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  • Finanziamento pubblico della politica e stipendi ai parlamentari.

    Il Finanziamento Pubblico della Politica. Ritorno sul finanziamento pubblico della politica e sullo stipendio dei parlamentari. 

     Il problema si risolverebbe, secondo me se i partiti fossero equiparati agli Enti pubblici. Il rendiconto dovrebbe essere controllato dalla Corte dei Conti. Eliminazione della prescrizione per i reati di malversazione, corruzione, concussione, appropriazione indebita di danaro pubblico,distrazione di fondi pubblici, indebito arricchimento  ecc.eccc. Riduzione dei rimborsi elettorali alle sole spese sostenute, con tetti rigidi dei costi massimi per ciascuna voce di spesa, e tetto massimo sui finanziamenti da parte dei privati. Accesso alla televisione pubblica e privata con rigorosi principi di par condicio. Una sana legge sulle incompatibilià ed ineleggibilità con esclusione dalle rispettive cariche conquistate, per chi viola le norme, da decidersi con corsia celere preferenziale da parte della Corte Costituzionale o dalla Cassazione (direttamente) evitando le lungaggini e la lentezza dei processi.

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  • L'imperativo è creare posti di lavoro e unamigliore qualità della vita.

    L’imperativo è creare posti di lavoro e una migliore qualità di vita

    L’Italia sprofonda nella disoccupazione, nella povertà e nella sfiducia. Il tessuto produttivo registra una moria inarrestabile di imprese industriali, artigianali e commerciali. Tutto fa intravvedere che il peggio non è alle spalle, ma davanti a noi. Il rapporto annuale Istat, pubblicato da pochi giorni, consegna dati impietosi: 15 milioni di Italiani sono stati obbligati a gravi rinunce; il 62,3% ha dovuto fare alcune rinunce  in termini di qualità della vita; alla fine del 2013 il debito pubblico supererà il 130%; il Pil diminuirà dell’1,7% e gli interessi sul debito pubblico saliranno al 6%. Si contano oltre 8 milioni di persone fra i senza lavoro, comprendendo i disoccupati, i cassaintegrati e gli scoraggiati. La disoccupazione giovanile, a oggi, supera il 35%. Per mantenere fede al “Fiscal Compact” -inserito in Costituzione dal governo dalla strana maggioranza Monti/PdL-PD -, sarà necessario tagliare il debito pubblico di 45 miliardi ogni anno, per portarlo al 60% sul Pil, costringendoci a 80 anni di austerità e, dovremo aspettare  altri 30 anni per disporre di risorse utili a incrementare l’occupazione.

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  • A Sigonella i droni killer USA

    A Sigonella i droni killer degli Stati Uniti d’America

    Prima gli aerei-spia Global Hawk e una forza di pronto intervento del Corpo dei marines, adesso pure i velivoli senza pilota MQ-1 Predator per bombardare Maghreb, Sahel e Corno d’Africa. Da qualche mese nella grande stazione aeronavale di Sigonella vengono ospitati in gran segreto una flotta dei famigerati droni che US Air Force e CIA utilizzano nei maggiori scacchieri di guerra internazionali: Afghanistan, Pakistan, Yemen, Somalia, regione dei Grandi Laghi, Mali. Niger.

    A rivelare la presenza in Sicilia di non meno di sei Predator Usa da ricognizione e attacco è l’Osservatorio di Politica Internazionale, un progetto di collaborazione tra il CeSI (Centro Studi Internazionali), il Senato della Repubblica, la Camera dei Deputati e il Ministero degli Affari Esteri. “La presenza dei droni temporaneamente basati a Sigonella ha fondamentalmente lo scopo di permettere alle autorità americane il dispiegamento di questi determinati dispositivi qualora si presentassero delle situazioni di crisi nell’area nordafricana e del Sahel”, esordisce il rapporto sui velivoli senza pilota Usa in Sicilia, pubblicato nei giorni scorsi dall’Osservatorio. “Ai tumulti della Primavera Araba che hanno portato alla caduta dei regimi di Tunisia, Egitto e Libia ha fatto seguito un deterioramento della situazione di sicurezza culminato nel sanguinoso attacco al consolato di Bengasi e nella recente crisi in Mali, dove nel gennaio scorso la Francia ha lanciato l’Operazione Serval. In considerazione di tale situazione, la Difesa Italiana ha concesso un’autorizzazione temporanea allo schieramento di ulteriori assetti americani a Sigonella”.

