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  • Ostilità della Libia del dopo Gheddafi verso gli USA e preparativi per un eventuale intervento dei marines.

    Gli Stati Uniti starebbero pensando di lanciare un nuovo attacco militare in Libia dalla stazione aeronavale di Sigonella. Cinquecento marines sono stati trasferiti nei giorni scorsi in Sicilia dalla base di Rota in Spagna. Gli uomini fanno parte della Marine Air Ground Task Force (MAGTF), la forza speciale costituita nel 1989 per garantire al Corpo dei Marines flessibilità e rapidità d’azione nei differenti scacchieri di guerra internazionali.

    L’unità di Rota è stata attivata dal Pentagono solo un paio di mesi fa per sostenere il Comando Usa in Africa (Africom) nell’addestramento e la formazione delle forze armate dei partner continentali e intervenire rapidamente in Africa in caso di crisi. La decisione di dar vita alla nuova task force è stata presa nel settembre 2012 dopo l’attentato terroristico contro il consolato Usa di Bengasi in cui persero la vita quattro funzionari tra cui l’ambasciatore in Libia, Christopher Stevens.

    Secondo il portavoce del Pentagono George Little, i marines potranno intervenire da Sigonella in tempi rapidissimi nel caso di nuovi attacchi al personale diplomatico o ai cittadini Usa presenti in Libia per “effettuarne eventualmente l’evacuazione”. “Siamo preparati a rispondere se necessario, se le condizioni peggiorassero o se venissimo chiamati” ha aggiunto Little.

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  • Pubblichiamo la lettera inviata da Marco Preioni al Corriere della Sera in data 11/05/2013 con una precisazione di Eio Veltri

    Caro dottor Romano,

    La comparazione delle due lettere pubblicate sul Corriere di oggi (11.05.2013), quella del signor Mario Casolaro che cita il caso delle ragazze musulmane che non vogliono fare il bagno in piscina con le altre per non togliersi il velo e propone l' uso dei locali separato e riservato in giorni diversi, quella del signor Giampiero Gemelli che asserisce che tutti gli immigrati sono uguali a noi nei loro pensieri, nel loro sentire, nel loro sorriso o nel loro pianto, mette in risalto la contraddizione di fondo nell' approccio al tema della immigrazione e della integrazione in Italia degli stranieri. Non è ragionevole ingannare sè stessi ritenendosi uguali a chi vuole essere considerato diverso e concedere deroghe laddove la diversità dalla regola è strumentale allo scardinamento dell' ordine e della funzionalità degli istituti di comune utilità. Evidentemente le ragazze islamiche vogliono essere diverse, almeno in parte, dalle altre e quindi non è vero che tutti gli immigrati sono uguali a noi. Sarà una diversità magari anche solo di facciata, ma proprio la pochezza della diversità dimostra la volontà di non volersi pienamente integrare nel paese che ora le ospita, non contro la loro volontà ma perchè loro (o i loro genitori) hanno voluto trasferirsi a vivere da noi. E' giusto che la diversità si possa anche snobisticamente esibire, ma ciò non deve essere di fastidio e di danno agli altri che hanno nell' uso delle cose pubbliche almeno un diritto di precedenza e di prevalenza date da principi di democrazia, di buon ordine, di buon senso e di equità. Quindi, la risposta data dal Corriere poteva essere più articolata e suggerire semmai che, se le ragazze islamiche vogliono fare il bagno con le altre loro coetanee, non c' è proprio nulla di male se, in una piscina italiana, si tolgono il velo per ragione di praticità e per dare quel piccolo segnale di essere "uguali a tutti noi" e non voler costituire la testa di ponte di una invasione di fanatici aspiranti alla predazione della nostra terra ed alla repressione dei nostri costumi.

    Un cordiale saluto.

    Marco Preioni

     ________________________

       Caro Marco,

    nel merito della  tua lettera desidero sottoporre alla tua riflessione la seguente precisazione:" a mio parere gli immigrati che vengono in Italia devono rispettare la Costituzione e le leggi del nostro paese. Quanto al velo con il quale le donne musulmane coprono il capo, anche io gradirei che in alcune occasioni lo togliessero. Ma questo attiene ai convincimenti religiosi, alla cultura e al costume dei popoli e non si può imporre per legge. Modificare valori e costumi dipende dagli interessati e le imposizioni possono sortire effetti contrari".

