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Il ballo degli inquisiti
di Elio Veltri
Confesso che l’emendamento del deputato Nitto Palma
alla legge attuativa dell’articolo 68 della Costituzione, riguardante le
prerogative dei parlamentari, non lo avevo previsto, nonostante abbia
sempre affermato che Berlusconi non ci ha riservato sorprese. La reazione
dell’opposizione, che quando c’è produce subito gli effetti sperati e i
malumori nella maggioranza, hanno determinato il ritiro dell’emendamento,
lasciando lo zelante deputato di Fi, per di più magistrato, nella
tempesta.
Ma non è detto che non ci riprovi quando secondo il
Capo il momento è più favorevole. La proposta, se dovesse essere
approvata, in un solo colpo annullerebbe indagini, arresti, processi,
anche in corso, riguardanti il capo del governo, ministri, deputati e
senatori. Insomma, annienterebbe la Costituzione, annullerebbe il
principio dell’uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge,
collocherebbe l’Italia nel novero dei paesi governati da lobby che vivono
di affari sporchi. Altro che moglie di Cesare al di sopra di ogni
sospetto! Nel caso in questione i tanti piccoli Cesari sprofonderebbero
al di sotto di ogni sospetto nella cloaca massima di Roma e con loro il
paese. Infatti, nemmeno le dittature e i regimi autoritari, se sganciati
dalla malavita, avevano osato tanto, garantendo l’immunità per reati
comuni ad un’intera classe dirigente. Nitto Palma, sarà pure un zelante,
ma essendo un magistrato, non può non rendersi conto della gravità e
pericolosità della sua proposta, per cui, evidentemente, era stato
autorizzato salvo contr’ordine. Tutti i tentativi processuali e
parlamentari messi in atto quotidianamente per salvare Berlusconi, i
sodali e le decine di parlamentari inquisiti che si fregiano del titolo
di onorevoli, dimostrano che:
l’attuale maggioranza non si cura minimamente della
giustizia dei cittadini. La lunghezza dei processi (penali, civili e tributari)
e l’aleatorietà delle pene, non la scompone né la turba. Eppure, i dati
che faremmo conoscere in un prossimo articolo, sono davvero
raccapriccianti e indegni di un paese civile e democratico;
l’unico problema dei parlamentari della maggioranza è trovare
il modo più indolore per garantire l’impunità ai capi che li hanno
portati in Parlamento;
gli inquisiti, a cominciare da Berlusconi, temono la
giustizia della Repubblica ogni volta che cerca di onorare la
Costituzione e di rispettare le leggi, perciò fanno di tutto per
evitarla. L’impunità è condizione prioritaria rispetto a tutti i rischi e
le conseguenze che possono determinarsi, comprese le figuracce
internazionali, la certezza di sanzioni della Corte Costituzionale, la
consapevolezza di produrre di fatto un’amnistia per reati comuni che
vanno dalla corruzione all’associazione mafiosa. La controprova è
costituita dalle altre proposte di legge presentate e in discussione,
alcune delle quali come quella del deputato Zanetton che cancella
intercettazioni e tabulati telefonici punta a salvare Previti e altre,
come quelle di Cirami, Pittelli e Anedda che aggirano l’ostacolo e
puntano all’impunità attraverso la ricusazione facile del giudice
naturale, la rimessione dei processi di Milano per «legittimo sospetto» e
la prescrizione finale. Di fronte a comportamenti siffatti e a proposte
che fanno impallidire quelle già approvate come le leggi sulle rogatorie
e sul falso in bilancio, la risposta non può che essere una:
ostruzionismo parlamentare e pacifica rivolta civile.
Unità 18 luglio 2002
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