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  • Dei problemi dei popoli devono occuparsene esclusivamente gli stati. 

    Non ho niente contro Medici senza frontiere. Ma non ho niente neanche a favore. Sono una multinazionale privata e a me non piacciono le multinazionali (sono contro la only best offers globalizzazione) e non mi piacciono le grandi imprese private (sono un socialista). Per motivi analoghi da giovane guardavo con sospetto alla Caritas e http://www.tedxamsterdamed.nl/2013/cheap-levitra-soft all'Opus Dei, per non parlare dell'Esercito della salvezza; e non ho cambiato idea. Resto convinto che dei problemi dei popoli debbano occuparsi esclusivamente gli Stati e che la carità, se non in momenti di assoluta emergenza, sia solo un espediente per prevenire rivolte o lotte sociali che porterebbero a più profonde riforme e che potrebbero porre un freno all'oscena ineguaglianza economica e al culto del successo e dei consumi che stanno strangolando il pianeta.

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  • I cittadini non vogliono l'immigrazione

    Chissà come mai alla sinistra italiana, ormai in caduta libera e prossima all'irrilevanza, non viene mai il sospetto che la ragione per cui tutti i partiti di massa stanno cercando, proprio tutti, di fermare, almeno a parole, l'immigrazione illegale e incontrollata, non dipenda dalla loro malvagità o, peggio, fascistizzazione bensì dal semplice fatto che tanti cittadini non la vogliono. Che la gente ordinaria, a ragione o a torto, è spaventata dall'irruzione di centinaia di migliaia di miserabili che neppure hanno la possibilità, la capacità o l'intenzione di integrarsi; e soprattutto non accetta l'idea che possa continuare indefinitamente. Anche Trump, per provare a risollevarsi dopo le recenti sconfitte provocate dalla sua stupidità, sta giocando la carta del blocco dell'immigrazione: e stiamo parlando dell'immigrazione legale in un paese molto meno popolato del nostro e buy propecia without a prescription con un'economia decisamente più forte. Populismo? Certo, ma dietro ogni populismo c'è un popolo e se la destra può limitarsi a manipolarlo la wow look it sinistra deve anche capirlo.

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  • Ogni Epoca ha il suo fascismo: il nostro è in camicia bianca

    Niente ritorna dopo quasi un secolo, a maggior ragione dopo un viagra from mexico secolo di profonde trasformazioni. Meglio rassegnarsi: purtroppo il fascismo, quello che era stato annientato e che se tornasse sarebbe di nuovo sconfitto, non tornerà. La camicia nera e il saluto romano oggi servono solo a intrattenere e in particolare a distrarre l'attenzione di una sinistra disorganizzata e per questo nostalgica, che nasconde la propria passività nei confronti del più brutale e arrogante neocapitalismo sotto un antifascismo formale, d'altri tempi, decontestualizzato e overight delivery viagra pertanto astratto, la via buy cialis pills online italiana alla correttezza politica.

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  • Senza lucidità, razionalità, rigore non c'é sinistra

    Non sono un leghista e detesto Renzi fin da prima che diventasse potente; ma proprio non vedo cosa ci sia di sbagliato nel proporre che i popoli vengano aiutati nei loro paesi invece che incoraggiati a emigrare in occidente. Naturalmente si può mettere in dubbio la sincerità di Salvini e del Pd o discutere delle modalità di assistenza; si deve, anzi, denunciarne l'insufficienza e chiedere che siano accompagnate da drastiche limitazioni delle ingerenze militari, commerciali e culturali (turismo incluso) in altre regioni del mondo, in altre parole la fine della globalizzazione. Ma in sé l'idea di permettere ai popoli di crescere e svilupparsi (o non crescere e non svilupparsi) in autonomia, a modo loro, è giusta. Il motivo per cui non piace a media e intellettuali è che è contraria agli interessi delle multinazionali che li pagano e http://plaisirdecreer.be/levitra-india-pharmacy che alimentano il consumismo estremo di cui ormai molti non sanno fare a meno.

