Chi e' online

Abbiamo 227 visitatori e nessun utente online

Blog

  • Le cause del degrado in via d'importazione in Italia

    Il congresso repubblicano, sicuro dell'appoggio di Trump, ha appena cancellato una legge passata nel 2012 dopo che un ventenne squilibrato uccise venti bambini e altre sei persone in una scuola elementare. La legge si limitava a imporre controlli al momento della vendita delle armi in modo da non farle andare in mano a persone afflitte da gravi problemi psichiatrici. Ma alla lobby delle armi questo non andava bene e neppure alla destra liberista, che ai suoi sostenitori, lasciati alla mercè delle multinazionali e già privati di assistenza sociale e di solidarietà umana, deve almeno offrire il senso di potenza che danno le pistole e i fucili a ripetizione.
    Perché lo racconto? Non per farvi sentire molto migliori di questi americani (una minoranza ma decisa e organizzata): troppo facile. E neppure per mostrare dove ci sta facendo precipitare Trump: a voi che non vivete qui, giustamente, che ve ne frega? Lo racconto perché le cause di questo degrado sono due ed entrambe in via d'importazione in Italia, inizialmente da Berlusconi fra molte resistenze e adesso senza alcuna opposizione dal Pd renziano. Eccole:

    Commenta per primo! Leggi tutto...
  • Tertium non datur

    Come mai Renzi e la sua banda possono continuare a sentirsi i padroni non solo del Pd ma anche dell'Italia? Come mai, malgrado la pesante sconfitta, possono continuare a fare quello che vogliono? Per una sola ragione: che una significativa parte della sinistra, inclusa quella radicale, si è fatta convincere dagli stessi media di cui quotidianamente sperimenta e denuncia la parzialità, che un successo del M5S sarebbe un salto nel buio. Bevendosi ingenuamente, o più spesso in malafede, assurdi paralleli con il fascismo e con il nazismo o anche il trumpismo, tutti e tre fenomeni apertamente reazionari, nel senso che non nascondevano affatto i loro intenti, anzi li ostentavano perché era quello che la gente voleva sentire. Il M5S non ha nulla a che vedere con il fascismo, né a livello di pratiche politiche né di retorica – certamente meno del Pd, reduce dal fallito colpo di stato soft dell’Italicum e della riforma costituzionale e già pronto a riprovarci.

    Commenta per primo! Leggi tutto...
  • Il senso profondo della vittoria referendaria

    Nelle nebbie del politicismo e delle strumentalizzazioni della crisi di governo rischia, dal punto di vista dell’immagine complessiva, di smarrirsi il senso profondo della vittoria referendaria. E’ bene ricordarlo: premesso che lo strumento referendario nell’occasione è stato messo in moto dallo stesso Governo alla ricerca di una legittimazione popolare mai avuta e che le stesse riforme costituzionali erano state promosse dall’Esecutivo. Un passaggio che ha di fatto identificato la riforma con il Governo: una vera pericolosa anomalia istituzionale. 

    Commenta per primo! Leggi tutto...
  • La milano dove ha vinto il sì.

    La Milano dove ha vinto il sì.

    Milano non è solo la più grande città del Paese per ricchezza prodotta. È anche la città più sensibile d’Italia ai discorsi sulla governabilità, sull’equilibrio, sulla stabilità, in nome dei daneé da conservare, dei soldi da moltiplicare, del potere da accrescere.

    A Milano si è affermato un banchiere che si chiamava Michele Sindona, che insegnava ai milanesi come non pagare le tasse (e, già che c’era, riciclava i soldi di Cosa nostra). A Milano è nato il craxismo, poi il bossismo, poi il berlusconismo. A Milano, proprio nel centro, collegio 1, veniva eletto il senatore Marcello Dell’Utri, ora in carcere per i suoi rapporti con la mafia.

    I suoi elettori si sono ora convertiti alla “governabilità” di Renzi e al sostegno del sì. Felici del passo avanti. Ma il Pd, invece di gioire acriticamente considerando Milano “all’avanguardia nell’innovazione politica”, forse farebbe bene a interrogarsi perché, in tutta questa modernità, ha conquistato il centro ma ha perso le periferie e i giovani.

     

    Commenta per primo! Leggi tutto...
  • La progressiva perdita della nostra sovranità popolare.

