Sull’azione di “spinta” della base si è cominciato a discutere di regole di convivenza all’interno del centrosinistra ma non basta. Bisogna sforzarsi e capire quali sono le nuove istanze che provengono dalla società. Una vera e propria analisi, sulla sconfitta del centrosinistra e sulla vittoria del centrodestra, non è ancora avvenuta.
E’ imprescindibile, tuttavia, aprire un dibattito oltre che sulle regole anche sul progetto politico che si vuole perseguire e sui conseguenti necessari comportamenti. Sul progetto politico non si è parlato molto e non sembra che ci siano punti d’unità, fra le forze che dovrebbero competere con l’attuale schieramento di centrodestra. A meno ché non si tratti di sola presa di potere tout court com’è avvenuto in passato (vedi la vittoria dell’Ulivo nel 1996 con la desistenza del Prc. Né tanto meno si può affermare che vi siano i necessari comportamenti che si distinguano da quelli dell’altro schieramento. Saverio Zavettieri (Nuovo PSI), di provata esperienza politica, assessore dimissionario (?) dell’attuale Giunta Chiaravalloti, nota “una somiglianza molto forte tra il polo e il centrosinistra nella gestione del governo della Regione” [Il Quotidiano del 3 gennaio 2003].
L’intero consiglio regionale, destra e sinistra senza distinzione, assume parenti ed amici come portaborse, ai danni di migliaia di giovani laureati disoccupati calabresi, in barba alle pari opportunità e al dettato costituzionale sull’accesso alla pubblica amministrazione tramite pubblico concorso. E’ triste costatare che, dopo severe critiche e un mezzo sommovimento popolare, alcune forze politiche, costrette a fare i conti con i propri elettori, non abbiano approdato a nulla, sperando nel pubblico dimenticatoio. Il maggior partito di centrosinistra, sommerso dalle critiche, riunisce i propri dirigenti regionali per giudicare l’operato dei consiglieri regionali e del suo capogruppo. A giudicare l’operato del capogruppo consiliare regionale è, in primis, il segretario regionale. Peccato che capogruppo e segretario sono la stessa persona. Naturalmente si sono auto-assolti ed auto-compiaciuti come agli inenarrabili tempi del Partito-Stato.
Occorre, inoltre, calarsi nelle diverse piccole realtà della Nostra Regione per analizzare lo stato comatoso della politica, anche di centrosinistra.
Vi sono amministrazioni, cosiddette di centrosinistra, in cui sono affidati i lavori pubblici con il ribasso dell’1,5%. Promossi illecitamente parenti di primo grado di consiglieri comunali. Depauperate e dilapidate le finanze pubbliche con l’indebitamento. Negato il diritto d’accesso agli atti all’opposizione. Portati al massimo le indennità per sindaco ed assessori, che diventano, nel nostro sottosviluppo economico, dei veri e propri stipendi in cambio di servili accondiscendenze. Portati al massimo le indennità a revisori e funzionari al fine di garantirsi la benevolenza e la collaborazione dell’”apparato”. Al peggio non c’è mai fine.
I comportamenti pervasivi, più o meno illegali, comunque di dubbia moralità, si sono diffusi fra la popolazione rappresentativa a tal punto che suona loro strano ed inaccettabile, purtroppo, un richiamo al comune senso di pudore. Comportamenti che nulla hanno a che fare con la destra o la sinistra. Semplicemente sono riprovevoli e nulla dovrebbero avere a che fare con la politica in generale. Non basta incollarsi un’etichetta per dichiararsi di centrosinistra o di centrodestra, occorre dimostrarlo con i fatti.
Negli Stati Uniti d’America, a tal fine, importa poco essere del Partito Democratico o del Partito Repubblicano. Prima di dichiarare l’appartenenza al Partito Repubblicano o a quello Democratico, prima di essere cioè di centrodestra o di centrosinistra, bisogna dimostrare con i fatti di essere un buon cittadino e un bravo amministratore. Occorre dimostrare di lavorare nell’interesse generale e non per fini privati, di carriera o di partito. La riprovazione pubblica è alta e l’operato dei soggetti esposti in politica è continuamente sotto i riflettori della stampa. Gli scandali sono pochi ma quando i furbi sono scoperti la loro carriera politica o professionale è finita. Valga per tutti lo scandalo Enron che ha coinvolto e messo sul lastrico professionisti, primarie società di revisione e rischia di coinvolgere funzionari della Casa Bianca.
In Italia, ed in Calabria particolarmente, soggetti che dovrebbero essere penalizzati sono promossi dalla politica. La selezione dei dirigenti avviene attraverso criteri di valutazione lontani da quello del merito e della trasparenza.
Se non si fanno i conti con questa triste realtà, se non si emula il meglio già provato altrove, difficilmente si approda alla riforma della politica. Difficilmente i partiti avranno i consensi da loro sperati e lo scollamento fra società civile ed amministratori è destinata ad accentuarsi. La riforma della politica, non solo quella del centrosinistra, dovrebbe partire dai progetti, dalle regole e dai conseguenti comportamenti.
Forse la classe politica calabrese meriterebbe una maggiore severità di giudizio da parte della pubblica opinione e da parte della stampa.
E’ sintomatico che ai funerali di Giorgio Gaber che, smarrito, si chiedeva dove fosse la destra e la sinistra hanno partecipato in cinquemila.