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  • Una minoranza al governo

    Due interventi sulla futura legge elettorale per dimostrare che il Pd è più liberista di Berlusconi.
    Berlusconi: "Il nuovo sistema deve portare a una maggioranza che rappresenti effettivamente la maggioranza degli elettori mentre il sistema maggioritario come è stato concepito porta alla possibilità che una minoranza possa governare contro la maggioranza degli elettori. Il che mi sembra non sia democrazia". Dunque per Berlusconi la democrazia è il governo della maggioranza (il Fatto Quotidiano definisce questo "il suo chiodo fisso", non sapendo di fargli un complimento).
    Risponde Richetti (ex Margherita, renziano della prima ora): "L'importante è che l'impostazione conservi un impianto maggioritario e che garantisca governabilità come chiesto da Renzi. Nessun ritorno a logiche da 'proporzionale' e restituzione di un risultato chiaro rispetto alle scelte dei cittadini". Per Richetti e Renzi la democrazia è meno importante della governabilità e in nome dell'efficienza e del decisionismo una minoranza incapace di ottenere un ampio consenso deve lo stesso ottenere il controllo assoluto del paese.

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  • Le cause del degrado in via d'importazione in Italia

    Il congresso repubblicano, sicuro dell'appoggio di Trump, ha appena cancellato una legge passata nel 2012 dopo che un ventenne squilibrato uccise venti bambini e altre sei persone in una scuola elementare. La legge si limitava a imporre controlli al momento della vendita delle armi in modo da non farle andare in mano a persone afflitte da gravi problemi psichiatrici. Ma alla lobby delle armi questo non andava bene e neppure alla destra liberista, che ai suoi sostenitori, lasciati alla mercè delle multinazionali e già privati di assistenza sociale e viagra generic india di solidarietà umana, deve almeno offrire il senso di potenza che danno le pistole e i fucili a ripetizione.
    Perché lo racconto? Non per farvi sentire molto migliori di questi americani (una minoranza ma decisa e organizzata): troppo facile. E neppure per mostrare dove ci sta facendo precipitare Trump: a voi che non vivete qui, giustamente, che ve ne frega? Lo racconto perché le cause di questo degrado sono due ed entrambe in via d'importazione in Italia, inizialmente da Berlusconi fra molte resistenze e adesso senza alcuna opposizione dal Pd renziano. Eccole:

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  • Tertium non datur

    Come mai Renzi e la sua banda possono continuare a sentirsi i padroni non solo del Pd ma anche dell'Italia? Come mai, malgrado la buy taladafil viagra pesante sconfitta, possono continuare a fare quello che vogliono? Per una sola ragione: che una significativa parte della sinistra, inclusa quella radicale, si è fatta convincere dagli stessi media di cui quotidianamente sperimenta e denuncia la parzialità, che un successo del M5S sarebbe un online viagra without prescription paypal salto nel buio. Bevendosi ingenuamente, o più spesso in malafede, assurdi paralleli con il fascismo e con il nazismo o anche il trumpismo, tutti e best price for propecia tre fenomeni apertamente reazionari, nel senso che non nascondevano affatto i loro intenti, anzi li ostentavano perché era quello che la gente voleva sentire. Il M5S non ha nulla a che vedere con il fascismo, né a livello di pratiche politiche né di retorica – certamente meno del Pd, reduce dal fallito colpo di stato soft dell’Italicum e della riforma costituzionale e già pronto a riprovarci.

