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  •  Massicci riconoscimenti giuridici e scarsa tutela reale
    Tassare ulteriormente il risparmio  dal 20 al 26 % ,oltre al già 2% ( in pratica una patrimoniale )  esistente applicabile  sul nominale in giacenza nel Dossier Titoli,  significa vanificare il  risparmio già tanto tassato sia con imposte e tasse dirette sia con quelle indirette  come anche l’inflazione o tecniche analoghe.  Chi ha interesse a vanificare il  risparmio ?! Il più grande debitore. Chi è il più grande debitore ?! Lo Stato,  a cui gli italiani consegnano il proprio risparmio investendolo sotto  forma di Bot e forme analoghe e che lo Stato dovrà restituire alla scadenza. Ora  se lo Sato vanifica il risparmio dei cittadini  è consequenziale che vanifica anche il Suo debito e ne trae un vantaggio  a spese dei cittadini risparmiatori . Lo può fare con varie tecniche: imposte, tasse, rendimenti formali, inflazione , etc.  come è   in pratica . Tralasciamo le banche  a cui lo Stato da con  la mano sinistra  e prende con la destra . A titolo esemplificativo  in proposito  alcuni  articoli della Costituzione : 
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  • Non sto serena

    di Giulia Rodano

    Nel governo la metà dei ministri sono donne. Ma io non sto serena. Rimane qualcosa che non mi convince, anzi, per dirla tutta, che mi irrita, un sassolino nella scarpa o una briciola tra le lenzuola. Non sto serena  perché solo qualche settimana fa una giovane donna in gamba è rimasta fuori dal Consiglio regionale della Sardegna, nonostante avesse raccolto oltre il 10% dei consensi. E non ho sentito una sola parola di condanna su una legge elettorale così infame, Anzi la Tavola della parità ha ribadito la richiesta di modifiche corporative all’ Italicum, che tanto somiglia alla legge sarda. Non sto serena perché delle donne ministro una è portatrice di clamorosi conflitti di interesse, un’altra intende governare la scuola applicando invece che rovesciando le ricette devastanti dei suoi predecessori e perché della terza non ho sentito una sola parola conto gli F35. E siamo solo alle prime battute. Mi si dirà, ma potrebbero fare altrettanto gli uomini. E vero. E quindi non basta che ci siano le donne per farmi essere serena.

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  • ENORME PROBLEMA

    di Luigi Caroli

    Italia, Lombardia, Milano e – probabilmente anche il tuo condominio – hanno un identico, enorme problema. La CORRUZIONE.

    Si è ormai diffusa – come una metastasi – in tutti i gangli della società intaccando anche le più piccole istituzioni. Perfino l’arte (raccontava mercoledì un famoso artista in un convegno)!

    CULTURA e lettere?

    Le prime tre, se diventano quattro, valgono oro.

    Dopo le istituzioni politiche si stanno sfarinando le università e le associazioni di categoria, piccole e grandi.

    Perfino le ONLUS, sempre più diffusamente, diventano centri di autoassistenza.

    Nei COMITATI ricompense per pochi inducono talvolta a CAMBIARE idea e CANALE.

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  • Una'analisi di Roberto Scafuri sul Il Giornale su probabili scenari

    di Roberto Scafuri

    Mentre Pippo Civati riflette, le cose accadono. Accade che Matteo Renzi faccia un governo mettendo alle corde il proprio partito e, nel frattempo, lui che è multitasking, apra già forni diversi da quelli del Nazareno, persino risolvendo tra la Direzione di oggi e sabato l'annosa questione dell'adesione al Pse (ormai una sola voce contraria, Beppe Fioroni).  Accade poi che palesemente - tanto al Senato, quanto alla Camera - il Pd non si limiti al mugugno, ma applauda entusiasticamente la Restaurazione di Letta e Bersani. «Una ferita, ma non vedo scissioni», secondo Cuperlo. Eppure un renziano come Boccia già prende atto che ci si fermerà assai prima della fine della legislatura: «Voto tra un anno? Spero di no, ma temo di sì». Accade, infine, che scoppi il dissenso dentro M5S e che da pietruzza si trasformi in movimento franoso.

