Chi e' online

Abbiamo 135 visitatori e nessun utente online

Blog

  • Dei problemi dei popoli devono occuparsene esclusivamente gli stati. 

    Non ho niente contro Medici senza frontiere. Ma non ho niente neanche a favore. Sono una multinazionale privata e a me non piacciono le multinazionali (sono contro la globalizzazione) e non mi piacciono le grandi imprese private (sono un socialista). Per motivi analoghi da giovane guardavo con sospetto alla Caritas e all'Opus Dei, per non parlare dell'Esercito della salvezza; e non ho cambiato idea. Resto convinto che dei problemi dei popoli debbano occuparsi esclusivamente gli Stati e che la carità, se non in momenti di assoluta emergenza, sia solo un espediente per prevenire rivolte o lotte sociali che porterebbero a più profonde riforme e che potrebbero porre un freno all'oscena ineguaglianza economica e al culto del successo e dei consumi che stanno strangolando il pianeta.

    Commenta per primo! Leggi tutto...
  • I cittadini non vogliono l'immigrazione

    Chissà come mai alla sinistra italiana, ormai in caduta libera e prossima all'irrilevanza, non viene mai il sospetto che la ragione per cui tutti i partiti di massa stanno cercando, proprio tutti, di fermare, almeno a parole, l'immigrazione illegale e incontrollata, non dipenda dalla loro malvagità o, peggio, fascistizzazione bensì dal semplice fatto che tanti cittadini non la vogliono. Che la gente ordinaria, a ragione o a torto, è spaventata dall'irruzione di centinaia di migliaia di miserabili che neppure hanno la possibilità, la capacità o l'intenzione di integrarsi; e soprattutto non accetta l'idea che possa continuare indefinitamente. Anche Trump, per provare a risollevarsi dopo le recenti sconfitte provocate dalla sua stupidità, sta giocando la carta del blocco dell'immigrazione: e stiamo parlando dell'immigrazione legale in un paese molto meno popolato del nostro e con un'economia decisamente più forte. Populismo? Certo, ma dietro ogni populismo c'è un popolo e se la destra può limitarsi a manipolarlo la sinistra deve anche capirlo.

    Commenta per primo! Leggi tutto...
  • Ogni Epoca ha il suo fascismo: il nostro è in camicia bianca

    Niente ritorna dopo quasi un secolo, a maggior ragione dopo un secolo di profonde trasformazioni. Meglio rassegnarsi: purtroppo il fascismo, quello che era stato annientato e che se tornasse sarebbe di nuovo sconfitto, non tornerà. La camicia nera e il saluto romano oggi servono solo a intrattenere e in particolare a distrarre l'attenzione di una sinistra disorganizzata e per questo nostalgica, che nasconde la propria passività nei confronti del più brutale e arrogante neocapitalismo sotto un antifascismo formale, d'altri tempi, decontestualizzato e pertanto astratto, la via italiana alla correttezza politica.

    Commenta per primo! Leggi tutto...
  • Senza lucidità, razionalità, rigore non c'é sinistra

    Non sono un leghista e detesto Renzi fin da prima che diventasse potente; ma proprio non vedo cosa ci sia di sbagliato nel proporre che i popoli vengano aiutati nei loro paesi invece che incoraggiati a emigrare in occidente. Naturalmente si può mettere in dubbio la sincerità di Salvini e del Pd o discutere delle modalità di assistenza; si deve, anzi, denunciarne l'insufficienza e chiedere che siano accompagnate da drastiche limitazioni delle ingerenze militari, commerciali e culturali (turismo incluso) in altre regioni del mondo, in altre parole la fine della globalizzazione. Ma in sé l'idea di permettere ai popoli di crescere e svilupparsi (o non crescere e non svilupparsi) in autonomia, a modo loro, è giusta. Il motivo per cui non piace a media e intellettuali è che è contraria agli interessi delle multinazionali che li pagano e che alimentano il consumismo estremo di cui ormai molti non sanno fare a meno.