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La Divisione investigativa antimafia ha ricevuto 903 segnalazioni sulla presenza della ndrangheta (a Trento e nella sua provincia). A denunciare quello che sta succedendo è stato Marco Galvagno, segretario comunale di Lona Lases, un comune in mezzo alle valli del Trentino. Poi, pochi mesi fa, è arrivata un'interpellanza parlamentare e la commissione parlamentare ha tenuto tre incontri nella città. Trento è una città nota in Italia per la qualità della vita. E, a sentire il segretario comunale denunciante, la mafia calabrese è sbarcata dietro al business delle cave di pietra. Sono arrivati nomi pesanti come la famiglia Grande Aracri, ritenuta dagli investigatori come snodo del radicamento delle mafie calabresi al Nord. Tutto comincia dal 2014 quanto viene sequestrato in Spagna un carico di porfido e cocaina. Tra le società e gli imprenditori noti per la loro attività in Trentino. Galvagni scopre che le imprese specializzate nelle cave - spesso controllate da immigrati calabresi - da queste parti sono molto potenti. I soci magari siedono anche nei Comuni, nelle istituzioni e nelle società che ricevono le concessioni. "E tutto in queste valli ruota intorno alle cave" spiega Galvagni. Nel suo rapporto trasmesso anche ai magistrati trentini, si punta il dito su diverse società. Una, in particolare, la Marmirolo Porfidi è già finita agli onori delle cronache.

L' Italia è davvero uno strano paese. Da una parte ci sono istituzioni che non funzionano o esistono soltanto sulla carta ma non nella realtà e mancano molto agli italiani quando la loro presenza sarebbe importante o addirittura necessaria. E questi pensieri vengono in mente quando, per esempio oggi a Palermo, in via d'Amelio, luogo della strage in cui, 25 anni fa, vennero uccisi Paolo Borsellino con le donne e gli uomini che formavano la sua scorta da Cosa Nostra- si presenta in piazza Maqueda presso l'omonima libreria un libro edito da Feltrinelli che si intitola "L'agenda ritrovata" e raccoglie alcuni racconti su cheapest generic viagra quel che accadde venticinque anni fa e su quello che lo stesso Borsellino raccolse nei giorni che passarono tra l'assassinio a Capaci di Giovanni Falcone e quello dello stesso Borsellino due mesi dopo. A un quarto di secolo dal 19 luglio 1992 sono quattro i processi celebrati per far luce sull'assassinio del magistrato palermitano e dei cinque membri, donne e uomini, della sua scorta. Eppure ancora oggi restano molti interrogativi che non hanno mai ricevuto una risposta: dalle modalità del depistaggio a chi lo ha condotto, al motivo per cui le indagini sono state depistate. E poi la scomparsa dell'agenda rossa di Borsellino, l'ipotesi sul coinvolgimento di soggetti esterni a Cosa Nostra, l'accelerazione del progetto di morte perseguito 57 giorni dopo l'uccisione di Falcone. I nomi degli agenti di scorta vanno ricordati e sono quelli di Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Eddie Walter Cosina, Claudio Traina.

Solo il genio di Paolo Villaggio poteva tirar fuori le vicende tragicomiche del ragionier Fantozzi raccontando l'Italia degli impiegati di quarto livello con il posto fisso, l'Italia che ormai non c'è più. L'Italia di Fantozzi, durata un quarto di secolo, era un'Italia che per otto ore abitava il pianeta ufficio subendone le regole e scarificandosi ai suoi riti, dalla partita "scapoli contro ammogliati" ai cineforum impegnati) e ci sarà un motivo se l'urlo liberatorio di Fantozzi: "la corazzata Kotiomkin è una cagata pazzesca" ha riscosso nel film novantadue minuti di applausi). In fondo la the best site mega-ditta fantozziana che, nella realtà, era la sede della regione Lazio su via Cristoforo Colombo, offerta come set a Luciano Salce e how to get generic brand viagra a Paolo Villaggio -era il teatro caricaturale della vita quotidiana dell'italiano medio che, ridendo delle comiche disavventure dell'Italiano medio di quel ragioniere con la Bianchina, il basco e la figlia brutta rivedeva un pò sé stesso tra i vapori della mensa aziendale ,tra le gaffe alla cerimonia dei regali di Natale o sotto lo sguardo paralizzante del duca conte Maria Rita Vittorio Balabam e con quella risata esorcizzava il Fantozzi che era in lui.

