Bambini lasciati soli dallo Stato; cresciuti fuori dalla legalità. Uno Stato che abbandona i suoi figli, che permette che vengano “uccisi” nel recarsi a scuola al mattino, non può considerarsi uno Stato garantista e democratico. Borsellino, Falcone, lasciati soli, hanno perso la loro vita in nome della Dea “Giustizia!”. Oggi, un duro cammino, fatto non di sassolini ma di macigni sulle spalle, spetta ai nostri ragazzi per costruire il loro futuro, quel futuro che noi, adulti, società civile degli anni 90, abbiamo strappato, sradicato, reso incerto. Cresciuta nelle “parole” delle morte bianche, delle morte degli intellettuali e degli “eroi” di giustizia, da Aldo Moro a Falcone a Rita Adria, “ a picciridda di Borsellino”, l’unico modo che conosco per difendere me stessa, i ragazzi, le donne intimorite dalla violenza, sono gli esempi lasciatomi dal loro modo di agire, dalla loro indignazione, dal loro amore per la legalità e la giustizia. Ai ragazzi, futuro della nostra intellettualità e cultura, anche in ricordo di Melissa, l’altra eroina finita nell’ ”albergo del Paradiso di Falcone”, Vorrei loro urlare di indignarsi, di dire: NO alla Mafia; NO alla illegalità; NO alla Violenza; No al Pizzo; No .. No .. No!. Rompete il silenzio giovani del terzo millennio, su di voi pesa il risveglio della legalità; indignatevi, denunciate, protestate e non “abbassate mai il Vs. capo”! Il grande Borsellino disse che la vergogna è lo strumento idoneo per sconfiggere la mafia e la illegalità; fatela sentire scendendo in piazza contro coloro che hanno ucciso, ricattato, fatto estorsione ad imprenditori; fate sentire il Vostro NO, e fateli vergognare a loro tutti, anche ai componenti della loro famiglia. Isolateli nella comunità ma non isolate mai l’eroe che combatte contro l’illegalità. Non permettete che siano gli altri a decidere per voi e protestate unendovi insieme, perché, una di voi, una ragazza del sud, con le vostre stesse tematiche, con le vostre stesse difficoltà che appartengono a questo sud arido ma nello stesso tempo rappresentativo delle vostre origini e del vostro animo, è stata ,impunemente, come Giovanna D’Arco, sacrificata per colpire l’unica Dea per la quale vale la pena lottare, morire e protestare, la “Giustizia”!. Come l’imprenditore Calabrese, Pino Masciari, perseguitato dalla mafia per aver denunciato ed urlato il suo NO al pizzo, No alla mafia e alla estorsione, non abbiate paura di denunciare fatti e violenze al Vs. Preside, al Vs. Insegnante, ai Vs. genitori, ad un adulto che sia a voi vicino.
A Voi, giovani ragazzi, in nome di Melissa, va l’onere e la responsabilità, la presa di dignità, di urlare NO ALLA MAFIA!.
Uno Stato, un Governo, partiti in crisi, improntati solo su tagli alle spese della Giustizia. Non si esce dalla crisi tagliando la Dea Giustizia; non si resta in democrazia se i Nostri figli vengono uccisi barbaramente; non si può pensare che una altra “stazione di Bologna” resti impunita. Lo Stato ha l’onere di rivedere la macchina farraginosa della Giustizia e non di certo tagliando e sopprimendo Tribunali in Presidi fortemente malavitosi, riuscirà a sconfiggere la mafia o a garantire la vita ai suoi figli. Altre sono le spese da rivedere, altre sono i tagli da eseguire. Ricordiamo ai Politici: “ che non svolgono il ruolo che loro compete, di legiferare. Parlate della mafia, parlatene alla radio, in televisione, sui giornali. Però parlatene. La Casa Giustizia è la casa di tutti i cittadini... Se si continua cosi.. senza affrontare un piano globale per la giustizia con interventi che dovrebbero arrivare almeno al 3% del Bilancio Nazionale è chiaro che la situazione continuerà a diventare sempre più incontrollabile... i POLITICI appariranno ai funerali, proclamando Unità di intendi per risolvere questo problema e dopo pochi mesi saremo sempre punto e d'accapo...”( Paolo Borsellino ).
Graziella Algieri