Ritengo doveroso, come direttore di Democrazia e Legalità, intervenire nella discussione sul caso Forleo. Oliviero Beha ha raccontato quanto in più occasioni a lui e anche a me aveva detto il dr Imposimato, circa le pressioni che erano state fatte sul Quirinale e sul Procuratore Generale della Cassazione per aprire un provvedimento disciplinare sul giudice Forleo. Le informazioni di Imposimato, per quanto mi riguarda, risalgono al mese di Luglio e sono state precedute da quelle fatte a Oliviero Beha.
Dal momento che la dottoressa Vacca, membro laico del CSM, aveva utilizzato la deposizione di Imposimato davanti ai magistrati di Brescia e la sua smentita per chiedere il trasferimento del giudice Forleo e il divieto per il futuro a svolgere la funzione di giudice monocratico, Beha ha compiuto il suo dovere elementare di cittadino e, come avevo già fatto io, ha dichiarato di testimoniare, se chiamato, davanti ai magistrati di Brescia. Le dichiarazioni di Oliviero, che Repubblica aveva anticipato per quanto mi riguardava, e che confermo, sono state riprese da tutti i giornali più autorevoli, da molti siti, a partire a Dagospia, e smentite dal Quirinale in tempo reale, a conferma che di una notizia si trattava e che era di quelle scottanti.
Di qui la necessità di fare chiarezza. Il Corriere della Sera di Oggi( 8 Dicembre) ricostruisce le vicende degli altri due “capi di imputazione” che il Procuratore Generale della Cassazione imputa alla Forleo. La lettura fa venire i brividi e alimenta i sospetti riguardo a un’azione premeditata e pilotata per disinnescare la mina Forleo.
Lo stesso quotidiano, in un corsivo di Luciano Ferraro scrive:” un pm che indaga sul premier e sul ministro della giustizia. Un giudice che vaglia gli atti dei pm sulle scalate bancarie e chiede di usare le telefonate del ministro degli esteri e dell’ex segretario dei ds. Il tempo dirà se hanno violato le norme e se è giusto il procedimento disciplinare. Per ora l’unica certezza è statistica: 2 magistrati su 2 che si occupano di importanti esponenti del centro sinistra sono finiti sotto tiro di Cassazione e di CSM. Una percentuale del cento per cento”. Aggiungo che per quanto ne so, le risposte alle richieste di utilizzare le intercettazioni Unipol andranno alle calende greche, dal momento che per D’Alema è stata inviata al Parlamento Europeo e non era necessario e per quanto riguarda Latorre il Senato non ha deciso. Questi i fatti. Le simpatie e le antipatie per Clementina Forleo non contano. Il resto è pettegolezzo.
Intervengo per difendere la libertà di opinione e le battaglie civili che Democrazia e Legalità ha condotto, spesso in solitudine e contro corrente, per merito di Roberta Anguillesi, di Marco Ottanelli e di tutti gli altri amici della redazione e ritengo doveroso pubblicare le dichiarazioni di Oliviero Beha, la replica del Quirinale, l’articolo firmato Carlo Vulpio sul Corriere e far sapere ai lettori e ai visitatori del sito che ho già comunicato all’avvocato Bongiorno, difensore di Clementina Forleo, che se i magistrati lo riterranno utile all’accertamento della verità, sarò disponibile a testimoniare a Brescia. |