• Riprendiamo il nostro percorso

      A distanza di quasi un anno, dopo aver subito diversi hackeraggi, abbiamo recuperato tutti i nostri articoli ed archivi, cambiato Host ed eccoci qui a riprendere il cammino. I vecchi articoli saranno pubblicati man mano con le vecchie date attraverso un’azione di recupero che comporterà un grande lavoro.

    Il nostro Giornale on line, omonimo di Democrazia e Legalità, associazione voluta da Elio Veltri nel lontano 1997, riprende le sue pubblicazioni iniziate nel 2001, con l'apporto di Amelia Beltramini, (Provincia Pavese, Panorama, Il Mondo, Focus, docente di giornalismo medico scientifico) in qualità di direttore responsabile. Ad Amelia Beltramini diamo il benvenuto augurandole buon lavoro. Siamo convinti che la sua firma darà lustro al nostro giornale on line in coerenza con il pensiero liberale per l’affermazione della democrazia, la diffusione delle idee di libertà, l’antifascismo su cui si basa la nostra Costituzione, la diffusione del pensiero antimafia e anticorruzione mali antichi della nostra martoriata penisola. Alla Beltramini va il nostro ringraziamento per aver accettato.

    Luigi Villani

Mercoledì, 09 Ottobre 2019 23:06

La riduzione del numero dei parlamentari e il potere economico

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Si sostiene che fra la riforma del Governo Renzi sull'abolizione del Senato della Repubblica e la riduzione dei parlamentari approvata ieri era migliore quella di Renzi perché più seria. Ci sono differenze notevoli fra la proposta Renzi e quella del M5S. Renzi non prevedeva l'abolizione del Senato ma la riduzione dei senatori e la loro elezione effettuata da parte dei consigli regionali. La proposta comportava l'abolizione dell'art. 58 della costituzione e quindi l'abolizione del suffragio universale.

Cioè la riforma prevedeva una sottrazione del diritto dei cittadini di eleggere i rappresentanti al senato. Ovviamente quella proposta era inaccettabile e solo per questo è valsa la decisione di votare no al Referendum del 14 dicembre 2016. La proposta del M5S così come è stata posta con la motivazione della riduzione dei costi della politica è anch'essa inaccettabile. Perchè si basa su un principio economico, una motivazione economica e non politica. Il principio secondo il quale si deve ridurre il numero dei rappresentanti dei cittadini per ridurre i costi della politica è molto pericoloso e pone un precedente insidioso per i presidi democratici. Lo stesso principio potrebbe essere riproposto per ridurre ancora di più il numero dei rappresentanti del popolo in qualsiasi sede:Regioni, province e comuni ecc. D'altronde non pare che ci sia una differenza nel rapporto fra i parlamentari italiani e la popolazione italiana rispetto alla media di tutti i parlamentari dei singoli paesi europei e le loro popolazioni. La riduzione dei rappresentanti del popolo nell'era delle grandi lobby appare molto pericolosa se si pensa che alcune direttive europee e leggi nei paesi del cosiddetto occidente democratico, sembrano essere espressioni più di centri di potere economico piuttosto che espressioni delle volontà popolari riposte nei rappresentanti eletti. La crisi delle democrazie moderne è minacciata dai poteri economici forti.Ai tempi di Voltaire, Montesquieu, Kant, Adam Smith,Hume, Verri, Beccaria e Locke, nessuno avrebbe immaginato che l'1% della popolazione potesse possedere il 99% della ricchezza mondiale. Bisogna quindi rafforzare i presidi democratici invece che indebolirli.

Letto 16 volte Ultima modifica il Mercoledì, 09 Ottobre 2019 23:21
Luigi Villani

Amministratore di Democrazia e Legalità

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