    Elio Veltri

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  • La tela del ragno velenoso

    Il Governo si ritira in meditazione intima nell’abbazia di Spineto in provincia di Siena. Anche  Prodi nel 1997 organizzo un ritiro sempre in Toscana a Gargonza (AR) cui parteciparono un nutrito gruppi di parlamentari. Altra full immersion sempre in Toscana  nel 1995 organizzata da  Massimo D’Alema ai tempi della formazione dell’Ulivo. Tutti posti suggestivi, ne porto testimonianza diretta per esser vissuto per 4 anni nella Certosa di Pontignano come studente universitario. Posti tranquilli immersi nelle campagne toscane in mezzo ai boschi e alla natura, colline a perdita d’occhio, fino all’orizzonte, tipiche della bella Toscana che hanno affascinato molti uomini ricchi provenienti da da tutto il mondo, investendo fior di quattrini in ville ed abitazioni da sogno. I ritiri precedenti di D’Alema e di Prodi non hanno portato fortuna ma erano legittimati dalla comunanza e dell’assonanza di partes nella ricerca di un programma politico condiviso, all’interno di uno stesso schieramento politico.  Cosa ben diverso il ritiro di Letta di Sabato e Domenica, inopportuno fra forze antagoniste. Foto di abbracci fra Letta e Alfano. Ma c’è bisogno di tanta mescolanza intima, quasi familiare, fra membri di un governo impossibile quanto impuro i cui membri, solo due mesi fa se la davano di santa ragione? Preludio della nascita di un  futuro partito popolare oppure semplice ingenuo gesto di Letta caduto nella tela di un ragno velenoso?

    Immaginiamo i commenti di quelle foto d’abbracci fra un anno. Che ridere! 

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  • Serve una legge sui partiti che attui l'art. 49 della Costituzione

    Il problema del finanziamento pubblico dei partiti è tutt’ora irrisolto. L’ultima legge in merito, la 96/2012 che ha previsto il dimezzamento dei cosiddetti rimborsi elettorali non è soddisfacente. Nel libro-denuncia i Soldi dei Partiti di Veltri e Paola si evidenziano aspetti raccapriccianti del modo in cui i partiti hanno utilizzato i fondi. Per la prima volta sono evidenziati gli importi utilizzate pari a 6 miliardi di euro correnti negli anni che vanno dal 1974 a tutto il 2010. Le gravi vicende sulle modalità dell’utilizzo dei fondi che ha visto coinvolta tutta la classe politica italiana senza distinzione, ripropone con allarmante preoccupazione un problema d’affrontare senza indugio, se si vuole evitare il peggioramento dei rapporti tra cittadini e Stato.

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  • Peccatore, si. Corrotto, no!

    "Per il peccato esiste il perdono, per la corruzione NO! Questa ha bisogno, prima di tutto di essere curata". Queste sono le parole chiare, forti, determinate, imponenti, pronunciate da Jorge Mario Bergoglio, prima di diventare Papa Francesco, nella sua disamina morale riportata nel libro "Guarire dalla Corruzione". La presa di posizione del Papa è perentoria: la corruzione non rappresenta una somma di peccati, per quanto gravi, e neppure uno tanti vizi del cuore. E' un male qualitativamente diverso.  Il corrotto non si rende conto del proprio stato. Diventa contagioso per la società cercando proseliti, pertanto il corrotto è anche corruttore.  La corruzione è una ragnatela che tende ad espandersi imponendo complicità.  Il corrotto non è al servizio della Società anzi, la porta alla decomposizione.  Il corrotto è talmente arroccato nella soddisfazione della sua autosufficienza da non permettere di farsi mettere in discussione.

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  •    Papa Bergoglio e la Curia Romana: chi

    Il 13 Marzo è stato eletto il nuovo Papa, l’argentino di origine italiana, Cardinale Bergoglio. Ha scelto di farsi chiamare Papa Francesco. un gesuita che proviene dalle “favelas”  dell’altra parte del Mondo. La sua elezione può essere intesa come una nuova “alba” per il  Vaticano, un buon auspicio per un reale rinnovamento della Chiesa Cattolica,  per la sua trasparenza affinché possa tornare alle origini della carità cristiana, punto focale della Chiesa Romana, anticamente ricca solo di fede, ma povera di agi contrariamente a quella che risulta oggi ricca e con un forte potere politico. La sua ricchezza e la sua potenza terrena si disvelano soprattutto attraverso lo I.O.R. (Istituto  Opere Religiose), la cosiddetta Banca del Vaticano, le cui attività commerciali (sanità, scuola, immigrazione ed investimenti finanziari vari in tutto il globo) fanno  tutte capo alla Curia Romana e alle sue dirette dipendenze, e nella quale girano tanti ma tanti soldi e poca fede cristiana.

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  • PERCHE' DISTRUGGERE IL WELFARE ITALIANO?

    C'è un analista di origine indiana, di nome Ajay Kapur, che di mestiere decide le strategie economiche per la potente Banca Deutsche Bank in Asia.
    Precedentemente, quando si trovava a Wall Street e faceva lo stratega del colosso bancario Citygroup, pubblicò una ricerca interna in cui teorizzava l'avvento della "plutonomia": un sistema in cui i ricchi definiscono le leggi, scrivono le regole, impongono l'agenda ai leader politici.
    Secondo Ajay Kapur, Paesi come Stati Uniti, Inghilterra e Canada sono modelli riusciti per le plutonomie del XXI secolo.
    I super ricchi investono milioni di dollari durante le campagne elettorali a favore dei loro candidati che assicurano fedele obbedienza nell'arena legislativa.

     

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A Gioia Tauro sono stati tagliati quattro alberi di abete in piazza Ammendolara. E’ seguita subito la condanna del Sindaco Renato Bellofiore e di tutta l’Amministrazione Comunale.

Martedì, 23 Ottobre 2012 00:55

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Lunedì 29 ottobre il via all'iniziativa dell'associazione Nomos su Economia sommersa e criminale, precariato e riforma della partiti. 

Belisario avrebbe manifestato l'intenzione di dimettersi dall'ufficio di presidenza del partito se non verrà accolta la sua richiesta di commissariare l'Idv regionale. Ma quel che conta è che Don Felice teme la possibile concorrenza della Mastrosimone, che aspira ad una candidatura alle prossime politiche, peraltro come gli altri consiglieri regionali, Antonio Autilio e Nicola Benedetto. Anche per questo è stata avviata una manovra di delegittimazione dell'assessore regionale all'agricoltura, la ex mastelliana Rosa Mastrosimone. Facendo ricorso a massicce dosi di opportunismo e trasformismo ideologico, c'è chi è arrivato a rispolverare persino le denunce degli ex dissidenti dipietristi del posto circa il passato mastelliano dell'esponente politica materana. Che, lo ricordiamo, nel 2010 è stata rinviata a giudizio per abuso d'ufficio. Inoltre è stato fatto pesare anche il suo rifiuto di rendere pubbliche le spese sostenute in regione Basilicata.   

L'ambiziosa esponente dipietrista lascia la poltrona di vicepresidente e di assessore all'urbanistica dopo la notizia dell'indagine a suo carico per abuso d'ufficio e truffa aggravata in relazione alla costruzione del porto di Ospedaletti. La Fusco però non uscirà completamente di scena ma diventerà capogruppo a posto di Nicolò Scialfa che la potrebbe sostituire sullo scranno di vicepresidente. Insomma per la moglie del deputato Idv Giovanni Paladini, protagonista dal 2008 a oggi di una bruciante carriera (molto bruciante) non ci sarà una completa uscita di scena dalla politica come per Maruccio. Di certo però la sua vicenda apre una nuova crepa nel già fatiscente edificio del partito di Di Pietro il cui crollo, dopo quelli del Pdl e della Lega, è ormai un evento molto vicino. Intanto l'ex eroe di mani pulite continua a ripetere come un disco rotto che, "noi dell'Italia dei valori siamo diversi dagli altri..."

Piscicelli, l'uomo che rise la notte del terremoto in Abruzzo, dopo due mesi di carcere collabora e racconta come funzionava il sistema della protezione civile e degli appalti truccati che aveva come dominus Angelo Balducci ma anche Bertolaso. Per quanto riguarda Di Pietro, secondo Piscicelli, quando era ministro impose l'impresa di Rocco Lupo, di Gaeta, per la costruzione dell'auditorium di Isernia, togliendola a Piscicelli che aveva praticamente già ottenuto l'appalto. L'ex eroe di mani pulite smentisce tutto, dice di non conoscere l'impresa in questione e annuncia querele. L'auditorium è un'opera faraonica e del tutto inutile in una città di ventimila abitanti. Doveva costare 5 milioni e finora ne è costato 35 e non è nemmeno finito, servono almeno altri 20 milioni per finire la sala concerti e gli spazi commerciali. Alla fine i 700 posti saranno costati 80.000 euro l'uno.  

 

Ascoltato 4 ore dai magistrati che lo indagano per peculato, l'ex capogruppo dei dipietristi alla Regione Lazio, ha assicurato di poter giustificare come ha speso i 781 mila euro transitati sui suoi conti e provenienti dalle casse del gruppo Idv, ma non ha convinto i magistrati dai quali tornerà molto presto. Molto interessante la principale spiegazione offerta agli inquirenti: "siccome la regione pagava i contributi in ritardo ho dovuto anticipare io i soldi ai consiglieri e poi me li sono ripresi". Peccato però che i consiglieri stessi si lamentassero dei soldi che arrivavano comunque in ritardo, nonostante gli anticipi del generoso Maruccio.  

In attesa di sapere che cosa ha detto Vincenzo Maruccio ai magistrati romani che lo indagano per peculato, Panorama.it riporta le dichiarazioni dei consiglieri regionali Idv che rivelano come i pagamenti dei 4180 euro al mese che spettavano loro in base all'articolo 8, ovvero extra indennità, non arrivavano mai puntualmente. "Non capivo perchè i soldi dovessero passare dalle mani di Maruccio" si chiede adesso, Anna Maria Tedeschi, che però non ha mai rivolto questa domanda quando avrebbe dovuto a Maruccio o meglio ancora a Di Pietro. In ogni caso, dicono adesso in coro, "ci fidavamo di lui". E come poteva essere diversamente se il capogruppo era un'emanazione del Presidente e del potente avvocato Scicchitano? Sono sicuri i militanti Idv che questa gente meriti di essere ricandidata? Si possono loro fidare di politici che si sono fidati di Maruccio e non hanno visto quello che c'era da vedere? 

Il presidente della Regione Liguria rilascia una versione diversa da quella della vicepresidente Idv, Marylin Fusco che, per spiegare l'indagine a suo carico per abuso d'ufficio e danno ambientale, ha parlato di atti che aveva ereditato dalla precedente giunta Burlando della quale la bella assessora dipietrista non faceva parte. Secondo l'accusa della Procura di Sanremo Fusco avrebbe favorito un privato, il costruttore dell'opera contestata dagli ambientalisti e che è tuttora incompiuta. Intanto secondo Riviera.it, l'inchiesta potrebbe essere nata dalla mancata realizzazione degli oneri urbanistici nel porto di Baia verde da parte della ditta concessionaria, dall'abbassamento del rilevato ferroviario e dalla mancata realizzazione della pista ciclabile.  

A Torino, esemplare condanna per Renzo Rabellino, consigliere provinciale della Lega padana Piemont, che ha falsificato le firme per ben sei liste da lui presentate senza successo alle regionali del 2010. Rabellino è stato condannato anche alla sospensione dei diritti elettorali e all'interdizione dai pubblici uffici per cinque anni. Ma naturalmente resta al suo posto in consiglio provinciale. 

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