<%@LANGUAGE="VBSCRIPT" CODEPAGE="1252"%> Berlusconi, cavalletto, marco ottanelli
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“L’ho fatto perché lo odio”
 
di Marco Ottanelli
 

 

 “L’ho fatto perché lo odio”:sono queste le parole del ragazzo 28enne che ha tirato un oggetto contundente contro Berlusconi in piazza Navona. L’Italia 2005 è fatta così. Non c’è spazio per la razionalità, e la spaccatura, la divisione, la separazione del Paese, da progetto di potere e controllo, è ormai pura realtà. Un Paese disunito e senza, quindi, senso civico. E senza senso civico non c’è senso morale, non c’è etica, non c’è sana indignazione. Se Berlusconi vìola le leggi sarde per costruirsi un bunker di Stato, D’Alema naviga, getta l'ancora, si tuffa nelle acque proibitissime di Montecristo, vìolando tutte le norme di quel “parco naturalistico totale”. L’Italia del 2005 è questa, dove la regola non vale, e la sua violazione, il potente, la esibisce come un trofeo. A Potenza, in una delle tante inchieste che hanno travolto l’intera classe dirigente lucana, sono stati completamente prosciolti dal gup i deputati Sanza (F.I) e Luongo (DS), (e noi, che ci occupiamo  spesso di malapolitica, riportiamo questa notizia con grande piacere), ma una dozzina di funzionari dell’ENI è stata rinviata a giudizio. L’ENI è di Stato, l’ENI è lo Stato. L’Italia del 2005 è ridotta così, pezzi di Stato che combattono altri pezzi di Stato, non li equilibrano più. Governo che va all’assalto della magistratura, Corte Costituzionale che boccia il Governo, Regioni contro potere centrale, ministri contro la Cassazione, ricorsi di tutto contro tutto. E il cittadino si sente sempre meno parte dell’insieme. Perché l’insieme è tenuto dai diritti, ed in Italia, i diritti vanno scemando, o ritardano, rispetto al resto del Mondo. Le cellule staminali produrranno, entro poco, il sangue “artificiale”, e la cronica carenza di tutti gli ospedali, e delle trasfusioni, verrà meno, ma la legge Sirchia non da diritto al nostro popolo di partecipare alla ricerca; forse, solo a comprarne i risultati dagli altri. Zapatero ha ritirato le truppe spagnole dall’inferno irakeno, ha rivoluzionato i rapporti sociali, abolendo privilegi antichi come il Regno di Castiglia, e ha appena perfezionato la legge sulle unioni omosessuali, perché, in Spagna, “chiunque ha il diritto di accedere al matrimonio, se lo vuole”. Da noi tale diritto è vietato da tabù religiosi, i privilegi sono motivo di orgoglio di una classe politica tronfia e autoreferenziale, l’esercito e i carabinieri non difendono il diritto dei cittadini di Napoli di vivere senza guerre di camorra, ma, con la scusa della guerra, difendono il diritto dell’ENI (quella di prima) a sfruttare il petrolio di Nassyria. L’Italia del 2005 sarà così: divisa tra chi ha il privilegio, e chi a questo privilegiato può avvicinarsi per suggerne parzialmente  l’aurea di impunibilità e sfruttarne la dote di sfuggire alle regole, e chi, affacciato alla finestrella di una TV o di un computer, guarda e rimira. Senza rabbia, e con amabile sorridente invidia. Non si sa mai, capitasse anche a loro.E quel che è capitato a chi ha sognato i mari del sud non basta, ovviamente, né basterà, a colmare la distanza tra pudore e sfrontatezza. “pretendo che non mi facciate vedere cose sgradevoli”, ha detto un vacanziere al tuor operator mentre ritirava i biglietti per le Maldive, o Puket, o Phi-Phi, non ha importanza. Nel secolo della globalizzazione, i cento, duecento mila morti non sono ancora parte di noi, né i loro corpi ributtati dal mare sulle spiagge tropicali hanno diverso effetto delle decine di africani sdraiati sul bagnasciuga di Lampedusa o Pantelleria, chè è bene non vedere, e i pescatori rigettano braccia e teschi e documenti e altri brandelli, per non aver noie, non si sa mai.Nell’ultimo giorno dell’anno, la Procura di Roma ha fatto ricorso contro la sentenza di prescrizione, e parzialmente quella di assoluzione,  per i generali dell’aeronautica che nascosero, occultarono, depistarono le indagini sulla tragedia di Ustica del 1981. I pm Monteleone e Amelio, nell’ultimo giorno del 2004, hanno richiesto la riapertura del processo, la riapertura delle indagini, la riapertura dei cassetti pieni di misteri, segreti, omissis. Inconsapevolmente, hanno proiettato l’Italia nel 2005 ancora una volta con il suo carico di mezze verità e di studiate menzogne, con le mezze ammissioni e le studiate lacune. Questa è l’Italia del 2005, l’Italia, ancora, alla ricerca di sé stessa.