Luigi Villani

Luigi Villani

Amministratore di Democrazia e Legalità

Venerdì, 04 Settembre 2020 20:03

No al Referendum sulla riduzione dei parlamentari

La presa di posizione della CGIL del NI al referendum lasciando libertà di voto lascia anche l’amaro in bocca. La giustificazione a tale posizione incerta sarebbe dovuta al fatto che in autunno starebbe per aprirsi una stagione di conflitto sociale forte per i CCNL e il referendum sarebbe divisivo tra i lavoratori e le lavoratrici, cosa che dovrebbe essere evitata. Nel passato Referendum Renzi-Boschi la CGIL si è pronunciata per il NO. Quindi anche in quel caso i lavoratori avrebbero potuto dividersi. Ovviamente la scelta di schierarsi per il NO al Referendum del 2016 teneva conto dell'attacco alla Costituzione e ai danni conseguenti che sarebbero insorti stante l'attacco alla democrazia di quella proposta referendaria. Oggi la CGIL avrebbe potuto guardare alle conseguenze di una modifica così importante come la riduzione dei parlamentari. Qualcuno potrebbe sostenere che i due referendum non sono la stessa cosa. E' vero. Ma hanno gli stessi effetti.

Giovedì, 09 Aprile 2020 18:23

Coronavirus. Colpo di spugna?

L'emendamento al DL 17/2020 che pone a riparo i politici. Nella fase di conversione del DL Cura Italia sottolineo due emendamenti ad opera dei parlamentari Paola Boldrini (che non ha nulla a che vedere con l’ex Presidente della Camera) e Stefano Collina componenti della 12° Commissione Permanente Igiene e Sanità ambedue del PD. Ambedue hanno proposto un emendamento il n. 1000/58 che pare sia un “sotto emendamento all’emendamento dello stesso Governo (n. 1.100) ove chiedono di aggiungere l’art. 16 bis formato da 4 commi. Questa la proposta:

Giovedì, 23 Gennaio 2020 11:52

Tutela della Maternità sempre

Un gesto emblematico di una carenza legislativa a tutela delle donne e soprattutto delle donne in maternità. Il problema è serio. La notizia di un imprenditore di Bietntina (PI) che trasforma il contratto da tempo determinato a tempo indeterminato per una lavoratrice in maternità è una buona notizia che fa onore al datore di lavoro che ha tutelato un diritto della lavoratrice in maternità che lo Stato non tutela. La legge tutela la maternità. Il DLGS 151/2001 cosiddetto Testo Unico sulla Maternità, stabilisce che è nullo il licenziamento nei confronti della Lavoratrice madre nel periodo compreso tra l’inizio della gravidanza e il compimento di un anno di età del bambino. Divieto di licenziamento anche della Lavoratrice o lavoratore a causa della domanda o del godimento del congedo parentale o per malattia del bambino. Ed infine divieto di licenziamento del lavoratore padre sino al compimento di un anno di età del figlio nel caso in cui abbia usufruito del congedo di maternità in luogo della madre.

Domenica, 01 Dicembre 2019 22:01

Né di destra né di sinistra

Sono stato sempre convinto che chi sostiene di non essere né di destra né di sinistra alla fine è di destra o riesce ad avvantaggiare la destra o personaggi senza scrupoli disposti ad allearsi indifferentemente con la destra o con la sinistra. Quando si lanciano messaggi del tipo non sono né di destra né di sinistra si lancia un messaggio verso coloro che non hanno un’identità politica ben definita. Non hanno ideali e se eletti in Parlamento passano da un partito all’altro anche di schieramenti opposti pur di essere protagonisti a titolo personale. È successo con l’IDV nel 2001 che espressamente si dichiarava fuori dagli schieramenti tradizionali della desta e della sinistra eleggendo un solo senatore che dopo due anni passò con Forza Italia di Berlusconi nemico politico dichiarato da leader di IDV. Quel partito è scomparso dalla circolazione.

Nel giorno dell’approvazione al Senato della proposta della senatrice Liliana Segre di costituire la Commissione parlamentare contro l’odio razziale, la destra italiana in parlamento si astiene. Liliana Segre miracolosamente sopravvissuta ad Auschwitz, è incredula dichiara: “E’ incomprensibile chi ha votato contro la commissione sull’odio e poi mi ha applaudito”. La proposta meritava di essere votata anche da parte della destra che ha perso un’occasione unica per dimostrare di essere una destra liberale. Invece c’è un ritorno mostruoso al passato al nazifascismo. Come potrebbe essere altrimenti interpretato il silenzio, l’astensione, da parte del centrodestra. La Carfagna si dissocia è parla di tradimento dei valori fondanti di forza Italia che va a rimorchio e perde la propria identità.

L’Europa, La NATO, l’UE sono inermi ed assistono cinicamente all’attacco della Turchia nei confronti della popolazione Curda che ha concorso con gravi perdite umane alla sconfitta del terrorismo internazionale ordito dall’ISIS. Un autentico ed irresponsabile crimine di guerra quello scatenato dalla Turchia che sta spopolando le regioni della Siria del Nord e che ha già causato tante vittime anche fra i civili. La NATO: 1) che pone le sue basi sui principi della tutela dei diritti fondamentali degli uomini e delle donne. 2) Che dovrebbe intervenire in base al principio volto a salvare le vite umane dal flagello della guerra. 3) Che dovrebbe salvaguardare l’eguaglianza degli uomini e delle donne e delle nazioni. 4) Che dovrebbe creare condizioni in cui la giustizia ed il rispetto degli obblighi derivanti dai trattati internazionali e delle altre fonti del diritto 5) Che dovrebbe promuovere il progresso sociale e la libertà. La stessa NATO oggi vede al suo interno il seme virulento della deflagrazione della coalizione a causa della Turchia, scheggia impazzita, che mina dall’interno l’Alleanza Atlantica e compromette il futuro della pace nel Medio Oriente. Dovrebbe fermare il suo alleato che dal 1952 avrebbe dovuto essere il paese cuscinetto tra l’occidente e il medio oriente. Quello stesso paese che ha difeso l’Alleanza oggi con un’azione scellerata non contro un esercito ma contro una popolazione rompe il patto e si macchia di crimini contro l’umanità.

Si sostiene che fra la riforma del Governo Renzi sull'abolizione del Senato della Repubblica e la riduzione dei parlamentari approvata ieri era migliore quella di Renzi perché più seria. Ci sono differenze notevoli fra la proposta Renzi e quella del M5S. Renzi non prevedeva l'abolizione del Senato ma la riduzione dei senatori e la loro elezione effettuata da parte dei consigli regionali. La proposta comportava l'abolizione dell'art. 58 della costituzione e quindi l'abolizione del suffragio universale.

Domenica, 04 Dicembre 2011 01:04

Abbiamo già dato, paghino loro

Prima della riforma del 1972/73 che corrisponde all’attuale sistema di imposizione fiscale, vigeva in Italia un sistema tributario complesso basato su imposte reali e personali. L’imposta reale colpiva i terreni, i fabbricati, i redditi agrari: Ricchezza Mobile categorie A,B,C1 e C2. Era un’imposta basata sulla oggettività dei beni reali e non teneva conto del reddito. L’imposta personale chiamata Complementare era progressiva ma colpiva pochissime persone (4.800.000 contribuenti circa) e rappresentava un quinto dell’imposta “Ricchezza mobile” Quindi nel sistema ante riforma era colpita più l’accumulazione del reddito attraverso i beni posseduti piuttosto che il reddito. Con la riforma del 1972/73 questo sistema venne completamente sovvertito. 

"Così un uomo mediocre, grossolano, di eloquenza volgare ma di facile effetto, è un perfetto esemplare dei suoi contemporanei. Presso un popolo onesto, sarebbe stato tutt'al più il leader di un partito di modesto seguito, un personaggio un po' ridicolo per le sue maniere, i suoi atteggiamenti, le sue manie di grandezza, offensivo per il buon senso della gente e causa del suo stile enfatico e impudico.

In Italia è diventato il capo del governo. Ed è difficile trovare un più completo esempio italiano. Ammiratore della forza, venale, corruttibile e corrotto, cattolico senza credere in Dio, presuntuoso, vanitoso, fintamente bonario, buon padre di famiglia ma con numerose amanti, si serve di coloro che disprezza, si circonda di disonesti, di bugiardi, di inetti, di profittatori; mimo abile, e tale da fare effetto su un pubblico volgare, ma, come ogni mimo, senza un proprio carattere, si immagina sempre di essere il personaggio che vuol rappresentare."
 
(Elsa Morante)
Qualunque cosa abbiate pensato, il testo, del 1945, si riferisce a Benito Mussolini

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