Democrazia e Legalità

Torna alla home                                                                                                                                            

Centrodestra in affanno, ma l’opposizione non cresce

La soluzione? Un grande Ulivo dei partiti e dei movimenti

di Elio Veltri

Chi l’avrebbe mai detto! Con una montagna di email e di telefonate, gli italiani che vedono Domenica In, si sono sfogati, hanno risposto all’appello di Bonolis e hanno gridato il loro Basta!!!! a Berlusconi. Quattro basta!!!! su dieci, al Cavaliere e alle “ riforme” del governo:” basta a Berlusconi e ai politici che dicono e non fanno”,  “a quelli per cui conta solo il denaro”,  “alla malasanità e all’ aumento dei prezzi”.Nel gioco di Domenica In non c’è nulla di scientifico, si sono affrettati a far sapere Bonolis, gli autori, i dirigenti della RAI e hanno annunciato una inchiesta contro i soliti Hacker. Certo la valanga di basta!!! è solo un indizio della caduta di popolarità del governo e del Cavaliere e non ha base scientifica. Ma quando gli indizi si sommano diventano prove.

 

Per esempio, nel sondaggio di Manneheimer pubblicato dal Corriere ( 6 Ottobre) il capo del governo figura all’ultimo posto nella classifica del gradimento. Prima di lui: Casini e Fini, ma anche Prodi, Fassino e Rutelli, infamati dalla banda di mestatori, riciclatori e trafficanti che, con Igor Marini, hanno trovato udienza nella commissione Telekom- Serbia. Anche questo è un indizio, anzi un doppio indizio. E poi, lo stesso sondaggio ci dice che il 43% degli italiani ha fiducia nella magistratura e che i giudici si collocano al quarto posto dopo il Presidente della repubblica, i carabinieri e la chiesa cattolica. L’odiata magistratura, controllata dai magistrati “ malati di mente” riscuote più consensi del governo e stacca il capo del governo di 20 punti. Senza il Milan, per Berlusconi, la prima domenica di Ottobre, sarebbe stata davvero triste. D’altronde che le cose non vadano bene per il governo è dimostrato dallo Show di Forza Italia e dall’annuncio del Cavaliere di avviare una campagna di spot per informare gli italiani, i quali, a suo dire, si comportano cosi perché tanto disinformati da pensare che il Black out è stato solo un sogno e i rincari di tutti i generi di prima necessità fantasie dell’opposizione.

 

Molto interessante e con solide basi scientifiche è lo studio che un gruppo di ricercatori dell’istituto di Scienze sociali dell’Università di Torino, diretti dal prof Luca Ricolfi, ha pubblicato su internet e che è stato ripreso da alcuni giornali. Si tratta di un monitoraggio del “ clima politico-elettorale” dopo la vittoria di Berlusconi, eseguito a un anno e mezzo dal voto( ottobre- novembre 2002) e dopo 2 anni circa (gennaio- febbraio 2003). La luna di miele termina dopo un anno di governo e da quel momento la fedeltà degli elettori di centro destra diminuisce sempre più. Una rilevazione condotta con 10.000 telefonate e 1900 questionari inviati per posta, mette in evidenza una infedeltà molto alta degli elettori di centro destra, rispetto a quelli di centro sinistra, per il voto di coalizione, con un differenziale del 15%. Mentre nel voto di partito il centrodestra recupera 10 punti. I dati confermano una tendenza costante: l’Ulivo attrae molto più dei partiti dell’Ulivo e fa la differenza perchè la coalizione è il valore aggiunto. Per il centro destra avviene esattamente il contrario. I dati rilevati nel gennaio del 2003 confermano la situazione precedente per quanto riguarda il voto di coalizione, mentre il voto ai singoli partiti segna una caduta verticale di FI. Complessivamente i partiti di centro sinistra e Rifondazione, che alle politiche del 2001 avevano ottenuto il 33,2%, ottengono nel voto virtuale dello studio il 36,1%, mentre il centro destra passa dal 39 al 36,6%. Concludendo, le valutazioni politiche che si possono fare sono le seguenti:

 

1) Tutti gli studi e i sondaggi danno il centro destra in calo per la disaffezione di una parte del suo elettorato. Ma gli elettori che “ tradiscono” il centro destra non passano al centro sinistra, se non in minima parte;

 

2) Il miglioramento dei dati del centro sinistra è dovuto alla diminuzione degli astenuti attratti dalle manifestazioni sindacali e della società civile e dall’attività delle associazioni e dei movimenti;

 

3) L’Ulivo è una garanzia e la domanda di coalizione è molto superiore alla domanda di Partito.

 

A questo punto risulta davvero incomprensibile l’avere stoppato l’iniziativa, riproposta con particolare vigore anche nell’assemblea di Aprile da Achille Occhetto a da altri, della Costituente dell’Ulivo, della quale la lista Unica proposta da Prodi, avrebbe costituito la naturale e logica conseguenza. Come i dati dimostrano, solo un grande Ulivo dei partiti e dei movimenti, che non può essere né una semplice alleanza elettorale né un superpartito, può assemblare tutto il popolo di centro sinistra ed esercitare una potente attrazione, moltiplicatrice di consensi. Invece, l’Ulivo a tre e un prematuro partito riformista, con il carico di scontri e di polemiche che si portano dietro, rischiano di produrre lacerazioni proprio nel momento in cui Berlusconi è più debole.

 

 

a cura dello staff tecnico democrazialegalita.it