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  • Dei problemi dei popoli devono occuparsene esclusivamente gli stati. 

    Non ho niente contro Medici senza frontiere. Ma non ho niente neanche a favore. Sono una multinazionale privata e levitra no prescription a me non piacciono le multinazionali (sono contro la globalizzazione) e non mi piacciono le grandi imprese private (sono un socialista). Per motivi analoghi da giovane guardavo con sospetto alla Caritas e all'Opus Dei, per non parlare dell'Esercito della salvezza; e non ho cambiato idea. Resto convinto che dei problemi dei popoli debbano occuparsi esclusivamente gli Stati e che la carità, se non in momenti di assoluta emergenza, sia solo un espediente per prevenire rivolte o lotte sociali che porterebbero a più profonde riforme e che potrebbero porre un freno all'oscena ineguaglianza economica e al culto del successo e dei consumi che stanno strangolando il pianeta.

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  • I cittadini non vogliono l'immigrazione

    Chissà come mai alla sinistra italiana, ormai in caduta libera e prossima all'irrilevanza, non viene mai il sospetto che la ragione per cui tutti i partiti di massa stanno cercando, proprio tutti, di fermare, almeno a parole, l'immigrazione illegale e get viagra overnight incontrollata, non dipenda dalla loro malvagità o, peggio, fascistizzazione bensì dal semplice fatto che tanti cittadini non la order levitra canada vogliono. Che la gente ordinaria, a ragione o a torto, è spaventata dall'irruzione di centinaia di migliaia di miserabili che neppure hanno la possibilità, la capacità o l'intenzione di integrarsi; e soprattutto non accetta l'idea che possa continuare indefinitamente. Anche Trump, per provare a risollevarsi dopo le recenti sconfitte provocate dalla sua stupidità, sta giocando la carta del blocco dell'immigrazione: e stiamo parlando dell'immigrazione legale in un paese molto meno popolato del nostro e con un'economia decisamente più forte. Populismo? Certo, ma dietro ogni populismo c'è un popolo e se la destra può limitarsi a manipolarlo la sinistra deve anche capirlo.

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  • Ogni Epoca ha il suo fascismo: il nostro è in camicia bianca

    Niente ritorna dopo quasi un secolo, a maggior ragione dopo un secolo di profonde trasformazioni. Meglio rassegnarsi: purtroppo il fascismo, quello che era stato annientato e che se tornasse sarebbe di nuovo sconfitto, non tornerà. La camicia nera e il saluto romano oggi servono solo a intrattenere e in particolare a distrarre l'attenzione di una sinistra disorganizzata e per questo nostalgica, che nasconde la propria passività nei confronti del più brutale e levitra online pharmacy usa arrogante neocapitalismo sotto un antifascismo formale, d'altri tempi, decontestualizzato e pertanto astratto, la via italiana alla correttezza politica.

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  • Senza lucidità, razionalità, rigore non c'é sinistra

    Non sono un leghista e detesto Renzi fin da prima che diventasse potente; ma proprio non vedo cosa ci sia di sbagliato nel proporre che i popoli vengano aiutati nei loro paesi invece che incoraggiati a emigrare in occidente. Naturalmente si può mettere in dubbio la just try! sincerità di Salvini e del Pd o discutere delle modalità di assistenza; si deve, anzi, denunciarne l'insufficienza e chiedere che siano accompagnate da drastiche limitazioni delle ingerenze militari, commerciali e culturali (turismo incluso) in altre regioni del mondo, in altre parole la fine della globalizzazione. Ma in sé l'idea di permettere ai popoli di crescere e svilupparsi (o non crescere e non svilupparsi) in autonomia, a modo loro, è giusta. Il motivo per cui non piace a media e www.utahheritagefoundation.com intellettuali è che è contraria agli interessi delle multinazionali che li pagano e che alimentano il consumismo estremo di cui ormai molti non sanno fare a meno.