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  • Una riflessione sul passato e sul futuro dei valori evocati dalla parola "Socialismo".

    di Andrea Foti

    Mi sono chiesto quali radici potranno essere così forti da riuscire a sopportare il peso delle problematiche enormemente complesse della società odierna.


    Il quadro sociale subisce una trasformazione continua a velocità crescente, le logiche tradizionali a blocchi sono ormai retaggio di un lontano passato, oggi si combatte attraverso alleanze momentanee di convenienza; questo è vero tanto sul mercato quanto in politica tra schieramenti e tra paesi.

    Il mercato e le potenze finanziarie sono divenute ormai a tutti gli effetti attori politici a livello nazionale ed internazionale.

    Gli strumenti in mano al “Capitale” sono estremamente potenti e al contempo difficilmente controllabili data la loro mobilità ed internazionalità e grazie anche alla inarrestabile rivoluzione tecnologica che abbatte inesorabilmente la necessità di forza lavoro umana.


    Occorre pertanto ridefinire i caratteri costitutivi del socialismo moderno per fondare una lotta politica che preveda e governi le trasformazioni sociali del XXI secolo a partire dal problema principe: il lavoro.

    Lo sforzo fondamentale del Capitale è quello di creare divisione nella forza lavoro attraverso strumenti atti a privare i lavoratori di qualsiasi tutela e di conseguenza di forza contrattuale.

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  • Urge una forza politica Socialista a Sinistra

    Dopo un ventennio di antipolitica e di botte da orchi ai partiti siamo purtroppo arrivati all’intolleranza verso i partiti causato dagli effetti devastanti della casta e del leaderismo sfrenato. Aveva cominciato Berlusconi con la sua discesa in campo nel 1994 insieme al suo partito-azienda. Il "dopo mani pulite" (o dopo tangentopoli), ha una coda lunga venti anni. Gli effetti del crollo dei partiti coinvolti e l'incapacità di adeguarsi alla politica pulita e normale, come nel resto dei paesi avanzati d’Europa, si sono dimostrati letali.  I partiti storici che avevano assicurato riferimenti e ideali certi, sono stati snaturati lasciano il posto all’anarchia personale e al caos. I movimenti o pseudo tali che ne sono derivati si sono dimostrati tossici alla stregua dei derivati finanziari. Si comincia con le liste e le forze politiche, Forza Italia con leader assoluto Berlusconi, Lista dei popolari con Prodi, l’elefantino con Fini, Lista Pannella-Bonino, Lista Pannella, Lista Liberal Sgarbi, Lista Occhetto Società Civile Di Pietro, Lista Di Pietro, Lista Dini, Lista Coscioni, Il Popolo della Libertà Berlusconi Presidente, Casini Unione di Centro, Scelta Civica Con Monti Per L’Italia, Rivoluzione Civile Ingroia, Mastella UDEUR, Ecologia Sinistra e Libertà con Vendola, Grillo ecc. ecc. 

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  • Ricorrenze: Togliatti, Gullo, Berlinguer

    di Giuseppe Pierino

                Ricorre quest’anno il 50°, il 40° ed il 30° anniversario della morte di Togliatti, Gullo e Berlinguer, figure che racchiudono gran parte dell’esperienza dei comunisti italiani. E può esser questa l’occasione per meditarne il retaggio, ripensare il ruolo dei comunisti nella storia del dopoguerra sino alle  scaturigini della crisi che ha sconvolto il Paese. L’Italia che ci troviamo nacque infatti con De Gasperi allorché il cammino intrapreso nel ‘44 per input di Togliatti – la svolta di Salerno e la scelta riformista e unitaria della democrazia progressiva – fu sbarrato dal rovesciamento della politica rooseveltiana e dalla guerra fredda cui De Gasperi aderì. Nella contrapposizione si distrussero risorse inestimabili e sotto l’egida degli S.U. imperversò un capitalismo selvaggio che se favorì la rapida industrializzazione del Paese, aggravò gli squilibri e precluse modelli di crescita alternativi socialmente più equi. L’impronta di Togliatti e Gullo restò impressa nella riconquista della dell’indipendenza e della libertà; nello sforzo ricostruttivo e nella fondazione dello stato nuovo: la repubblica e la costituzione. Ma quei guasti sono ora venuti al pettine, e la     crisi chiude quel ciclo suggerendo fastidiose domande sul declino che investe l’Italia e il suo l’incerto futuro.

