Periodico on line registrato presso tribunale di Firenze n°5375
home page  Link     Redazione     Archivio      Editoriali      Documenti      Speciali     IpseDixit       Lettere     Incontri&Iniziative  Interviste

venerdì 24 marzo 2006 18.39.49

La sindrome cecena

"Secondo informazioni dei nostri servizi c'e' stata un'attività terroristica in Cecenia anche nei confronti della popolazione russa e come reazione di Mosca c'è stato un referendum e l'80% ha deciso di voler rimanere nella Federazione Russa. La Russia ha subito attentati terroristici senza reazioni. Sull'argomento la nostra opinione pubblica si è formata una falsa percezione. Non continuiamo a diffondere queste leggende, guardiamo la realtà dei fatti, perché è sulla realtà dei fatti che si devono costruire delle corrette opinioni. Sto facendo l'avvocato difensore di Putin. Un avvocato difensore non richiesto ma manderò comunque la parcella di un euro". (Silvio Berlusconi, 6/11/2003)

  "Sono pronto a pagare la parcella anche perchè non avevamo mai avuto un simile avvocato". (Vladimir Putin, 6/11/2003)

Perché da sempre le manifestazioni pacifiste protestano soltanto contro gli interventi militari USA o occidentali (installazione degli euromissili, prima guerra del Golfo, Afghanistan, Iraq) e nessuno si è mai mobilitato per protestare contro le oltre 40 guerre che insanguinano il mondo e contro i massacri perpetrati in Sudan, Congo, Uganda, Timor Est, Cecenia? Le uniche guerre ingiuste sono quelle che coinvolgono gli USA? (dal sito www.forza-italia.it)

 
Massacri in Cecenia rapporto-choc sulle truppe russe: più di cento esecuzioni di civili al mese. Quasi tremila cadaveri trovati in 49 fosse comuni. Stupri, rapimenti, torture: per la prima volta le autorità di Grozny raccontano la verità che Mosca ha sempre negato (dal sito http://filoamericano.splinder.it )

Grozny è la capitale della Cecenia, bombardata dalla pacifistissima Russia di Putin. Non risulta che Veltroni, Gino Strada e compagnia (compresi vescovi, papi e pretaglia progressista varia) siano scesi in piazza a protestare. (dal sito http://mallory.splinder.it )

Mi piacerebbe vedere una manifestazione dei "pacifisti" anche contro l'occupazione della Cecenia e non solo quando in guerra ci sono gli USA! (dal sito www.radicalparty.org )

Alla vigilia delle elezioni presidenziali di domenica in Cecenia, della cui regolarità e utilità sembra convinto soltanto il Cremlino, André Glucksmann è intervenuto sul Wall Street Journal per svegliare la comunità internazionale dal suo torpore. La piccola Repubblica caucasica, flagellata da secoli per la sua insofferenza alle autorità russe (zar, comunisti e Putin, nessuno escluso), è un cumulo di macerie. Mentre Mosca chiude le frontiere, il mondo chiude non meno colpevolmente gli occhi, trincerandosi dietro una giustificazione pelosa: è un problema interno russo. (Il Foglio, 4/10/2003)

Il popolo della Cecenia, che si ribella a Mosca, è minacciato di sterminio, di genocidio. «Presto la Russia si vergognerà per quello che è stato fatto alla Cecenia. (il Giornale, 24/3/2001)

Mesi fa mi ero reso disponibile per partecipare in prima fila insieme con loro a una manifestazione contro la guerra in Cecenia: i mesi sono passati, l'Iraq è passato di moda, le manifestazioni per l'Iraq e i girotondi non li fate più, però non ho ancora visto uno di voi scendere in piazza per la Cecenia. Si tratta di una parentesi, ma ve lo ricorderò ogni mese fino alla fine della legislatura.(on. Dario Galli, Lega Nord, dibattito alla Camera del 10/07/03)

Torino, 16 ottobre 2001. Durante la seduta odierna del Consiglio regionale del Piemonte, i consiglieri radicali Carmelo Palma e Bruno Mellano hanno raccolto numerose adesioni alla petizione, promossa dal Partito Radicale Transnazionale, contro le violazioni dei diritti umani compiute dall'esercito di occupazione russo in Cecenia e per l'apertura di negoziati fra il Presidente russo Putin e il Presidente ceceno Maskhadov. Hanno firmato: Giampiero Leo (assessore alla Cultura, Forza Italia); Angelo Burzi (Assessore al Bilancio, FI); Mariangela Cotto (Assessore alle politiche sociali, FI); Valerio Cattaneo, Daniele Cantore, Enrico Costa, Emilio Bolla, Cristiano Bussola, Pierluigi Marengo, Pierluigi Gallarini, Luca Pedrale, Luca Caramella (Forza Italia); Ennio Galasso, Gianluca Godio, Patrizia D'Onofrio, Cesare Valvo (AN); Claudio Dutto e Oreste Rossi (Lega Nord); Rosa Anna Costa e Sergio Deorsola (CDU-PPE); Antonello Angeleri (CCD); Giacomo Rossi (Federalisti Liberali); Domenico Mercurio (Per il Piemonte).

“Uccisioni e bombardamenti continuano, eppure regna il silenzio Perché la sinistra non parla delle violenze da parte della Russia? Quello che succede in Cecenia non interessa a nessuno e passa sotto silenzio. Non è giusto. Violenze, bombardamenti e uccisioni non si fermano,eppure per l'opinione pubblica e per i mass-media sembra che il problema non esista. La capitale Grozny in pochi anni è passata da 400 mila a 50 mila abitanti, la popolazione dell'intero paese è stata praticamente dimezzata in dieci anni di guerra. Alla sinistra, sempre pronta a manifestare e a protestare sugli argomenti che le interessano, domando perché su una questione di tale gravità faccia finta di non vedere e non sapere. Forse sente ancora il legame con madre-Russia? Mi auguro che nel Consiglio Comunale di domani si riesca a discutere del caso-Cecenia, anche per dimostrare che il centrodestra non pensa soltanto alle pratiche urbanistiche ma anche ai problemi sociali e umanitari".(Alberto Pieri, AN e Gianfranco Giusti, F.I., mozione di maggioranza al consiglio comunale di Arezzo, 25 settembre 2003)

Pubblicazione a cura di democrazialegalita.it periodico on line