Venerdì, 04 Settembre 2020 20:03

No al Referendum sulla riduzione dei parlamentari

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La presa di posizione della CGIL del NI al referendum lasciando libertà di voto lascia anche l’amaro in bocca. La giustificazione a tale posizione incerta sarebbe dovuta al fatto che in autunno starebbe per aprirsi una stagione di conflitto sociale forte per i CCNL e il referendum sarebbe divisivo tra i lavoratori e le lavoratrici, cosa che dovrebbe essere evitata. Nel passato Referendum Renzi-Boschi la CGIL si è pronunciata per il NO. Quindi anche in quel caso i lavoratori avrebbero potuto dividersi. Ovviamente la scelta di schierarsi per il NO al Referendum del 2016 teneva conto dell'attacco alla Costituzione e ai danni conseguenti che sarebbero insorti stante l'attacco alla democrazia di quella proposta referendaria. Oggi la CGIL avrebbe potuto guardare alle conseguenze di una modifica così importante come la riduzione dei parlamentari. Qualcuno potrebbe sostenere che i due referendum non sono la stessa cosa. E' vero. Ma hanno gli stessi effetti.

Il Referendum Renzi-Boschi prevedeva l'abolizione totale del Senato della Repubblica (anzi no! Perché trattavasi di riduzione dei senatori "nominati" tra l’altro dalle regioni) attraverso l'abolizione dell'art. 58 cost. che prevede il suffragio universale. L'attuale referendum porta agli stessi risultati: un accentramento di potere a cui la sinistra storicamente è contraria. Insomma il programma della JP Morgan secondo la quale i sistemi politici europei del Sud e in particolare le loro costituzioni, adottate in seguito alla caduta del fascismo, presenterebbero caratteristiche inadatte a favorire lo sviluppo economico e l’integrazione europea poiché ci sarebbero forti influenze delle idee socialiste, citando tra gli aspetti problematici inoltre la tutela dei diritti dei lavoratori, va avanti a forza di picconate. Arriverà anche la picconata allo Statuto dei Lavoratori se non stiamo attenti. Questo è solo l’inizio. Da quasi due lustri assistiamo ad un continuo attentato alla Costituzione come se fosse responsabile dei mali della Repubblica. Mentre essi, i mail dell’Italia sono il frutto della mala amministrazione da parte e dei governi. Quando la politica è incapace a governare trova la responsabilità nei padri costituenti che hanno pensato una Costituzione troppo democratica con pesi e contrappesi. L’accentramento di potere invece garantisce decisioni più rapide, decisioni più consone al sistema capitalistico dell’alta finanza che oggi ha in mano le sorti dell’economia mondiale e con essa le sorti della popolazione mondiale. Dobbiamo dire No a questo Referendum anche per questi motivi.

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Luigi Villani

Amministratore di Democrazia e Legalità

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