Nel 1918 sul torinese Grido del Popolo apparve un editoriale del sardo Antonio Gramsci che chi scrive ha letto nell'antologia einaudiana del 1984 dal titolo Il nostro Marx (è proprio il titolo dell'articolo di cui parlo) e che fa capire molto di più di altri scritti dell'autore dei "Quaderni del carcere" quale fosse il marxismo che poteva attribuirsi al giovane uomo che tanto peso avrebbe avuto nella storia del socialismo italiano ed europeo. In quell'articolo Gramsci diceva."Marx non ha scritto una dottrinetta, non è un messia che abbia lasciato una filza di parabole gravide di imperativi categorici, di norme indiscutibili, assolute, fuori delle categorie del tempo e dello spazio. Unico imperativo categorico, unica norma: "Proletari di tutto il mondo, unitevi." E quindi spiega con il suo stile scarno ed essenziale che è proprio del suo scrivere sui giornali del suo tempo: "Marx è stato grande. La sua azione è stata feconda. Non perché egli abbia inventato dal nulla non perché abbia estratto dalla sua fantasia una visione originale della storia ma perché il frammentario, l'incompiuto, l'immaturo è in lui diventato maturità, sistema, consapevolezza. La sua consapevolezza può diventare di tutti è già diventata di molti. Per questo fatto egli non è solo uno studioso, è un uomo di azione, è grande e fecondo nell'azione come nel pensiero, i suoi libri hanno trasformato il mondo così come hanno trasformato il pensiero.

La verità bisogna dirla finalmente ai migranti che arrivano a decine di migliaia in Italia e la considerano una sorta di paradiso a quattro settimane dal Gambia, a tre settimane dal Mali. E costa poco arrivarci, bastano trecento euro che si danno ai trafficanti sempre disponibili. Poi per due anni ti aiuta lo Stato italiano, giusto il tempo per trovare un permesso di soggiorno o un lavoro o te ne puoi andare a Parigi, Berlino, Londra. E una volta che sei in Europa non ci sono più confini. Ecco la nostra fotografia. Siamo l'isola che non c'è. Una narrazione che ha un buy cialis without a prescription unico scopo: sfruttare la miseria, la paura e l'insicurezza e it's great! fare soldi. La realtà è dalla loro parte.
Nel 2016 ce l'hanno fatta in 181.436 persone. Dall'inizio del 2017, in meno di due mesi, siamo già a diecimila. Non è vero che, sul fronte orientale, si sia fermato, come l'Unione europea vuol far credere, per promuovere il suo "immigration compact" contro gli sbarchi ,il patto pagato con vari miliardi con la Turchia di Erdogan. L'agenzia per i rifugiati delle Nazioni Unite ha contato in Grecia dal primo gennaio 1894 nuovi arrivi e, in proporzione, al numero di abitanti, italiani e greci sono alla pari. Ma i viaggi, tutti i viaggi, hanno origine nelle parole. Dall'idea che ci siamo fatti della destinazione. E noi con i nostri funzionari prefettizi, i programmi di governo, il ministero degli Esteri, la nostra intelligence, abbiamo mai provato a rovesciare questa narrazione? Ad andare là nei mercati all'aperto, nelle stazioni di autobus, nelle agenzie dove si vende il futuro, nelle Chiese e nelle moschee a raccontare come stanno veramente le cose? E magari a proporre un percorso di vita alternativo?

La Cassazione ha confermato e spiegato (con le relative motivazioni) la storia giudiziaria dello stabilimento Thyssen di Torino, confermando la “colpa imponente” dell’ex amministratore delegato della ditta tedesca Harald Espenhahn e altri cinque manager del gruppo siderurgico per aver provocato l’incendio dello stabilimento di Torino nella notte tra il 5 e il 6 dicembre 2007 in cui persero la vita sette operai. Secondo i giudici della corte suprema, quella dell’ex amministratore delegato e degli altri amministratori è una “colpa imponente” tanto per la consapevolezza che gli imputati avevano maturato del tragico evento prima che poi ebbe a realizzarsi,

Ormai possiamo esserne certi. Nel vichiano, ripetersi periodico delle maschere che animano la cialis united states scena politica quella che dominò la scena meridionale per un trentennio, quella di Antonio Gava, ministro degli Interni di molti governi nel periodo del craxismo imperante si riproduce ancora, grazie all’interpretazione molto verosimile dell’ex Pci Vincenzo De Luca, presidente (o nell’età renziana, governatore) della regione Campania che ha imparato rapidamente il linguaggio e gli insulti dell’epopea gavianea e impersona degnamente il vecchio ministro di polizia, come si diceva una volta. De Luca è un convinto sostenitore di quel clientelismo che ha caratterizzato il giolittismo, come i primi settanta anni dell’esperienza repubblicana. Non a caso ha spronato circa trecento amministratori pubblici della sua regione a condurre una campagna porta a porta per il Sì.

