Democrazia e Legalità

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Compagno Mentana.

Di Marco Ottanelli

 

Qualche brevissima considerazione sul siluramento di Enrico Mentana: non sono passate neanche 24 ore, che già il ricciolino del TG5 viene indicato, da una parte del centrosinistra, come la povera vittima del regime berlusconiano, il democratico ed equilibrato stretto tra poteri più forti di lui, in fondo, via, diciamolo, un nuovo possibile “compagno”.

Eh, no. Mentana era il regime berlusconiano. Più sottile ed incidente delle volgari manifestazioni di Fede e più tagliente dell’inutile Giordano. Come già ricordava Daniela Gaudenzi, la sua promessa di incatenarsi con Maurizio Costanzo qualora Santoro e Biagi fossero stati allontanati, ovviamente, è caduta nel vuoto, ed il suo TG superpartes è stato la più formidabile arma di propaganda forzista del decennio, proprio in quanto così “delicata” da essere spesso seguita da una larga fetta di elettori di sinistra.

La sua copertura degli avvenimenti era certamente meno censorea di Studio Aperto, o meno fanatica del TG4, ma il taglio, quello, era univoco. Agli ingenui il non rendersene conto.

Chi poi, residente in Toscana, Umbria, Emilia Romagna, Lombardia e altre zone di diffusione di La Nazione, Il Giorno, il Resto del Carlino (ovvero Il Quotidiano Nazionale) abbia letto gli articoli di fondo di Mentana sui più disparati argomenti, sa bene, e può testimoniare, che il placido e pluralista anchorman televisivo si trasformava in un feroce e rigidissimo, talvolta brutale, uomo del Capo, scagliandosi con una furia insospettata su Giudici, girotondini, pacifisti e altra feccia del genere, e invocando seri e immediati provvedimenti contro leggi quali la Par condicio, o le sentenze della Corte Costituzionale sulla editoria. Dottor Jekkil e Mister Hide, o solo prudenza del piccolo schermo e libero sfogo sui quotidiani?

Enrico Mentana giornalista della carta stampata è più gasparriano di Gasparri, più finiano di Fini, più previtiano di Previti, più dellutriano di Dell’Utri, e tanto berlusconiano quanto Berlusconi. Il Mentana ultrapopolar-raffinato della televisione è la faccia buona di una mostruosa gestione dell’etere. La sua sostituzione è uno dei tanti regolamenti di conti interni al partito-azienda, regolamento disgustoso quanto l’azienda stessa. Non ci appassiona. Non ci ispira tenerezza, Mentana.

Il servo che viene scacciato dal sempre più esigente ( e forse irrazionale) padrone trovi collocazioni e solidarietà dove meglio si adatta. Non è un compagno, non è il nostro compagno. Perlomeno, non il mio

Marco Ottanelli

 

a cura dello staff tecnico democrazialegalita.it