Uomini di cui si è perso lo stampo- Sandro Pertini
Il 23 Febbraio 1933 dal carcere di Pianosa Sandro Pertini scrive alla madre adorata questa lettera e protesta per la domanda di grazia inviata a Mussolini:” Mi sento umiliato al pensiero che tu, sia solo per un solo istante, abbia potuto supporre che io potessi abiurare la mia fede politica pur di acquistare la libertà. Come si può pensare che io, pur di tornare libero, sarei pronto a rinnegare la mia fede? E privo della fede cosa può importarmi della libertà? La libertà, questo bene prezioso,tanto caro agli uomini, diventa un sudicio straccio da gettar via, acquistato al prezzo di questo tradimento....Mi lasci in pace, con la mia condanna, che è il mio orgoglio e con tutta la mia fede, che è tutta la mia vita”.
Lunedì 27 ho partecipato, su invito della giunta, alla intitolazione del parco, in via Montebello Della battaglia a Sandro Pertini. Eravamo pochi intimi e ho fatto presente al Sindaco che l'amministrazione avrebbe potuto e dovuto coinvolgere la città e le scuole, chiedendo anche ai ragazzi di fare una ricerca per conoscere vita e opere di Sandro Pertini. Io sono stato invitato, su segnalazione del Prof Ferloni, per la mia conoscenza e frequentazione del Presidente della Repubblica “ più amato dagli italiani”. Poichè nemmeno la stampa, forse, era stata informata, scrivo queste righe che riprendono quanto ho detto lunedì scorso. Ho militato nel PSI con Pertini dal 1957 al 1981 quando ne sono uscito per dissensi con Craxi sulla “questione morale” Devo dire che nel Partito noi della sinistra socialista lombardiana guardavamo Pertini con qualche diffidenza perchè rifiutava ostinatamente l'appartenenza a una qualsiasi corrente del partito.