    La deriva viene da lontano. Berlinguer l’intravide e invano cercò di fermarla con l’austerità, la questione morale, il compromesso storico. Cause e responsabilità appaiono più chiare, ma non fu       ininfluente il dissolvimento della sinistra comunista e il venir meno dell’opposizione. Non ha senso cercare gli errori della dirigenza postcomunista quando, spericolatamente, Renzi tenta di chiuder la partita. Bisognerebbe piuttosto spiegarsi per quali ragioni, intrinseche al vecchio PCI, sia potuto avvenire un così grave pervertimento, e la compenetrazione, la resa. Provare a risalire la china e come dice Asor Rosa a “ricreare una cultura politica della sinistra ancorata alla tradizione (tutto quel che c’è di buono al mondo ha un passato e una storia) e al tempo stesso moderna”, impatta altrimenti nodi irrisolti, ed è vana, elusiva. Mentre riflettere su Berlinguer come a Roma l’11 febbraio, su Togliatti e su Gullo pressoché dimenticato; e riconnettersi a quella esperienza e a quella tradizione, può diradare le nebbie e indicare una prospettiva diversa. Nella nascita della nostra democrazia deturpata nel tempo ed a rischio, Gullo ha un posto a sé. La sua formazione marxista, influenzata dal sodalizio con Bordiga ed intrisa d’istanze illuministe e laiche, ne fece una personalità dai forti principi, l’alfiere d’un umanesimo comunista sconosciuto. Niente a che vedere col ceto politico, pur molto diverso da quello attuale. Era per tanti versi un comunista atipico. Interpretò i bisogni, le speranze, l’animo più nascosto e nobile delle masse senza scadere mai in atteggiamenti populisti. E nessun uomo politico, a parte Berlinguer,  è stato amato come lui nel dopoguerra.

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Renzi e Grillo- Evasione fiscale: questa sconosciuta

Renzi, perchè non parli di evasione fiscale? E' il titolo dell'articolo settimanale del direttore dell'Espresso, Bruno Manfellotto. Renzi su Twitter a un giovane che gli faceva notare come nel suo programma “ non ci sia traccia di lotta all'evasione” ha risposto:” Vedrai, vedrai sull'evasione”. Nel documento di economia e finanza( DEF) approvato dal consiglio dei ministri il “ vedrai,vedrai” è sintetizzato così:” sarà necessario rafforzare l'attività conoscitiva e di controllo delle agenzie fiscali attraverso l'uso prioritario dei sistemi informatici con interconnessioni fra tutte le banche dati esistenti”. Evviva! La tecnologia risolverà i problemi che la politica non ha mai voluto risolvere non perchè non fosse capace di connettere le banche dati, ma per ragioni biecamente elettorali e di potere. Nessun leader vuole parlare e, soprattutto, intervenire sulla montagna di evasione fiscale del paese che sottrae alle casse dello stato circa 200 miliardi di euro all'anno ,mettendo a rischio tutti i servizi essenziali: Sanità, Pensioni, Scuola, Ricerca, Università ecc, per non perdere il voto di circa 11 milioni di evasori, grandi e piccoli. E quelli che ci hanno provato, come Prodi e Monti, sono stati mandati a casa. Attendiamo pazientemente che i server e i computer facciano il miracolo. Intanto ricordiamo al Presidente del Consiglio fatti e numeri e suggeriamo di intervenire subito perchè, se volesse farlo, potrebbe portare a casa una barca di soldi, necessari a realizzare il suo programma.

Renzi ha fornito i numeri dei soldi che il governo metterà a disposizione entro luglio di quest'anno per le riforme e per pagare i debiti.

