Chi e' online

Abbiamo 143 visitatori e nessun utente online

Blog

  • Dei problemi dei popoli devono occuparsene esclusivamente gli stati. 

    Non ho niente contro Medici senza frontiere. Ma non ho niente neanche a favore. Sono una multinazionale privata e a me non piacciono le multinazionali (sono contro la globalizzazione) e non mi piacciono le grandi imprese private (sono un socialista). Per motivi analoghi da giovane guardavo con sospetto alla Caritas e www.fotosamar.net all'Opus Dei, per non parlare dell'Esercito della salvezza; e non ho cambiato idea. Resto convinto che dei problemi dei popoli debbano occuparsi esclusivamente gli Stati e che la carità, se non in momenti di assoluta emergenza, sia solo un espediente per prevenire rivolte o lotte sociali che porterebbero a più profonde riforme e che potrebbero porre un freno all'oscena ineguaglianza economica e al culto del successo e dei consumi che stanno strangolando il pianeta.

    Commenta per primo! Leggi tutto...
  • I cittadini non vogliono l'immigrazione

    Chissà come mai alla sinistra italiana, ormai in caduta libera e prossima all'irrilevanza, non viene mai il sospetto che la ragione per cui tutti i partiti di massa stanno cercando, proprio tutti, di fermare, almeno a parole, l'immigrazione illegale e incontrollata, non dipenda dalla loro malvagità o, peggio, fascistizzazione bensì dal semplice fatto che tanti cittadini non la vogliono. Che la gente ordinaria, a ragione o a torto, è spaventata dall'irruzione di centinaia di migliaia di miserabili che neppure hanno la possibilità, la capacità o l'intenzione di integrarsi; e soprattutto non accetta l'idea che possa continuare indefinitamente. Anche Trump, per provare a risollevarsi dopo le recenti sconfitte provocate dalla sua stupidità, sta giocando la carta del blocco dell'immigrazione: e stiamo parlando dell'immigrazione legale in un paese molto meno popolato del nostro e cialis on sale con un'economia decisamente più forte. Populismo? Certo, ma dietro ogni populismo c'è un popolo e se la destra può limitarsi a manipolarlo la sinistra deve anche capirlo.

    Commenta per primo! Leggi tutto...
  • Ogni Epoca ha il suo fascismo: il nostro è in camicia bianca

    Niente ritorna dopo quasi un secolo, a maggior ragione dopo un secolo di profonde trasformazioni. Meglio rassegnarsi: purtroppo il fascismo, quello che era stato annientato e che se tornasse sarebbe di nuovo sconfitto, non tornerà. La camicia nera e il saluto romano oggi servono solo a intrattenere e in particolare a distrarre l'attenzione di una sinistra disorganizzata e per questo nostalgica, che nasconde la propria passività nei confronti del più brutale e arrogante neocapitalismo sotto un antifascismo formale, d'altri tempi, decontestualizzato e obtain viagra without prescription pertanto astratto, la via italiana alla correttezza politica.

    Commenta per primo! Leggi tutto...
  • Senza lucidità, razionalità, rigore non c'é sinistra

    Non sono un leghista e detesto Renzi fin da prima che diventasse potente; ma proprio non vedo cosa ci sia di sbagliato nel proporre che i popoli vengano aiutati nei loro paesi invece che incoraggiati a emigrare in occidente. Naturalmente si può mettere in dubbio la sincerità di Salvini e del Pd o discutere delle modalità di assistenza; si deve, anzi, denunciarne l'insufficienza e chiedere che siano accompagnate da drastiche limitazioni delle ingerenze militari, commerciali e culturali (turismo incluso) in altre regioni del mondo, in altre parole la fine della globalizzazione. Ma in sé l'idea di permettere ai popoli di crescere e svilupparsi (o non crescere e non svilupparsi) in autonomia, a modo loro, è giusta. Il motivo per cui non piace a media e intellettuali è che è contraria agli interessi delle multinazionali che li pagano e buy viagra tablet che alimentano il consumismo estremo di cui ormai molti non sanno fare a meno.

