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D'Alema: «Ho parlato con Bonsignore (si tratta dell'on. Vito Bonsignore, UDC, condannato, con sentenza passata in giudicato, a 2 anni definitivi per tentata corrunzione nell'appalto dell'ospedale di Asti, ndr) che dice cosa deve fare, uscire o restare un anno... Se vi serve, resta... Evidentemente è interessato a latere in un tavolo politico».
Consorte: «Chiaro, nessuno fa niente per niente». 14 luglio 2005 Le intercettazioni, che una classe politica con la coda di paglia vuol vietare, sono una clamorosa lente di ingrandimento sulla realtà. Qua si parlava di scalate finanziarie, ma, due deputati ed un evasore fiscale si stavano mettendo d'accordo per una (a noi sconosciuta) contropartita politica.Che doveva valere, evidentemente, tanto oro quanto quello che sarebbe derivato dalla tassazione della quota BNL che Bonsignore avrebbe dovuto mettere sul mercato. Roba grossa, danari contanti. Contropartite pesanti. Ma le lenti permettono di ingrandire anche storie minute, forse minuscole, forse marginali, forse di minor conto (bancario). Però particolarmente gustose dal punto di vista politico. Marco Verzaschi una certa contropartita deve essere stato in grado di offrirla. Se no, non si spiega la sua storia. Democristiano, negli anni '80 fu eletto nel consiglio comunale di Roma, e si piazzò nel consiglio di amministrazione della municipalizzata per lo smalimento dei rifiuti, l'Amnu. Poi, con il mutar del vento, fu accolto a braccia aperte da Forza Italia, e, nel 1995, ne diventò un consigliere eletto alla regione Lazio. Ciò gli permise di far carriera nel partito (divenendo segretario della formazione berlusconiana nella capitale) e nella amministrazione, poichè, rieletto nel 2000, sotto la presidenza Storace, diventò prima assessore regionale all'Ambiente, poi assessore regionale alla Sanità. Ora, chiunque abbia letto i giornali negli ultimi due anni, e chiunque abbia guardato qualche TG, sa cosa e come è diventata la sanità nel Lazio di Storace. La spesa ed i costi sono aumentati a dismisura, il neo-presidente Marrazzo parlò di 10 miliardi di euro di debiti, e di un buco di bilancio occulto di altri 196 milioni di euro. Cifre spaventose, "È un'emergenza non solo della Regione ma del Paese", disse infatti Marrazzo, aggiungendo: "Ormai è certo, il debito ha identità e origini precise: il centrodestra che ha governato il Lazio dal 2000 al 2005" (cioè in prima persona di quell'assessore Verzaschi lì, ndr). La ministra Turco ci va pesante: "Gli anni della giunta Storace si svelano per quello che sono stati, malasanità e illeciti sui quali indaga la magistratura, caos nei servizi, incompetenza gestionale e, ora, debiti sommersi per miliardi". "nessuno negli uffici del Bilancio si è accorto, in questi ultimi sei anni, che i buchi nei conti di Asl e ospedali hanno raggiunto queste dimensioni, complici le ruberie dimostrate dalle indagini in corso? Forse c'è materia per una commissione di indagine parlamentare". Tuona, all'indirizzo di Verzaschi, evidentemente, il diessino Cosentino. E anche il deus ex machina Veltroni non sente ragioni: "L'emergenza-sanità del Lazio diventi una priorità condivisa nell'agenda politica delle istituzioni del Paese a partire dal governo". Il Governo, insomma, deve far chiarezza e piazza pulita di queste mascalzonate. Intanto la Magistratura, come si è capito dalle citazioni riportate, indaga e accusa: dirigenti, amministratori, primari, politici...finiscono tutti sotto inchiesta per reati gravissimi. Nel 2006, parte una raffica di arresti. In galera vanno -con le accuse di associazione a delinquere, peculato e concussione- una dozzina di ex direttori ed ex dirigenti delle Asl Rm A, B e C e imprenditori capitolini con alla testa Anna Iannuzzi, soprannominata lady Asl, suo marito Andrea Cappelli e Giampaolo Angelucci, uno dei principali padroni della sanità italiana e azionista dei quotidiani "Libero" e "Il Riformista". Lady Asl vuota il sacco, e coinvolge esponenti sia del centrodestra (compreso lo stesso Storace) sia del centrosinistra, facendo anche i nomi di Fioroni e Badaloni (nei confronti dei tre per adesso non risultano però essere in atto provvedimenti giudiziari in questa inchiesta, ndr). Parla di pressioni, ricatti, e richieste di milioni e milioni di euro. Intanto, anche la moglie (oggi opportunamente in via di separazione) di Gianfranco Fini, donna Daniela, su una questione di finanziamenti illeciti a cliniche private, è stata indagata, giusto giusto pochi giorni fa. Poteva in questo ambaradan rimanere escluso il responsabile diretto della Sanità nel Lazio, l'ex assessore Marco Verzaschi? Ovviamente no, ed infatti la procura, con atto del 14 luglio 2006, lo ha indagato con la poco edificante accusa di corruzione. Come cittadini, confidiamo nella Magistratura e attendiamo giustizia. Qualche dubbio lo abbiamo invece su quella opera di pulizia da parte del Governo e su quelle paventate inchieste parlamentari così accoratamente invocate dagli esponenti dell'Unione. Un dubbio legittimo, se teniamo conto che il buon Marco Verzaschi, ed Dc, con tre legislature regionali in Forza Italia, ex segretario romano del partito, ex assessore della giunta Storace, nel luglio del 2005 (sentendo il giacchio scricchiolare...) è passato nelle accoglienti braccia dell'Udeur di Mastella e si è candidato alle elezioni politiche del 2006 per il centrosinitra. Un bel voltagabbana, no? Ed infatti gli elettori non devono aver gradito, e Verzaschi non è risultato eletto. Quindi, voltagabbana, compromesso, e pure trombato dalle urne. Un filotto che farebbe scomparire dalla scena chiunque. A coltivar patate. Ma come accennato precedentemente, Verzaschi doveva pur avere una contropartita valida. Infatti, alla formazione del governo Prodi, nel maggio 2006, Verzaschi dell'Udeur è stato chiamato al Ministero della Difesa, come sottosegretario del prodianissimo Parisi, ed ha avuto un importante ruolo nella questione della basa USA di Vicenza. Per quali meriti, per quali specifiche competenze, per quali decisivi apporti strategici non è dato sapere, a noi popolo bue, che pure al voto quel voltagabbana aveva bocciato. Pazienza. Aspetteremo. Forse un giorno una qualche intercettazione ci svelerà anche questo retroscena. A meno che il decreto ammazza-verità dell'Udeur Mastella non impedisca questo ed altri chiarimenti. Nel frattempo, la giunta Marrazzo ha varato i seguenti provvedimenti di emergenza nel comparto sanitario, per i quali i cittadini laziali sanno chi ringraziare:
riduzione dei posti letto ospedalieri per acuti (meno 1500 posti letto nel primo anno) per 158 milioni di euro
riassetto organizzativo dell’attività assistenziale per 12 milioni di euro
interventi sulla riduzione dei costi del personale – blocco totale delle assunzioni fino a giugno – per 97 milioni di euro
riduzione della spesa per beni e servizi per 100 milioni di euro
programmazione attività degli accreditati privati e assimilati per 243 milioni di euro
contenimento spesa farmaceutica – reintroduzione dei ticket – per 178 milioni di euro
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