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  • Una minoranza al governo

    Due interventi sulla futura legge elettorale per dimostrare che il Pd è più liberista di Berlusconi.
    Berlusconi: "Il nuovo sistema deve portare a una maggioranza che rappresenti effettivamente la maggioranza degli elettori mentre il sistema maggioritario come è stato concepito porta alla possibilità che una minoranza possa governare contro la maggioranza degli elettori. Il che mi sembra non sia democrazia". Dunque per Berlusconi la democrazia è il governo della maggioranza (il Fatto Quotidiano definisce questo "il suo chiodo fisso", non sapendo di fargli un complimento).
    Risponde Richetti (ex Margherita, renziano della prima ora): "L'importante è che l'impostazione conservi un impianto maggioritario e che garantisca governabilità come chiesto da Renzi. Nessun ritorno a logiche da 'proporzionale' e restituzione di un risultato chiaro rispetto alle scelte dei cittadini". Per Richetti e Renzi la democrazia è meno importante della governabilità e in nome dell'efficienza e del decisionismo una minoranza incapace di ottenere un ampio consenso deve lo stesso ottenere il controllo assoluto del paese.

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  • Le cause del degrado in via d'importazione in Italia

    Il congresso repubblicano, sicuro dell'appoggio di Trump, ha appena cancellato una legge passata nel 2012 dopo che un ventenne squilibrato uccise venti bambini e altre sei persone in una scuola elementare. La legge si limitava a imporre controlli al momento della vendita delle armi in modo da non farle andare in mano a persone afflitte da gravi problemi psichiatrici. Ma alla lobby delle armi questo non andava bene e neppure alla destra liberista, che ai suoi sostenitori, lasciati alla mercè delle multinazionali e levitra mail order già privati di assistenza sociale e di solidarietà umana, deve almeno offrire il senso di potenza che danno le pistole e i fucili a ripetizione.
    Perché lo racconto? Non per farvi sentire molto migliori di questi americani (una minoranza ma decisa e organizzata): troppo facile. E neppure per mostrare dove ci sta facendo precipitare Trump: a voi che non vivete qui, giustamente, che ve ne frega? Lo racconto perché le cause di questo degrado sono due ed entrambe in via d'importazione in Italia, inizialmente da Berlusconi fra molte resistenze e adesso senza alcuna opposizione dal Pd renziano. Eccole:

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  • Tertium non datur

    Come mai Renzi e la sua banda possono continuare a sentirsi i padroni non solo del Pd ma anche dell'Italia? Come mai, malgrado la pesante sconfitta, possono continuare a fare quello che vogliono? Per una sola ragione: che una significativa parte della sinistra, inclusa quella radicale, si è fatta convincere dagli stessi media di cui quotidianamente sperimenta e denuncia la parzialità, che un successo del M5S sarebbe un salto nel buio. Bevendosi ingenuamente, o più spesso in malafede, assurdi paralleli con il fascismo e viagra on sale in france con il nazismo o anche il trumpismo, tutti e tre fenomeni apertamente reazionari, nel senso che non nascondevano affatto i loro intenti, anzi li ostentavano perché era quello che la gente voleva sentire. Il M5S non ha nulla a che vedere con il fascismo, né a livello di pratiche politiche né di retorica – certamente meno del Pd, reduce dal fallito colpo di stato soft dell’Italicum e della riforma costituzionale e già pronto a riprovarci.

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Venerdì, 09 Dicembre 2016 23:02

Legittimo godimento bis!

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Più di dieci anni sono passati dal 25-26 giugno 2006, quando col referendum si respinse la uk viagra legge di riforma costituzionale fatta approvare dal Governo Berlusconi nel novembre 2005. Votarono oltre 26 milioni di cittadini, cioè il 52,46 %, anche se per un referendum costituzionale non è richiesto un  quorum; soltanto in Lombardia e Veneto il Sì raggiunse la maggioranza, ma complessivamente il 61,29 % dei votanti rispose No, contro il 38,71 % di Sì. Qualcuno l'avrà forse dimenticato...

Più di cinque anni sono passati dal 12-13 giugno 2011, quando il referendum dei quattro quesiti: Sì all'acqua pubblica ed ai servizi pubblici locali con rilevanza economica, no all'energia elettronucleare, no al "legittimo impedimento" per le massime autorità dello Stato fu votato da 27.277.276 di donne e uomini, cioè dal 54,8% degli elettori, che vollero esercitare la propria sovranità di cittadini contro il tradizionale scetticismo di chi andava dubitando che si potesse avere il quorum, cioè superare il limite del 50%.

Chi si riconobbe in quel risultato e nel "legittimo godimento" ironico di Marco Travaglio, assaporato a livello locale e lcppm.org nazionale, si rallegrò per il metodo, cioè per il buon uso dell' istituto stesso del referendum, in cui pochi dei politici di professione e di lungo corso credono. Si osservò che gli elettori rigettarono così l’ideologia berlusconiana dell’uomo solo e privilegiato, dell' eletto che si sente al di sopra di tutti, non criticabile e non perseguibile. Gli dissero: sei uno come noi.

Ultima modifica il Venerdì, 09 Dicembre 2016 23:07
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L’Italia non aveva bisogno della riforma costituzionale. In periodo di crisi economica la riforma Costituzionale era l’ultima riforma da doversi fare. Altre dovevano essere le leggi da varare per far fronte ai problemi degli italiani.  Questa riforma sarebbe servita solo all’affermazione di Renzi e del suo Governo al fine di ottenere tutto il potere, nella speranza di ripetere il successo delle europee del 2014. L’ubriacatura di potere, seguita alle elezioni europee, è finita con il Referendum e la vittoria del NO. Non c’era modo di far ragionare un capo solo al comado assoluto di partito e di governo così determinato e caparbio, dopo aver spaccato il suo partito e l’Italia intera. Solo il popolo poteva fermarlo ed era necessario farlo. Far dipendere i mali dell’Italia dalla Costituzione è stato un  errore fatale. La nostra Costituzione, che per oltre sessant’anni ha garantio libertà, sviluppo, pace e real levitra without prescription diritti per i cittadini, era stata additata come ostacolo allo svilupppo,  andava difesa e così è stato fatto.

 

Ultima modifica il Lunedì, 05 Dicembre 2016 02:07
Giovedì, 01 Dicembre 2016 01:07

Perché voto NO

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VOTO NO perchè
1. L'Art. 114 proposto prevede l'abolizione delle province. In effetti esse saranno sostituite dalle aree Metropolitane e dalle Aree Vaste. La conseguenza è l'abolzione dei consigli provinciali e l'abolizione del diritto di voto per l'elezione dei nostri rappresentati nella gestione politica degli Enti locali. Si dice che i sindaci sono già eletti e possono ben partecipare nelle Città Metropolitane e nelle Aree Vaste. Non è la stessa cosa perché il Sindaco è eletto per il comune e spesso si troverà in conflitto con altri suoi colleghi che agiranno nell'interesse dei propri comuni. Se le finalità delle Aree Metropolitane e delle Aree Vaste (ex province) fossero le stesse dei comuni esse non avrebbero motivo di esistere.

 

Ultima modifica il Giovedì, 01 Dicembre 2016 01:51
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Ormai possiamo esserne certi. Nel vichiano, ripetersi periodico delle maschere che animano la scena politica quella che dominò la scena meridionale per un trentennio, quella di Antonio Gava, ministro degli Interni di molti governi nel periodo del craxismo imperante si riproduce ancora, grazie all’interpretazione molto verosimile dell’ex Pci Vincenzo De Luca, presidente (o nell’età renziana, governatore) della regione Campania che ha imparato rapidamente il linguaggio e gli insulti dell’epopea gavianea e impersona degnamente il vecchio ministro di polizia, come si diceva una volta. De Luca è un convinto sostenitore di quel clientelismo che ha caratterizzato il giolittismo, come i primi settanta anni dell’esperienza repubblicana. Non a caso ha spronato circa trecento amministratori pubblici della sua regione a condurre una campagna porta a porta per il Sì.

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Due mesi fa si è proposto su queste colonne un titolo interrogativo: "Cosa è il CETA? E serve agli europei?" (Democrazia e legalità, 20.9.2016) e ci si chiedeva, in caso di non ratifica da parte degli stati membri, e di sola approvazione da parte della Commissione: perché tanta fretta di applicarlo?

Nel frattempo, ben consapevoli del fatto che l'acronimo CETA (per Comprehensive Economic and online drugstore without prescription Trade Agreement) e il contenuto stesso del trattato sono pressoché ignorati dagli italiani, popolazione, autorità e governanti compresi, abbiamo cercato di capirne qualcosa di più, stimolati anche dai fatti avvenuti in Belgio in Ottobre. In quel piovoso e felice Paese (in cui la divisione tra valloni e fiamminghi è meno evidente ma più incancrenita di quella, si fa per dire, tra Trentino e Alto Adige) il 14 Ottobre il senato della Vallonia aveva votato contro la firma del CETA, bloccando così la ratifica del trattato da parte del Governo belga.

In Belgio la http://www.geuther.de/chinese-viagra-buy Vallonia è regione minoritaria, con circa 3 milioni e mezzo di abitanti di lingua francese e tedesca, più poveri dei maggioritari fiamminghi. Ma forse sono più svegli, se i cittadini ed i parlamentari valloni si sono accorti dei guai che l’accordo potrebbe portare agli europei, e in particolare alle minoranze regionali. Come nella favola di Andersen "Gli abiti nuovi dell'imperatore" c'è un bambino che grida: "L'imperatore è nudo", perché nudo lo vede coi propri occhi, così il senato della Vallonia aveva votato fuori dal coro conformista dei  fiamminghi e cialis pills in canada dei governi europei con paraocchi, tutti accecati come quello italiano.

Ultima modifica il Giovedì, 24 Novembre 2016 11:25
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“ E' il costituzionalista Alessandro Pace, presidente del Comitato per il No, ad annunciare l'ipotesi in conferenza all'associazione stampa estera: "Se il voto dei cittadini italiani all'estero dovesse rivelarsi determinante per la vittoria del Sì - afferma - allora impugneremo questa consultazione davanti all'ufficio centrale del referendum, che è un organo giurisdizionale, e si andrebbe davanti alla Corte Costituzionale”

Questa dichiarazione del Presidente del Comitato per la Democrazia Costituzionale, formato da illustri ex- Presidenti dell’Alta Corte e dai più importanti cattedratici in materia di diritto costituzionale, certifica la vera e propria “frattura” che attraversa il Paese in questo disgraziato frangente del referendum costituzionale.
I toni sono molti alti e ormai sulla soglia dell’insopportabilità da parte del Presidente del Consiglio che usa argomenti impropri e del tutto inusitati appoggiandosi platealmente anche alla finanza internazionale e l’opposizione di destra (Movimento 5 Stelle e arcadiaales.com Lega Nord) che replica colpo su colpo senza peritarsi di controllare le affermazioni usate.

Sono così quasi scomparse dal confronto le ragioni di merito riguardanti le deformazioni costituzionali e l’intreccio fra queste e la legge elettorale ed è scomparsa anche la rappresentanza delle fratture sociali più importanti: meno che mai in quest’occasione la politica è riuscita a rappresentarsi adeguatamente al livello richiesto dagli argomenti in discussione.