    Cari amici, 

    immagino che in queste settimane molti di voi saranno stati bombardati da notizie e proclami sul referendum costituzionale confermativo del prossimo 4 dicembre.

    Io mi sono ripromessa di rispettare sempre le scelte di ognuno, ma credo che per convincere gli indecisi siano state realizzate campagne di vera disinformazione e che le pressioni esterne  sulle nostre scelte costituzionali interne siano state indebite e sospette.

    Ricordo i referendum costituzionali che hanno preceduto quello del 4 dicembre e sinceramente devo confessare che rimpiango il SI alle modifiche del Titolo V realizzate nel 2001. E, purtroppo, non posso non pensare al silenzio e alla clandestinità che hanno accompagnato la modifica dell'articolo 81 della Costituzione, quello che ci ha portato al pareggio di bilancio obbligatorio e alla necessità di elemosinare dall'Europa quella poca flessibilità ( del resto molto male utilizzata!) che ci fa apparire degli accattoni! Quella modifica costituzionale fu approvata in poco più di sei mesi, con un percorso  iniziato il 5 ottobre 2011 e conclusosi il 17 aprile 2012. In sei mesi, quindi, e nel quasi totale silenzio dei media, si realizzò una modifica costituzionale, di rango analogo a quella che sta incendiando gli animi in tutto il Paese. 

    Commenta per primo! Leggi tutto...
  • Se vince il NO

    di DA INTERNET

    Renzi ha detto che se vince il NO si torna indietro di 30 anni.
    ...Splendido!
    Nel 1986...
    - non esistevano i contratti cococo, progetto, jobact, da dipendente a partita iva, voucher, ...
    - si andava in pensione ad una età decorosa
    - c'era l'articolo 18 e le tutele per il lavoratore
    - la benzina costava £1.258 tradotto in €0,65 al litro
    - non c'erano suv tra le palle
    - c'erano tanti concorsi per i posti pubblici
    - la rai mandava in onda film in prima visione e trasmissioni senza interruzioni di pubblicità
    - non c'era il ticket nella sanità pubblica
    - a 25 anni ci si poteva permettere di metter su famiglia. 
    - i bambini giocavano per la strada.
    - Berlusconi non era in politica e Renzi era il più preso per il culo dai suoi compagni alle elementari.
    -non c'era la "buona scuola", ma la scuola era buona davvero. 
    Allora che aspettate a votare NO?!?

    Commenta per primo! Leggi tutto...
  • Tutti a parlare di due cose; il resto non conta nulla.

    Tutti a parlare di due cose: la bombetta di New York e il primo italiano che si è comprato un iPhone 7. 
    Ormai la gente ha solo esperienze a telecomando e sono tutte assolute, mai relative. Non conta il pericolo reale, non conta il merito, non contano le cause, le capacità, l'utilità sociale o personale, non conta neppure quello che è davvero successo. Se media e social ripetono mille volte la stessa notizia per tanti è mille volte più rilevante di una notizia, non importa quanto grave, data una volta sola. 

    Commenta per primo! Leggi tutto...
  • Font size:
  • Decrease
  • Reset
  • Increase
Domenica, 11 Dicembre 2016 10:56

La sinistra favorisca una legge elettorale  che rispetti la sovranità popolare.

di 
Vota questo articolo
(0 Voti)
Scrive su Facebok Francesco Erspamer

 

“Mattarella, democristiano doc eletto presidente con i voti del Pd sta negoziando con Renzi, segretario del Pd e pure lui democristiano, il nome del prossimo presidente del consiglio: si parla solo di democristiani piddini: Franceschini, Gentiloni. Mi ha fatto ricordare di quando il PCI di Berlinguer propose alla DC il compromesso storico. Fu rifiutato. La DC aveva un piano più ambizioso: l’assorbimento della sinistra e grazie a Napolitano, Veltroni, D’Alema e Bersani c’è riuscita. Altro che compromesso storico: il Pd, ormai partito democristiano a tutti gli effetti (e irrimediabilmente tale), è il risultato di quella che gli storici futuri ricorderanno come una storica resa incondizionata.

