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  •  Massicci riconoscimenti giuridici e scarsa tutela reale
    Tassare ulteriormente il risparmio  dal 20 al 26 % ,oltre al già 2% ( in pratica una patrimoniale )  esistente applicabile  sul nominale in giacenza nel Dossier Titoli,  significa vanificare il  risparmio già tanto tassato sia con imposte e tasse dirette sia con quelle indirette  come anche l’inflazione o tecniche analoghe.  Chi ha interesse a vanificare il  risparmio ?! Il più grande debitore. Chi è il più grande debitore ?! Lo Stato,  a cui gli italiani consegnano il proprio risparmio investendolo sotto  forma di Bot e forme analoghe e che lo Stato dovrà restituire alla scadenza. Ora  se lo Sato vanifica il risparmio dei cittadini  è consequenziale che vanifica anche il Suo debito e ne trae un vantaggio  a spese dei cittadini risparmiatori . Lo può fare con varie tecniche: imposte, tasse, rendimenti formali, inflazione , etc.  come è   in pratica . Tralasciamo le banche  a cui lo Stato da con  la mano sinistra  e prende con la destra . A titolo esemplificativo  in proposito  alcuni  articoli della Costituzione : 
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  • Non sto serena

    di Giulia Rodano

    Nel governo la metà dei ministri sono donne. Ma io non sto serena. Rimane qualcosa che non mi convince, anzi, per dirla tutta, che mi irrita, un sassolino nella scarpa o una briciola tra le lenzuola. Non sto serena  perché solo qualche settimana fa una giovane donna in gamba è rimasta fuori dal Consiglio regionale della Sardegna, nonostante avesse raccolto oltre il 10% dei consensi. E non ho sentito una sola parola di condanna su una legge elettorale così infame, Anzi la Tavola della parità ha ribadito la richiesta di modifiche corporative all’ Italicum, che tanto somiglia alla legge sarda. Non sto serena perché delle donne ministro una è portatrice di clamorosi conflitti di interesse, un’altra intende governare la scuola applicando invece che rovesciando le ricette devastanti dei suoi predecessori e perché della terza non ho sentito una sola parola conto gli F35. E siamo solo alle prime battute. Mi si dirà, ma potrebbero fare altrettanto gli uomini. E vero. E quindi non basta che ci siano le donne per farmi essere serena.

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  • ENORME PROBLEMA

    di Luigi Caroli

    Italia, Lombardia, Milano e – probabilmente anche il tuo condominio – hanno un identico, enorme problema. La CORRUZIONE.

    Si è ormai diffusa – come una metastasi – in tutti i gangli della società intaccando anche le più piccole istituzioni. Perfino l’arte (raccontava mercoledì un famoso artista in un convegno)!

    CULTURA e lettere?

    Le prime tre, se diventano quattro, valgono oro.

    Dopo le istituzioni politiche si stanno sfarinando le università e le associazioni di categoria, piccole e grandi.

    Perfino le ONLUS, sempre più diffusamente, diventano centri di autoassistenza.

    Nei COMITATI ricompense per pochi inducono talvolta a CAMBIARE idea e CANALE.

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  • Una'analisi di Roberto Scafuri sul Il Giornale su probabili scenari

    di Roberto Scafuri

    Mentre Pippo Civati riflette, le cose accadono. Accade che Matteo Renzi faccia un governo mettendo alle corde il proprio partito e, nel frattempo, lui che è multitasking, apra già forni diversi da quelli del Nazareno, persino risolvendo tra la Direzione di oggi e sabato l'annosa questione dell'adesione al Pse (ormai una sola voce contraria, Beppe Fioroni).  Accade poi che palesemente - tanto al Senato, quanto alla Camera - il Pd non si limiti al mugugno, ma applauda entusiasticamente la Restaurazione di Letta e Bersani. «Una ferita, ma non vedo scissioni», secondo Cuperlo. Eppure un renziano come Boccia già prende atto che ci si fermerà assai prima della fine della legislatura: «Voto tra un anno? Spero di no, ma temo di sì». Accade, infine, che scoppi il dissenso dentro M5S e che da pietruzza si trasformi in movimento franoso.