    Commenta per primo! Leggi tutto...
  • Una minoranza al governo

    Due interventi sulla futura legge elettorale per dimostrare che il Pd è più liberista di Berlusconi.
    Berlusconi: "Il nuovo sistema deve portare a una maggioranza che rappresenti effettivamente la maggioranza degli elettori mentre il sistema maggioritario come è stato concepito porta alla possibilità che una minoranza possa governare contro la maggioranza degli elettori. Il che mi sembra non sia democrazia". Dunque per Berlusconi la democrazia è il governo della maggioranza (il Fatto Quotidiano definisce questo "il suo chiodo fisso", non sapendo di fargli un complimento).
    Risponde Richetti (ex Margherita, renziano della prima ora): "L'importante è che l'impostazione conservi un impianto maggioritario e che garantisca governabilità come chiesto da Renzi. Nessun ritorno a logiche da 'proporzionale' e restituzione di un risultato chiaro rispetto alle scelte dei cittadini". Per Richetti e Renzi la democrazia è meno importante della governabilità e in nome dell'efficienza e del decisionismo una minoranza incapace di ottenere un ampio consenso deve lo stesso ottenere il controllo assoluto del paese.

    Commenta per primo! Leggi tutto...
  • Le cause del degrado in via d'importazione in Italia

    Il congresso repubblicano, sicuro dell'appoggio di Trump, ha appena cancellato una legge passata nel 2012 dopo che un ventenne squilibrato uccise venti bambini e altre sei persone in una scuola elementare. La legge si limitava a imporre controlli al momento della vendita delle armi in modo da non farle andare in mano a persone afflitte da gravi problemi psichiatrici. Ma alla lobby delle armi questo non andava bene e neppure alla destra liberista, che ai suoi sostenitori, lasciati alla mercè delle multinazionali e già privati di assistenza sociale e discount levitra online di solidarietà umana, deve almeno offrire il senso di potenza che danno le pistole e i fucili a ripetizione.
    Perché lo racconto? Non per farvi sentire molto migliori di questi americani (una minoranza ma decisa e organizzata): troppo facile. E neppure per mostrare dove ci sta facendo precipitare Trump: a voi che non vivete qui, giustamente, che ve ne frega? Lo racconto perché le cause di questo degrado sono due ed entrambe in via d'importazione in Italia, inizialmente da Berlusconi fra molte resistenze e adesso senza alcuna opposizione dal Pd renziano. Eccole:

    Commenta per primo! Leggi tutto...
  • Tertium non datur

    Come mai Renzi e la sua banda possono continuare a sentirsi i padroni non solo del Pd ma anche dell'Italia? Come mai, malgrado la pesante sconfitta, possono continuare a fare quello che vogliono? Per una sola ragione: che una significativa parte della sinistra, inclusa quella radicale, si è fatta convincere dagli stessi media di cui quotidianamente sperimenta e denuncia la parzialità, che un successo del M5S sarebbe un salto nel buio. Bevendosi ingenuamente, o più spesso in malafede, assurdi paralleli con il fascismo e con il nazismo o anche il trumpismo, tutti e cialis next day delivery tre fenomeni apertamente reazionari, nel senso che non nascondevano affatto i loro intenti, anzi li ostentavano perché era quello che la gente voleva sentire. Il M5S non ha nulla a che vedere con il fascismo, né a livello di pratiche politiche né di retorica – certamente meno del Pd, reduce dal fallito colpo di stato soft dell’Italicum e della riforma costituzionale e già pronto a riprovarci.