 

Sono d'accordo.  Non é successo solo questo. É avvenuta una mutazione genetica non solo nel progetto (fusione a freddo tra PCI-PDS-DS  e DC)  ma anche nei singoli dirigenti che hanno trascinato con loro la base del vecchio PC-PDS-DS-PD. Già  negli anni novanta Veltroni andava affermando, senza far conta alla base, che all'interno del PDS non c' erano più  comunisti. Con quel non “più” volendo significare che secondo lui tutti avevano fatto abiura rinnegando la propria appartenenza; così in effetti non era per tutta la base. L’introduzione di slogan come l’”I care” all’americana si è dimostrata una goffa imitazione di un sistema politico, quello americano che non ci appartiene.  Fassino che si definisce berlingueriano elogia e  riabilita Craxi come padre della “sinistra riformista” e con grave spregio lo promuove al pantheon della Sinistra paragonandolo a Pietro Nenni, Sandro Pertini, Riccardo Lombardi e  Francesco De Martino.

Lo stesso han fatto tanto altri dirigenti  abbandonando di fatto l’ala moralista della sinistra iniziata da Enrico Berlinguer con quant’altro c’era di buono nella lunga tradizione del vecchio PCI – PDS. La sconfitta nel 1994 della “gioiosa macchina da guerra” di Achille Occhetto ha determinato l’inizio dell’”infiltrazione” democristiana nella sinistra italiana approdando alla lista dell’Ulivo del 1996. La legge Mattarella, a seguito del referendum del 1993, introdusse un sistema maggioritario (75%) unito al sistema proporzionale (25%.  Nel 1994 “I Progressisti” arrivarono impreparati all’appuntamento del maggioritario e vinse Berlusconi che si era alleato con AN (neonata dalle ceneri del MSI) e Lega. Occhetto nel 1994 non ebbe i voti dei popolari (democristiani) che si erano presentati con due ditinte liste “Patto Segni” e “I Popolari”, mentre nel 1996 Prodi (democristiani vari, Patto Segni ecc.)  ebbe i voti del PDS. I Democristiani hanno sempre preso e mai dato. La brevissima esperienza del governo D’Alema, nato male per acqusizione impropria di alcuni parlamentari, ne dimostra l’eccezione che conferma la regola. L’Ulivo  era nato come  coalizione di centrosinistra che col patto di desistenza di Rifondazione Comunista vinse le elezioni nel 1996. L’Ulivo era una lista non un partito e tale doveva rimanere. Trasformare l’Ulivo in partito (PD) è stato il suicidio della sinistra (PCI-PDS-DS). La corsa al centro è stata negli anni inarrestabile dato che per ben due volte ha vinto Prodi come leader e non un’epressione PCI-PDS-PDS.  Gentilioni oggi democristiano ma proveniente da espressione del Movimento Studentesco del 1968, con Mario Capanna che poi sfociò in Democrazia Proletaria.  Quindi la storia si ripete oggi con l’incarico a Gentiloni, democristiano come Mattarella.  I trasformismi si sono succeduti con l’introduzione dell’incostituzionale  “Porcellum” che avrebbe dovuto consegnare stabilità al governo che ha di fatto abolito le preferenze e concesso un premio di maggioranza spropositato regalaldo, nel 2013,  una non vittoria alla coalizione del PD. Ora siamo ad un bivio. Di fronte all’eventualità di re-introdurre un meccanismo proporzionale, simile al cosiddetto “Mattarellum”, che potrebbe dare la possibilità d’espressione alle varie anime del centro sinistra Italiano, gli esponenti del PD che si dichiarano di Sinistra, SI e le anime di tutta la sinistra italiana, dovrebbero dare l’assenso ad ogni proposta che tagli i premi di maggioranza, di stampo Acerbo (1923) e Tambroni (1953), abbassi lo sbarramento al 2%,  reintroduca le preferenze  e favorisca l’aggregazione di quel popolo che fa riferimento all’anima del socialismo storico europeo, in Italia nato nel 1892 e di cui si sente una forte mancanza, con contestuale restituzione  della sovranità al popolo secondo il dettame dell’art. 1 della Costituzione. Credo che questo sia uno dei segnali che il Popolo Italiano ha voluto dare attraverso il Referendum del 4 Dicembre. Il  Popolo ha dimostrato di voler essere libero e non si lascia ingabbiare in partiti artificiosi. 

Letto 746 volte

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna