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30 maggio 2009: Gentile redazione, confermo il ricevimento dei libri, che sto già leggendo, con interesse e con sacro timore....come dinnanzi a un baratro che ti affascina e ti terrorizza!
Alla mia età ne ho già viste molte, ma c'è sempre da imparare. Me lo dice anche mio padre, 87 anni, un padre mazziniano che non essendosi mai preso la
tessera del fascio doveva fare due lavori per campare quattro figli; militare per quattro anni nella seconda guerra, un lontano passato da socialista lombardiano, per chi sa cosa significava allora, la delusione per il "tradimento" del craxismo.Se la speranza è pericolosa, come diceva Nietsche, io però in questo momento buio per il mio paese, non trovo altro che confidare nel risveglio e nell'illuminazione di una consistente parte di connazionali. E continuo a  credere che le rivoluzioni armate non hanno mai funzionato, che quelle vere le fanno coloro che pensano con la loro testa e non si accontentano dei pensieri preconfezionati, da qualunque parte essi vengano.Forse è una speranza disperata.....ma come si dice della vita nell'universo, se è illogico pensare che ce ne sia solo sulla Terra,
analogamente illogico che tutte le scatole craniche del patrio suolo contengano unicamente il neurone B. Ringrazio vivamente

Eleonora Catanzaro
 
 
30 maggio 2009: Ho letto e riletto la messa in dubbio, da parte di Franceschini, delle virtù pedagogiche di Berlusconi e ho letto anche la replica immediata e irritata dei suoi figli. Su questa replica non ho proprio nulla da dire. I figli di Berlusconi difendendo il loro padre non hanno fatto altro che rispondere alla voce del sangue come alla stessa voce ha ubbidito Lucia Riina, la figlia di Totò, quando, in occasione di una intervista concessa a “la Repubblica” il 28 gennaio di quest’anno, ha affermato che suo padre le aveva insegnato - cito testualmente -  “educazione, moralità, rispetto” . Quanto all’affermazione di Franceschini, che ha sollevato lo sdegno di tutti gli ignobili lacchè  al servizio del "pallonaro",  confesso di non essere riuscito a provare uguale indignazione. Pensare che un signore di 72 anni ha viziato una giovanetta di nemmeno 18, mettendo a sua disposizione auto blu con autista e scorta, velivoli privati, per darle modo di partecipare, in vestiti d’alta moda,  a feste natalizie in una villa principesca  in Sardegna, non mi è sembrata qualcosa di altamente educativo. Se poi si aggiunge  che questo stesso signore non solo ha regalato alla ragazza alcune gioie, ma le ha anche promesso carriere nel mondo della politica o dello spettacolo, beh, allora, mi viene da pensare che Franceschini non abbia detto nulla di non condivisibile. Sono forse questi i valori che Berlusconi trasmette ai giovani? E se tanto mi dà tanto: è  forse il fatto di aver ricevuto in dono pochissimo tempo fa tre magnifici alberghi a Taormina, a spingere i tre beneficiari, Pier Silvio, Marina e Luigi, a magnificare le virtù paterne, a esaltare tutto di questo padre Casanova “etiam peccata”?. Ma c'è di peggio. Luigi, questo sdegnato  virgulto di Silvio e Veronica. perché non ha dato prova di pari sdegno  quando, sulla prima pagina di un giornale vicinissimo agli interessi del suo padre, è apparsa la fotografia di mamma Veronica, seni al vento? Come ha potuto tacere davanti al silenzio di suo padre indifferente a così ignobile sfregio compiuto da Feltri, il vecchio sodale? Gino Spadon. 
 

27 maggio 2009: Non mi piace una sinistra in cui le soggettività, individuali e collettive, non rinunciano ad imporre in maniera esasperata agli altri il proprio “ego” espanso, ritenendo il proprio obiettivo come l’unico “di sinistra”.

Non mi piace una sinistra aristocratica e salottiera, molto esclusiva, quasi accademica,  che è sinistra solo nel chiuso dei convegni e delle manifestazioni, ma che non riesce ad essere in lotta al fianco degli ultimi e dei penultimi e ad andare oltre la solidarietà visibile, nell’azione politica di lungo periodo.

Non mi piace una sinistra senza coraggio che non fa seguire da azione ed impegno diretto le proprie elaborazioni e le relega ad un “inutile” testimonianza.

Non mi piace una sinistra povera di memoria storica, che dichiara di rinnovarsi, ma rimane bloccata dai personalismi e dall’indisponibilità a trovare una sintesi unitaria.

Non mi piace una sinistra che non parla un linguaggio popolare e che non riesce a cogliere le passioni e le emozioni della gente, tampoco di sinistra.

Non mi piace una sinistra retorica, che parla per luoghi comuni, che non aggiorna e non coniuga gli strumenti dell’analisi economica e sociale con le nuove cause dell’impoverimento economico e culturale sia sul piano individuale sia collettivo.

Non mi piace una sinistra che non riesce a parlare  coi giovani, a proporre nuove forme di azione e di struttura politica; una sinistra che, invece di essere solido punto di riferimento ed appoggio per studenti, precari e giovani disoccupati, si limita a percorrere obsolete e sterili strategie di rappresentanza

Non mi piace una sinistra giudicante e misogina, che si batte a parole per affermare il valore del diritto al lavoro della donna, per sottrarla ad una condizione debole che produce solo sottomissione ed umiliazione, ma non propone ne’ sostiene concreti interventi di welfare sociale che permettano alle donne di non dover più operare la dolorosa scelta tra lavoro e famiglia. Non mi piace una sinistra che rinuncia a denunciare il maschilismo dominante quotidianamente in famiglia e in tutte le aggregazioni sociali e che abdica ad una battaglia di emancipazione, di evoluzione culturale e di educazione alla parità di genere a partire dalla scuola.

Non mi piace una sinistra che, in nome del rispetto dell’iniziativa spontanea, partecipa ai movimenti nella prima fase, ma non rinuncia a tentare di impadronirsi della leadership,  per poi successivamente abbandonarli e rinunciare a diventarne, se non con l’eccezione di individualità di rilievo, parte integrata, perseguendo e dandosi lustro del ruolo di interlocutore privilegiato

Non mi piace una sinistra che non tutela con particolare impegno tutti i disoccupati, gli ultimi, ma mostra maggiore attenzione nella tutela dei penultimi, precari e lavoratori in mobilità e pensionati

Non mi piace una sinistra con la puzza sotto il naso nei confronti della lotta, in ogni momento ed in ogni luogo del pianeta, per l’uguaglianza, la giustizia e la libertà e che non riesce a legare questi obiettivi alternativi al capitalismo, ritenendoli valori sorpassati e meno alternativi, non essenzialmente complementari né sufficienti, rispetto alle tematiche dell’ambientalismo, dello sviluppo sostenibile, della globalizzazione neo-liberista e della finanziarizzazione, della parità di genere, così come si stanno manifestando ed evolvendo.

Non mi piace una sinistra che nei confronti dei migranti, regolari e non, non riesce a mettere sullo stesso piano l’accoglienza, l’assistenza  e il lavoro con il diritto all’alfabetizzazione, alla formazione culturale e professionale, con l’educazione e il diritto alla cittadinanza e alla residenza.

Non mi piace una sinistra così.

Si può e si deve, immediatamente dopo la consultazione elettorale ed indipendentemente dai risultati, impegnarsi con coraggio per aprire un profondo confronto con l’obiettivo, opportunamente preparato e non affrettato, degli Stati Generali della sinistra “storica” e dei nuovi soggetti associazioni e movimenti,  portatori di istanze di innovazione globale e di progresso economico, culturale e sociale.

Massimo Bertolà

 

10 marzo 2009: Qualche ora fa ho appreso dal TG regionale della Toscana che la curia fiorentina si è espressa contrariamente e con parole che poco hanno a che fare con la carità cristiana contro il comune di Firenze che ha deciso di conferire la cittadinanza onoraria a Beppino Englaro.E alla cattiveria delle parole del vescovo si è aggiunta quella degli esponenti della casa delle libertà.Bene,ora è proprio ora di dire basta,ma non sottovoce,bisogna gridarlo,forte così forte da fare tremare le mura del Vaticano.Questa non è più libertà di epressione ma ingerenza poltica di uno stato nelle decisioni di un altro.Ho capito che i circa ventimila voti dei cattolici possono decidere l'esito delle elezioni nel nostro paese ,ma quando il troppo è troppo allora bisogna farsi sentire.Chi ha protestato per la santificazione di monsignor Stepinac(detto l'arcivescovo dl diavolo) o di Escriban de Ballaguer o ancora di madre Teresa di Calcutta che avrà curato e aiutato molti disperati ma la cui idea delle donne era paragonabile a quella di un islamico integralista?Anche in Israele che è nelle mani  della destra ed è in un certo senso uno stato teocratico i matrimoni tra persone dello stesso sesso sono diventati legge dello stato, e invece l'Italia assomiglia sempre più un paese governato da talebani. Bisognerebbe organizzare qualcosa di molto forte in difesa della laicità,Cosa ne pensate?

sì, bisognerebbe in assoluto.

10 marzo 2009: chiedo aiuto a voi della redazione rispetto a un dubbio che mi assilla da qualche settimana. Mesi fa ho appreso che la FIAT aveva acquistato delle azioni della Chrysler che con il 30% l'hanno portata ad essere il socio di maggioranza e quindi a capo di questa grande casa automobilistica americana.Qualche mese dopo sento che la FIAT mette in cassa integrazione migliaia di operai e chiede aiuti allo stato,e per finire leggo sui giornali che la grande Chrysler sta fallendo. Ma la FIAT è possibile che non lo sapesse? Cosa si son messi in testa che Berlusconi ha rimbecillito davvero tutto il paese? Per favore aiutatemi a capirci qualcosa, perchè ho una confusione in testa che non vi dico.
Cordiali saluti.
Trimarchi Elena

sapevano tutto, o non sapevano nulla... cambia poco: ci guadagneranno lo stesso, sulle nostre spalle.

 
10 marzo 2009: Volevo dire qualcosina su Harry Potter Franceschini. Quando in Italia avremo un leader di un grande partito si fa per dire di sinistra che non pronunci la parola "cattolici" ogni due su tre? Non se ne può proprio più.Possibile che nessuno abbia mai detto a quelli del PD che si riempiono la bocca di parole cone diritti civili,libertà individuali etc, e non si siano resi conto che ormai gli italiani sono budiisti,musulmani,valdesi,protestanti e via dicendo e che quindi questo dualismo laici e cattolici esiste solo nei loro discorsi inutili?!!!!!.....Parlano di libertà di coscienza, ma quando riusciranno mai a conciliare la coscenza della Bonino con quella della Binetti?
E a proposito di Gaza vorrei dire che i Palestinesi sono purtroppo prima di tutto gli ebrei di Hamas e dei governanti corrotti loro e dei paesi che li circondano, che hanno sempre anteposto i loro interessi a quelli di un popolo fratello che da 60 anni ormai è condannato a vivere nel disinteresse totale per la loro sorte dal mondo intero che sta a guardare................
 
   Una sempre più incazzata Elena Sofia
 
10 febbraio 2009
Che dire sul caso Englaro Berlusconi ?
Insultare il "premier " ? Perchè sprecare parole che nel dizionario italiano non esprimerebbero un termine  appropriato.
Nonostante la nostra storia di persone poco serie , di voltagabbana , bene o male mi sono sempre sentito orgoglioso di esserei Italiano
Per lavoro ho contatti con il mondo esterno e quando parlo con gli stranieri ,vi assicuro mi vergogno di appartenere a questa nazione dove colui che dovrebbe rappresentarci tutti è una persona di così basso profilo , una persona che ha pronunciato  delle frasi a quella degna persona di Peppini Englaro , indegne , offensive il tutto al riparo delle leggi fatte per se e votate dai suoi dipendenti leccapiedi.
Una volta esisteva l'opposizione , una volta esisteva la classe operaia , una volta esisteva la sinistra ormai tritata e dissolta da un branco di incoscienti che non si sono resi neanche elementarmente conto che far cadere il governo Prodi avrebbe siglificato dare il paese in mano ala destra più becera , razziasta e xenofoba chissà per quanto tempo.
Oggi apprendo che i baciapile che si allineano tra le fila del PD voteranno a favore della vergognosa legge che stà preparando in tutta fretta il governo , ma che ci fanno questi tra noi ? Come può pensare Veltoni che voteremo il PD sapendo che questi andranno sempre contro le nostre idee di laici . Che vadano con il cattolicissimo pluri divorziato  Casini e si tolgano di torno.
Molti parlano con paura del ritorno dell'anticlericalismo , ma ben venga ! Bisogna che i preti facciano i preti e non mettano il becco sulle nostre laicità.
C'è un grande agitare di gonnelle per salvare una non vita di una povera morta 17 anni fa , ma quando i Papi si sono recati nei paesi ove si pratica allegramente la pena di morte , mai una parola di biasimo , e neanche una parola si sentiva pronunziare ai tempi degli aborti clandestini.
Ho i capelli bianchi e mi ricordo che all'avvento del restauratore papa polacco , durante una cerimonia in piazza S.Pietro in prima fila c'era  Videla l'assassino argentino , non sarebbe stato un bell'atto dirgli che non si presentasse.
Ma quelli che hanno un poco di cultura e conoscono la storia sanno quello che ha combinato la chiesa in questi secoli.
Cari concittadini e mi rivolgo anche a quelli che credono veramente , beati loro , cerchiamo di svegliarci , se non ve ne foste accorti si ripete la storia stiamo scivolando , neanche tanto lentamente verso il fascismo.
Meditate gente meditate .
Nessuno leggerà queste righe , ma sono servite a me come sfogo.
Saluti
 
 
Guerci Franco
GENOVA
 
10 febbraio 2009
Leggo sempre con interesse le vostre lettere, pensieri che dir si voglia.
La signora autrice dell'articolo coglie bene il momento, quando scrive che il Pres del Cons non è un folle.
Il Pres del Cons non è folle per niente, al contrario ed a differenza degli imbecilli mediocri, tutti ex portaborse della Sinistra, egli ha ben chiaro quello che vuole fare.
Ha da sempre un suo progetto che porta avanti con determinazione e forza, date dalla sua immensa capacità economica e di comunicazione, che da 10 anni tutti i giorni lancia dalle sue tv.
Ridevamo di Fede,ridevamo di Liguori e tutta la corte di Arcore ora ci resta solo il riso amaro, che non è solo un buon film degli anni 50, ma anche la condizione di una Sinistra sinistrata cui altro non resta che "inseguire" il Pres del Cons nelle sue galoppate deliranti...in cui lancia propositi e concetti che sono compresi d accettati dalla maggioranza del Paese. Un caro saluto...Stefano
 

10 febbraio 2009 Lettera aperta al segretario del Partito Democratico, Walter Veltroni Caro Walter, sento e leggo con sincera condivisione e senso di risolta inquietudine che vi apprestate ad una giusta e tempestiva manifestazione domani a Roma a difesa della Costituzione, volgarmente attaccata da questo premier che ritiene di poter governare al di sopra di ogni garanzia democratica avendo come suggeritore solamente i sondaggi e come obiettivo solo i suoi personali interessi.Vorrei però sommessamente farti notare che già nel recente passato, appena due anni fa, la Costituzione italiana ha subito un rozzo tentativo di stravolgimento da parte della stessa cultura di centrodestra che adesso governa. E non c’è stato allora alcun partito politico né uomo di partito che si è intestata la battaglia di difesa della Costituzione, solamente i sindacati e tutte le altre associazioni culturali che operano nel sociale hanno fortemente ed in maniera determinante partecipato alla raccolta di firme per il referendum popolare ed alla successiva campagna.I partiti tutti sono rimasti distratti, non interessati ad una battaglia che non gli avrebbe portato alcun vantaggio immediato mentre l’esposizione in caso di sconfitta sarebbe stata punita severamente.

Ancora più timidamente vorrei dire che la Costituzione non si dovrebbe difendere solo se la attaccano formalmente e annunciano di volerla cambiare, la Costituzione si difende nell’unico modo che la nostra civiltà giuridica prevede (o prevederebbe): rispettandola e facendola rispettare. Se si reagisce soltanto alle manifestazioni verbali esplicite e non si dice nulla quando la si disattende credo che ci si comporti con la stessa logica di chi demanda ogni passaggio della vita pubblica agli annunci che incidono mediaticamente abdicando alla conoscenza ed osservanza dei principi in essa contenuti.Questo per sottolineare che già la Costituzione stessa prevede la ineleggibilità di chi ha determinati rapporti economici con lo Stato (concessioni televisive), ed un premier eletto incostituzionalmente non può che ignorare la Costituzione disconoscendo il ruolo di garante del Capo dello Stato. Ed ancora più inquietante risulta un Parlamento composto da rappresentanti non scelti direttamente dal popolo: questa legge elettorale rappresenta infatti un ‘vulnus’ del rapporto diretto fra elettore e suo rappresentante.