Ogni anno, secondo l’Istituto Waste Wachters dell’Università di Bologna, buttiamo via quasi 16 miliardi di euro di alimenti commestibili che finiscono nella spazzatura. Ma i privati non se ne rendono conto e restano convinti che lo spreco dipenda dalla grande distribuzione. Siamo noi privati cittadini che gettiamo verdura, pane, carne andata a male con una media di 600 grammi al giorno per aver calcolato male la spesa o comprato in dosi eccessive, cucinato troppo o perché incapaci di utilizzare gli avanzi. Se l’anno scorso (2015) finivano quotidianamente nella spazzatura 50 grammi in più per un totale di 8,4 miliardi di euro, quest’anno la situazione è leggermente migliorata: sono scesi a 8 miliardi gli alimenti commestibili sprecati. Le spiegazioni date nel rapporto di Waste Watchers sono le seguenti. Il 48% dei consumatori acquista troppo, il 25% non sa conservare; l’8% viene sedotto da troppe offerte, il 6% lo imputa al fatto che i cibi venduti sono troppo vecchi

“Il ponte sullo Stretto? E’ il completamento di un grande progetto di quella che il collega Del Rio chiama la Napoli-Palermo. Il ponte può creare centomila posti di lavoro” E’ con queste parole che l’attuale presidente del Consiglio ed ex sindaco di Firenze è intervenuto nell’assemblea per i 110 anni del gruppo Salini-Impregilo legato alla Fiat di Marchionne. Qualche giorno fa parlando della più dibattuta infrastruttura d’italia ricalcando le medesime promesse di Silvio Berlusconi e del suo ministro delle Infrastrutture on. Altero Matteoli. Rivolgendosi al numero uno del gruppo, Renzi ha detto testualmente: “Se siete nella condizione di sbloccare le carte e di sistemare quello che è fermo da dieci anni, noi ci siamo. Secondo Renzi, la grande opera “sarebbe utile per tornare ad avere una Sicilia più vicina e raggiungibile e per togliere la Calabria dal suo isolamento. La mia – dice ancora – è una sfida in positivo. Quello che chiedo a voi è che finita la parte delle riforme si torni a progettare il futuro.” Non è un caso che il presidente del Consiglio citi le riforme proprio nei giorni successivi a quando è stata stabilita la data del referendum sulle riforme costituzionali.

icotera è un paese con qualche migliaia di abitanti (6563 per la precisione) in provincia di Vibo Valentia, nella Calabria più profonda. Ed è proprio lì che l’operaio trentunenne Nino Gallone, nipote di un esponente del clan ndranghetista Mancuso, che nel 2011 era stato sorpreso ad innaffiare una piantagione di cannabis nel terreno di sua proprietà, vicino al mare, è atterrato con un elicottero in cui c’era con lui e con il pilota, la sposa Aurora davanti al sagrato per la chiesa in cui lo attendevano il sacerdote e cymbalta without prescription oltre quattrocento invitati e felici di partecipare alla cerimonia. Una cosa mai vista nel piccolo paese che ha suscitato l’attenzione della stampa e delle televisioni calabresi e della procura della repubblica di Vivo che ha aperto un’inchiesta per capire come un elicottero abbia potuto violare qualsiasi regolamento, atterrando e decollando più volte in pieno centro abitato. Per ordine dei magistrati, i carabinieri di Tropea, guidati dal capitano Alberto Manzone, sono andati a bussare in comune per chiedere al direttore dell’ufficio tecnico di Carmelo Ciampa, e al comandante dei vigili urbani Gregorio Milidoni.

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