentanti in Parlamento!

Lettera a Il Riformista

Vorrei sapere se qualche altro lettore del "Riformista" è rimasto, come me, annichilito dalla sconcia apparente unanimità delle avventate critiche politiche, di stampa e in qualche caso “tecniche” alla ordinanza del giudice: sparate (mi spiace: presidente compreso) prima ancora che si capisse esattamente di cosa si trattava (è stato infine notato: non si era detto che le sentenze prima si leggono, poi si commentano?). 

Ora, da un paio di giorni, la motivazione può essere letta da tutti. L’ho fatto anch’io, da costituzionalista. E ho poi avuto modo di confrontarmi con molti colleghi che pure l’hanno letta.

Ebbene, credo che sia assolutamente doveroso farsi carico di far sapere all’opinione pubblica che una larga maggioranza degli studiosi considera ineccepibile quell’ordinanza e – oserei dire – l’unanimità (inclusi coloro che la criticano) la considera comunque ben argomentata e ben costruita sotto il profilo giuridico, che è poi, dal punto di vista del giudice, l’unico che conta. Potrà essere rovesciata (non sarà facilissimo, penso io): ma certo non è fondata su una colpevole ignoranza del diritto e della giurisprudenza come si è subito detto, e come il Ministro Castelli, mal consigliato, ha ritenuto di voler verificare tramite ispettori (!). Leggere per credere. Ci sono puntuali riferimenti alle sentenze del Consiglio di Stato, della Cassazione, della Corte costituzionale. Certo: si disputa sul fatto che la fonte in discussione sia un regolamento o una fonte primaria o legge (ma al di là delle conclusioni, l'autorevole citata giurisprudenza si è orientata nel senso del regolamento). Ma poi: in ogni caso nulla c'è per le scuole materne (se mai per le elementari). E allora come la mettiamo? Si può mai pensare in materia di (limitazione di) diritti di applicare l'interpretazione analogica? L'unica possibile obiezione può essere: era necessaria l'ordinanza d'urgenza? Ma qui siamo nelle valutazioni del giudice: ed è chiaro che se si raggiunge la convinzione che un diritto venga conculcato, è chiaro che ove vi sia il fumus boni iuris l'ordinanza in attesa del giudizio si può ben giustificare.

Naturalmente di tutto si può discutere: quello che impressiona è questa improvvisa riscoperta del simbolo principale dei cristiani di confessione cattolica per farne uno dei capisaldi dell'identità italiana! Francamente da  Cavour fino a Spadolini passando per Jemolo, Galante Garrone e Bobbio e così via, io avevo capito cose tutte diverse: e così mi sembrava avessero insegnato i miei maestri. Dov'è finito lo spirito laico e liberale in questo Paese?

Certo: ormai distribuiamo quattrini alle scuole private (anche a spese di quelle pubbliche cui si lesina il necessario); ormai facciamo nominare dai vescovi una parte degli insegnanti - per legge dello Stato; e la RAI (del Polo in strenua concorenza con quella dell'Ulivo - in ciò perfettamente accomunate) è da anni (come fino agli anni Sessanta era stato) una sorta di bollettino vaticano col Papa che fa notizia qualsiasi cosa dica o faccia, con le madonne tv portate in giro ad ogni piè sospinto ed ora anche con la nuova moda della fiction su santi e pseudo santi (Padre Pio, Madre Teresa). Non credevo però che il processo di assimilazione alla cultura cattolica tradizionalista fosse arrivato a tanto e in tante insospettabili aree politiche da permettere il linciaggio di un giudice: e poi ci stupiamo se Berlusconi e Previti e quant'altri se la prendano coi giudici loro? 

 ***

Le mie radici sono : l’affrancamento dal dio degli eserciti e degli idoli. L’affrancamento dalle verità rivelate, dalle certezze assolute e dalle tragedie che generano. Con buona pace di chi ha perso il sol dell’avvenir o il primato religioso sul mondo, niente come il coraggio tutto umano di QUESTO TESTO definisce, per ora, le mie radici. Le mie radici sono la libertà di pensiero, la pari dignità, il diritto dovere di rispettare e non tollerare per essere rispettati e non tollerati. Le mie radici affondano sicuramente nel passato ma hanno generato un pensiero ed una evoluzione a cui non sono, neppure per paura del diverso o per senso di colpa, disposta a rinunciare.

Roberta Anguillesi

 

Se il crocefisso diventa un corpo contundente contro i magistrati.

Di Daniela Gaudenzi