In definitiva difendere la Carta vuol dire anche diffonderla e farla rispettare: ma se la insegniamo ai ragazzi e ne illustriamo i principi che dovranno costituire la loro futura filosofia di vita, cosa ci diranno poi se vedono che trascuriamo il quotidiano disattendimento?Quanto ti scrivo spero allora che possa servire per meglio indirizzare le comuni azioni politiche nell’immediato futuro, con meno cinismo e più spirito democratico. Un abbraccio,Giuseppe Sunseri , Palermo

 

22 gennaio 2009 E' davvero triste che il sito non esponga  la notizia della  importantissima manifestazione a tutela della indipendenza della  magistratura che si terrà mercoledì 28 Gennaio a Roma ! Il dissolvimento dei magistrati di Salerno ad opera della casta è atto  gravissimo: i magistrati non sono più soggetti solo alla legge, ma  anche alla volontà dell'esecutivo se è vero come è vero che la  richiesta di sanzionare Apicella ed i suoi sostituti è stata inoltrata  al CSM dal ministro Alfano. Ma la democrazia non si reggeva sull'indipendenza dei poteri ?
Ma non era il potere giudiziario quello a dover essere maggiormente  tutelato ?
Ma non dovevamo combattere le mafie ?

Fiorenzo Posocco

Ci sono tante notizie da "esporre". Noi, ad esempio, abbiamo esposto or ora la notizia di quel che accade nello Zimbawe. E' veramente triste che sugli altri giornali non se ne parli, così come è triste che nessuno se ne interessi.
La democrazia si regge sulla separazione dei poteri; l'indipendenza è quella della magistratura. Tale indipendenza è tutelata da quel CSM contro il quale i promotori della iniziativa del  28 gennaio intendono manifestare. Per quanto riguarda la richiesta di Alfano: essa è perfettamente legittima, anzi, di più, egli ha esercitato un suo preciso ruolo. Il Ministro della Giustizia è l'unico direttamente citato dalla Costituzione, all'art. 110, e la sua  iniziativa è prevista dal DL 106 2006 che prevede, tra l'altro che egli abbia la titolarità dell'azione disciplinare nei confronti dei magistrati con la seguente formula: <<Nei casi di procedimento disciplinare per addebiti punibili con una sanzione diversa dall'ammonimento, su richiesta del Ministro della giustizia o del Procuratore generale presso la Corte di cassazione, ove sussistano gravi elementi di fondatezza dell'azione disciplinare e ricorrano motivi di particolare urgenza, la Sezione disciplinare del Consiglio superiore della magistratura, in via cautelare e provvisoria, può disporre il trasferimento ad altra sede o la destinazione ad altre funzioni del magistrato incolpato>>

PS: che c'entrano le mafie?

Grazie per l'attenzione
La redazione

 
19 gennaio 2009 Perchè Travaglio sì e Veltri no sull'Unità? Possibile che gli articoli di Veltri davano più fastidio di quelli di Travaglio? E a chi? A qualcuno dentro o fuori del PD?
Ai posteri l'ardua sentenza.
RdG
 
7 dicembre 2008 Spett. le Redazione di Democrazia e Legalità

Le invio questa mail per evidenziarle la condotta a dir poco disdicevole del TG1 RAI.
In data 7/12/2008 e' stata trasmessa una notizia relativa all'apertura di un canale su YouTube da parte del Ministro On Mariastella Gelmini.
In tale notizia veniva riportato come "un successo" l'apertura di tale canale mediatico.
Analizzando il canale della Dott.sa Gelmini, si evince subito che il numero di critiche (anche pesanti) nei suoi confronti e' elevatissimo : pertanto tale notizia non puo essere ritenuta attendibile.
Nella stessa notizia veniva fatta anche menzione del profilo dell'On. Gelmini sul famoso portale www.facebook.com , enunciando che "l'On. Gelmini è la politica di maggior successo con 11.000 fans".
Peccato che il Gruppo Facebook di parte avversa all'onorevole Gelmini conti circa 40.000 iscritti.

Con questa mail la pregherei di informare il pubblico e i suoi lettori della realtà, visto che e' prerogativa di ogni giornalista fornire LA realta dei fatti, e non una mistificazione degli stessi.

Cordialità

Riccardo Pancotti
 
21 ottobre 2008 Veltroni ha rotto con la sinistra radicale perchè era troppo di sinistra .
Veltroni ha rotto col Psi di Boselli perchè dentro c'erano troppi socialisti .
Veltroni ora vuole rompere con Di Pietro perchè fà una opposizione troppo dura . dunque siamo arrivati all'epilogo .
All'interno del Pd sta vincendo chi vuole l'alleanza con Casini .
Il partito transgenico chiamato Pd è abortito . Presto imploderà e non si troveranno neppure i brandelli.
Veltroni dice poi a Di Pietro un'incredibile ovvietà : senza il Pd non si vincono le elezioni.
Bisognerebe essere dei pazzi per pensarlo .
E invece è lui che fa il pazzo e pensa di vincere la lotteria senza Di Pietro, ma anche senza i movimenti e la società civile .
Veltroni è ormai una nave senza la bussola, che segue un faro lontano . è la luce intermittene di Berlusconi : il padrone del faro .

Atos Benaglia
 
14 settembre 2008 Per Di Pietro il ricambio generazionale significa ricandidare lo stesso candidato delle altre volte? Curioso! Costantini (candidato alla presidenza della regione Abruzzo) è il vero ricambio generazionale... ha fatto solo il sindaco di S.Giovanni Teatino, il consigliere comunale a Pescara, il consigliere regionale, il presidente dell'Aptr (perchè trombato, alla faccia dei costi della politica) e il deputato (2 mandati).... e quanti partiti ha cambiato?...Democratici, poi Margherita, ora IDV...Non mi sembra proprio un buon inizio!
Carlo Costantini, ottima scelta per il centrodestra che non aspetta altro per poter fare una campagna senza dover rendere conto delle malefatte della giunta Pace, vera affossatrice di questa regione...Costantini è stato presidente della commissione vigilanza del consiglio regionale durante la giunta Pace e la prima cartolarizzazione: non si è accorto mai di nulla perchè forse era troppo impegnato a giocare a tennis. V. Santuomo per Liberi Cittadini d' Abruzzo
 
14 settembre 2008 Quando non sanno più che pesci pigliare…All’umile cittadino qualunque, sia data ogni tanto la possibilità di azzardare qualche ipotesi, anche se frutto di intuizione fantasiosa, mettiamo veritiera in una bassissima percentuale dei casi; che so, diciamo intorno all’uno per cento.Leggendo gli articoli di molti quotidiani, confermati dal dibattito politico televisivo in atto, avallati inoltre da una grande moltitudine di blog, forum,  ecc., è tornata prepotentemente alla ribalta la questione fascista e anti-fascista.Un Ministro e un Sindaco che rigirano il coltello nella piaga, il Capo dello Stato che, giustamente, mònita da Helsinki, un Capo di Governo che presenzia a un’incontro bilaterale davanti a una (immagino) luculliana cena, che verte su un’intesa federalista.E fuori? Fuori ci sono l’Alitalia, i disoccupati, i precari, gli insegnanti, gli scolari delle elementari, il petrolio, il carovita di dignitosissimi cittadini (visti coi miei occhi) che si presentano ai box del mercato all’orario di chiusura e frugano, frugano tra le cassette degli scarti alla ricerca di qualche foglia di ortaggio ancora riciclabile o di qualche frutto anche macchiato, pur se a rischio di contaminazione da patulina.A quel punto mi chiedo, fra gli atroci dubbi che iniziano a serpeggiare nella mia mente: “e se fosse tutta una messinscena”? Se cioè l’eterna questione fascista la si facesse prepotentemente tornare alla ribalta nei momenti più cruciali di generalizzato malcontento sociale - che potrebbe far scoccare quel piccolo cambiamento nella tensione superficiale - così come avviene tra le goccioline d’olio quando prendono la via aggregativa? Come se, di conseguenza, l’eterna e ricorrente questione fascista fosse un ciclico, ritmato diversivo di rivitalizzazione ideologica, ovvero l’asso nella manica di quando non sanno più che pesci pigliare?Non me ne vogliano gli stimati Presidenti, Ministri, Sindaci o semplici ideologizzati cittadini, tanto potrebbe solo essere frutto… di pura fantasia.Almeno nel novantanove per cento dei casi. Antonio Forcillo
 
20 maggio 2008. La vicenda legata alle affermazioni di D'Avanzo sul quotidiano La Repubblica inquieta parecchio, sia perché offre spazio al solito adagio  " tanto sono tutti più o meno coinvolti " sia perché la stampa cosiddetta democratica dà segnali poco rassicuranti sul fronte del possibile dissenso che può e si deve esprimere sul nuovo assetto politico istituzionale che si va delineando con il Berlusconi  "quater". In ogni caso, l'auspicio di chi come il sottoscritto si batterà sempre per la libertà di stampa e per la controinformazione, come si diceva qualche decennio fa, è che siano sempre più numerosi quelli che desiderano e si battono per conoscere i fatti. Ari
 
