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Ultimo aggiornamento
Lunedì, 8 Marzo, 2010 19:05 
 
 
 
 
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BAZZECOLE!
Mafia buona e mafia cattiva
 
di Elio Veltri

 

Ormai è chiaro a tutti: la mafia si divide in due categorie, quella buona da Roma in sù e la cattiva da Roma in giù.

Non è che da Roma in su non c’è. C’è, ma è buona perché è silenziosa, non spara, fa affari, ha rapporti con le banche, gioca in borsa, aiuta gli imprenditori che si trovano in difficoltà finanziarie. Anzi, entra nelle aziende e poi se le compra. Una mafia tanto buona da sembrare la più grande centrale di ammortizzatori sociali in periodo di crisi. Per questo motivo deputati e senatori, sindaci, presidenti delle regioni, delle province, direttori di banca, dirigenti di borsa ecc non si lamentano. Per loro la mafia nel centro- nord non c’è e anche se c’è importante è che non faccia rumore.

La mafia buona fa affari, ha una barca di soldi, costruisce palazzi che nascono come funghi anche quando la popolazione diminuisce, smaltisce rifiuti di ogni tipo, apre e chiude negozi nei quali spesso non entra nessuno, compra supermercati, ha rapporti con la politica, Insomma per dirla alla milanese fa girare i danè. Allora perché lamentarsi? I rappresentanti delle istituzioni da Roma in sù sono sereni e si comportano come il medico che di fronte ai sintomi di un tumore con metastasi si rifiuta di accertarne la presenza con il rischio che l’ammalato muoia. Quando qualche consigliere regionale o comunale, non importa se di maggioranza o di opposizione, solleva il problema, chiede di costituire una commissione antimafia o un osservatorio, di informare i cittadini perché nota che gli sportelli bancari si moltiplicano, il turnover dei negozi è impressionante, i videogiochi impazzano, il minimo che gli può capitare è di essere insultato o trattato come un denigratore della propria città.

Prendiamo Milano e la Lombardia: la ndrangheta imperversa, gli artigiani, i piccoli e medi imprenditori, hanno paura di vedersi scippare le loro aziende, frutto del lavoro di una vita, ma guai a dirlo. Il silenzio è d’oro e come ha insegnato Paolo Borsellino è anche il migliore alleato della mafia perché se se ne parla, se ne discute, le istituzioni vigilano e gli organi di informazione fanno il loro mestiere gli affari non si possono fare. Milano è circondata dalle cosche più ricche e potenti della ndrangheta e non solo. Sembra chiusa in una morsa. Ma che volete che sia. Esagera anche il Corriere della Sera che il 5 Gennaio ha titolato :” Coca e appalti, le 100 ditte della ndrangheta” e:” Discoteca all’ortomercato, sospesa la licenza”. Sì, perché nell’ortomercato di Milano, il più grande d’Europa, gestito da una società del comune, Salvatore Morabito, quello che entrava e usciva in Ferrari, aveva anche aperto un locale notturno! Milano però è in ottima compagnia perché Brescia, Lecco, Bergamo, Monza, Pavia e decine di altri centri ospitano cosche tanto potenti e ricche quanto silenziose.

Se ci spostiamo in Emilia le cose non cambiano.

A Parma i casalesi sono molto più integrati degli immigrati e il mese scorso ad Aldo Bazzini, grande imprenditore e parmigiano doc, ma imparentato con i casalesi della famiglia di Michele Zagaria, sono stati sequestrati 21 milioni di euro. A Modena, appena sono arrivato per presentare Mafia Pulita i ragazzi del liceo Wiligelmo mi hanno messo in mano la prima pagina della Gazzetta di Modena che aveva questo titolo: Zincani- Soldi sporchi a Modena. Zincani è il procuratore della Repubblica il quale rivolto ai modenesi concludeva la sua dichiarazione con queste parole:”Se per magia, avessi il potere di sradicare il crimine dalla città, mi caccereste perché l’avrei rovinata”.

L’Avrei rovinata? Allora vuol dire che parte consistente della ricchezza della città più ricca dell’Emilia è ricchezza criminale. Qualche giorno dopo sempre il Corriere della Sera confermava la colonizzazione della mafia buona e pulita con queste parole: Clan a Modena, 600 ditte sospette.

A Pavia alcuni giorni prima erano stati sequestrati immobili nell’ambito di un maxisequestro della procura di Bari. E pensare che quando in consiglio comunale avevo sollevato il problema, io che venivo sempre ascoltato in silenzio, quella sera ero stato attaccato con i soliti argomenti: tu vuoi sputtanare la città. La città alla quale avevo dedicato le migliori energie e negli anni in cui l’avevo governata era stata al centro dell’attenzione nazionale ed europea.

La mafia cattiva sta nel Sud perché lì estorce, presta soldi a usura, spara. Nel Nord si compra le aziende e pezzi di città. Ma queste sono solo Bazzecole. L’importante è che amministratori e cittadini possano far finta che tutto proceda nel silenzio e nella normalità. Quanti dei nostri figli anche nel centro- nord lavorano per la mafia? Non lo sappiamo. Ma non importa. Questo sì che è un dettaglio. Una Bazzecola.