Ricapitoliamo: 68 miliardi per il pagamento dei debiti della pubblica amministrazione nei confronti delle imprese, che vengono così saldati. Il debito, garantito dallo Stato in prima battuta viene ceduto alle banche che mettono a disposizione delle amministrazioni debitrici i soldi e pagano le aziende. Se le amministrazioni a loro volta non saldano il debito interviene la Cassa depositi e prestiti. Non si capisce se le banche tirano fuori 68 miliardi gratuitamente o chiedono gli interessi. Se, come probabile, chiedono gli interessi, chi li paga? Lo Stato che è il garante e quindi aumenta il debito pubblico che è già aumentato nei primi mesi del 2014. In ogni caso, se si rispettano i parametri europei, l'operazione può funzionare, perchè le aziende con 68 miliardi in cassa sono in condizione di investire e anche di assumere. Per le grandi aziende c'è da stare attenti che non li portino all'estero. Ora, delle due l'una. O gli annunci di Renzi rimangono annunci, il presidente del consiglio si prende del “Buffone” come lui stesso ha suggerito e va a casa, o l'operazione è possibile e allora c'è da chiedersi come mai non l'ha fatta il duo Letta -Saccomanni. Per incapacità, per pressioni subite, per mancanza di controllo della situazione? Bassanini, presidente della Cassa Depositi e Prestiti, che raccoglie i risparmi degli italiani, nella trasmissione televisiva condotta dall'Annunziata, ha detto che il governo Letta di fatto è stato bloccato dalla burocrazia del ministero dell'economia. Se così fosse sarebbe gravissimo.

Che dire del governo Renzi? Età media molto bassa, capo del governo e ministre con la battuta pronta, il sorriso accattivante in una mano e il veleno per i competitori nell'altra come ha sperimentato Enrico Letta e , anche Civati, al quale hanno scippato la sindaca Maria Carmela Lanzetta, diventata ministro a sua insaputa. Diciamoci la verità: i metodi che ha usato Renzi per arrivare a palazzo Chigi ricordano tanto quelli delle signorie rinascimentali nelle quali la menzogna e l'omicidio dei familiari era all'ordine del giorno. L'uso del manuale Cencelli a 360 gradi tra i partiti, all'interno del PD e fra le correnti e persino fra le associazioni imprenditoriali come le cooperative rosse e la confindustria, uno a me (Poletti) e una a te (Guidi), fa impallidire le spartizioni della prima repubblica. Il risultato è davvero un governo modesto. Inadeguato alla gravità della situazione. Si potrebbe parlare di un governicchio ma non lo facciamo per non scoraggiare i giovani ministri che hanno tanto bisogno di incoraggiamento e di imparare.

Anche questa volta per  l'operazione congiunta FBI-  Polizia Italiana, che ha messo in evidenza gli accordi Drangheta- Mafia americana per il traffico di cocaina, il verbo più usato è stato  “smantellata”.

Smantellare: “demolire strutture, impianti e attrezzature varie”. Così è scritto nel vocabolario Devoto -Oli. Vi pare che si possa commentare così, da almeno 50 anni, ogni operazione di polizia antimafia?  E poi qual'è la novità? Sono  una novità i rapporti internazionali della Ndrangheta e la sua capacità  di trattare direttamente con i paesi produttori, a cominciare dalla Colombia? La capacità di pagare le partite in coca in contanti, a 20-22mila euro al chilo? O sono forse una novità le rotte africane e il porto di Gioia Tauro come terminale? Nessuna novità. La novità sarebbe costituita dalla impossibilità di un casato di mafia come quello dei Morabito di Africo, coinvolti anche in questa ultima operazione, di  potere pagare in contanti. Ma così non è. Allora,  per favore,  non presentiamo come novità e risultati straordinari quelli che non lo sono. Negli anni 90-2000 Salvatore Morabito affittava i più bei locali dell'ortomercato di Milano, vi arrivava in Ferrari nell'indifferenza  o nell'invidia generale, apriva un locale notturno For a King”, accanto alle cipolle e ai ravanelli e il suo socio in affari, Antonio Paolo, teneva i rapporti con la Milano bene e della finanza. IL Corriere della sera dell'11 Febbraio, ci fa sapere che con sentenza definitiva, dopo una inchiesta giudiziaria durata almeno 10 anni, una funzionaria molto importante della banca Unicredito, la dottoressa Elisabetta Ribatti, è stata condannata a due anni e otto mesi per i finanziamenti della banca, nella quale lavorava, al socio dei  Morabito. Denaro  che veniva così riciclato e serviva alla cosca per il traffico di cocaina, mascherato dal commercio delle carote, nel cuore di Milano.  A conti fatti,   Antonio Paolo, il quale rispondeva al fattorino in Ferrari, ha   fatturato e movimentato fidi per 10 milioni di euro. La signora Ribatti autorizzava i prestiti  apponendo il suo sigillo “Kotk” dietro ogni assegno. In Lombardia adesso è peggio. Eppure i capi cosca sono tutti in galera. Ma quel  che conta sono i soldi. E loro, i soldi li hanno e li riciclano persino facendoseli prestare dalle banche.