    Commenta per primo! Leggi tutto...
  • Font size:
  • Decrease
  • Reset
  • Increase

ANCORA DISSERTAZIONI SULLA SINISTRA di Franco Astengo
Dopo decenni di testa nascosta sotto la sabbia e di subalternità alla logica di governo liberista la crisi della socialdemocrazia europea è ufficialmente aperta e fa scorrere fiumi d'inchiostro, pioggia di dichiarazioni sui social e scorrere infinito di immagini televisive.
Per prenderne atto compiutamente (dopo gli scricchiolii già ascoltati in altri grandi paesi europei) c'è voluto l'arretramento (nemmeno eccessivo, in verità, stante le condizioni date) dell'SPD in Germania.
A babbo morto (e sepolto) i soliti noti si sono accorti improvvisamente dei danni provocati dal "blairismo" e, Massimo D'Alema al comando, sembrano essersi dimenticati dell'Ulivo Mondiale e di tutto il ciarpame al seguito, con relativa convinta partecipazione al processo di arretramento storico nel quale ci troviamo immersi da decenni.
Si riscopre l'opposizione: scrive Adam Michnik, ex storico oppositore del "socialismo reale" in Polonia: " Prendiamo l'esempio tedesco. Se un partito socialdemocratico in caduta di consensi va all'opposizione anziché cercare ancora intese con i conservatori, moderati, centristi, questo significa a medio e ordering viagra overnight delivery lungo termine che per gli elettori europei l'alternativa a un governo conservatore moderato non avrà soltanto il volto dei nuovi populisti".

Oggi si compiono settant'anni dalla proclamazione dell'indipendenza dell'India ed eguale distanza di tempo ci separa dalla proclamazione dello stato di Israele, mentre in questo 2017 si celebrano anche i 55 anni dall'indipendenza dell'Algeria.
Occorre ricordare prima di tutto che a quegli avvenimenti tutto il mondo progressista europeo guardava con ansia e ammirazione considerandoli come punto – simbolo, di vera e propria "rottura", di un processo di liberazione dei popoli che si pensava sarebbe potuto essere considerato come la vera e propria "chiave di volta" per una profonda trasformazione degli equilibri politici e sociali dell'intero pianeta.
Erano tempi di grande fermento all'Est come all'Ovest nel mondo diviso in blocchi.
La gran parte di quelle attese furono deluse ma ancor oggi vale la pena di ricordare quella fase storica: ed è quello che si cercherà di fare attraverso questo abbozzo molto parziale di ricostruzione storica.
Il tema della colonizzazione e della decolonizzazione investe tanti aspetti della vita mondiale che affrontarlo, specialmente in tempi nei quali quella che è stata definita come "globalizzazione" e che ha presentato aspetti di vero e proprio "neo colonialismo" (con relativo aspetto bellico), espone ai rischi di un'eccessiva semplificazione.

Il numero 5/2017 di Micromega dedicato a "Europa / USA : democrazia a rischio" ospita un importante saggio di Elisabetta Grande dedicato all'analisi della povertà negli Stati Uniti e pubblicato sotto il titolo : " Togliere ai poveri per dare ai ricchi: la lezione americana da rifiutare". Se può essere consentito un commento rivolto al titolo (redazionale?) si può affermare che non rispecchia, almeno nella seconda parte, il testo: altro che "da rifiutare". La lezione americana deve essere completamente ribaltata almeno stando alle valutazioni di chi scrive e http://baltimoremorehouse.org/buy-pfizer-viagra-in-canada di chi legge. Il passaggio più importante di questo testo (il vero punto d'indicazione politica) è contenuto infatti all'inizio, in un passaggio che è proprio il caso di riportare per intero: "..Innanzitutto com'è possibile che una povertà così pervasiva e lacerante caratterizzi il paese più ricco del mondo, in cui la disoccupazione è, inoltre, in notevole discesa dal 2011 e oggi al di sotto del 5 per cento? Chi porta il peso di tale contraddizione? In secondo luogo per quale ragione l'imbarazzante arredo urbano di quei scintillanti paradisi dei consumi che sono le città americane, costituito da senzatetto buttati in ogni dove con il loro seguito di carrelli della spesa ricolmi di miseri averi, non produce un'immediata ribellione della gente?

