• Riprendiamo il nostro percorso

      A distanza di quasi un anno, dopo aver subito diversi hackeraggi, abbiamo recuperato tutti i nostri articoli ed archivi, cambiato Host ed eccoci qui a riprendere il cammino. I vecchi articoli saranno pubblicati man mano con le vecchie date attraverso un’azione di recupero che comporterà un grande lavoro.

    Il nostro Giornale on line, omonimo di Democrazia e Legalità, associazione voluta da Elio Veltri nel lontano 1997, riprende le sue pubblicazioni iniziate nel 2001, con l'apporto di Amelia Beltramini, (Provincia Pavese, Panorama, Il Mondo, Focus, docente di giornalismo medico scientifico) in qualità di direttore responsabile. Ad Amelia Beltramini diamo il benvenuto augurandole buon lavoro. Siamo convinti che la sua firma darà lustro al nostro giornale on line in coerenza con il pensiero liberale per l’affermazione della democrazia, la diffusione delle idee di libertà, l’antifascismo su cui si basa la nostra Costituzione, la diffusione del pensiero antimafia e anticorruzione mali antichi della nostra martoriata penisola. Alla Beltramini va il nostro ringraziamento per aver accettato.

    Luigi Villani

Giovedì, 18 Luglio 2019 08:41

Gli intellettuali lanciano l'"Opposizione civile"

Scritto da Silvio Buzzanca
Vota questo articolo
(0 Voti)

Ci ha lasciato Andrea Camilleri, con il quale abbiamo condiviso molte battaglie. Non ultima questa, del 2002. Lo ricordiamo riproponendo l'articolo pubblicato allora da Repubblica http://www.repubblica.it/online/politica/appellosylos/appellosylos/appellosylos.html

ROMA - "Sapete, a Piazza San Giovanni c'era anche un fisico famoso che evita di camminare al sole per paura della sua ombra. Era in piazza con tutta la famiglia". Paolo Sylos Labini è sempre una miniera di ricordi e di aneddoti, compreso quello autobiografico sulla qualifica di "picchiatello" che gli hanno affibbiato a causa delle sue battaglie per il diritto e la legalità. "Un mezzo matto, mi credono spesso un pazzo", dice e sorride. Soddisfatto per quei 209 nomi che in poco tempo hanno messo la loro firma in calce all'appello di "Opposizione civile". Un testo che inizia ricordando che "la democrazia e la libertà del nostro paese sono esposte a rischi concreti derivanti da una concentrazione di potere economico e mediatico senza confronti nel mondo civile" e si conclude con l'invito a "impegnarsi a fondo per coordinare le sempre più numerose iniziative che danno corpo all'opposizione civile al governo Berlusconi". 

Insieme al professore Sylos Labini ci sono Elio Veltri, ex deputato, un antesignano delle battaglie contro la corruzione, e Enzo Marzo, direttore della storica rivista Critica liberale. Compagni di avventura che rappresentano bene la "trasversalità" di "Opposizione civile" e la ricchezza di persone che ne hanno sottoscritto l'appello. Ci sono scrittori come Andrea Camilleri, Vincenzo Consolo, Ermanno Rea, Lidia Ravera, Francesca Sanvitale. Critici letterari come Cesare Garboli, storici come Nicola Tranfaglia. Firmano l'appello uomini diversi per tradizione e cultura come Luciano Canfora e Pietro Scoppola, cattolici diversissimi come Nicolò Lipari, Giovanni Franzoni. Uomini di destra, di sinistra, di centro e di destra, Molti fisici, psicanalisti, uomini di scienza come Margarita Hack. 

"Vedete - aggiunge Marzo scorrendo l'elenco - questa è forse l'iniziativa più pericolosa per Berlusconi perché non ha una connotazione politica precisa. Hanno firmato giornalisti come Enzo Biagi, come Angelo Bertani, vicedirettore di Famiglia cristiana, imprenditori come Paolo Marzotto". Veltri aggiunge che molti conservatori firmano "per decenza", fa un passo avanti, pensa anche al futuro, ai referendum, chiede più coordinamento fra i movimenti dei girotondi. "Quello che è successo in questi giorni - dice - è un grande momento di democrazia diretta e adesso bisogna andare avanti con i referendum: sulle leggi vergogna e anche sull'articolo 18". 

Sylos Labini interviene ancora, vuole spiegare, replicare. Magari alle accuse di essere apocalittico o moralista. Ma usa l'arma dell'ironia. Anche quando parla del "regime". "Non siamo ancora in un regime - dice ridendo - perché altrimenti io sarei agli arresti domiciliari". Poi torna serio e aggiunge: "Ma poco ci manca e ogni giorno si fanno dei passi in avanti in questo senso. Fino a qualche mese fa regnava la depressione, il senso di impotenza. Ma ora le cose sono cambiate. La gente è scesa nelle piazze e ha deciso di reagire. C'è stato il Palavobis, San Giovanni, manifestazioni ovunque". E guarda soddisfatto il suo appello e quelle firme trasversali, senza colore politico, senza insegne di partito. 

(19 marzo 2002)

Letto 72 volte
Devi effettuare il login per inviare commenti

Bacheca

Calendario Eventi

Ottobre 2019
L M M G V S D
1 2 3 4 5 6
7 8 9 10 11 12 13
14 15 16 17 18 19 20
21 22 23 24 25 26 27
28 29 30 31

Associazione Democrazia e Legalità

  Via dei Coronari, 61 - Roma

  06 6290138

  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Associazione Democrazia e Legalità
Periodico on-line
Tribunale di Firenze n. 5375

NEWSLETTER