<%@LANGUAGE="VBSCRIPT" CODEPAGE="1252"%> Berlusconi , rapporto con i giudici
 
 
Registrazione Tribunale di Firenze Nr.5375
Per commentare questo articolo clicca
e metti il titolo e l'autore in oggetto.

 

10 dicembre 2001
Silvio lo capisco
di Elio Veltri

In politica, è necessario cercare sempre di capire le ragioni degli altri, anche se si tratta di avversari che non si stimano. E io Silvio lo capisco. Ha parlato chiaro. Se mai sono quelli che lo combattono o, fanno finta di farlo, che da anni non sono chiari, al punto che hanno spiegato, a destra e a manca, che con Silvio si potessero intrattenere normali rapporti politici, cosi' come con Chirac o con Aznar.Silvio è stato chiaro e l'ha spiegato anche ai suoi che fanno le anime candide:" Non possiamo permettere che arrivi qui in Italia un qualsiasi procuratore bulgaro e ci arresti!".

Naturalmente " bulgaro" sta per Garzon, De Maillard, Ruimbeke o qualche altro. Silvio è terrorizzato.

Per anni ha temuto che il Pool di Milano lo mettesse in galera. E Fedele, che lo conosce bene e gli è davvero amico, l'ha detto a Repubblica che loro sono " scesi" in politica per salvare gli affari e salvarsi dalla galera.

Allora, perché tanta ipocrisia? Silvio vive momenti angosciosi perché deve decidere se decidere da capo del governo o da imputato di corruzione della magistratura romana. E vi pare poco?

Chi di noi non sarebbe angosciato? Come capo del governo può solo aggiungere un'altra figuraccia( e lui lo sa bene) a quelle che lui e i suoi amici collezionano settimana dopo settimana e la cosa finisce li'. E' vero che l'Italia ha tutto da rimetterci, ma poi le cose passano e la gente dimentica, cosi' pensa Silvio.

Come imputato rischia di scavarsi la fossa con le sue mani. Ma ve la immaginate la scena se un PM "bulgaro" gli spicca un mandato di cattura per corruzione in base a un accordo che Silvio stesso ha firmato? Tutti i suoi amici e sostenitori gli direbbero:" Bravo grullo. Ti sei scavata la fossa con le tue mani e l'hai scavata anche a noi: ministri e sottosegretari solo per merito tuo, grand commis dello Stato, uomini di affari ecc".

Perciò Silvio lo capisco. Si fa presto a dire firma quando la pelle è degli altri! Fanno presto i Fassino e i Rutelli e anche gli Shroeder e i Chirac. Io vorrei proprio vedere Shroeder, che sembra il più intransigente, nei panni di Silvio. Facile fare i moralisti e i duri quando non si rischia niente.

Allora bisognava pensarci prima. Perché quando si è capo di un governo, come il nostro, ci si difende come si può. Ma vi pare che si possano fare le prediche ed esortare Silvio a tenere conto dell'interesse del paese? Proprio Lui che ha avuto rapporti con Totò Riina, com'è scritto nella sentenza della Corte di appello di Caltanisetta, depositata a Giugno, e della quale nessuno vuole parlare?

Per convincere i nostri partners europei sulle difficoltà oggettive di Silvio sarebbe sufficiente inviargli quella sentenza e i libri che sono stati scritti su di lui. Se il problema fosse stato posto prima, forse Silvio avrebbe anche capito. Le manette d'altronde le avevano provate anche altri imprenditori.

Ma dopo tanti sacrifici, tante fatiche e tantissimi soldi spesi. Dopo essere ritornato a Palazzo Chigi, come gli si può chiedere di firmare la sua condanna a morte! Ecco perché Silvio preferisce le riunioni con gli avvocati e con l'Avvocato alle riunioni con i colleghi che lui difende sempre e che l'hanno lasciato solo. Bella solidarietà!

A proposito: l'Avvocato cosa gli consiglia di fare? Una via per uscirne c'è. Puntare alla prescrizione facendo partire il mandato di cattura dal 2007. Però faccia bene i conti e in questo solo l'Avvocato può consigliarlo tenendo conto che nel frattempo un magistrato bulgaro può sempre aprire un'altra inchiesta. La soluzione migliore è tenere duro. L'Europa può aspettare.

Tanto, come dice quel genio dell'ingegnere ministro della giustizia, anche gli inglesi non sono entrati nell'Euro e non è stata certo una catastrofe. Pertanto, se l'Italia non entra nello spazio giudiziario europeo, non sarà una tragedia. Per certi versi avremmo anche da guadagnare( non vorrei che Silvio ci avesse già pensato!) perché l'Italia diventerebbe un bel paradiso fiscale, pronto ad accogliere tutti i criminali con i loro soldi, perseguitati dai magistrati comunisti.
La comprensione per Silvio e i suoi amici però non può essere estesa a chi non è imputato e per di più ha responsabilità nel centro sinistra.

Sull'Unità dell'8 Dicembre Franco De Benedetti spiega che insistere su "Conflitto di interesse, movimentismo e giustizialismo" è un'idea azzeccata dal punto di vista editoriale, ma assolutamente dannosa dal punto di vista politico, avendo favorito la vittoria di Berlusconi, al punto che" ormai in molti si chiedono, tra i DS, se per la sinistra l' Unità non rappresenti, tra i tanti, un problema politico in più".

Viva la chiarezza. La risposta naturalmente spetta al direttore del giornale. Ma ciascuno di noi che collabora ha il dovere di riportare il confronto sui fatti e sui numeri contando sulla onestà intellettuale degli interlocutori. Se le cose fossero andate come sostiene De Benedetti, Berlusconi avrebbe ragioni da vendere, anche nel proclamarsi perseguitato politico. Ma i fatti e i numeri dicono che le cose stanno diversamente.

Consiglio chiunque voglia approfondire di procurarsi i dati delle poche procure che hanno fatto le inchieste sulle varie tangentopoli negli anni 90, riguardanti in particolare i reati di corruzione, estorsione, falso in bilancio. Procuratori di sinistra non ce n'erano.

La maggior parte era di destra o moderati. Lo stesso discorso vale per i sostituti, raramente iscritti a magistratura democratica e quasi sempre appartenenti alle associazioni moderate. Nessuno di loro, escluso Di Pietro, ha optato per la politica e molti di loro continuano a fare le stesse cose, sepolti da montagne di carte.

Il gruppo parlamentare che conta il maggior numero di magistrati, e cosi' era anche nella precedente legislatura è FI. Assicuro De Benedetti che la corruzione c'era davvero e non è stata inventata da un gruppo di PM assatanati che volevano impadronirsi del potere.

A suo tempo, l'ha spiegato bene il Governatore della Banca d'Italia Fazio, il quale ha dichiarato che la corruzione aveva devastato la finanza pubblica, contribuito ad accumulare il debito pubblico e "aveva costituito una tassa impropria che avevano pagato tutti i cittadini".

Quanto alla " demonizzazione" di Berlusconi, che sarebbe responsabile della sconfitta del centro sinistra, mi dispiace, ma i dati dei sondaggi riservati del Cavaliere e gli studi della Facoltà di Scienze politica dell'università di Torino dicono l'esatto contrario. Chi la pensa diversamente si informi e poi dati alla mano ne parliamo.

L'unica cosa certa è che senza la " demonizzazione" della quale pochi si sono dovuta assumere la responsabilità, oggi in Parlamento molti di quelli che la pensano come il senatore De Benedetti, non ci sarebbero perché Berlusconi avrebbe preso due terzi dei seggi.

La verità è che è stato commesso un errore imperdonabile nel pensare che Berlusconi potesse essere un normale interlocutore politico non facendosi nemmeno sfiorare dall'idea che il Cavaliere per la condizione di imputato avrebbe adottato, com'è poi avvenuto, la linea: ogni reato da cancellare una legge da approvare

 

 

HOME PAGE
 
Redazione
 
Contatti
 
Archivio
 
Documenti
 
Editoriali
 
Speciali
 
Lettere
 
Link
 
Video

 

Rubriche:
 
Bazzecole
di E.Veltri
 
Calabria...
di G.Bonofiglio
 
Stampa
Internazionale
Trad. di B.Tolomei
 
A titolo Personale
di R.Anguillesi

 

Iscriviti alla NewsLetter

Scrivi l'indirizzo nella casella e invia . Riceverai una mail per la conferma.

 

b