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Domenica, 01 Dicembre 2019 22:01

Né di destra né di sinistra

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Sono stato sempre convinto che chi sostiene di non essere né di destra né di sinistra alla fine è di destra o riesce ad avvantaggiare la destra o personaggi senza scrupoli disposti ad allearsi indifferentemente con la destra o con la sinistra. Quando si lanciano messaggi del tipo non sono né di destra né di sinistra si lancia un messaggio verso coloro che non hanno un’identità politica ben definita. Non hanno ideali e se eletti in Parlamento passano da un partito all’altro anche di schieramenti opposti pur di essere protagonisti a titolo personale. È successo con l’IDV nel 2001 che espressamente si dichiarava fuori dagli schieramenti tradizionali della desta e della sinistra eleggendo un solo senatore che dopo due anni passò con Forza Italia di Berlusconi nemico politico dichiarato da leader di IDV. Quel partito è scomparso dalla circolazione.

Domenica, 24 Novembre 2019 10:59

Il bambino e l'acqua sporca

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Trent'anni fa cadeva il muro di Berlino. Era stato eretto per marcare i confini fra il blocco di Stati formatosi attorno all'URSS, dopo la seconda guerra mondiale, e i cosiddetti "paesi liberi" del blocco formatosi attorno agli USA, alla fine di quell'immane conflitto. L'evento diede la stura ad una serie di valutazioni sul "crollo del comunismo", il fallimento del "socialismo reale" etc..Valutazioni e sentenze, che davano tutte per scontato il fatto che nella Russia di Stalin si fosse proceduto sul serio alla costruzione di una società socialista, con proiezione concreta e fondata storicamente verso il comunismo. Poichè tutto questo non aveva riscontro nella realtà, ergo era giusto parlare di fallimento. Ma qualcuno ha mai analizzato, al di là di una visione propagandistica, ciò che realmente è accaduto nella Russia di Stalin? Si è mai chiesto perchè Marx, in nessun luogo, abbia mai parlato della possibilità di costruire il socialismo in una realtà socio-economica, in cui vigeva ancora la servitù della gleba e un pezzo di terra poteva essere comprato e venduto con tutte le persone, che vi stavano dentro? (le cosiddette "anime morte"!) Quale socialismo si poteva mai costruire in una realtà cosiffatta? Il condizionamento storico all'agire dell'uomo è un punto irrinunciabile del pensiero di Marx.

Domenica, 24 Novembre 2019 10:38

BONONIA DOCET! Le "Sardine" di Piazza Grande.

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Tre eventi da Bologna ci inducono a qualche riflessione. Primo evento : protagonista Achille Occhetto, ultimo Segretario del PCI, autore della "Svolta della Bolognina", quando fu sciolto il Partito Comunista più forte dell'Occidente (grazie compagno Macaluso per averlo ricordato!). Era lo strumento di difesa dei lavoratori italiani, sostituito, dopo, da una specie di "carovana" (la definizione è di Occhetto), aperta alla scalata di avventurieri della politica, che ha disarmato il mondo del lavoro di fronte a un capitalismo rapace, aggressivo, da cui affiorano oggi gli spiriti animali di una destra eversiva, che non sarà facile fronteggiare. Occhetto ha rivendicato la bontà di quella "svolta", senza rendersi conto dei danni enormi, che ha causato e insistendo anzi nel volerla "completare" con un percorso ulteriore, che assomiglia tanto alla "terza via" fallimentare dei Blair e dei Clinton. "Errare humanum, perseverare diabolicum!".

Nel giorno dell’approvazione al Senato della proposta della senatrice Liliana Segre di costituire la Commissione parlamentare contro l’odio razziale, la destra italiana in parlamento si astiene. Liliana Segre miracolosamente sopravvissuta ad Auschwitz, è incredula dichiara: “E’ incomprensibile chi ha votato contro la commissione sull’odio e poi mi ha applaudito”. La proposta meritava di essere votata anche da parte della destra che ha perso un’occasione unica per dimostrare di essere una destra liberale. Invece c’è un ritorno mostruoso al passato al nazifascismo. Come potrebbe essere altrimenti interpretato il silenzio, l’astensione, da parte del centrodestra. La Carfagna si dissocia è parla di tradimento dei valori fondanti di forza Italia che va a rimorchio e perde la propria identità.

Sabato, 26 Ottobre 2019 00:13

Non biasimatela ha pagato con la vita

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"Sono veramente molto, molto dispiaciuta, mamma e papà, il mio viaggio verso una terra straniera è fallito. Sto morendo. Non riesco a respirare. Vi amo tanto. Mi dispiace, mamma". Sono le ultime parole di Pam Thi Tra My, 26 anni, vietnamita. I suoi familiari hanno ricevuto il suo straziante messaggio d’addio due ore prima che il container arrivasse al terminal di Purfleet, in Inghilterra. Si, è vero, secondo il fratello aveva pagato 30mila sterline ai trafficanti. E' una colpa? Altrettanto vero è che era una giovane donna che sognava una vita migliore, un futuro libero. In un paese libero, democratico, che le desse una chance, libera delle oppressioni del regime comunista vietnamita.