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  • Pronti alla guerra via Amman

     

    Mentre a Bruxelles l’Unione europea sblocca i trasferimenti di armi alle milizie anti-Assad, più di 15.000 uomini delle forze armate di 17 paesi Nato ed extra-Nato stanno per trasferirsi in Giordania per dar vita ad un’imponente esercitazione congiunta. Come annunciato dal governo di Amman, “a partire dalle prossime settimane” prenderà il via Eager Lion 2013con operazioni di combattimento aeronavale e terrestre che interesseranno l’intero paese. All’esercitazione che durerà una quindicina di giorni, parteciperanno Arabia Saudita, Bahrain, Canada, Egitto, Emirati Arabi Uniti, Francia, Giordania, Gran Bretagna, Iraq, Italia, Libano, Repubblica Ceca, Pakistan, Polonia, Qatar, Stati Uniti, Turchia e Yemen. In preparazione diEager Lion, il Capo di stato delle forze armate giordane, generale Mishal Mohammed Zabin, si è incontrato nei giorni scorsi con i vertici militari di Stati Uniti, Francia e Turchia e con il vicesegretario generale della Nato, Alexander Vershbow.

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  • Poligono Sicilia per i Marines USA di Sigonella

    I siciliani sono avvisati: quella del 2013 sarà una stagione estiva all’insegna dei giochi di guerra dei marines di Sigonella. L’ufficio stampa US Navy della grande stazione aeronavale fa sapere che a partire dalla fine di maggio, “in pieno coordinamento con il Ministero della difesa italiano”, alcuni aerei KC-130J Super Hercules e i convertiplani MV-22B Osprey del Corpo dei Marines saranno impegnati per l’estate in non meglio specificati “voli di addestramento” nei cieli dell’Isola. “In questo periodo, le popolazioni locali potranno aspettarsi un incremento dell’attività operativa di volo della NAS Americana”, aggiunge la nota a firma del vice responsabile per le relazioni pubbliche di Sigonella, Alberto Lunetta.

    I velivoli militari appartengono al gruppo volo “U.S. Marine Medium Tiltrotor 
    Squadron 365 (VMM-365)” dell’Air Station New River (North Caroline), assegnato transitoriamente alla Special-Purpose Marine Air-Ground Task Force (SP MAGTF), l’unità di pronto intervento, combattimento aereo e terrestre, trasferita nei giorni scorsi in Sicilia dalla base spagnola di Moròn. Composta da 500 marines, la task force è stata ribattezzataUnità Bengasi, in riferimento all’attentato avvenuto nella città libica l’11 settembre 2012 quando persero la vita quattro funzionari statunitensi tra cui l’ambasciatore in Libia, Christopher Stevens.

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  • No tedesco agli eurodroni di Sigonella

    Droni di guerra troppo pericolosi per il traffico aereo civile e il governo Merkel decide di fermare il programma di acquisizione di cinque grandi velivoli-spia “Euro Hawk”. Dopo anni di studi e investimenti per 550 milioni di euro per realizzare il primo prototipo, le autorità tedesche hanno fatto sapere che per ragioni di sicurezza e di bilancio non si doteranno più dei velivoli senza pilota derivati dal “Global Hawk”, il falco globale schierato dalle forze armate Usa nella base siciliana di Sigonella.

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  • Ostilità della Libia del dopo Gheddafi verso gli USA e preparativi per un eventuale intervento dei marines.

    Gli Stati Uniti starebbero pensando di lanciare un nuovo attacco militare in Libia dalla stazione aeronavale di Sigonella. Cinquecento marines sono stati trasferiti nei giorni scorsi in Sicilia dalla base di Rota in Spagna. Gli uomini fanno parte della Marine Air Ground Task Force (MAGTF), la forza speciale costituita nel 1989 per garantire al Corpo dei Marines flessibilità e rapidità d’azione nei differenti scacchieri di guerra internazionali.

    L’unità di Rota è stata attivata dal Pentagono solo un paio di mesi fa per sostenere il Comando Usa in Africa (Africom) nell’addestramento e la formazione delle forze armate dei partner continentali e intervenire rapidamente in Africa in caso di crisi. La decisione di dar vita alla nuova task force è stata presa nel settembre 2012 dopo l’attentato terroristico contro il consolato Usa di Bengasi in cui persero la vita quattro funzionari tra cui l’ambasciatore in Libia, Christopher Stevens.

    Secondo il portavoce del Pentagono George Little, i marines potranno intervenire da Sigonella in tempi rapidissimi nel caso di nuovi attacchi al personale diplomatico o ai cittadini Usa presenti in Libia per “effettuarne eventualmente l’evacuazione”. “Siamo preparati a rispondere se necessario, se le condizioni peggiorassero o se venissimo chiamati” ha aggiunto Little.

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Politica (133)

Lunedì, 17 Giugno 2013 16:44

IN MORTE DI FRANCA RAME

di

Franca Rame, assieme al marito Dario Fo, è l’autrice di teatro italiano più rappresentata nel mondo. Durante l’orazione funebre, dopo la sua morte, davanti al Piccolo di Milano, Dario ricordava come una commedia scritta in sostanza da Franca, “Coppia Aperta, quasi spalancata”, è la loro opera più rappresentata con circa 700 edizioni nel mondo.

Dario era il marchingegno che sfornava idee e input a ripetizione, come si confà a ogni genio. Ma Franca era il filtro, il timbro approvatore, l’editing, il manager. Dario dettava e Franca correggeva. Franca mi onorava della sua amicizia da anni ed io ricambiavo con collaborazioni sul web come la creazione di video sul canale YouTube “FrancaRameVideo” o nel suo blog francarame.it . Era entusiasta del web e una patita internauta. A ottanta anni smanettava come una ragazzina con l’intuito di una trentenne scaltra avanti anni rispetto alla massa. Fin dal 1995, quando internet era ancora cosa da pochi, lei aveva già capito l’importanza del mezzo e aveva speso una fortuna per riversare tutto il loro archivio fotografato e meticolosamente preservato in ogni dettaglio, da copie inedite di canovacci, a foto di biglietti d’ingresso al Teatro, da premi a regali catalogati. “Io nasco archivista” mi diceva e subito partiva con quella sua risata di gola. 

Esercitazioni di guerra nell’Isola dei droni

Il Comando Usa di Sigonella aveva annunciato qualche giorno fa che i velivoli di ultima generazione “Osprey” in dotazione al Corpo dei Marines avrebbero volato tutta l’estate in Sicilia per esercitarsi alle prossime guerre in Africa. Quanto però fossero molesti i cosiddetti “convertiplani” (metà elicotteri e metà aerei), lo hanno scoperto all’alba di stamani i cittadini di Vittoria, in provincia di Ragusa. “Siamo stati svegliati intorno alle 4 da un rombo insopportabile”, racconta uno di essi. “Nonostante l’oscurità abbiamo compreso che si trattava del transito di aerei pesanti militari. Sembrava assistere al film Apocalipse Now. Volavano a bassa quota, uno dietro l’altro. E le loro evoluzioni si sono prolungate per almeno un’altra ora…”.

Il Partito Democratico chiude e licenzia 200 dipendenti se eliminano i cosiddetti rimborsi  elettorali. L’Italia della politica politicante va dietro agli umori istantanei della gente e alle proposte di alcuni demagoghi affetti da delirio di onnipotenza passando da un eccesso ad un altro.

Negli anni i partiti hanno aumentato il finanziamento pubblico previsto nel 1974, primo anno di applicazione finanziamento. Nel 1974 infatti i partiti percepivano 30 miliardi di lire come finanziamento dalla Camera dei Deputati che equivalevano, rivalutati e convertiti in euro, a prezzi correnti del 2010, ad €.173.916.860,77. A questa somma erano da aggiungere 15 miliardi di lire come finanziamento del Senato della Repubblica che equivalevano, rivalutati e convertiti i euro, a prezzi correnti del 2010, ad €.86.958.430,38. Non tutti i partiti che avevano partecipato alle elezioni potevano accedere ai finanziamenti ma solo coloro che avessero eletto almeno un parlamentare, modalità modificata nel corso degli anni, oppure che avessero raggiunto una certa percentuale; 4%, 2% , 1% ecc. mantenendo così una certa barriera all’entrata. Una barriera ovviamente ingiusta oltre che antidemocratica. Nel corso degli anni questi finanziamenti sono cresciuti a dismisura e senza controlli

Commento al XV Rapporto di Alma Laurea sulla condizione occupazionale dei laureati italiani, presentato al convegno"Investire nei giovani: se non ora, quando?" tenuto all'Università Ca’ Foscari di Venezia il 12 marzo 2013

 

Sull’edizione html de “il manifesto” del 30 Maggio trovo, nella colonna “Quinto Stato” un puntuale e stimolante articolo di Roberto Ciccarelli dal titolo Altro che “choosy” che inizia con una piacevole esortazione: “Prendete il XV rapporto Almalaurea sul profilo dei laureati e scoprirete quante menzogne sono state raccontate dai ministri della Repubblica a proposito degli studenti italiani”. L’emozione della scoperta e’ relativa, perche’ si sa quante e quali favole circolino allegramente tra i politici italiani e quante verita’ da loro dichiarate per mesi diventino menzogne in pochi minuti o in pochi giorni a loro uso o ad uso dei cittadini.

Se il lettore curioso va a leggersi sul sito di Alma Laurea la documentazione sul XV rapporto (http://www.almalaurea.it/universita/occupazione/occupazione11) vede che Ciccarelli ha ben ragione: si scoprono le menzogne e le sciocchezze che governanti e non solo, ma anche giornalisti e politici al seguito, vanno dicendo di solito per nascondere la propria ignoranza nel merito delle questioni dietro a un assordante chiacchiericcio.

Caro Direttore, nell'intervista al Corriere Walter Veltroni sostiene che gli " sarebbe piaciuto sentire Enrico Letta dire che la lotta alla mafia è la priorità che tutte le altre contiene" e aggiunge che " mentre noi discutiamo di qualche centinaio di milioni per gli esodati le mafie si spartiscono 130 miliardi di Euro". Anche io avrei voluto sentire dal Presidente del Consiglio le stesse cose e gli ho mandato una lettera, come avevo fatto con il suo predecessore. Senza avere risposta ovviamente. Se scrivo è per fornire qualche dato sull'entità dell'economia sommersa e di quella criminale nel nostro paese. Le mafie italiane si spartiscono 200 miliardi all'anno( ricerche di Bankitalia e di Eurispes nel 2012), dei quali il 30% viene investito in economia legale. L'economia sommersa, sempre secondo Bankitalia, fino al 2008 valeva 320 miliardi di PIL e secondo Eurispes, che ha condotto la ricerca fino al 2010, vale 520 miliadi di PIl. Bankitalia ha già fatto sapere che se i due problemi non vengono affrontati e finora non lo sono stati, è pressochè impossibile che il paese, chiunque lo governi, possa garantire i sevizi essenziali dal momento che solo il sommerso comporta una evasione fiscale di 270 miliardi di euro. Ultimo dato: i beni confiscati alle mafie corrispondono al 5-6 % del totale e di essi l'80% non è nè utilizzato nè venduto( Commissione Antimafia-2009). Di fronte a una situazione di questo tipo il silenzio e l'indifferenza prevalgono e francamente non si capisce perchè. Sarebbe di grande utilità se il Corriere facesse un regalo al paese e se ne occupasse. 

Venerdì, 03 Maggio 2013 00:00

42 Condanne al Clan Pesce

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(ANSA) - PALMI (REGGIO CALABRIA), 3 MAG - Si e' concluso con 42 condanne a pene da 6 mesi a 28 anni, 20 assoluzioni e due prescrizioni il processo ai presunti affiliati alla cosca Pesce di Rosarno della 'ndrangheta. I giudici del tribunale di Palmi sono stati in camera di consiglio 17 giorni. Le condanne piu' pesanti ai presunti boss Antonio Pesce ''testuni'' (28 anni) e Salvatore Pesce (27 anni e 7 mesi), padre della pentita Giuseppina (4 anni e 10 mesi). Assolto l'altro presunto boss Rocco Pesce.

Martedì, 30 Aprile 2013 00:00

Angelino Alfano informa la Camera

di

Martedì 30 aprile il Ministro dell’interno, Angelino Alfano, ha svolto una informativa urgente del Governo sulla vicenda del ferimento di due carabinieri dinanzi a Palazzo Chigi in data 28 aprile. È seguito un dibattito al quale ha partecipato un oratore per gruppo.

Lunedì 29 aprile il Presidente del Consiglio dei ministri, Enrico Letta, è intervenuto per le dichiarazioni programmatiche del suo Governo. Dopo il dibattito, la replica del Presidente del Consiglio e le dichiarazioni di voto, alle quali ha partecipato un oratore per gruppo, ha avuto luogo la votazione per appello nominale sulla mozione di fiducia Speranza, Brunetta, Dellai, Pisicchio, Formisano, Merlo, Alfreider e Di Lello n. 1-00028: i voti a favore sono stati 453, quelli contrari 153, gli astenuti 17.

Sabato, 27 Aprile 2013 08:21

La Resistenza è finita?

di

In occasione della ricorrenza del 25 aprile sarebbe facile pigrizia unirsi al coro dei “memorialisti”, cioè di tutti coloro che per ossequio ai propri ruoli istituzionali o burocratici hanno provato e sono riusciti per quasi settant’anni a farne una tranquilla giornata della memoria.

È giusto che una città depositi corone d’alloro a tutte le lapidi esistenti e tenute pulite o ricomposte e rimesse in ordine dopo assurdi vandalismi. Così però si mettono assieme in un’unica commemorazione i caduti di ogni guerra e si trasforma la celebrazione in un rituale compatibile con l’ordine di cose esistente e con un bel sole di primavera, dove c’è.

Se lasciamo in ombra il riferimento al grande conflitto della Seconda Guerra mondiale ed alla tragica guerra civile che ha insanguinato l’ Italia, cosa ci rimane in cuore di una festa della Resistenza? Se ne indebolisce il contenuto, guardando ai numeri dei resistenti e non al valore dei loro ideali e delle loro azioni. Ne impallidisce il significato che può avere qui e oggi.

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