    Commenta per primo! Leggi tutto...
  • Una minoranza al governo

    Due interventi sulla futura legge elettorale per dimostrare che il Pd è più liberista di Berlusconi.
    Berlusconi: "Il nuovo sistema deve portare a una maggioranza che rappresenti effettivamente la maggioranza degli elettori mentre il sistema maggioritario come è stato concepito porta alla possibilità che una minoranza possa governare contro la maggioranza degli elettori. Il che mi sembra non sia democrazia". Dunque per Berlusconi la democrazia è il governo della maggioranza (il Fatto Quotidiano definisce questo "il suo chiodo fisso", non sapendo di fargli un complimento).
    Risponde Richetti (ex Margherita, renziano della prima ora): "L'importante è che l'impostazione conservi un impianto maggioritario e che garantisca governabilità come chiesto da Renzi. Nessun ritorno a logiche da 'proporzionale' e restituzione di un risultato chiaro rispetto alle scelte dei cittadini". Per Richetti e Renzi la democrazia è meno importante della governabilità e in nome dell'efficienza e del decisionismo una minoranza incapace di ottenere un ampio consenso deve lo stesso ottenere il controllo assoluto del paese.

    Commenta per primo! Leggi tutto...
  • Le cause del degrado in via d'importazione in Italia

    Il congresso repubblicano, sicuro dell'appoggio di Trump, ha appena cancellato una legge passata nel 2012 dopo che un ventenne squilibrato uccise venti bambini e altre sei persone in una scuola elementare. La legge si limitava a imporre controlli al momento della vendita delle armi in modo da non farle andare in mano a persone afflitte da gravi problemi psichiatrici. Ma alla lobby delle armi questo non andava bene e neppure alla destra liberista, che ai suoi sostenitori, lasciati alla mercè delle multinazionali e già privati di assistenza sociale e di solidarietà umana, deve almeno offrire il senso di potenza che danno le pistole e i fucili a ripetizione.
    Perché lo racconto? Non per farvi sentire molto migliori di questi americani (una minoranza ma decisa e organizzata): troppo facile. E neppure per mostrare dove ci sta facendo precipitare Trump: a voi che non vivete qui, giustamente, che ve ne frega? Lo racconto perché le cause di questo degrado sono due ed entrambe in via d'importazione in Italia, inizialmente da Berlusconi fra molte resistenze e adesso senza alcuna opposizione dal Pd renziano. Eccole:

    Commenta per primo! Leggi tutto...
  • Tertium non datur

    Come mai Renzi e la sua banda possono continuare a sentirsi i padroni non solo del Pd ma anche dell'Italia? Come mai, malgrado la pesante sconfitta, possono continuare a fare quello che vogliono? Per una sola ragione: che una significativa parte della sinistra, inclusa quella radicale, si è fatta convincere dagli stessi media di cui quotidianamente sperimenta e denuncia la parzialità, che un successo del M5S sarebbe un salto nel buio. Bevendosi ingenuamente, o più spesso in malafede, assurdi paralleli con il fascismo e con il nazismo o anche il trumpismo, tutti e tre fenomeni apertamente reazionari, nel senso che non nascondevano affatto i loro intenti, anzi li ostentavano perché era quello che la gente voleva sentire. Il M5S non ha nulla a che vedere con il fascismo, né a livello di pratiche politiche né di retorica – certamente meno del Pd, reduce dal fallito colpo di stato soft dell’Italicum e della riforma costituzionale e già pronto a riprovarci.

