Leggendo i “Soldi dei Partiti” di Elio Veltri e F. Paola,” Pari del ferro al lampo, l'ira in core sfavilla”, sbucano numeri impronunciabili: “ Finanziamenti ai partiti e rimborsi elettorali 1974 – 1993 Euro 2.852.934.609; 1994 – 2012 Euro 3.091.598.819; 1974-2012 Euro 5.944.533.428. Soldi ai giornali di partito: 1990-2009 Euro 850.851.746”, in definitiva, una bella fetta del debito pubblico. Altro elemento che si attinge dal pregiato lavoro di Veltri e F. Paola, è l’assenza di terzietà da parte della Camera. L’ente erogatore, la Camera dei Deputati, dovrebbe garantire un controllo attraverso un proprio organo che è l’Ufficio di Presidenza. Evidente è il massimo dei conflitti di interessi, inaccettabile in un Paese democratico. La Corte dei Conti, dal canto suo, si limita a segnalare solo la regolarità formale della documentazione prodotta e non esiste alcun potere sanzionatorio. Dal periodo (cfr.Veltri e Paola in Soldi dei Partiti) “ 1994-2008, la Corte dei Conti ha proclamato che il finanziamento eccessivo ai partiti non corrisponde alle spese sostenute e grava sulla Finanza Pubblica e quindi, in definitiva, sui contribuenti”. Dal libro non emerge solo la mancanza di terzietà, l’assenza di ogni potere sanzionatorio, l’eccessivo finanziamento ma, perfino, l’esborso di finanziamenti a partiti oramai “defunti” che continuano, inverosimilmente, a percepire “rimborsi” ( si pensi alla Margherita, Forza Italia, Rifondazione Comunista …). Idem per le testate giornalistiche difficili da reperire come: “ Il Denaro, Rinascita della Sinistra, La Discussione, Avanti della Domenica…”.
Il problema legislativo da affrontare è serio, ma i nostri politici non hanno alcuna volontà di affrontarlo con austerità, democraticità e nell'interesse del Paese.
Un aspetto importante è la valenza giuridica dei partiti. Non è possibile considerare, ancora ad oggi, i partiti come “associazioni private”. Lo stesso Illustre Costituzionalista Mortati, nel 1947, evidenziava la “necessità del ruolo dei partiti come organismi che congiuntamente all’organizzazione dei poteri statali attuino la democraticità”( 1947 Mortati). Tra le righe dall'emendamento di Mortati, mai approvato alla Camera, si ricava la comparazioni che lo stesso fa tra i “partiti” e le “organizzazioni statali”; in definitiva, ergo, il concetto pubblicistico e non privatistico dei partiti. Una normativa che andrebbe a qualificare il partito come organo pubblico è indiscutibile che modificherebbe le responsabilità. Azioni come quelle di Lusi non resterebbe punita con reato superficiale ma verrebbero ad applicarsi tutti i reati previsti dalla P.A., tra i quali il reato di peculato. Ecco la mancanza di affidabilità dei nostri politici nel voler affrontare legalmente la tematica. In assenza di una normativa democratica e seria non ci resta che attendere la Suprema Corte. Con sentenza numero 10125 del 9.05.2011, la Suprema Corte ha qualificato come “ ente pubblico l’ordine dei Commercialisti”. Viene da chiedersi, a tal uopo: se la Suprema Corte ha qualificato l’Ordine dei Commercialisti come organismo Pubblico, è mai possibile continuare a qualificare i partiti, che incassano soldi nostri, come associazioni di carattere privato? .
Ultima proposta per i politici che fanno finta di non sentire e di non capire, la si attinge sempre del libro di Veltri e Paola nel confronto con gli altri Paesi Europei. La Germania ha da insegnare a quello che gli autori definiscono “la degenerazione italiana”, con un finanziamento misto: “ i contributi pubblici non possono superare i 133 milioni di euro all’anno e sono divisi in due parti, un contributo proporzionale ai voti ricevuti e cioè 0,85 euro per ogni voto valido fino a 4 milioni di voi e 0,70 euro oltre i 4 milioni; un secondo contributo di 0,38 euro per ogni euro che ciascun partito riceve sotto forma di autofinanziamento. Cifre molte contenute e soprattutto il rapporto tra autofinanziamento e finanziamento pubblico incentiva i partiti a favorire la militanza e i rapporti con gli elettori”. Dulcis in fundo, chi controlla? La stessa Camera come accade ancora? La Corte dei Conti senza potere sanzionatorio? No! controlla un Organo esterno di valenza giuridica come, ad esempio, la Corte D’Appello. “Voce alla Voce e fatti ai fatti”, Illustrissimi centenari politici Italiani Carl William Brown vi rimembra che “ Se un forte desiderio di onestà, di uguaglianza e di amore non si impossesserà di voi, farete una squallida e misera fine, sarà la vostra morte intellettuale!.”
Graziella Algieri