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  • Una riflessione sul passato e sul futuro dei valori evocati dalla parola "Socialismo".

    di Andrea Foti

    Mi sono chiesto quali radici potranno essere così forti da riuscire a sopportare il peso delle problematiche enormemente complesse della società odierna.


    Il quadro sociale subisce una trasformazione continua a velocità crescente, le logiche tradizionali a blocchi sono ormai retaggio di un lontano passato, oggi si combatte attraverso alleanze momentanee di convenienza; questo è vero tanto sul mercato quanto in politica tra schieramenti e tra paesi.

    Il mercato e le potenze finanziarie sono divenute ormai a tutti gli effetti attori politici a livello nazionale ed internazionale.

    Gli strumenti in mano al “Capitale” sono estremamente potenti e al contempo difficilmente controllabili data la loro mobilità ed internazionalità e grazie anche alla inarrestabile rivoluzione tecnologica che abbatte inesorabilmente la necessità di forza lavoro umana.


    Occorre pertanto ridefinire i caratteri costitutivi del socialismo moderno per fondare una lotta politica che preveda e governi le trasformazioni sociali del XXI secolo a partire dal problema principe: il lavoro.

    Lo sforzo fondamentale del Capitale è quello di creare divisione nella forza lavoro attraverso strumenti atti a privare i lavoratori di qualsiasi tutela e di conseguenza di forza contrattuale.

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  • Urge una forza politica Socialista a Sinistra

    Dopo un ventennio di antipolitica e di botte da orchi ai partiti siamo purtroppo arrivati all’intolleranza verso i partiti causato dagli effetti devastanti della casta e del leaderismo sfrenato. Aveva cominciato Berlusconi con la sua discesa in campo nel 1994 insieme al suo partito-azienda. Il "dopo mani pulite" (o dopo tangentopoli), ha una coda lunga venti anni. Gli effetti del crollo dei partiti coinvolti e l'incapacità di adeguarsi alla politica pulita e normale, come nel resto dei paesi avanzati d’Europa, si sono dimostrati letali.  I partiti storici che avevano assicurato riferimenti e ideali certi, sono stati snaturati lasciano il posto all’anarchia personale e al caos. I movimenti o pseudo tali che ne sono derivati si sono dimostrati tossici alla stregua dei derivati finanziari. Si comincia con le liste e le forze politiche, Forza Italia con leader assoluto Berlusconi, Lista dei popolari con Prodi, l’elefantino con Fini, Lista Pannella-Bonino, Lista Pannella, Lista Liberal Sgarbi, Lista Occhetto Società Civile Di Pietro, Lista Di Pietro, Lista Dini, Lista Coscioni, Il Popolo della Libertà Berlusconi Presidente, Casini Unione di Centro, Scelta Civica Con Monti Per L’Italia, Rivoluzione Civile Ingroia, Mastella UDEUR, Ecologia Sinistra e Libertà con Vendola, Grillo ecc. ecc. 

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  • Ricorrenze: Togliatti, Gullo, Berlinguer

    di Giuseppe Pierino

                Ricorre quest’anno il 50°, il 40° ed il 30° anniversario della morte di Togliatti, Gullo e Berlinguer, figure che racchiudono gran parte dell’esperienza dei comunisti italiani. E può esser questa l’occasione per meditarne il retaggio, ripensare il ruolo dei comunisti nella storia del dopoguerra sino alle  scaturigini della crisi che ha sconvolto il Paese. L’Italia che ci troviamo nacque infatti con De Gasperi allorché il cammino intrapreso nel ‘44 per input di Togliatti – la svolta di Salerno e la scelta riformista e unitaria della democrazia progressiva – fu sbarrato dal rovesciamento della politica rooseveltiana e dalla guerra fredda cui De Gasperi aderì. Nella contrapposizione si distrussero risorse inestimabili e sotto l’egida degli S.U. imperversò un capitalismo selvaggio che se favorì la rapida industrializzazione del Paese, aggravò gli squilibri e precluse modelli di crescita alternativi socialmente più equi. L’impronta di Togliatti e Gullo restò impressa nella riconquista della dell’indipendenza e della libertà; nello sforzo ricostruttivo e nella fondazione dello stato nuovo: la repubblica e la costituzione. Ma quei guasti sono ora venuti al pettine, e la     crisi chiude quel ciclo suggerendo fastidiose domande sul declino che investe l’Italia e il suo l’incerto futuro.