    Commenta per primo! Leggi tutto...
  • Font size:
  • Decrease
  • Reset
  • Increase
Mercoledì, 18 Maggio 2016 19:44

Operazione Matassa. Voti, prebende ed affari del partito unico messinese

di 
Vota questo articolo
(0 Voti)

Galoppini e procacciatori di consensi elettorali che militano nelle più agguerrite cosche mafiose della città o recuperati tra gli appartenenti più infedeli delle forze dell’ordine. Una folla di questuanti nelle segreterie e nei patronati del cavallo di razza, figlio e nipote di democristiani doc, sino a ieri leader maximo del partito assai poco democratico, oggi trasmigrato con cognati, vassalli e fedelissimi nell’immortale partito-azienda del cavaliere Berlusconi P2. Una manciata di voti in cambio di buoni spesa, qualche pacco di pasta, un permesso o una licenza, una modesta commessa da qualche ente pubblico; per pochi, sempre più pochi - i parenti stretti, la moglie, il figlio, l’amante e il venerabile “fratello” – la promessa di uno straccio di lavoro, precario, in nero, supersfruttato, dio voglia trimestrale, in un supermercato, una cooperativa di servizi, una casa per anziani. Un quadro desolante, fatto di miserie economiche, sociali e umane, dove ogni competizione elettorale si conclude con cene e schiticchiate premio, dove a sgomitare al tavolo-buffet ci trovi il pluripregiudicato o l’estortore, il medico o il  professionista gettonato, l’ufficiale dell’esercito, il sottufficiale dell’Arma e qualche agente della polizia di Stato.

Il consigliere di Franzantonio & soci

L’ordinanza di custodia cautelare emessa dall’Ufficio dei giudici per le indagini preliminari del Tribunale di Messina che ha condotto in carcere una trentina di presunti affiliati alle organizzazioni criminali radicate nella zona centro-sud della città dello Stretto (Operazione Matassa) riserva più di una sorpresa su quelle che sono oggi le relazioni tra mafia e i settori che davvero contano nella politica messinese e siciliana. Tra gli arrestati, infatti, c’è l’ex capogruppo del Pd in consiglio comunale Paolo David, bancario, 1.519 preferenze personali alle ultime amministrative del 2013 (e un contributo per la campagna di 2.500 euro dalla società di navigazione Caronte&Tourist del Gruppo Franza-Matacena). David è in Forza Italia da qualche mese al seguito del padre-padrone Francantonio Genovese, deputato alla Camera (già Dc, Margherita e Pd), uno dei rarissimi parlamentari che ha conosciuto l’onta e il dolore della carcerazione preventiva, e del di lui cognato on. Franco Rinaldi, presidente dei questori dell’Assemblea Regionale Siciliana. L’accusa per David è associazione a delinquere allo scopo di “commettere una serie indeterminata di delitti di corruzione elettorale”. Congiuntamente ad un paio dei suoi più fidati supporter politici, “mediante un diffuso e capillare sistema clientelare”, il bancario-consigliere avrebbe “ostacolato  il libero esercizio del diritto di voto degli elettori”, procurando voti per sé e per Genovese e Rinaldi in occasione delle consultazioni elettorali per il rinnovo del consiglio regionale del 28-29 ottobre 2012, delle elezioni politiche del 24-25 febbraio 2013 e delle amministrative di Messina del 9-10 giugno 2013, in cambio di utilità di varia natura: somme di denaro, generi alimentari, assunzioni presso strutture sanitarie, agevolazioni per il disbrigo di pratiche burocratiche ed altro.

 

A Paolo David, in particolare, gli inquirenti contestano di avere assunto il ruolo di “promotore ed organizzatore” di quello che definiscono un vero e proprio “sistema”. Un sistema per arraffare ovunque voti e consensi a favore dei politici-guida del Partito democratico (allora), i quali, a loro volta, “si sono spesi per accreditare il procacciatore di voti David presso politici e funzionari regionali”.