L’Europa, La NATO, l’UE sono inermi ed assistono cinicamente all’attacco della Turchia nei confronti della popolazione Curda che ha concorso con gravi perdite umane alla sconfitta del terrorismo internazionale ordito dall’ISIS. Un autentico ed irresponsabile crimine di guerra quello scatenato dalla Turchia che sta spopolando le regioni della Siria del Nord e che ha già causato tante vittime anche fra i civili. La NATO: 1) che pone le sue basi sui principi della tutela dei diritti fondamentali degli uomini e delle donne. 2) Che dovrebbe intervenire in base al principio volto a salvare le vite umane dal flagello della guerra. 3) Che dovrebbe salvaguardare l’eguaglianza degli uomini e delle donne e delle nazioni. 4) Che dovrebbe creare condizioni in cui la giustizia ed il rispetto degli obblighi derivanti dai trattati internazionali e delle altre fonti del diritto 5) Che dovrebbe promuovere il progresso sociale e la libertà. La stessa NATO oggi vede al suo interno il seme virulento della deflagrazione della coalizione a causa della Turchia, scheggia impazzita, che mina dall’interno l’Alleanza Atlantica e compromette il futuro della pace nel Medio Oriente. Dovrebbe fermare il suo alleato che dal 1952 avrebbe dovuto essere il paese cuscinetto tra l’occidente e il medio oriente. Quello stesso paese che ha difeso l’Alleanza oggi con un’azione scellerata non contro un esercito ma contro una popolazione rompe il patto e si macchia di crimini contro l’umanità.

Sono più di duecento i progetti di collaborazione culturale e scientifica tra le università italiane e gli atenei turchi implementati negli ultimi vent’anni. A fornire l’elenco degli accordi bilaterali e multilaterali, delle convenzioni e memorandum, dei protocolli attuativi sottoscritti, è la banca dati curata congiuntamente dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR), dal Ministero degli Affari Esteri (MAE) e dalla Conferenza dei Rettori delle Università Italiane (CRUI). Numerosissimi i programmi di natura didattico-formativa, ricerca e mobilità di docenti e studenti ancora operativi nonostante la svolta golpista e autoritaria del governo di Ankara e le crescenti operazioni di guerra contro la popolazione kurda in Turchia e, più recentemente in Siria. Oggi sono 27 le università italiane partner di centri di ricerca accademici del paese mediorientale e ci sono accordi di mutua cooperazione firmati appena qualche mese fa, mentre altri hanno preso il via decadi fa ma vengono rinnovati tacitamente e automaticamente di anno in anno. Le aree d’intervento della ricerca e/o progettuale sono onnicomprensive, anche se è evidente la tendenza a favorire la partnership nei settori tecnico-scientifici e ingegneristici, alcuni dual use con possibili ricadute nel settore militare-industriale. Di seguito forniamo una sistematizzazione delle collaborazioni esistenti tra le università italiane e i partner turchi, evidenziando la tipologia e l’oggetto dell’accordo, la durata prevista, i docenti e i dipartimenti che ne fanno da punto di riferimento, gli eventuali “risultati raggiunti” segnalati dagli atenei.

Si sostiene che fra la riforma del Governo Renzi sull'abolizione del Senato della Repubblica e la riduzione dei parlamentari approvata ieri era migliore quella di Renzi perché più seria. Ci sono differenze notevoli fra la proposta Renzi e quella del M5S. Renzi non prevedeva l'abolizione del Senato ma la riduzione dei senatori e la loro elezione effettuata da parte dei consigli regionali. La proposta comportava l'abolizione dell'art. 58 della costituzione e quindi l'abolizione del suffragio universale.

Coordinamento per la Democrazia Costituzionale 27/9/2019 Il consiglio direttivo del Coordinamento riunito a Roma il 27 settembre 2019 invita i Comitati locali e tutti i gruppi aderenti a riunirsi e promuovere iniziative per informare e mobilitare, cercando il massimo di convergenze con altre associazioni sociali, su alcuni obiettivi ritenuti oggi centrali. Il quadro politico è profondamente cambiato e in particolare e' stato sventato il progetto eversivo delle regole costituzionali della Lega di Salvini, che ha provocato la crisi di governo con l'unico obiettivo di arrivare alle elezioni anticipate per ottenere pieni poteri. Tuttavia questioni fondamentali non trovano tuttora soluzioni condivisibili e richiedono un forte protagonismo delle associazioni e delle organizzazioni sociali per contrastare e correggere le scelte non accettabili del nuovo governo, senza timidezza e con piena autonomia. Arrivera' alla Camera il 7 ottobre la discussione per l'ultima approvazione, delle 4 necessarie, della modifica della Costituzione che taglia il numero dei parlamentari di Camera e Senato.

Giovedì, 24 Novembre 2011 17:00

Crisi-Debito Pubblico e Proposte

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Nelle manifestazioni che si sono svolte recentemente in molte città, soprattutto da parte di giovani disoccupati o in cerca di occupazione, di lavoratori precari o cassaintegrati, di working poors e di altre categorie sociali disagiate si fa spesso riferimento ai danni provocati dalla moneta unica e alle opportunità che si aprirebbero per l’Italia con l’uscita dall’euro. E, accanto a questa richiesta, viene spesso proposta la cancellazione del debito pubblico italiano in modo da non dover subire i costi di un pagamento sempre più elevato di un carico di interessi e di colpire le banche, che vengono ritenute la vera causa della crisi.
Si tratta di espressioni di un comprensibile disagio sociale determinato da politiche recessive portate avanti da anni in Europa per far fronte ad una crisi originata negli Stati Uniti a seguito del comportamento irresponsabile di alcune banche, favorite dalla deregolamentazione avviata da Reagan e conclusasi con la cancellazione del Glass-Steagall Act nel 1999 che ha favorito la crescita abnorme di banche universali, trasmessa in Europa attraverso il fallimento di alcune banche che avevano acquistato titoli di Lehman Bropthers e di altre banche in default e sfociata infine nella crisi del debito sovrano che si è estesa a macchia d’olio fra i diversi paesi con un elevato rapporto debito/Pil. Ma, pur avendo attenzione a questo disagio, occorre valutare con freddezza quali sarebbero le conseguenze di scelte che potrebbero manifestarsi in termini molto gravosi per l’economia europea, e per quella italiana in particolare. 

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