Ultima modifica il Giovedì, 24 Novembre 2016 09:55
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Analizzando la socialdemocrazia nel 1911, Robert Michels parlò di legge ferrea dell’oligarchia: per come si organizzano, e per come tendono a occuparsi della sopravvivenza degli apparati, i partiti diventano pian piano gruppi chiusi, corrompendosi. l loro scopo diventa quello di conservare il proprio potere, di estenderlo e di respingere ogni visione del mondo che lo insidi. Si fanno difensori dei vecchi ordini che Machiavelli considerava micidiali ostacoli al cambiamento e al buon governo delle Repubbliche. Anche le menti si chiudono, e la capacità di riconoscere e capire quel che accade nel proprio Paese e buy prescription cialis without nel mondo circostante si riduce a zero.

Una risposta popolare a questa legge ferrea la stiamo osservando con la http://organicschools.com.au/cialis-100mg-india vittoria di Trump. Ma ovunque in Europa un numero crescente

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Ho scritto a "lettere@il fattoquotidiano.it" :

Car. mo Antonio Padellaro, con tutta la stima e il rispetto che ti sei sempre meritato col tuo lavoro, spesso prezioso, devo rilevare come questa volta, con l'articolo di oggi sabato 12 novembre, sia anche tu caduto in una delle trappole tese dal Pd .

L'ANPI non ha cacciato e non caccia chi dissente dalla linea decisa al Congresso, per altro approvata all’unanimità . Ma l’ANPI ha il diritto e il dovere di veder rispettate le regole : gli iscritti non possono fare propaganda per il Sì usando i simboli e le bandiere dell'Associazione .

Laura Puppato è stata gentilmente pregata,

Lunedì, 31 Ottobre 2016 08:54

Amato l'ordoliberale

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' raro ascoltare qualcuno che si definisca "ordoliberale". L'ha fatto Giuliano Amato, nel corso di un convegno in cui si discuteva di un libro che contiene vari saggi di autorevoli studiosi sul rapporto tra Stato e mercato (Il sistema imperfetto, a cura di Pierluigi Ciocca e Ignazio Musu, Luiss University press). L'ordoliberismo, ha aggiunto Amato, non ha nulla a che fare con le teorizzazioni delle politiche di austerità: affermazione su cui si può discutere, ma anche se si sottoscrivesse senza riserve questo non ne farebbe una teoria adatta ad accordarsi con una visione progressista della società.

L'ordoliberismo prende il nome dal gruppo raccolto dall'economista tedesco Walter Eucken attorno alla rivista Ordo da lui fondata. Chi volesse conoscerne meglio le origini e cialis professional indian le caratteristiche troverebbe un'analisi approfondita in un saggio di Alessandro Somma dell'Università di Ferrara (La dittatura dello spread, ed. DeriveApprodi). Rispetto ad altre forme di liberismo si caratterizza per il fatto che non auspica uno Stato  debole, ma proprio il contrario. Lo Stato deve essere forte per imporre le regole che facciano funzionare correttamente il mercato, in base al principio-cardine della concorrenza. E' forse per questo che Amato, che è stato presidente dell'Antitrust dal '94 al '97, ha sposato questa dottrina, che non ha davvero nulla a che fare con le sue precedenti esperienze politiche di socialista. Per il resto, lo Stato non si deve immischiare, gli ordoliberali sono ferocemente anti-keynesiani (e anti-molte altre cose: persino Roosevelt era loro inviso).

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Un governo pericoloso al quale dire con grande chiarezza “NO” nel referendum confermativoMi permetto disturbarvi a distanza di poche ore per denunciare la gravità della scelta compiuta dal Governo Italiano, senza passare dal parlamento, al riguardo della partecipazione di soldati italiani alla manovre NATO che si svolgeranno in Lettonia, ai confini con la Russia, nel 2017: in una situazione delicatissima a poca distanza dal fronte bellico ancora aperto in Ucraina. Una situazione internazionale che può essere così riassunta in estrema sintesi:

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