“Il consigliere comunale eletto nelle liste del Pd e facente parte della segreteria politica del deputato regionale Rinaldi e del deputato nazionale Genovese, soggetti politici direttamente interessati al buon esito delle consultazioni elettorali, si è posto quale collettore di voti ed a tal fine si è avvalso della stabile collaborazione di una serie di personaggi che si sono messi a disposizione ed in favore dei quali si è speso, anche grazie ai rapporti, alle conoscenze di cui vanta, al fine di garantire contropartite immediate e dirette”, scrive il Gip del Tribunale di Messina. “Paolo David, intento ad una spasmodica quanto patologica attività di procacciamento del consenso elettorale, non ha esitato a manifestare assoluta disponibilità a soddisfare le più svariate richieste di intervento, segnalazione, raccomandazione formulategli da cittadini/elettori nella misura in cui costoro si dimostrassero sensibili alle sue richieste”. Un’influenza politica, parentale e amicale esercitata negli ambiti più vari, l’INPS, l’INAIL, le forze armate, il  Consorzio Autostrade Siciliane, ma, soprattutto, nel settore della sanità pubblica e privata.

“Ciò che è certo – proseguono gli inquirenti - è che David, che dalle indagini emerge come figura verticistica dell’associazione delineata, si è mosso freneticamente alla ricerca di consenso elettorale dapprima in favore dei suoi referenti politici, ma anche in vista delle elezioni comunali che lo vedevano candidato e, dunque, per un interesse personale per il raggiungimento del quale non ha esitato ad invocare l’autorevole intervento dei due predetti onorevoli. E ciò ha fatto non disdegnando l’apporto di personaggi vicini alla criminalità organizzata messinese”.

Un cavallo di razza deve avere i fantini buoni

Tra i soggetti accusati di aver fatto da trait d’union tra il politico e gli elettori compaiono innanzitutto Angelo Pernicone e il figlio Giuseppe Pernicone, piccoli imprenditori attivi nel settore della fornitura di servizi, giardinaggio, vigilanza, ecc,. tramite il Consorzio Sociale Siciliano, la società Ser.Ge. Servizi Generali s.r.l. e la Cooperativa sociale “Angel”, in seno alle quali – secondo i magistrati – opererebbe un vero e proprio “meccanismo di mutuo soccorso e collaborazione tra i vari gruppi criminali”. Già ritenuti gravemente indiziati di far parte dell’organizzazione radicata nel rione di Santa Lucia sopra Contesse, Angelo e Giuseppe Pernicone avrebbero ricoperto il “ruolo di procacciatori di voti e di elementi di collegamento tra i soggetti politici e gli ambienti della criminalità organizzata messinese facente capo al clan Ventura e al clan Spartà”. In cambio richiedevano l’affidamento di lavori da parte del Comune di Messina o altri enti pubblici “garantendo come conseguenza, anche l’assunzione per sodali ed amici”.

Dalle indagini è risultato che Angelo Perticone è stato uno dei più attivi collaboratori di Paolo David, tanto nella fase di ricerca del consenso quanto in quello della distribuzione di benefit agli elettori. “Si è in proposito speso per organizzare riunioni elettorali”, annotano gli inquirenti. In particolare, durante le consultazioni regionali del 2012, alle quali era candidato per il Pd l’on. Franco Rinaldi, Angelo Pernicone si occupava a fianco di Paolo David di organizzare vari appuntamenti tra i sostenitori, compresi una cena presso un noto ritrovo della zona sud della città e un meeting presso il giardino del Santuario di Montalto, nonché, il 18 ottobre, il comizio in Piazza Duomo dell’on. Rosario Crocetta, candidato alla presidenza della Regione. “Angioletto – lo sollecitava telefonicamente David - mi diceva Francantonio (Genovese nda), domani sera alle otto e mezza al Duomo perché c’è Crocetta che ti vuole parlare”. A curare il servizio d’ordine dell’evento clou, c’era allora il figlio Giuseppe. Alla vigilia delle amministrative del 2013, sempre Giuseppe Perticone s’incaricava di organizzare un incontro a Contesse tra il candidato Paolo David e i tifosi ultrà Teste Fracide del Messina Calcio. “Compare, pure domani pomeriggio alle cinque ci possiamo vedere, per me, io sono a tua disposizione”, commentava David. “Peppuccio, ricordati quello che dice tuo fratello, punti sempre sui cavalli giusti. Noi siamo i cavalli giusti e devono avere i fantini buoni…”.