La storia è raccontata in Mafia Pulita- Veltri e Laudati- Longanesi- 2009

Il primo dicembre 2013, commentando la notizia del Corriere della Sera riguardante 5000 dipendenti pubblici accusati di corruzione per avere  rubato 3 miliardi di euro allo Stato, avevo scritto :” la Corruzione imperversa”.  Di fronte a notizie come questa, che in qualsiasi altro paese europeo metterebbe in allarme tutte le Istituzioni, l'Italia non fa nemmeno una piega.

Ora è l'Europa che ci fa a pezzi con il primo rapporto sulla corruzione nei paesi dell'Unione.

1)In Europa la corruzione vale 120 miliardi di euro, dei quali  60 miliardi, pari al 4% del Pil è il valore della corruzione italiana;

2) A parere di Bruxelles la nuova legge ( 190 del 2012) lascia irrisolti problemi quali la disciplina della prescrizione,la legge sul falso in bilancio, l'autoriciclaggio. Sono cose che ho scritto e detto mille volte, ma inutile;

3)Secondo il rapporto, per il 97% degli italiani la corruzione nel nostro paese è diffusa;

Come si vede, la situazione dell'Italia è drammatica. Anche perchè, a mio parere, il valore di 60 miliardi, pari al costo  della bolletta elettrica,  è sottostimato. Infatti, alla corruzione tradizionale, politica, amministrativa e imprenditoriale, si aggiunge quella mafiosa. Inoltre, i 5 mila dipendenti pubblici accusati di corruzione, in Italia rimarranno al loro posto

Sulle  colpe della politica la Commissione Ue non è tenera : "In Italia i legami tra politici, criminalità organizzata e imprese, e lo scarso livello di integrità dei titolari di cariche elettive e di governo sono tra gli aspetti più preoccupanti, come testimonia l'alto numero di indagini per corruzione".

 

 Parafrasando la canzone di Aznavour “ io sono un Istrione” io dico di essere un Idiota.

Mastrapasqua, maratoneta degli incarichi, appartiene ai furbi: nel 2008 secondo Sergio Rizzo ne aveva  56 e ora, avendo lasciato la presidenza dell'INPS e incarichi collegati, insieme alla moglie, pare ne  conservi ancora 45. Il Maratoneta ha scalato società pubbliche e private, consigli di amministrazione, direzioni generali, pur avendo una “ laurea falsa” successivamente  conseguita dando gli esami previsti. La responsabilità maggiore però non è  sua. Ma dei governi che si sono succeduti e dell'attuale, che pur avendo il merito di averlo costretto alle dimissioni, l'ha salutato con la benedizione del Capo il quale ha definito  quella del Maratoneta “ una decisione saggia”.

Io sono uno degli  idioti perchè mi sono laureato in Medicina a luglio del sesto anno( 5 anni e mezzo) con 110 /lode;

Ho conseguito tre specializzazioni( Cardiologia, Medicina Interna e Ematologia) e la Libera Docenza a 30 anni;

Ho lavorato per sei anni gratis al San Matteo di Pavia con il titolo di Assistente volontario, facendo anche le guardie di notte. Come campavo, anche se sposato con figli? Con lo stipendio di mia moglie insegnante di francese e sostituendo d'estate i medici che andavano in vacanza. Ho girato paesini e paesi e mi sono fatto una cultura geografica.

guardo Renzi e mi sento come il Marziano di Ennio Flaiano, scrive il professor Asor Rosa. Anagrafe ed esperienze politiche mi accomunano alla medesima condizione, denunciata con arguzia e profondità su queste colonne: anch'io mi sento "marziano" rispetto al "nuovo corso" della politica impersonato dal segretario del Pd. Oppure "marziano" è lui,  il che poi è lo stesso; resta incontrovertibile il dato di una certa "incomunicabilità" tra il nostro mondo e il nostro modo di guardare alla realtà e quello del sindaco fiorentino. Potrebbe sembrare effetto di un salto generazionale, amplificato dall'incedere tecnologico e dall'uso assai disinvolto dei tweet o dei post (mai avrei immaginato, per esempio, un presidente del Consiglio che li ritenesse sostitutivi dei comunicati ufficiali di Palazzo Chigi), se non fosse che in questa sensazione di "straniamento" non avessi incontrato lungo la strada, in questi mesi, tanti altri "marziani" come me, come Asor Rosa. In pratica, degli "esodati" dall'empireo della casta e di una politica che fa della fretta e dell'annuncio estemporaneo la propria cifra saliente. Si tratta di persone di tutte le età e di ogni condizione sociale. E più la condizione economica è dirimente rispetto al loro "status", più sembra contare il dato dell'"incomunicabilità" rispetto a Renzi. Che non colpevolizzo affatto, opponendosi egli - come Asor Rosa spiega da par suo - con le stesse armi ai suoi fratelli carnali e maggiori, il berlusconismo e il grillismo. Di più: penso che rispetto alla morta gora della politica italiana, il renzismo potrebbe persino sortire qualche effetto positivo. Per eterogenesi dei fini, oserei dire.  

 Aldo Cazzullo, su Sette scrive che la “ finanza non è il diavolo, va regolata, non demonizzata perchè ci consente di mantenere un alto tenore di vita”. Affermazioni giustissime ma contraddette dai fatti negli anni della  crisi devastante che decine di milioni di europei hanno pagato a caro prezzo.  Nel corso di essa è diventato più evanescente il rapporto tra finanza ed economia legale e più stretto quello con l'economia  illegale e criminale; è aumentata la quota di finanza ed economia criminale in Italia e nel mondo; è aumentata la quantità di denaro sporco riciclato; è aumentata la percentuale di capitali esportati illegalmente e imboscati nei paradisi fiscali; è aumentata a dismisura la quantità di denaro prodotto dal nulla e messo sui mercati dalle banche e sono contestualmente aumentati i rischi di fallimento di molte banche, salvate dagli interventi finanziari degli Stati. La sola Unione Europea negli anni 2007-2012 ha messo a disposizione delle banche  che rischiavano di  andare a gambe per aria, 4600 miliardi di euro. Questo perchè, come scrivono Masciandaro e Pansa: “la farina del diavolo non diventa sempre crusca”(La farina del diavolo-Baldini-Castoldi-2000). E' vero: la finanza è utile se non diventa anarchica e non comanda la politica; se  viene regolata e controllata e non viene creata dal nulla senza regole. E soprattutto se viene messa al servizio dell'economia reale e non la distrugge e con essa milioni di posti di lavoro. Esattamente quanto è successo negli  anni  della terribile crisi che stiamo vivendo,   peggiore di quella del 1929, come già nel 2003 aveva scritto Paolo Sylos Labini, inascoltato, perchè senza casacche. Allora, in America, epicentro della crisi,  fu varata la legge Glass- Steagall che obbligava le banche a separare le attività di deposito da quelle speculative; lo Stato, nell'ambito del New Deal, creò circa 15 milioni di posti di lavoro, soprattutto nel settore delle infrastrutture( strade, porti, scuole ecc) e le banche non erano piene di derivati, titoli spazzatura, che il più delle volte hanno determinato le condizioni per il loro fallimento. I problemi che riguardano la cosiddetta finanziarizzazione dell'economia e la necessità di contenerla attraverso riforme radicali nazionali ed europee , in Italia non trovano molto spazio nell'informazione, soprattutto televisiva. Personalmente ho parlato con alcuni dei giornalisti più accreditati, ma il teatrino li seduce e prevale sulle cose serie. Le cose non vanno certo meglio nella politica, nel Governo e nel Parlamento. Eppure, l'abbiamo detto e scritto tante volte, l'Italia, insieme alla Grecia, è il paese dell'Unione che ha la maggior quota di economia sommersa, criminale,  di esportazione di capitali, di riciclaggio di denaro sporco e di evasione fiscale. Ricordo un  dato: in Francia, una ricerca ha stimato in 600 miliardi i capitali esportati all'estero illegalmente dai cittadini francesi e imboscati. Quanti sono i soldi esportati illegalmente dagli italiani? Nessuno se ne occupa. Ma certamente non di meno, perchè la nostra evasione fiscale da lavoro nero, esportazione di capitali, riciclaggio e corruzione è maggiore di quella francese. Eppure, la legge anti-corruzione, approvata con dieci anni di ritardo rispetto agli altri paesi, sulla quale tornerò, è chiusa nei cassetti e del tutto inapplicata.