A 16 anni dal G8 di Genova: un ricordo del 9 gennaio 1950.
Il previsto reintegro in servizio di una buona quota dei poliziotti responsabili delle tragiche vicende legate al G8 di Genova 2001 (oltre alle posizioni assunte da altri attraverso le nomine negli Enti di Stato come nel caso di Gianni De Gennaro) rappresenta l'ennesima, profonda, irreversibile incrinatura tra gli apparati dello Stato – in particolar modo della Polizia – e la vita sociale, civile, culturale, economica del Paese.
Una situazione storica non certo risolvibile con le scuse postume e inutili del prefetto Gabrielli, mentre nessuno di lorsignori, Ministri e Prefetti di Polizia, ha mai pensato di rivolgere una parola di ricordo agli operai uccisi nei tanti conflitti a fuoco durante gli scioperi degli anni '50 e '60.
Un'incrinatura che ha una storia lunga e passaggi molto aspri il cui elenco risulterebbe molto lungo da compilare: basterà ricordare Piazza della Fontana e il volo di Pinelli, Ustica e cialis no rx next day quant'altro.
Il G8, la Diaz, la "macelleria messicana" un altro di questi passaggi, una ferita aperta che oggi rincrudisce con questa aberrante storia del reintegro.
La legalità repubblicana nel rapporto tra la Polizia e il Paese però fu messa in discussione da subito, nell'immediato del post – Liberazione.
Prima di tutto con il reintegro (altro che quello che dovrebbe avvenire adesso) dei funzionari fascisti, compresi alcuni incriminati per crimini di guerra avvenuti specialmente nel territorio della ex – Jugoslavia: testimonia di questo inaccettabile stato di cose il volume di Davide Conti " Gli uomini di Mussolini: prefetti, questori, e criminali di guerra dal fascismo alla Repubblica Italiana" uscito poco tempo fa per Einaudi. Volume cui si rimanda per gli opportuni approfondimenti.
Successivamente con l'allontanamento dei Prefetti nominati dal CLN.

La politica non può essere concepita soltanto come eterno scambio come è stata intesa, ad esempio, dal governo italiano allorquando con l'UE (oggi tanto vituperata) è stata barattata "l'esclusiva" italiana sugli sbarchi dei profughi nel Mediterraneo (governo Renzi 2014, missione Triton) per ottenere in cambio flessibilità sul deficit e sul debito pubblico nei successivi due anni.
Adesso l'autore del pasticcio (sempre tal Matteo Renzi), sull'onda dei sondaggi, scopre addirittura il " aiutiamoli a casa loro", antico copyright leghista, e denuncia il fiscal compact allineandosi, anche in questo caso, alla Lega Nord che fu l'unico partito a votare contro il provvedimento in Parlamento.
Siamo di fronte all'ennesimo esempio di instabilità nell'affermazione di proposizioni politiche che deriva, prima di tutta, dalla concezione esaustiva dell'acquisizione del potere e dalla totale assenza, nel sistema politico italiano, di una riflessione aggiornata sul tema del rapporto tra teoria e prassi.
Si pensi a personaggi del genere alle prese con decisioni fondamentali nella storia del nostro Paese come quelle, ad esempio, che segnarono l'avvio della Resistenza e la lotta clandestina contro il nazifascismo: decisioni assunte da persone che magari avevano passato decenni nelle carceri o in esilio.
La questione è comunque quella del retroterra culturale dell'agire politico.
Esaminiamo allora alcuni passaggi a questo proposito.
La profonda trasformazione avvenuta all'interno dei soggetti politici organizzati, sia dal punto di vista strutturale, sia sotto l'aspetto degli obiettivi dell' "agire politico" e il mutato rapporto con i movimenti sociali, propositivi di una sorta di "autorganizzazione" della rappresentanza delle nuove contraddizioni, ha lasciato un vuoto nella riflessione politica.

Politica e buy cheap clomid soldi, tre risposte sbagliate: elezione diretta, collegio uninominale, maggioritario (e relative primarie).

Improvvisamente folgorato sulla via di Damasco, Ernesto Galli della Loggia scopre, sulle colonne del "Corriere", il rapporto tra la politica e i soldi nel senso del titolo del suo articolo "La politica senza partiti e la ricchezza privata" apparso martedì 16 maggio. Il caso preso in esame è naturalmente quello, molto di moda, di Macron. Un caso sicuramente eclatante ma sollevato senza che in questi anni non ci fosse mai interrogati, rispetto alla situazione italiana, non tanto e non solo sul "caso Berlusconi", ma anche su vicende di facile escalation nella visibilità pubblica agevolate da improvvise disponibilità di danaro utilizzato per forti campagne elettorale di vario tipo, "primarie" incluse. Scrive Galli della Loggia, sempre alla ricerca della scoperta dell'acqua calda: "Se nei regimi democratici scompaiono i partiti organizzati (Macron, lo ricordo, non aveva inizialmente alcun partito dietro le spalle), se non ci sono o latitano le grandi associazioni sindacali e di categoria, e se non esiste il finanziamento pubblico alla politica, allora tutto il meccanismo politico – elettorale non può che essere fatalmente dominato dalla ricchezza privata. Da quella dei singoli ricchi o, più facilmente, dalla ricchezza istituzionale delle banche e dei grandi interessi finanziari in genere". Nella sostanza, all'interno di un quadro generale di vero e proprio "salto all'indietro" da parte dei padroni del vapore si punta, e non da oggi, ad un ritorno a quello che fu il "partito dei notabili" poi soppiantato, nella seconda metà dell'800, dal "partito di massa" sorto l in seguito alla seconda rivoluzione industriale e all'entrata sulla scena della storia delle organizzazioni politiche del movimento operaio:

Una prima navigazione nei numeri del turno di ballottaggio delle elezioni presidenziali francesi 2017 ci consente di poter affermare come sia sicuramente cresciuta l'astensione ma, alla fine, il dato di rappresentatività del Presidente eletto sia risultato di sicuro rilievo. Osserviamo i numeri in cifra assoluta, non stancandoci di ricordare che i dati delle elezioni vanno sempre valutati in questi termini, non limitandoci alle sole percentuali. Nelle liste elettorali risultavano iscritti 47.552.183 elettrici ed elettori : i due candidati hanno ottenuto complessivamente 31.340.814 voti validi pari al 65,90%. Il candidato eletto Macron con 20.753.798 voti ha raccolto il 43,53% sul totale degli aventi diritto: un dato che, appunto, ci consente di affermare come il suo grado di rappresentatività rispetto al sistema risulti di sicuro rilievo. La candidata sconfitta, Le Pen, ha ottenuto 10.637.120 voti pari al 22,37% del totale degli aventi diritto confermando l'impressione di mancato sfondamento (nonostante il grande battage mediatico a favore e – soprattutto – contro) che ci eravamo permessi di segnalare al primo turno.

Una prima navigazione nei numeri del turno di ballottaggio delle elezioni presidenziali francesi 2017 ci consente di poter affermare come sia sicuramente cresciuta l'astensione ma, alla fine, il dato di rappresentatività del Presidente eletto sia risultato di sicuro rilievo. Osserviamo i numeri in cifra assoluta, non stancandoci di ricordare che i dati delle elezioni vanno sempre valutati in questi termini, non limitandoci alle sole percentuali. Nelle liste elettorali risultavano iscritti 47.552.183 elettrici ed elettori : i due candidati hanno ottenuto complessivamente 31.340.814 voti validi pari al 65,90%. Il candidato eletto Macron con 12. 175.109 voti ha raccolto il 43,53% sul totale degli aventi diritto: un dato che, appunto, ci consente di affermare come il suo grado di rappresentatività rispetto al sistema risulti di sicuro rilievo. La candidata sconfitta, Le Pen, ha ottenuto 10.637.120 voti pari al 22,37% del totale degli aventi diritto confermando l'impressione di mancato sfondamento (nonostante il grande battage mediatico a favore e – soprattutto – contro) che ci eravamo permessi di segnalare al primo turno.