16 maggio 2008. Fino ad ieri sera via Francesco Cilea, strada dove ho l'onore, ma sarebbe meglio dire l'onere di abitare, che, come tutto il mio quartiere, è in preda ad una rapida decadenza, determinata da un'eccessiva concentrazione oltre che residenziale, già creatasi negli anni cinquanta, anche e soprattutto nell'ultimo ventennio da un eccessivo e non sopportabile sviluppo delle attività commerciali, compresi troppi e diffusi supermercati di ogni genere, presentava, come tanti luoghi di Napoli, ed è giusto così, la presenza di grandi quantitativi, minicolline, di rifiuti accumulati da una decina di giorni, su cui, poi, i soliti indifferenti, gettavano ogni sorta di rifiuto senza nemmeno i sacchetti,  (come accade sempre da parte di fruttivendoli soprattutto, il cui grado di civiltà va all'inverso dei lauti guadagni che realizzano, evidentemente). La chicca era che negli ultimi giorni s'era proceduto alla raccolta, ma in alcuni punti, tre o quattro, nei pressi del Civico 145, su via Santa Maria La Libera e nei pressi di vico Acitillo in particolare, nessuno interveniva, la spazzatura sfiorava i muri delle case ed i portoni con lezzo impressionante, mentre altrove regolarmente si prelevava. A livello istituzionale, qualcuno da me interpellato, mi parlava chi di questioni organizzative di ASIA (Boh!), chi di mancanza di Bobcat! Fatto sta che ieri sera, giovedì, verso le 21, 30, scoppia il finimondo. Un gruppo di "facinorosi", ragazzi non del luogo sopraggiunti in motorino, tra via Santa Maria La Libera e Via Gemito, incominciavano a trascinare tutti i cassonetti per strada, rovesciarli, spargere ovunque rifiuti, financo una gigantesca campana della plastica. Abbiamo provato, visto che col passare del tempo nulla accadeva e chi transitava con le auto restava bloccato e abbandonato a se stesso, riuscendo a svincolarsi con manovre azzardate e triturando sacchetti sparsi, a chiamare il 113, i carabinieri, i Vigili del Fuoco , Polizia Municipale, ma nessuno è intervenuto e s'è preoccupato più di tanto. I Giovani sono andati via tranquilli. Solo verso l'una di notte, qualcuno è arrivato a pulire, a togliere tutto: la strada è tornata come una Svizzera, lavata e disinfettata come mai: tonnellate di rifiuti spariti nel nulla! Quindi possiamo concludere che "solo grazie all'intervento di questi facinorosi" la strada è stata ripulita dai rifiuti, siamo ritornati nella civiltà che un tempo esisteva.....Un fai da te organizzato da qualcuno? Ci chiediamo se questa città abbia oramai un minimo di Amministrazione Pubblica oppure se e da chi risulti governata, visto che avere un po' di igiene qualcuno ritiene di dover ricorrere ai metodi forti, in assenza totale di qualsiasi normale intervento istituzionale. Grazie per l'attenzione. Antonio di Gennaro, Via Cilea, Napoli
 
26 aprile 2008 Al tg 2 del 24 aprile 2008, un esimio professore ha esposto tesi di pacificazione sulla festa di liberazionedel 25 aprile, alla faccia della pacificazione!
Dopo che per 14 anni Berlusconi, con le sue televisioni e con tutti i mezzi possibili, ha cercato di delegittimare i comunisti, quando i comunisti, ormai ridotti ad una riserva indiana, non esistono più nemmeno nella russia di Putin (tanto caro al cavaliere). A questo punto mi chiedo se la Francia nonostante Le Pen rinneghi la festa della Rivoluzione o gli stati uniti il Ringraziamento, praticamente la loro storia. Cosa rimarebbe di un paese se non un gusciio vuoto senza la propria storia! Forse il paese si ripacificherebbe se i fascisti non cercassero più la rivincita  e accettassero l'inconfutabile realtà storica! Speriamo che questa farsa, alla quale assistiamo da 5 lustri, sia l'ultima aspirazione di uno pseudopolitico che aspira al ruolo da "ultimo imperatore". In quanto, uno statista che sia tale, non userabbe mai i mezzi della delazione e dell'imbroglio, come non si permetterebbe mai di mettere un  un paese in ginocchio per appagare le proprie aspirazioni egocentriche e megalomani, e non in ultimo non bestiamerebbe paragonandosi a De Gasperi! Cosenza Rosaba e Cristina Pucci
 

20 aprile 2008 La sinistra arcobaleno, o meglio, i dirigenti della S.A., la smettano di dare la colpa a Veltroni per il loro tracollo politico. Ci ricordiamo benissimo i tormenti ed i patemi d'animo delle votazioni al Senato del governo precedente, con il fiato sospeso fino all'ultimo momento. Chi e' che si dava piu' da fare ad impallinare il governo ed a rendere traballante la
maggioranza? Era assolutamente improponibile andare alle votazioni con la solita coalizione per ritrovarsi ancora con otto partiti ognuno a dire la sua. E badate bene: chi vi scrive e' uno che si sta sempre piu' convincendo della necessita' del ritorno al proporzionalismo. E' corretto e necessario, secondo me, che tutte le forse politiche siano rappresentate in Parlamento, anche se il governo deve avere degli orientamenti piu' precisi per indirizzare meglio la propria azione  e l'opposizione avere maggiori strumenti di controllo.
In fabbrica, dove io lavoro, non abbiamo vissuto molto bene  l'atteggiamento della sinistra comunista, o meglio, dei suoi esponenti  che erano al governo.  Quando i Sindacati ci hanno chiamato a votare con referendum l'accordo sul welfare, ci fu nei luoghi di lavoro una larga maggioranza di si'. Mi ricordo che da parte di Rifondazione Comunista e PdCI ci fu una forte
polemica contro chi aveva approvato, col voto, quell'accordo, quasi a voler smontare quel successo elettorale. Ma quello era un accordo firmato dai rappresentanti dei lavoratori col governo Prodi di cui i ministri "polemici" facevano parte, e non abbiamo mai capito perche' quei ministri "difensori dei lavoratori" pretendevano di dare lezioni ai lavoratori delle fabbriche (loro che guadagnavano 9mila euro/mese, se andava male). Adesso nessuno di noi piange perche' questi "rivoluzionari in cachemire" sono spariti dal Parlamento. Aveva ragione V. Zucconi in un intervento sulla radio di qualche giorno fa: Bertinotti, Giordano & C avrebbero dovuto fare meno presenze a "Porta a porta" dal berlusconiano Vespa ed andare invece di piu' "uscio per uscio" tra la gente comune, i lavoratori che erano sempre piu' sconcertati ed allarmati per l'indifferenza e gli atteggiamenti provocatori ed incomprensibili della
"sinistra comunista di governo".

La Sinistra che oggi e'piu' vicina alla gente e' quella di Nichi Vendola, dei movimento civili "No TAV" e "No dal Molin": la sinistra che ha a cuore l'ambientalismo propositivo (come stanno facendo in Puglia) e i diritti civili. Di "Tweed Berty" e di "Sigaro Diliberto" non ne sentiamo proprio la mancanza. cordiali saluti, alex

Grazie per la sua interessante testimonianza, in particolare riguardo gli accordi sindacali. Però mi permetta di farle notare una certa contraddizione negli ultimi periodi del suo intervento. Intanto, lei aspetta Vendola e osteggia Bertinotti...ma Vendola è il grande continuatore di Bertinotti! In secondo luogo, lei esalta i movimenti civili della Val di Susa e di Vicenza contro Verdi Rifondaroli e PDCI...eppure son state solo queste forze politiche a sostenere quelle cause! Il PD ha invece severamente criticato i movimenti, e sia alla TAV che alla base americana ha detto "si fa e basta!". Adesso, Alex, senza tweed e sigari, chi si batterà per i No Tav e No dal Molin?

Oltretutto, come sinistra vicina alla gente, questi movimenti mi paiono un po' scarsini, visto che in Val di Susa e a Vicenza la vittoria della destra è stata a dir poco travolgente. M.O.

 

 

14 aprile 2008 Salve, non sono molto bravo a fare discorsi ma avevo voglia di sfogarmi scrivendo quello che mi è successo quando sono entrato dentro il seggio elettorale, precisando che è il secondo anno che vado a votare sono rimasto sconfortato dallo "schifo" di regole che vi sono all' interno dei seggi; da quest' anno la non ammissione di cellulari, fotocamere e dispositivi ottici non era ammessa, e vi era un immenso cartello attaccato ad ogni cabina elettorale, io come tutti gli altri siamo entrati con cellulare in tasca e persino acceso, anche volendo avrei potuto fare fotografie e video.
Secondo punto che mi ha fatto proprio innervosire sono il tipo di matite utilizzate che sono cancellabili al 100%, dopo aver fatto una X ho deciso di cancellarla e farla altrove; mi chiedo in questo modo non è possibile truccare tutte le schede elettorali alla loro lettura  ???
SERIETA' DI VOTO PARI A ZERO IN ITALIA!!! A.F.

Neanche a me hanno chiesto il cellulare, che però avevo lasciato a casa. Perchè lei (come "tutti gli altri") è entrato in cabina con il suo telefono? Perchè non ha spontaneamente lasciato l'apparecchio agli scrutatori? Eppure il cartello lo aveva letto. Ha violato una norma. Male.

Sul secondo punto, mi permetta di esprimere fior di dubbi: io non ci credo, non credo affatto che lei abbia fatto una X, la abbia cancellata, e poi fatta altrove. Proprio non ci credo. Primo, perchè va bene essere indecisi su cosa votare, ma qua si esagera. Secondo, perchè non mi convincerà mai che lei aveva in tasca, oltre al cellulare, anche una gomma da cancellare, terzo, perchè questa delle matite copiative delebili è la leggenda metropolitana dell'anno, e lei ce la ripropone pari pari. In ogni caso, come vede, ho provveduto a mettere solo le sue iniziali, come firma, per evitarle conseguenze legali, visto che quel che lei sostiene di aver fatto sarebbe un grave reato. M.O.

 
 

11 aprile 2008 Ascoltando ieri sera a Porta a Porta la melassa sonora che Berlusconi ci propina, sempre uguale  da 14 anni, mi è venuto in mente quanto egli consigliava qualche anno fa alla schiera dei suoi collaboratori. “Non dimenticate - diceva ai Bondi, Schifani, Cicchitto, Guzzanti  e ai loro cloni – che la cultura dell’elettore medio italiano, si colloca fra scuola elementare e scuola media. Quindi siate ricchi di barzellette, di gesti d'intesa, di doppi sensi da osteria e soprattutto non preoccupatevi di dire il vero. Ciò che conta, per i nostri elettore semi analfabeti, non è la verità, ma ciò che sembra essere la verità”.  Di questa massima traboccante di cinismo e di sovrano disprezzo, Berlusconi ci ha dato, nel suo straripante monologo di ieri sera e nella volgare gestualità con la quale lo sottolineava, una illustrazione esemplare nella sua indecenza. Gino Spadon

 
21 marzo 2008 Ogni volta che sento parlare di Bolzaneto sto male e vedo che nessuno, dico proprio nessuno, in questo disgraziato paese sta reagendo come dovrebbe. A parte forse i pubblici ministeri che hanno incriminato 44 agenti, medici (!) e funzionari e a parte qualche giornalista.
Lo stesso si può dire di quanto è successo con l’irruzione alla scuola Diaz. Nessun agente è stato mai sospeso. Gratteri e Canterini non sono stati rimossi. E per i funzionari ed agenti responsabili dei reati commessi a Bolzaneto sarà lo stesso. Nessuno verrà licenziato neppure in caso di condanna.
Per la Diaz e per Bolzaneto non si tratta più solo di denunce di vittime dei pestaggi (se non peggio). Si tratta di fatti accertati dai magistrati che hanno portato ad incriminazioni.
UNO STATO E UNA NAZIONE MINIMAMENTE CIVILI DOVREBBERO LIBERARSI DI AGENTI E FUNZIONARI CHE SI RENDONO RESPONSABILI DI AZIONI DI QUESTO TIPO O ANCHE SEMPLICEMENTE DI COMPLICITÀ CON CHI LE HA COMMESSE. Gianfranco Fini e Roberto Castelli anche solo per il semplice sospetto (ed è molto di più che un sospetto!) di esser stati consapevoli di quello che stava accadendo e di averlo coperto dovrebbero aver terminato la loro attività politica.
La cosa che mi fa però ancora più orrore è che tutto questo non mi meraviglia.
Non mi meraviglia che le nostre forze dell’ordine (?) si siano comportate così dopo aver visto troppe volte agenti e funzionari che invece di mantenere l’ordine pubblico erano protagonisti degli incidenti, quando non li provocavano. Nell’ufficio denunce (!), un ufficio aperto al pubblico, della caserma dei carabinieri di Borgo Ognissanti a Firenze (non credo affatto che sia un caso isolato) in alcuni computer c’è la faccia di Mussolini come sfondo o come salvaschermo e nessuno dice niente.
Queste cose le sappiamo tutti.
PERCHÉ ALLORA QUESTO ASSORDANTE SILENZIO?
I difensori dei diritti umani, i radicali, cosa ci dicono in proposito?
Nessuno dice niente perché IN REALTÀ TUTTI ABBIAMO PAURA.
Si sentono fare in giro dei discorsi agghiaccianti. Mi è successo, in un circolo di golf, di sentire una “signora”(giovane, meno di 40 anni) dire ad alta voce, in mezzo ad un bel gruppo di persone, a proposito del ragazzo morto a Genova durante il G8, “mi dispiace solo che ne abbiano ammazzato uno solo, era meglio se ne ammazzavano di più, di quella feccia”. Nessuno ha fatto una piega, solo io ho protestato, quasi tutti erano d’accordo.
Così la pensano quasi tutti gli elettori della Lega e del Popolo della Libertà (ma quale?), ma anche parecchi (se non quasi tutti) dei centristi vicini a Casini. PURTROPPO QUESTI ELETTORI NON CREDONO NELLA DEMOCRAZIA, DISPREZZANO LA TOLLERANZA, HANNO UN VERO E PROPRIO DESIDERIO DI RIVALSA NEI CONFRONTI DEI LAVORATORI, VOGLIONO LIBERARSI DI TUTTE LE GARANZIE CHE QUESTI HANNO CONQUISTATO NEL DOPOGUERRA. Non si proclamano fascisti. L’orbace, la camicia nera, il saluto romano probabilmente li trovano stupidi, ridicoli. Ma sono realmente fascisti o sono la versione moderna del fascismo.
Purtroppo è già un fenomeno di massa.
Non credo che far finta di non vedere, fingere di non sentire serva a qualcosa.
Serve solo a dare loro la certezza dell’impunità, a confermarli nella loro volontà di far piazza pulita delle libertà democratiche e delle conquiste dei lavoratori.
COME MAI SIAMO ARRIVATI A QUESTO PUNTO?
Innanzitutto per la CARENZA DI CULTURA DEMOCRATICA NEL NOSTRO PAESE, a destra, al centro e a sinistra. Non si può dire che manchi, ma è largamente minoritaria. Non c’è mai stata cultura democratica nella chiesa, nella DC (dove dominava una cultura paternalistico-clientelare) era un fatto di minoranza, ha allignato qua e là tra repubblicani, socialdemocratici e socialisti (ma anche qui non era maggioritaria), era quasi assente all’interno del PCI, che era del resto una chiesa di sinistra. Le nostre massonerie si sono distinte per la tendenza autoritaria e antidemocratica. I nostri sindacati (tutti!) sono profondamente antidemocratici, basta esaminare la legislazione in proposito e vedere il proliferare del sindacalismo di base. Forse c’è stata solo una forza politica di cultura democratica maggioritaria: il partito d’azione, fra i maggiori protagonisti della resistenza, ma che si è vaporizzato alle prime elezioni.
Dopo quasi VENT’ANNI (1969-1985 con strascichi fino al 2003) DI STRAGI E TERRORISMO, dopo gli assassini di Falcone e Borsellino e il TRIONFO DELLA CRIMINALITÀ ORGANIZZATA (abbiamo letto Gomorra di Saviano?), adesso siamo all’EMERGENZA DEMOCRATICA.
E non è affatto esagerato dirlo. Speriamo che non sia già tardi.
L’assenza di reazioni sulle incriminazioni per Bolzaneto è un bruttissimo segnale.
A proposito mentre per i gravissimi abusi di Bolzaneto nessuno andrà in carcere, per incidenti di scarso conto durante una manifestazione a Firenze nel 1999 contro la guerra in Kossovo (!) ci sono state condanne fino a 7 anni di reclusione!
Ecco cosa intendo per emergenza democratica.
Tra poco si andrà a votare su liste bloccate decise dai partiti, senza neppure poter esprimere preferenze.
Auguri a tutti e speriamo (ostinatamente) bene. Bisogna però svegliarsi.
Antonio Pettena
 
28 febbraio 2008. Vorrei ricordare come in campagna elettorale del 2OO1 poi vinte dalle destre , si profettizzò l'effetto ROBIN HOOD, l'arricchimento dei più ricchi a danno dei più poveri e del ceto medio, cosa che è puntualmente avvenuta! Mai in quei cinque anni si è pensasto a un controllo dei prezzi, anzi sembrava una colpa avere uno stipendio o una pensione!   Ricordo le bugie ripetute alla noia che era colpa di Prodi e dell euro!
Sono scandalizzata dall'ingerenza della chiesa sulla legge 194, la mia generazione ha combattuto perchè non c'era nessuna tutela per la donna! Non si menta, nessuno obbliga ad abortire! E' una scelta molto dolorosa che una donna decide sulla propria pelle e in piena autonomia.
Spero che nel  programma di Veltroni sia pienamente rispettata la libertà di stampa e di indagine giornalistica. Rosalba C.
21 febbraio 2008. Sandro Bondi dice più o meno: niente inquisiti nelle nostre liste, tranne le vittime di processi politici.

La nostra classe politica si riserva quindi il diritto di distinguere i processi giudiziari" da quelli "politici": validi i primi,
inconsistenti quand'anche si arrivasse ad una condanna (vedi Cuffaro,
Berlusconi, Andreotti...) i secondi.

E' una tale enormità che non riesco a credere che la si possa
pronunciare senza scatenare un finimondo. Eppure la trovo tra gli altri
titoli, neanche particolarmente enfatizzata: in questo paese ci siamo
ormai abituati alle mostruosità, è il triste retaggio del berlusconismo.
Con sostegno - si badi bene - bipartisan, con poche sparute eccezioni.

C'è altro da dire? No, solo un grande senso di tristezza.

Con stima,
Salvatore Uras
 

Roma 16/02/2008

Il Cavaliere ieri, al programma TV7 di Raiuno, ha detto che si è battuto perchè Biagi non lasciasse la televisione, ma alla fine ha prevalso nel giornalista il desiderio di poter essere liquidato con un compenso molto elevato. Certamente Berlusconi in questi anni ci ha
abituato alle affermazioni più bizzarre e ridicole, spesso siamo rimasti basiti davanti a certe sue dichiarazioni, ma questa volta penso che abbia superato ogni limite della decenza. Vorrei ricordare al Cavaliere, che prima di tutto la sua frase cozza con un dato
storico inconfutabile: c'è una lettera di Enzo Biagi, mandata al direttore generale Saccà, nella quale il giornalista, dopo essersi battuto per rimanere alla Rai, chiede di poter lavorare a Raitre con lo stipendio equivalente a quello dell'ultimo giornalista assunto, e
che il detto stipendio sia spedito ogni mese ad un istituto di ricovero per persone anziane a Vidiciatico (BO). Il Direttore Generale, lo stesso coinvolto nelle intercettazioni con il Cavaliere per raccomandazioni varie, dove dimostra la sua totale fedeltà e sottomissione all'ex Presidente del Consiglio, alla fine licenzia Biagi con una raccomandata. Penso che questo dato storico parli da se, sulla professionalità e l'amore che quest'uomo aveva per il proprio lavoro; altro che liquidazione. Eliminato ogni dubbio sulle motivazione della scomparsa di Biagi dai palinsesti televisivi, anche se ciò è abbastanza chiaro a tutti da anni, vorrei dire al signor Berlusconi che non tutti ragionano in funzione dei soldi: tanta gente ha passione, professionalità, amore, voglia di cambiare le cose, e non vive in funzione di guadagni sempre maggiori e consistenti ma in funzione di altri valori e parametri di vita. L'ultima osservazione che volevo fare, che a mio avviso è la più
importante, riguarda le modalità ed il contesto nel quale il Cavaliere ha espletato le sue affermazioni: in piena campagna elettorale strumentalizza una vicenda, qual'è l'Editto bulgaro, stravolgendone come suo solito i fatti, e soprattuto infangando la memoria di una persona che non c'è più e che non può rispondere a delle accuse così infamanti e indegne; tutto ciò è inaccettabile e vergognoso. C'è stata la reazione dei familiari, lo sdegno della gente comune c'è e ci sarà, e sicuramente rimarrà il ricordo di una persona, di un giornalista che ha svolto il proprio dovere sino alla fine, con modestia, semplicità e
onestà intellettuale che tutto il mondo gli riconosce. Non sono altrettanto sicuro che vi saranno i medesimi sentimenti e la medesima considerazione per il Cavaliere quando passerà a miglior vita: la storia è e sarà sempre presente a testimoniare per l'uno e per
l'altro, e credo che mi darà ragione. Luca Teolato

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Cari Amici di democrazia e legalità, sono Filippo Fedele, uno dei primi animatori dell’associazione sin dalla sua costituzione. La mia attività si è svolta principalmente in Puglia ed in particolare in provincia di Foggia. Vorrei darvi conto di questa storia: con un atto di citazione in sede civile il 23/7/2002 alcuni rappresentanti politici, tutti oggi individuabili nell’area che del centro sinistra, e cioè nello specifico Ciliberti Orazio (attuale sindaco di Foggia in quota PD), Mongiello Colomba (attuale senatrice in quota PD), Paglia Antonio (attuale capogruppo PD al comune di Foggia), Piarullo Emilio (consigliere comunale SDI), Pellegrino Pasquale (consigliere comunale UDEUR), De Vito Paolo (assessore ai servizi sociali in quota SDI), Ricci Giovanni (ex presidente AMICA in quota PD), e Mundi Ciro (ex vicesindaco in quota PD), chiedevano conto a me, nella qualità di cittadino, di risarcire i danni, per un importo di 25.000 Euro, a seguito di una dichiarazione che io stesso avevo reso nel corso di una intervista all’emittente teleblu e che riguardava un parere sul ruolo dell’allora opposizione al comune di Foggia. La dichiarazione era la seguente: “meno di zero questa opposizione fa solo la grancassa di forza Italia..” Il processo intentato dagli attori ha avuto un esito negativo per questi ultimi. Infatti con sentenza depositata il 22/1/2008 il giudice Unico dott. Antonio Buccaro, senza entrare nel merito delle questioni poste dalla causa che il sottoscritto si era preparato a dimostrare con ampia documentazione e fonti di prova, ma solo analizzando le eccezioni preliminari sollevate dai legali dello studio d’Andrea sin dalla prima udienza del 2002, ha dichiarato il difetto di legittimazione attiva degli attori. Con ampia motivazione il Giudice ha sostenuto che il Ciliberti e gli altri attori non potevano validamente utilizzare il termine “oppositori”. Non vi è altro ancora da commentare. Solo per la cronaca va ricordato che già al momento della proposizione della causa, decisa fu la reazione dell’opinione pubblica locale e nazionale e molti furono gli attestati di solidarietà che mi giunsero. Tra tutti quelli di. Veltri e di Marco Travaglio. Questa è una sentenza che restituisce al cittadino il diritto di critica, una sentenza che respinge duramente i propositi di una cultura illiberale, bolscevica, che non ammette il dissenso. Si spera che la comunità cittadina tragga buoni propositi da questa vicenda facendo tesoro dell’accaduto e valuti con saggezza al momento del voto. A presto e buon lavoro a tutti.

Filippo Fedele

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29/1/08 Ho recentemente scoperto il vostro sito di informazione su Internet e ne sono entusiasta. Sono un giovane 25enne, laureato in Filosofia, dottorando (senza borsa), futuro "bamboccione" (o forse già lo sono). Scrivo perché provo l'esigenza di esprimere un'inquietudine, che non trova spazio nell'informazione ma che credo sia condivisa da molti giovani: sento di appartenere a una generazione a cui il futuro è stato sottratto, a cui lo Stato non dà neanche un'opportunità, sento di essere un elemento a cui spremere il più possibile le energie e le capacità per poi essere gettato. Mi sembra che noi giovani non solo non siamo rappresentati nelle istituzioni (l'età media della nostra classe dirigente è davvero elevata) ma anche che nessuno si (pre)occupi di noi, al di là di vuote demagogie. Siamo abbandonati a noi stessi, 5 anni di università e di tasse d'iscrizione estremamente care (e non parlo del mio caso: in fondo me la sono andata a cercare scegliendo filosofia) non servono a nulla, le proposte di lavoro che ci vengono offerte sono risibili e non corrispondono minimamente a ciò che uno ha studiato o cui aspira. Ho amici neolaureati ingegneri che devono rallegrarsi se riescono a passare da uno stage semestrale a un altro, da un'azienda a un'altra per una paga di 400 euro mensili (se non addirittura gratis). Carne da macello. Se con la laurea nessuno ti prende allora è necessario (ma non sufficiente) ricorrere ai master, altro tempo perso, altri (tanti) soldi buttati, altri stages non retribuiti. Chi può ereditare dai genitori un posto, un'occupazione, è fortunato, gli altri si arrangiano, si inventano, cercano di ritagliarsi una propria nicchia (nelle attività culturali ad esempio), ma la pazienza e l'entusiasmo non sono eterni. Il punto è che nelle facce di molti di noi c'è stampata la delusione e la frustrazione. Soprattutto, c'è sfiducia nei confronti delle istituzioni che non permettono di metterci alla prova, di far valere il nostro eventuale merito (esempio stupido: metà dei posti di dottorato messi annualmente in bando dalla mia Facoltà sono senza borsa di studio, chi potrà permetterselo?). Non voglio fare della sociologia spicciola o qualunquista, ma credo che di fronte allo spettacolo di Senatori che sventolano mortadelle e spumanti sugli scranni del Parlamento (immagine tanto raccarpicciante quanto quelle delle strade di Napoli ricoperte dai rifiuti), di politici che fanno scempio della Magistratura e non hanno neanche la dignità di dimettersi dalle loro funzioni se condannati, ebbene queste frustrazione e sfiducia si tramutano in rabbia e in senso di impotenza. Cosa posso fare perché non debba vedere più tali settacoli? Cosa posso fare perché qualcuno parli a noi giovani e ci dia non dico una prospettiva, ma quantomeno una iniezione di fiducia? Si prospettano nuove elezioni, e non mi sento rappresentato da alcuno schieramento o partito, mi sembrano tutti appiatiti su un becero berlusconismo. Per manifestare il mio dissenso in modo visibile sono costretto a partecipare ai V-Day? Temo di finire a parlare per frasi fatte tipo "non esistono più le mezze stagioni", ma non riesco a esprimere meglio il mio disagio, eppure credo sia qualcosa di molto più sostanziale delle mie vuote parole. Dei giovani si parla solo per le stupidaggini di MTV, per denigrare le monellate di qualche adolescente filmato su YouTube o per tirare le orecchie ai bamboccioni. Non siamo solo questo e spero che qualcuno se ne accorga.Cordialmente, Giulio Guerrieri

Caro Giulio, grazie mille per la stima. Essere giovani non è mai stato facile, nè oggi, nè 20 anni fa, nè prima. Ho l'impressione che non lo sarà neanche in futuro. La frase in cui dici che lo Stato non da alcuna opportunità è la chiave del tutto, ma ovviamente non nel senso dello Stato che deve paternalmente provvedere elargendo e assicurando posti, lavori, inserimenti (il clientelismo è uno dei cancri del nostro sistema), ma nel senso che esso dovrebbe permettere il raggiungimento delle proprie ispirazioni. Lo dice la Costituzione, non è solo una buona intenzione. Ma un apparato di vecchie cariatidi che non lasciano spazio ad altro se non al loro marcio ripetersi, che "futuro" può offrire? Se l'Italia non fa un balzo civico, civile e culturale in avanti, nulla potrà accadere. Cosa possono fare i giovani? Ad esempio, smettere di tollerare quelle cose e quelle persone e quei comportamenti che le passate generazioni hanno subìto. (M.O.)

27/1/08 Un aspetto di questa vicenda non mi è chiaro... La conseguenza di questa "crisi" è che il PD vuole fare un governo tecnico che faccia una nuova legge elettorale. Se ci riescono, non è escluso che vengano cancellati i partiti minori come l'UDEUR. Ma allora, l'Udeur perché ha provocato tutto ciò? Ovvero la domanda potrebbe essere: perché Mastella si è dimesso? E se anche avesse avuto le sue buone ragioni, perché non ha dato l'appoggio esterno come, inizialmente, sembrava volesse dare? Gabriele P.

Ci sono due risposte:
La prima è che, secondo i calcoli dell'UDEUR, la crisi dovrebbe impedire sia il "tavolo delle riforme", la Bozza Bianco, gli accordi Veltroni-Franceschini-Berlusconi, sia il referendum mistificatore.
Mossa di Mastella: si va al voto, e si butta tutto all'aria.
Potrebbe, potrebbe.
La seconda, è che anche a seguito della più rigida delle leggi maggioritarie e bipartitiche, l'Udeur, che come ho scritto è l'ago della bilancia nazionale ma soprattutto in Campania, Calabria, Basilicata, Puglia, e forse Sicilia (cioè nelle regioni mafiose), sarebbe forse l'unico dei partitini che da questa legge non sarebbe spazzato via, perchè o il PD o Berlusconi avrebbero troppo interesse a ripescarlo, o con trucchi contabili, o con accorpamenti temporanei, o con concessioni regolamentari, o con il già sperimentato "diritto di tribuna".
Insomma, a differenza di Di Pietro e Pdci, tanto per fare esempi, la fluida collocazione mastelliana gli permetterebbe di andare con il miglior offerente, anche con Casini, perchè no.
Inoltre, nella passata tornata elettorale, c'era lo sbarramento al 2%. Ma l'Udeur quanto ha preso? l'1,4!!! Epperò era in Parlamento!
Le vie dell'inciucio sono infinite. (M.O.)

 
Nel caos generale un solo punto chiaro                                                                               Tentando di seguire le ultime vicende di cronaca relative alla febbrile attività dell’attuale pontefice della Chiesa di Roma,  i commenti preconfezionati dal mondo politico e le appassionate disamine di ogni giornalista,  si è presi da un senso di panico,  tanta è la confusione che si è riusciti a creare.   Si parla di  “diritti dell’uomo”,  si straparla con soave leggerezza di  “laicità”,   mostrando di non aver per niente chiaro il significato di quest’ultimo termine.       Rimessomi un po’ da quella sgradevole sensazione di smarrimento,  mi sono chiuso nella mia camera da letto,  ho spento la luce  e  ho riflettuto.   A me risulta chiaro solamente un punto :    la gerarchia ecclesiastica romana si ostina,  con l’ultimo pontefice in maniera parossistica,  a non rispettare  un valore  chiaramente esaltato nei Vangeli,  la  “Laicità.       Forse è utile sottolineare che il concetto di “laicità” viene espresso,  forse per la prima volta,  nei Vangeli nel suo senso più generale e profondo  e  che la consuetudine ha poi attribuito al termine relativo significati particolari,  non aderenti al suo significato originario,  tanto che nei dizionari di lingua italiana troviamo definizioni di questo tenore:  “Estraneità rispetto alle gerarchie ecclesiastiche o alle confessioni religiose”  (Devoto-Oli).       La prova che in modo diffuso non risulta ben compreso il significato del termine,  sta nel fatto che,  nei discorsi,  si sente molto spesso parlare di  “laici  e cattolici”  o,  addirittura,  di  “laici  e  credenti”,  con voluto riferimento a caratteristiche in contrapposizione.   Questa grottesca logica porterebbe alla conclusione che  Gesù Cristo non era credente.       Volendo attenerci al senso originario del termine “Laicità”,  essenzialmente,  un comportamento è da ritenersi laico se e solamente se è pertinente al ruolo ricoperto.    Detto questo,  in una società,  tutti  (ognuno nel proprio ruolo)  devono comportarsi laicamente.   Un paio di esempi :
  1. un pontefice,  sia come capo della Chiesa cattolica  che come capo dello stato Città del Vaticano,  non deve,  nel proprio ruolo, occuparsi delle questioni interne all’organizzazione di un altro Stato;  e questo vale per qualunque esponente della gerarchia ;
  2. un politico di uno Stato  (di qualunque livello)  non deve,  nel proprio ruolo,  occuparsi delle questioni interne all’organizzazione di un altro Stato o di una Chiesa.
In Italia,  è buffo e drammatico il fatto che il punto  b.  non è in discussione,  mentre il punto  a.  non solamente è in discussione,  ma  la sua mancata osservanza penalizza pesantemente la crescita del nostro Stato.       Come studioso dell’Evoluzione  e  come credente  mi sento di esprimere un sommesso avvertimento all’attuale gerarchia della Chiesa di Roma :il tentativo di rinverdire le proprie fortune temporali,  nell’attuale fase dell’evoluzione,   avrà effetti devastanti per la Chiesa cattolica.       Questo messaggio è stato registrato,  a seguito degli altri,  nel sitohttp://www.dante2000.it/   (Versione italiana,  voce "Agli Italiani"). Alberto Acquaro
 
Analizzando la situazione politica dell'ultimo anno;  seguendo  il blog di Grillo e Di Pietro; vedendo la deriva di questo governo e pensare di andare alle elezioni con la legge attuale è vergognoso. Per evitare che l'assenteismo dilaghi, l'unica soluzione è la Lista Civica Nazionale a Base Regionale; volti nuovi, competenti, incensurati, senza tessere politiche e senza conflitti di interesse, disposti ad una mission che promuova un nuovo modo di fare politica, missione gratuita massimo due legislature in tutti livelli con soli rimborsi spese documentate e stipendio che si percepiva in precedenza.Solo in questo modo la politica si avvicina al cittadino. Mandi Marco
 

Gent.mo Direttore

Le faccio pervenire questa mia lettera con l’auspicio che Lei voglia concedermi un po’ di spazio nel suo pregiatissimo giornale.

I recenti concorsi banditi sia dal Ministero della Difesa che dal Ministero degli interni, riservati ai soli volontari in ferma prefissata di un anno, escludendo i volontari congedati in ferma breve (VFB), riaprono la triste piaga di quanti, come mio figlio, sono stati congedati dopo aver prestato servizio per anni nella Marina Militare.

Ancora una volta questi ragazzi devono subire un’ulteriore disparità di trattamento.Per questo, non posso, ma soprattutto non voglio, nascondere tutta la mia indignazione, con la consapevolezza di interpretare il pensiero sia dei genitori che dei ragazzi che come mio figlio hanno subito l’ennesima ingiustizia.

Mi domando, come può lo Stato sbattere via questi ragazzi come cenci e ignorare la situazione di chi ha operato anche in territori stranieri, esponendosi a mille rischi per accrescere l’immagine di uno Stato, che li ha già dimenticati? Come può lo Stato collocare in congedo migliaia di persone senza le garanzie previste dalle norme sulla tutela dei diritti dei lavoratori?Queste sono le domande che mi pongo ogni giorno, alle quali non posso dare nessuna risposta.

Vedo negli occhi di mio figlio, e degli altri ragazzi tanta amarezza e tanta delusione.In che cosa ed in chi devono credere, se viene a cadere l’unica certezza, che è quella di credere in uno Stato che garantisca uguali diritti per tutti?Quando hanno deciso di vestire l’Uniforme pensavano di entrare in una delle poche organizzazioni dello Stato dove non può esistere il precariato.

Ed invece….Mentre da una parte, giustamente, si parla di stabilizzazione dei lavoratori precari dall’altra ci si scorda dei militare che da qualche anno sono andati ad ingrossare il numero dei disoccupati.Molto rumore è stato fatto quando si è stabilizzato il personale precario storico di altri ministeri o delle Pubbliche Amministrazioni, ma quando si parla del personale delle Forze Armate scende un penoso silenzio.

Queste persone oggi si trovano in un avvilente stato di disoccupazione.Per bloccare la "fabbrica dei precari" creatasi in conseguenza della professionalizzazione delle Forze Armate bisogna trovare accorgimenti efficaci. Sicuramente sono stati sottovalutati gli "effetti collaterali" di un disinvolto sfruttamento dei giovani militari, poi abbandonati a se stessi proprio da uno Stato chiamato a dirimere la deregulation selvaggia del mercato del lavoro.A me come genitore ed ai tanti altri genitori che si trovano nella mia stessa situazione altro non rimaneva da fare se non cercare di toccare le corde della sensibilità di chi ci governa. Infatti, a suo tempo ho posto il problema all’attenzione di tutti i componenti delle Commissioni Difesa di Camera e Senato, nonché al Ministro ed ai Sottosegretari ed anche a diversi parlamentari sardi.

Qualcuno ha risposto, altri hanno dichiarato il proprio impegno, forse l’ hanno anche fatto, ma di concreto niente.Ed allora, è bene che chi si propone ad amministrare il Paese non pensi solo ai propri figli, ma anche ai figli di tutti noi, ai quali non può essere negato il diritto di crearsi un proprio futuro senza dover per questo mendicare un posto di lavoro. Antonio Dore Alghero, 16.01.2008

 

 

dicembre 2007

 
Gent.ma Redazione,
Vi scrivo per segnalare al dott. Veltri una curiosa "codignola di paglia" di Valdo Spini. L'ex leader della sinistra socialista, ha infatti lamentato il mancato ricordo, da parte del comune di Firenze, della nobile figura di Tristano Codignola, socialista d'altri tempi e gran fustigatore della degenerazione del PSI Craxiano.
Eppure Spini era segretario di quel PSI che nel 1981 espulse Codignola (nonché Veltri) definendo la "Lega dei socialisti" "Un'endemica insoddisfazione di massimalisti".dm@....
 
 
 

Le ultime da questa Italia in caduta libera ci porterebbero gridare al golpe se solo sapessimo di essere ascoltati . Così il grido muore subito in gola e verrebbe di ruotare la testa dall’altra parte per non vedere ed udire e ancor meno annusare il fetore della merda diffusa, tanto percitareLuttazzi.No, non reagirò così perché il sistema è questo che vuole. Esso che ha ormai conquistato i grandi numeri, servendosi dei moderni strumenti del consenso, dapprimasubdolamente, ora ormai in maniera sfacciata e arrogante, vuole travolgere ogni residua resistenza contando sullo sfiancamento degli ultimi rari fortilizi rimasti, sparsi a macchia di leopardo nella società civile o almeno di quello che ne resta . No, non cederemo nella convinzione che se saremo in grado diresistere unminuto di più vedremo galleggiare nel putridoliquamedi questo fiume, il cadavere del nemico e dei suoi numerosi servi e adulatori.

Nel frattempo che fare?Prendere ad esempio chi, in questo paesedi pavidi ed opportunisti lecca c…( Saccà docet), ha sceltola strada,lastricata di cocci di bottiglia, del coraggio. Questa strada quotidianamente percorsadai vari Grillo, Travaglio, Chiesa, Beha, Santoro, Veltri, Luttazzi, Guzzanti ed altre decine di ufficiali di un esercito di cui noi siamo semplice truppa, non meno animati però dalla volontà di resistere, resistere, resistere...Giulio Raffi

 
 
20dicembre2007
 

Riepilogando, è successo quanto segue.

La notte del 6 dicembre accade alla Thyssenkrupp di Torino, quello che molti hanno chiamato incidente ma che di fatto è stato un omicidio plurimo annunciato, non premeditato ovviamente, però, prevedibile, temibile, probabile certamente sì.

Muore subito un operaio, divorato dal fuoco, mentre altri sei rimangono feriti gravemente, ustionati in tutto il corpo.

Il 7 dicembre, circa dodici ore dopo, alla Scala di Milano s'inaugura la stagione lirica, è in programma “Tristano e Isotta” di Richard Wagner e il teatro è gremito da tutti i Vip, Very Important Persons d’Italia, primo fra tutti, il presidente Napolitano, che avrebbe fatto bene invece, non solo a non presenziare un pomeriggio mondano, ma a suggerire al circo Barnum della vanità l’opportunità di rimandare ciò che poteva essere rimandato…non cancellato, solo rimandato c’era tempo per far festa.

Era successa una tragedia italiana e probabilmente, come poi è accaduto, non era finita lì. Infatti, muore un altro operaio e poi un altro ancora e ancora un altro. Rimangono in tre ancora agonizzanti in ospedale.

Fossi stato io il presidente della repubblica non sarei andato alla Scala.A volte è opportuno fermare le macchine e mettersi a pensare.

Giovedì 13 dicembre, Santa Lucia, si svolgono i funerali, dopo giorni di dibattiti e di sgomento con gli operai, compagni dei poveri morti, che urlano che è ora di finirla con le stragi sul lavoro e che non si spengano i riflettori,  dato che è forte il timore che, passata l’emozione, tutto torni come prima come nella fiaba di Cenerentola allo scoccare della mezzanotte.

Ma anche stavolta il presidente di tutti gli italiani, pensa sia più opportuno farsi trovare negli Usa a incontrare i benestanti fratelli d’Italia in America e a rendere omaggio al milite ignoto americano.

I nostri quattro fratelli d’Italia operai carbonizzati sul lavoro evidentemente non meritavano la presenza del loro presidente, nonostante egli abbia richiamato più volte l’attenzione proprio sull’ignobile stillicidio di morti bianche.

Quattro al giorno ogni giorno!

Fossi stato io il presidente della repubblica mi sarei fermato a pensare e non sarei andato in America.

Infine, sempre che non ci sia un seguito, il 16 dicembre, domenica nelle prime ore del mattino muore il quinto operaio, Rocco Marzo, l’eroe, il capoturno che non ha esitato a lanciarsi nel fuoco nel tentativo di salvare i suoi “figli”, fratelli, compagni e il nostro presidente che fa? Va a presenziare insieme alla sua signora, il concerto di Natale nell’aula del Senato due ore scarse dopo la notizia della tragedia somministrata a rate.

Anche in questa occasione le massime istituzioni e le massime cariche dello Stato non hanno ritenuto di auspicare e istituire il silenzio, un silenzio sabbatico che sarebbe stato opportuno almeno per una settimana, affinché gli italiani, noi tutti si potesse riflettere, meditare e persino pregare, lo dice un agnostico....e neppure il presidente del Senato, nel presentare e dare inizio con un discorso al concerto dell’Accademia Barocca di Santa Cecilia, ha ritenuto di dover dire una parola sulla tragedia ancora in corso, seppure la notizia del quinto fratello d’Italia morto fosse di appena due ore prima.

Fossi stato io il presidente della repubblica non sarei andato al concerto di Natale.

Chiedo scusa se, dopo queste parole impertinenti  faccio una domanda altrettanto impertinente: Ma se il nostro presidente non si fa trovare nel posto giusto al momento giusto per ben tre volte…cosa dobbiamo pensare? Ha ragione Celestini, è in corso lo sciopero dei filosofi e nessuno più pensa. Fossi stato io il presidente avrei fatto il crumiro.

La morte invece non sciopera e ieri si è portato via il sesto operaio, Rosario di 26 anni, neppure il tempo di vedere bene che razza di vita era la sua.

S.Gensabella