I telegiornali hanno dato la notizia dell'estradizione in Italia di Vito Roberto Palazzolo, latitante in Africa dagli anni 80, dopo avere ricevuto un mandato di cattura da Giovanni Falcone e arrestato qualche mese fa in Tailandia. Ho raccontato la storia di Palazzolo nel libro Mafia Pulita. Dovrebbero farci un film. Palazzolo è stato il più grande riciclatore dei soldi di Cosa Nostra quando era giovanissimo in Svizzera ed ha investito anche i soldi dei boss. In Sudafrica ha costruito un impero e viveva in una tenuta, un vero paradiso terrestre. Spero che parli e dica di tutti i rapporti intrattenuti con politici e imprenditori, anche italiani. Però ci credo poco. Chi vuol saperne di più legga perchè Palazzolo rappresenta la mafia imprenditrice del terzo millennio. Quella che opera nell'economia globale.

In tutte le Regioni i conti dei gruppi consiliari e dei partiti sono stati passati al setaccio dalla Guardia di finanza inviata dai magistrati. Non solo indagati e rinviati a giudizio, ma anche consiglieri e assessori regionali arrestati. Le Regioni sono diventate oggetto di polemiche e di scherno e molti cittadini, a suo tempo entusiasti regionalisti, come chi scrive, perchè convinti assertori del decentramento dei poteri dello Stato con la conseguenza di rendere più facile la vita ai cittadini, vorrebbero chiuderle, perchè considerate le istituzioni nelle quali furti, malversazioni e sprechi sono diventati la regola. Anche i partiti sono stati oggetto di indagini e di sanzioni pesanti. E' sufficiente ricordare quanto è successo alla Lega e alla Margherita, con relativi tesorieri in manette. I partiti ricevono due distinti finanziamenti: al Partito, che il governo Letta ha cancellato dal 2017 in poi e ai Gruppi Parlamentari i quali, tra Camera e Senato, incassano 60 milioni di euro all'anno circa. Ora, poiché i soldi dati ai gruppi di Camera e Senato non sono mai stati sottoposti a indagini penali , molti cittadini potrebbero pensare che i mascalzoni sono tutti finiti nelle Regioni, mentre in Parlamento sono tutti galantuomini. Così non è. La differenza è una sola: è facile per un magistrato inviare, con un semplice mandato, la guardia di finanza nelle Regioni e scovare il marcio. E' molto difficile inviarla in Parlamento perchè ci vorrebbe l'autorizzazione degli uffici di Presidenza, delle Giunte per le autorizzazioni a procedere, delle Aule( Camera e Senato)

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