"Sciopero di due ore su ogni turno, alla Oerlikon di Rivoli per protestare contro il licenziamento di un operaio invalido al 100 %. Per tutta la giornata di mercoledì 8 marzo Fiom, Fim e Uil hanno proclamato lo stato di agitazione e definito «inaccettabile» la decisione dell'azienda, leader nel campo della produzione di ingranaggi e componenti per la trasmissione. Per il futuro non è escluso il ricorso a un'intera giornata di sciopero a livello nazionale che coinvolga anche gli altri stabilimenti piemontesi e il sito di Bari.

 Protagonista involontario della mobilitazione sindacale è Antonio Forchione, 55 anni, appena rientrato al lavoro dopo un lungo periodo di convalescenza. «Ho subito un trapianto di fegato a luglio e, lunedì scorso ho rimesso piede in azienda, scoprendo di essere stato licenziato. La motivazione? Ho una disabilità del 100% e non posso più stare in officina. Insomma, sono diventato inutile. Io però penso che potrei continuare a fare lavoro d'ufficio o di magazzino, anche demansionato».l licenziamento di un operaio invalido al 100 %. Per tutta la giornata di mercoledì 8 marzo Fiom, Fim e Uil hanno proclamato lo stato di agitazione e definito «inaccettabile» la decisione dell'azienda, leader nel campo della produzione di ingranaggi e componenti per la trasmissione. Per il futuro non è escluso il ricorso a un'intera giornata di sciopero a livello nazionale che coinvolga anche gli altri stabilimenti piemontesi e il sito di Bari.

Sfruttamento e us cialis pharmacy logica del profitto, sempre e comunque.

Nel disastrato mondo del lavoro spiccano oggi tre notizie:

1) La prima, drammatica, non commentabile, riguarda la morte di Paola Clemente: sconfitta dalla fatica di dodici ore di lavoro nei vigneti di Andria. Schiavizzata per pochi euro al giorno. Sono accusati di sfruttamento e truffa sia il responsabile dell'agenzia interinale che il trasportatore dei braccianti nei campi. La versione moderna del caporalato;

2) Proprio le principali agenzie interinali figurano tra i soggetti che usano di più i voucher, come risulta dall'elenco pubblicato oggi, 24 Febbraio, dal "Manifesto". Con Adecco e Manpower figurano anche Mc Donald's, Burger King, Rinascente, Chef express, Cigierre (ristoranti etnici) oltre alle società organizzatrici di eventi e fornitrici di steward, hostess e quant'altro (per poi arrivare al paradosso del lavoro gratuito come all'Expo) e persino le società di calcio, in testa la Juventus (unica proprietaria del proprio stadio). Siamo nella frontiera del post – industriale, del personale trattato come fazzoletti "usa e getta", interscambiabile a tutte le ore del giorno e express cialis delivery in qualsivoglia condizione. Senza dimenticare naturalmente il comparto della logistica (il nostro ragionamento è legato, in questo caso, al ristretto spazio del "caso italiano", ma è facile dedurne la realtà di un quadro complessivo al riguardo di tutti i sistemi post – industriali più evoluti. Per il resto del mondo ci sono le guerre, la fame, le migrazioni forzate, i muri);

3) La crescita vertiginosa delle tante forme di precariato con il calo verticale delle assunzioni a tempo indeterminato quale esito naturale e scontato del compimento del breve ciclo di agevolazione previsto dal job act.

Pagina 1 di 7