    La deriva viene da lontano. Berlinguer l’intravide e invano cercò di fermarla con l’austerità, la questione morale, il compromesso storico. Cause e responsabilità appaiono più chiare, ma non fu       ininfluente il dissolvimento della sinistra comunista e il venir meno dell’opposizione. Non ha senso cercare gli errori della dirigenza postcomunista quando, spericolatamente, Renzi tenta di chiuder la partita. Bisognerebbe piuttosto spiegarsi per quali ragioni, intrinseche al vecchio PCI, sia potuto avvenire un così grave pervertimento, e la compenetrazione, la resa. Provare a risalire la china e come dice Asor Rosa a “ricreare una cultura politica della sinistra ancorata alla tradizione (tutto quel che c’è di buono al mondo ha un passato e una storia) e al tempo stesso moderna”, impatta altrimenti nodi irrisolti, ed è vana, elusiva. Mentre riflettere su Berlinguer come a Roma l’11 febbraio, su Togliatti e su Gullo pressoché dimenticato; e riconnettersi a quella esperienza e a quella tradizione, può diradare le nebbie e indicare una prospettiva diversa. Nella nascita della nostra democrazia deturpata nel tempo ed a rischio, Gullo ha un posto a sé. La sua formazione marxista, influenzata dal sodalizio con Bordiga ed intrisa d’istanze illuministe e laiche, ne fece una personalità dai forti principi, l’alfiere d’un umanesimo comunista sconosciuto. Niente a che vedere col ceto politico, pur molto diverso da quello attuale. Era per tanti versi un comunista atipico. Interpretò i bisogni, le speranze, l’animo più nascosto e nobile delle masse senza scadere mai in atteggiamenti populisti. E nessun uomo politico, a parte Berlinguer,  è stato amato come lui nel dopoguerra.

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Lunedì, 21 Maggio 2012 20:03

PROPOSTA DI LEGGE DI INIZIATIVA POPOLARE

di 

Relazione

I dibattiti sulle condizioni dell’economia e sulla crisi si suggueguono ma non si riflette abbastanza sul fatto che è difficile o, meglio, impossibile, impostare seriamente qualsiasi riforma senza prendere in considerazione la quota enorme di economia sommersa e criminale (mafiosa) che costituisce un terzo della ricchezza prodotta dal paese e stravolge tutti i dati sull’evasione fiscale e contributiva. Inquina, inoltre, i dati sull’occupazione poiché i due settori, messi insieme, occupano almeno 3,5 milioni di persone distribuite in tutte le regioni del paese. Nel 2004 Paolo SYlos labini, nella premessa del libro “IL topino intrappolato” scriveva all’autore:”Conoscevo già i problemi cui accenni e che tratti sistematicamente nel libro. Ma vederne l’elenco sintetico e costatare che, per ogni problema, sei riuscito ad individuare fonti e valutazioni attendibili mi ha molto impressionato; alcune delle stime non sono, e non possono essere, precise, ma considerate le fonti, credo che gli ordini di grandezza siano quelli. Ce n’è abbastanza da essere angosciati”. A sua volta Prodi: ” I dati che tu ricordi sono la prova del costo che l’illegalità fa ricadere sulla nostra economia e sulla nostra capacità di sviluppo. L’illegalità e la mancanza di regole feriscono a morte l’economia sana, impediscono lo sviluppo nelle regioni più povere, scoraggiano gli investimenti”. Più chiari di così i due professori economisti non avrebbero potuto essere. Alle stesse conclusioni è pervenuta la ricerca del 2010  su “economia illegale e criminale”- (G. Ruffolo, E. Veltri, F. Archibugi e A. masneri).

1)Economia non direttamente osservabile

La classificazione congiunta dell’ONU e dell’Eurostat distingue le varie componenti dell’economia non direttamente osservabile in:

1.2            economia sommersa: economia legale che sfugge al controllo e alle rilevazioni della pubblica amministrazione a causa dell’evasione fiscale (c.d. “sommerso d’impresa”) nonché della mancata osservanza della normativa previdenziale e giuslavoristica (c.d. “sommerso di lavoro”);

1.3            economia illegale e criminale: attività di produzione di beni e servizi la cui vendita, distribuzione e possesso sono proibiti dalle norme penali ovvero svolte da personale non autorizzato;

1.4            economia informale: attività legali svolte su piccola scala con rapporti di lavoro basati su relazioni familiari o personali e scarsa divisione dei fattori produttivi, capitale e lavoro.

 

2            Dimensioni dell’economia sommersa

La dimensione dell’economia sommersa in Europa è stimata fra il 7% e il 16% del PIL degli stati membri (dal 5% dei paesi scandinavi e dell’Austria, al 20% dell’Italia e della Grecia).

L’ultimo aggiornamento è dell’Ufficio Studi della Confindustria coordinato da Luca Paolazzi. I ricercatori del CSC nello studio pubblicato il 13 Settembre 2010 scrivono: ”C’è una parte dell’economia italiana che non ha subito recessione: il sommerso”. In effetti, si tratta di un incremento di almeno tre punti di PIL rispetto ai dati ISTAT “con un balzo che raggiunge nel 2010 il 20 per cento del prodotto interno lordo e una pressione fiscale effettiva ben oltre il 54 per cento del PIL, pari a più di 125 miliardi di euro”. L’evasione più elevata in Europa. In effetti, poiché una parte consistente della ricchezza prodotta sfugge a qualsiasi controllo dello Stato, è necessario distinguere tra:

3.1            pressione fiscale “apparente”

3.2            pressione fiscale effettiva.

Ora, mentre la pressione fiscale “apparente” si aggira sul 42% ed è nella media europea, la pressione fiscale effettiva - dovuta all’economia sommersa e a quella criminale - per chi le tasse le paga è superiore di circa 8-10 punti percentuali.

3            CONSEGUENZE

«…L’uscita dall’economia legale delle imprese determina una riduzione delle entrate dello Stato, il quale a sua volta dovrà decurtare i servizi pubblici ovvero aumentare la pressione fiscale, riducendo ulteriormente l’incentivo a permanere nell’economia legale. Il sommerso contribuisce al non corretto funzionamento dei mercati di beni e servizi e del lavoro, introducendo una distorsione della concorrenza all’interno del paese e tra i paesi e favorisce i legami tra attività criminali e attività legali. Nuoce ai lavoratori coinvolti, che rimangono privi di protezioni e garanzie…» (Roberto Zizza, Banca D’Italia, Servizio Studi).

Economia Criminale

Il metodo più usato per calcolare le dimensioni dell’economia criminale-mafiosa è il “currency demand approach” che calcola il rapporto tra il denaro circolante e le transazioni che avvengono in contanti.

Il fatturato annuo delle mafie italiane, valutato da organismi diversi, si aggira all’incirca sui 170-180 miliardi di euro ed è uguale al PIL di Estonia (25 mld), Romania (97 mld), Slovenia (30mld) e Croazia (34 mld).

La mafia S.p.A. è la prima azienda italiana per fatturato e utile netto e una delle più grandi per addetti e servizi. Il solo ramo commerciale della criminalità mafiosa e non, che incide direttamente sul mondo dell’impresa, ha ampiamente superaro i 92 miliardi di euro anno. Così ogni giorno una massa enorme di denaro passa dalle mani dei commercianti e degli imprenditori italiani a quelle dei mafiosi: qualcosa come 250 milioni di euro al giorno, 10 milioni l’ora, 160.000 euro al minuto.

In periodi di crisi economico-finanziaria - quale quello che stiamo vivendo - «…le imprese hanno difficoltà a stare in piedi e ci sono situazioni di difficile accesso al credito…» mentre «…le organizzazioni mafiose trovano un terreno fertile e possono entrare in una relazione devastante con gli imprenditori. In un momento di crisi, di restrizione di credito (credit crunch), a maggiore ragione tutti noi dobbiamo vigilare con molta attenzione, perché queste condizioni rendono più facile l'accesso delle imprese mafiose alle imprese legali». ( 2010-Commissione Antimafia-audizione Presidente Confindustria e Presidente confindustria Sicila).I beni consolidati delle mafie italiane sono stimati 1.000 miliardi di euro. La loro confisca risolverebbe il problema del debito pubblico. Ma i sequestri vanno a rilento e costituiscono il 10% dei patrimoni mafiosi e di questi solo la metà arriva a confisca. Il che significa che finora è stato confiscato solo il 5% dei patrimoni, di cui una parte consistente, non è stata nemmeno assegnata. Per cui “è evidente la sproporzione fra la ricchezza e la complessità delle leggi e i risultati effettivamente raggiunti sul terreno nevralgico della repressione delle accumulazioni finanziarie illecite e della loro utilizzazione a fini di infiltrazione dell’economia legale”. Volendo essere più chiari si può affermare che «la ricchezza di elaborazione normativa sembra quasi inversamente proporzionale alla dimensione dei risultati concretamente conseguiti». ( Grasso- Relazione 2009 alla Commissione antimafia).

In conclusione, la globalizzazione ha reso evanescente la separazione tra economia e criminalità, favorita dalla caduta delle frontiere e dalle nuove tecnologie come internet oltre che dalla mancanza di organizzazioni internazionali con poteri necessari per fare rispettare le leggi ed il diritto, che rimane confinato entro le frontiere degli Stati nazionali. Per cui si combatte contro iniziative e interessi globali con armi spuntate. Per dirla con il dr Piercamillo Davigo “in un mondo dove le frontiere scompaiono non possono rimanere solo per le guardie e non per i ladri, altrimenti non c’è partita”.

Questo vale in particolare per il riciclaggio di denaro sporco che la Banca d’Italia per il 2009 valuta il 10 per cento del PIL e cioè circa 150 miliardi di euro all’anno, a fronte del cinque per cento del PIL della media mondiale calcolato dal FMI. Il denaro sporco trova nei paradisi fiscali, spesso irraggiungibili, i luoghi adatti per le transazioni e il lavaggio in modo che possa entrare nel circuito dell’economia e della finanza legale. La prima fase avviene regolarmente nei paesi off-shore, agevolata dallo sviluppo della rete informatica, formidabile strumento di promozione del commercio e di circolazione della “ moneta elettronica” in grado di assicurare anonimato, convertibilità, trasferibilità, economicità ed efficacia senza precedenti. Con il sistema delle garanzie - costituite da titoli come primary bank guarranteesprime bank notesprime bank stand-by letters of credits etc. - che sfugge a qualsiasi controllo, i capitali sporchi restano immobili mentre si muovono le garanzie tramite triangolazioni fra istituti bancari ai quali intermediari e mafiosi chiedono anche prestiti garantiti.

 A questo si aggiunge l’inadeguatezza della legislazione italiana che esclude la responsabilità per reato di riciclaggio di chi ha compiuto o concorso a realizzare il reato presupposto per il quale spesso sono previste pene inferiori a quella per riciclaggio. I processi per riciclaggio che arrivano a sentenza definitiva sono pochissimi. Eppure, ogni giorno nel mondo è ripulito più di 1 miliardo di dollari e l’Italia vi concorre in maniera determinante poiché circa l’80% degli intermediari sono italiani.

Capo 1:PROPOSTE PER L’ECONOMIA SOMMERSA:

Art.1)

a)Il governo è delegato ad approvare con decreto legislativo, entro 1 anno dall’approvazione della legge, previo parere delle Commissioni Affari Costituzionali, Finanze e Tesoro, un provvedimento di semplificazione delle norme legislative e amministrative riguardanti gli accertamenti tributari da parte della guardia di finanza, le procedure di competenza dell’Agenzia delle Entrate e quelle delle commissioni tributarie con l’obiettivo di ridurne i tempi e un piano di formazione permanente del personale addetto;

b)Comunicazione e utilizzazione dei dati finanziari- All’art. 7 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 605, dopo il sesto comma è aggiunto il seguente: “Entro il mese di gennaio di ciascun anno le banche e gli altri soggetti indicati nel comma precedente comunicano telematicamente all’Anagrafe Tributaria la consistenza iniziale, finale e media nell’anno precedente dei rapporti di qualsiasi specie intrattenuti unitamente al codice fiscale dei soggetti interessati. I dati trasmessi sono archiviati in apposita sezione dell’Anagrafe Tributaria ai fini della loro utilizzazione per la selezione delle posizioni fiscali da sottoporre a controllo e per l’accertamento.” La disposizione è volta a consentire all’amministrazione finanziaria la conoscenza sintetica della consistenza dei rapporti finanziari anche ai  fini della programmazione dei controlli fiscali oltre che per l’accertamento.

c)Incompatibilità dei giudici tributari- All’art. 8 del decreto legislativo 31 dicembre 1992, n. 545, al comma 1, la lettera i) è sostituita dalla seguente: “gli iscritti negli albi degli avvocati e dei dottori commercialisti ed esperti contabili, nonché coloro che in qualsiasi forma, anche se in modo saltuario o accessorio ad altra prestazione, esercitano la consulenza tributaria, ovvero l'assistenza o la rappresentanza di contribuenti nei rapporti con l'amministrazione finanziaria o nelle controversie di carattere tributario”. La disposizione è volta ad estendere l’incompatibilità all’esercizio della funzione di giudice tributario a tutti gli iscritti negli albi delle professioni forense e contabile, indipendentemente dall’esercizio dell’attività di consulenza tributaria.

c)        Misura della sanzione pecuniaria amministrativa in caso di definizione non contenziosa dell’accertamento- “Per le violazioni commesse successivamente al 31 dicembre 2011, la misura delle sanzioni applicabili ai sensi delle disposizioni contenute nel decreto legislativo 19 giugno 1997, n. 218, e successive modificazioni e integrazioni, non può essere in ogni caso inferiore al 50 per cento del minimo previsto dalla legge”. La disposizione ha lo scopo di rafforzare la capacità dissuasiva dell’attuale sistema sanzionatorio amministrativo in materia tributaria, eccessivamente attenuata per effetto delle riduzioni attualmente previste in caso definizione bonaria dell’accertamento.

Capo 2- PROPOSTE PER L’ECONOMIA CRIMINALE E LA LOTTA ALLA MAFIA

Art.2-Per Contenere l’evasione fiscale

a) Nell’articolo 19 della legge 22 maggio 1975,n. 152 si aggiunge il seguente comma 3: “le misure patrimoniali si applicano altresì a coloro che per il loro comportamento, il tenore di vita e i redditi dichiarati, siano dediti all’evasione fiscale. A tal fine gli uffici finanziari e la polizia tributaria inoltrano segnalazione al Procuratore della Repubblica presso il tribunale del capoluogo di provincia di residenza del soggetto da segnalare”.

b) Per evitare la prescrizione dei reati- “Il primo comma dell’articolo 160 del codice penale e la parola “ pure” del secondo comma dello stesso articolo sono abrogati. All’articolo si aggiunge il seguente ultimo comma:” la prescrizione non decorre dopo una sentenza di condanna”.

c)Per colpire i reati di ricettazione, riciclaggio e re-impiego-  Negli articoli 648,648 bis e 648 ter del codice penale abrogare le parole “Fuori dai casi di concorso nel reato”. Questo perché con la legge in vigore quando il reato presupposto è meno grave della ricettazione, riciclaggio e re-impiego, gli imputati sostengono di essere concorsi nel reato da cui provengono i beni ricettati, riciclati o re-impiegati, anche solo sostenendo che avevano assicurato da prima che il reato presupposto fosse commesso, la loro successiva attività.

d)Per accelerare i tempi delle confische e che intercorrono tra sequestri e confische- Il governo è delegato ad approvare entro sei mesi dall'approvazione della presente legge, previo parere delle commissioni parlamentari competenti, un decreto legislativo che preveda :

1)Tutti gli atti all’interno della pubblica amministrazione, sono trasmessi e notificati mediante posta elettronica certificata; le notifiche degli avvisi concernenti le udienze di procedimenti riguardanti le misure di prevenzione patrimoniale, di sequestro e confische dei beni, avvengono a   cura della polizia giudiziaria e le notifiche ai difensori ,presso i quali l’indagato o l’imputato è domiciliato, avvengono tramite mezzi tecnici( posta elettronica certificata e/o fax).

2)Per i procedimenti riguardanti misure di prevenzione patrimoniale, di sequestro e confisca dei beni, è previsto un termine perentorio, suscettibile di proroga da parte del giudice su richiesta del PM, per effettuare gli accertamenti da parte della PG;

3)Per i medesimi procedimenti sono previsti i tempi massimi tra un’udienza e un’altra, tenuto conto che trattasi di sezioni ad hoc;

4)E’ posto un termine massimo di 18 mesi, con la possibilità di proroga per ragioni motivate, entro il quale deve intervenire la confisca del bene sequestrato;

5)I titoli, i soldi e i beni confiscati, al netto della quota che è versata al FUG (Fondo Unico Giustizia) che comprende anche quelli confiscati in altri paesi, sono destinati ai Comuni nei quali i beni sono stati sequestrati e confiscati;

                             6) per i  beni confiscati vengono utilizzate   le stesse norme dei  beni pignorati con “L'applicazione     degli artt. 591 - bis c.p.c, 591-ter c.p.c, 592 c.p.c., 593 c.p.c. e la retribuzione dei degati in base alle tariffe professionali una volta venduti dei beni”.

  

                     Capo3-Art.3-DELEGHE AL GOVERNO

  1.  “Il governo, entro sei mesi dall’approvazione della presente legge, è delegato a predisporre proposte concrete e presentarle, previo parere delle competenti commissioni parlamentari, nelle sedi decisionali dell’Unione Europea, con l’obiettivo di rendere omogenei gli ordinamenti in materia fiscale, societaria, bancaria e valutaria”; inoltre, il governo è delegato a proporre nelle sedi europee competenti di “ripensare tutto il sistema di acquisizione di prove all’estero e di assistenza giudiziaria al fine di ottenere l’immediata efficacia all’estero dei provvedimenti adottati dalle autorità nazionali”. Il governo riferisce al Parlamento i risultati della sua iniziativa.
  2. Il governo, “entro sei mesi dallapprovazione della presente legge è delegato previo parere delle competenti commissioni parlamentari, a predisporre una  proposte di legge  di riforma della normativa penale fiscale al fine di facilitare l’accertamento di fondi occulti” che, come dimostrano moltissimi casi di società e gruppi imprenditoriali, collegi sindacali, società di revisione, Consob e altri organismi di controllo, non riescono a evidenziare. Per cui è necessario da una parte rendere efficaci i controlli sulle imprese e dall’altra adeguare alle strategie della criminalità organizzata del terzo millennio la normativa fiscale, societaria e fallimentare
  3.  Delega al governo perché “entro un anno dall’approvazione della legge predisponga e presenti al parlamento una o più proposte di legge riguardanti la riforma della normativa societaria, fallimentare e dei controlli sulle imprese”.
  4. Delega al governo perché, “entro 1 anno dall’approvazione della legge, previo parere delle commissioni parlamentari competenti, approvi uno o più decreti legislativi, che prevedano di potenziare strutture, attrezzature e personale della sede centrale e delle sedi periferiche dell’Agenzia per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, con l’obiettivo di accelerare le procedure di assegnazione, di utilizzazione e di vendita dei beni differenziandone tipologie, strumenti e modalità” (aste private per i beni immobili; internet per i beni mobili; gestione diretta, o delegata a società e manager, delle imprese). Il personale, anche volontario, senza limiti di età, può essere reclutato con avviso pubblico tra quello indicato da Associazioni di volontariato con una tradizione e competenza nella lotta alla mafia e tra singoli cittadini che dimostrino sperimentata professionalità e competenza per i compiti richiesti dall’Agenzia.

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