Per la distribuzione di buste con pasta e altri generi alimentari, Pernicone si avvaleva della collaborazione di Adelfio Perticari e Baldassarre Giunti, “soggetti stabilmente inseriti negli ambienti della criminalità organizzata cittadina”. Giunti, in particolare, annovera numerosi precedenti penali (rapina, ricettazione, ecc.). Tratto in arresto una prima volta nel marzo 2008 con l’accusa di estorsione ed usura, Baldassarre Giunti fu nuovamente arrestato alla vigilia del Natale 2009 per una rapina ai danni di un supermercato di Scala Torregrotta. “Va detto che, per quanto David si avvalga ai fini della compravendita di voti della collaborazione di Giunti e di soggetti legati alla criminalità e comunque pregiudicati, tenta di evitare che costoro si avvicinino alla segreteria politica degli onorevoli Genovese e Rinaldi”, annotano gli inquirenti. “Certo è che Giunti ha continuato a partecipare all’organizzazione di cene elettorali e comizi, ad accompagnare David nei suoi spostamenti, provvedere all’attività di tesseramento, ma soprattutto ha continuato a raccogliere consensi con il metodo consueto. Costui, infatti, grazie alle informazioni ricevute da alcuni patronati, circa lo stato di indigenza di alcune famiglie, ha distribuito generi alimentari in cambio della promessa di voti”.

Il “sistema” David-Rinaldi-Genovese poteva contare però anche in una sponda elettorale molto più presentabile, tra tanti esponenti del variegato mondo della borghesia professionale (e parassitaria) della città dello Stretto. L’operazione Matassa ha accertato che i titolari o gestori di alcune strutture sanitarie garantivano assunzioni ai soggetti che promettevano il loro sostegno ai candidati del Pd. Tra essi, ad esempio, Giuseppe Picarella, amministratore unico della casa di riposo per anziani Villa Aurora s.r.l. e la figlia Cristina, socia della Med.Ea. s.r.l., insieme a Giovanni, Duilio e Concetta Trimarchi. “Giuseppe Picarella, oltre che mettere a disposizione voti ottenuti anche dietro la minaccia del licenziamento dei propri dipendenti, ha garantito, attraverso le strutture dallo stesso gestite, assunzioni in favore di parenti ed amici degli elettori compiacenti. E ciò ha fatto, all’evidente fine di spendere i favori resi, con richieste di intervento presso politici e funzionari regionali addetti al controllo di strutture sanitarie e simili”.

Nei secoli fedeli…

In quello che gli inquirenti stigmatizzano come lo “spasmodico mercimonio a fini elettorali svolto in maniera capillare e trasversale”, la compagine filo-Pd/Genovese non si accontentava di elargire di favori e prebende borghesi, gente comune o al limite dell’indigenza e qualche soggetto prossimo alla criminalità organizzata. Tra i supporter-beneficiari c’erano infatti anche alcuni appartenenti alle forze dell’ordine, come ad esempio gli agenti della Polizia di Stato in servizio a Messina, Stefano Genovese e Michelangelo La Malfa. “Numerosi sono i contatti registrati tra questi due ed il David”, scrivono gli inquirenti. “Per un verso Genovese e La Malfa tendono ad assicurarsi l’assunzione di familiari, affini ed amici oltre che vantaggi della più svariata natura; il candidato, per parte sua, si assicura un rilevantissimo pacchetto di voti (…) Emblematica è ad esempio la conversazione tra David e Genovese del 22 novembre 2012, allorquando il poliziotto riferiva di avere raccolto 180-200 moduli per le primarie e di averle consegnate ad un ex consigliere di quartiere, Giuseppe Fraschilla”.

