Domenica, 24 Gennaio 2021 20:06

Lettera ad uno di destra che accomuna i comunisti ai terroristi e alla mafia.

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La seconda Guerra Mondiale voluta dai Fascisti e dai Nazisti è costata all'umanità oltre 71 milioni di morti. Vittime della guerra fra militari e civili. L’elenco delle razzie e delle esecuzioni di civili ad opera dei fascisti e dei nazisti è lungo. Uno per tutti fu proprio l’eccidio di Sant’Anna di Stazzema dove donne, anziani e bambini furono uccisi nell’Agosto del 1944: Centinaia di cittadini italiani, ne sono stati riconosciuti 350 di cui 65 bambini.

L'accostamento dei comunisti ai mafiosi e ai terroristi è vecchio repertorio mistificatorio ripetuto da parte di chi per comodità vuole manipolare i fatti. La nostra Costituzione democratica è nata sulle ceneri di tutti quei morti e di tutti quei misfatti ed è stata scritta da tutto lo schieramento democratico antifascista. C'è una differenza fra coloro che sono morti ammazzati dall'oppressione cercando di liberarsi dalla dittatura nazifascista e coloro che la dittatura l'hanno voluta e praticata. Viene naturale stare coi partigiani che hanno rischiato la vita, spesso perdendola, per liberare l'Italia dalla dittatura fascista. Gli stessi Fascisti che hanno fatto le leggi razziali nel 1938 che, complici dei nazisti, hanno prodotto l’olocausto di cui se ne celebra, il 27 gennaio, il giorno della Memoria. Fascisti che hanno ammazzato Matteotti assumendosene sfacciatamente la responsabilità in Parlamento. Fascisti i che hanno ammazzato i fratelli Carlo e Nello Rosselli. Che hanno messo in carcere Gramsci dove l’hanno fatto morire. Fascisti che hanno mandato al confino tanti cittadini oppositori del regime tra cui, a Ventotene, Altiero Spinelli, Carlo Rossi, Eugenio Colorni. Uomini inermi che hanno scritto il futuro pacifico dell’Europa post bellica nel manifesto di Ventotene: Per un'Europa libera e unita. Progetto d'un manifesto. Persone che parlavano e scrivevano di un’Europa unita e di pace, riconosciuti come i padri dell’attuale Europa. Non erano terroristi. I Comunisti di cui ne ricorre in questi giorni il centenario della costituzione del Partito, hanno combattuto per a Resistenza facendo parte del CNL (Comitato Nazionale di Liberazione) ove erano presenti anche liberali, cattolici del partito popolare, Partito Sardo d'Azione, Socialisti ecc. insomma tutto lo schieramento democratico antifascista che poi ha scritto la nostra Costituzione. Quegli stessi che Alla XII disposizione nelle norme di attuazione della Costituzione hanno scritto col sangue dei morti il divieto della ricostituzione del partito fascista. L’antifascismo era un sentimento diffuso in tutta la politica del dopoguerra. Nel 1952, De Gasperi Presidente del Consiglio dei Ministri, l’allora ministro dell’interno Mario Scelba, uomo di destra, ha voluto la legge n. 645 del 20/06/1952 che all’art. 4 prevede sanzioni per chi riorganizza il disciolto Partito Fascista. L’antifascismo quindi dovrebbe essere un sentimento appartenente anche alla destra com’è avvenuto in molti paesi europei del dopoguerra. Tornare indietro non solo è anacronistico ma porta a dividere il paese su principi che dovrebbero essere condivisi da tutti. Quegli stessi principi condivisi e riportati nella Carta dei Diritti dell’Uomo approvata da 58 paesi di tutto il globo, il 10 dicembre 1948, un anno dopo la promulgazione della Costituzione Italiana. Negli ani di piombo i comunisti con a capo Berlinguer hanno sempre combattuto il terrorismo ed hanno condannato sempre gli atti terroristici. Dimostrazione ne è che i terroristi erano contro il PCI e dal PCI considerati nemici mortali. I Comunisti non possono essere accostati alla mafia. Essi non sono mai stati collusi con la Mafia anzi ne hanno subito le persecuzioni e spesso sono morti per combatterla con metodi democratici; per tutti, Pio La Torre, Giuseppe Valarioti e Giovanni Losardo.

Letto 108 volte Ultima modifica il Domenica, 24 Gennaio 2021 20:22
Luigi Villani

Amministratore di Democrazia e Legalità

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