Nel maggio 2013, per ottenere a proprio vantaggio e di quello di un’altra candidata Pd alle elezioni comunali il sostegno del Comandante della Stazione dei Carabinieri del rione Giostra,Lorenzo Papale, Paolo David arrivava ad offrirgli l’assunzione di un proprio familiare presso una struttura sanitaria amica. Il 10 maggio, gli inquirenti intercettarono telefonicamente David. Dopo aver fissato un appuntamento con il Papale, David chiamò il direttore sanitario della Brigata Motorizzata “Aosta” dell’Esercito italiano, il tenente colonnello Alfonso Zizza per riferirgli del suo interessamento volto a fare ottenere un posto di lavoro alla consuocera del maresciallo dell’Arma dei Carabinieri. Il tenente colonnello medico, già membro dell’Osservatorio della salute istituito nel marzo del 2007 dalla Giunta comunale di Messina con nomina dell’allora sindaco Francantonio Genovese, secondo gli inquirenti “era evidentemente a conoscenza del meccanismo di compravendita dei voti usato dall’amico, gli suggeriva di attendere i risultati elettorali per verificare l’effettività dell’impegno prima di favorire Papale”. “A te ti conveniva aspettare dopo le votazioni, Paolo, minchia ti bagni prima!”, fu il commento di Zizza. “No Alfonso, non è così il gioco”, replicò David. “Ora si deve mettere a pecorina e si deve mettere a correre di più, compare, gli scade il contratto ora per tre mesi, gli faccio fare tre mesi, sei mesi, capisci?”. Senza troppi giri di parole, David spiega cioè che nell’Italia della precarietà e delle assunzioni per tempi ancora più limitati, gli elettori-beneficiari devono impegnarsi ancora di più nel procacciare voti e consensi se vogliono garantirsi l’estensione dei mini-contratti di lavoro.

Chiusa la conversazione con l’ufficiale delle forze armate, l’esponente (ex) Pd contattò Cristina Picarella per caldeggiare l’assunzione della consuocera del comandante della stazione CC di Giostra. “Per farti capire quanto mi sta a cuore, è la parente del maresciallo Papale”, esordì David. “Una persona non solo che mi sta aiutando, ma è un amico mio, di Alfonso Zizza, dunque ecco perché ti dico occhio nel senso di trattarla bene e di vedere tu come sistemarla”. Nello stesso giorno, gli inquirenti intercettano una chiamata a quattro voci, tra il David, Papale, un’altra candidata nelle liste del Pd-Genovese, Gabriella Gatto e il marito di costei Cosimo Raffone, ginecologo presso il presidio sanitario “Piemonte”. “Siccome avevo parlato con Paolo e mi aveva detto che c’è questo binomio, io sono a disposizione”, disse il maresciallo Papale al dottor Raffone. “Non ce ne stanno problemi: quelli che garantiamo a lui, li garantiamo anche a sua moglie…”.

Paolo e i suoi fratelli

Al telefono, Paolo David si rivolgeva al tenente colonnello Alfonso Zizza chiamandolo “fratello” e con lui faceva riferimento ad una “riunione con i venerabili”. Nulla di nuovo in fondo, sotto il sole. Nella città dello Stretto, il rapporto tra forze armate, politica e massoneria è antichissimo e consolidato. Paolo David, del resto, non ha mai nascosto la sua affiliazione pluridecennale al Grande Oriente d’Italia, ma sino ad oggi non era nota la possibile appartenenza ai frammassoni dell’alto ufficiale in forza alla blasonata Brigata “Aosta”. David e Zizza, in verità, sono attivi frequentatori dei club service, vera e propria anticamera delle più coperte logge del grande Architetto dell’Universo. Il 3 marzo 2006, ad esempio, nel Salone delle bandiere del Comune di Messina, il Kiwanis Club Messina Nuovo Ionio organizzò l’evento “La Sanità Militare nelle operazioni di Peace Keeping”, in collaborazione con il servizio sanitario dell’“Aosta”. A introdurre i lavori c’era allora il consigliere-bancario David, in qualità di presidente Kiwanis, mentre a relazionare sul ruolo umanitario delle forze armate nelle guerre del XXI secolo fu chiamato proprio il “fratello” Zizza. Ospiti d’onore al convegno, il sindaco Genovese, il generale Vincenzo Santo, Comandante della Brigata “Aosta” e il Kiar distrettuale per il Sud Italia del club service, l’ingegnere Salvatore Sciacca, tra i più attivi progettisti di opere pubbliche ed edilizia privata del messinese. “Il tenente colonnello dott. Alfonso Zizza ha illustrato le varie fasi delle missioni a partire dal 1992 ai nostri giorni nei vari paesi quali la Bosnia, il Kossovo, fino ad arrivare alla guerra in Iraq”, documenta l’archivio del Kiwanis Club. Un anno fa è stato il nuovo presidente Kiwanis, l’avvocato Giuseppe Gullotta, a recarsi in visita alla sede di rappresentanza del Comando della brigata motorizzata (palazzo Sant’Elia) per far dono di 40 coperte da distribuire in Afghanistan ai bambini dell’orfanotrofio di Herat. La consegna avvenne allora nelle mani del colonnello Corrado Benzi, Comandante del distaccamento dell’esercito e delmedical advisor della Brigata, Zizza.

Nei primi anni ’90, il nome di Paolo David comparve tra gli iscritti alla loggia massonica “Giuseppe Minolfi” del Grande Oriente in cui figuravano ufficiali delle forze armate e dell’Arma dei carabinieri, un vicequestore di Pubblica sicurezza e perfino tre membri dell’organizzazione (para)militare Gladio, tra cui il reclutatore per l’area di Sicilia e Calabria, Letterio Russo. Nonostante fosse a conoscenza dell’adesione del Russo alla massoneria, il colonnello Paolo Fornaro, in forza allora al Sismi (il servizio segreto militare) e fondatore del Centro Scorpione Gladio a Trapani, segnalò il suo nominativo al direttore della VII Divisione del Sismi per l’eventuale assegnazione all’Alto Commissario per la lotta alla mafia. “Fu lo stesso Russo a proporsi in tal senso, riguardo alla sua attività di ispettore assicurativo che svolgeva in prevalenza in Calabria, attività che costituiva un interessante veicolo di raccolta di informazioni”, spiegò il colonnello Fornaro agli inquirenti che indagavano sulla struttura segreta.

Alla loggia di David, militari e gladiatori erano affiliati al tempo pure i fratelli-avvocati Bonaventura e Salvatore Candido, nipoti dell’ex Magnifico Rettore dell’Università degli Studi di Messina Diego Cuzzocrea e dell’imprenditore-industriale Aldo Cuzzocrea, anch’essi massoni, poi transitati tutti insieme nella Gran Loggia Regolare d’Italia del venerabile Giuliano Di Bernardo. Nella “Giuseppe Minolfi” c’era pure un importante dirigente della Provincia di Messina, Francesco Pollicino. Tra le carte sequestrate ad Ezio Giunchiglia, un perito nucleare addetto al Camen (il Centro atomico militare), capogruppo toscano della loggia Propaganda 2 e braccio operativo del venerabile Licio Gelli, furono rinvenute le copie di una lettera indirizzata il 30 gennaio del 1979 proprio al dottor Pollicino. “Con riferimento al nostro incontro in Roma del 27 u.s. ti segnaliamo il vivo interesse per la promozione di attività turistiche prospettateci nell’isola di Vulcano (8 ettari sul mare e11 in collina) e a Capo Peloro Messina (16 ettari di contrada Tono)”. Anche tutto questo è la città verminaio di Messina.

Letto 1416 volte

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna