Registr. Trib.Firenze Nr.5375
 
Ultimo Aggiornamento Giovedì, 2 Agosto, 2007 0:08
                                   
 
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Un anno fa, l'indulto.
Di Marco Ottanelli
sintetiche considerazioni:
 

1) le carceri scoppiavano non per caso, ma a causa di leggi idiote, liberticide e salva-ricchi-condanna-poveri che gridavano vendetta al cospetto di Dio

2) gli ulivisti e i rifondaroli, pur di  patteggiare con Forza Italia (i secondi per salvare Previti,  i lprimi i loro  vari accoliti furbettini), dichiararono che erano consapevoli che l'indulto era solo un palliativo, ma le carceri erano in grave stato di emergenza, e occorreva agire subito subito subito, per poi, con calma, passare ad una energica riscrittura di norme su immigrazione clandestina, possesso di stuperfacenti, piccoli reati da depenalizzare, organizzazione e snellimento della giustizia ecc ecc ecc.

 
3) ovviamente, in un anno, nessun provvedimento è stato preso in questo senso. Hanno mentito prima, dopo, durante, costantemente. Sapendo di mentire. Il piccolo, timido, innocuo tentativo della Turco di innalzare (in fatto di droghe leggere) di mezzo micron la "sostanza attiva" punibile, è finito stritolato dalle truppe del nascente PD (quello che Di Pietro voleva guidare, e quello che si avvantaggerà del referendum-truffa), concordi con coltri di moralismi dei democristiani che poi si ingozzano di cocaina negli alberghi della dolce vita.
 
4) non avendo cambiato la struttura del problema, il problema stesso si riproporrà pari pari entro poco. Tra recidivi e nuovi ingressi, le prigioni stanno rapidamente tornando ai livelli di sovraffollamento di un anno fa. Nell'indifferenza di tutti: neanche un Papa che vada in Parlamento a dir la sua (magari in latino...).
 
5) sulla pelle dei disgraziati, una volta ritornati all'emergenza e alla disperazione, si giocherà una nuova partita a scacchi politico-giudiziaria: prima faranno maturare ben bene la situazione, poi, con il solito scambio di impunità incrociate, la "sinistra" e la "destra" getteranno negli occhi dei cittadini il fumo del buonismo, in cambio di qualche tesoriere o deputato che non pagherà mai i suoi misfatti.
 
6) tutto tornerà sempre buono quando si tratterà di attaccare la magistratura.
 
Se permettete, un pezzo scritto a caldo giusto un annetto fa.
 
venerdì 28 luglio 2006
svuotare le carceri
Di
Marco Ottanelli

È passato  l'indulto. Sollevazione contro l’inclusione dei “reati finanziari”. Giusto: mai visto un colpaccio di spugna più sfacciato per gli amici e gli amici degli amici. In una intervista che mi ha concesso per www.democrazialegalita.it, Alessandro Maran dell’Ulivo definisce i reati di corruzione et similaria “non poi così gravi”, e quindi naturalmente meritori di sconto della pena. Ed insiste, come hanno insistito tutti con una abbondante dose di ipocrisia postprandiale (chè intanto la scorpacciata è già avvenuta), sulla urgenza irrimandabile di risolvere la drammatica e penosa “questione carceraria”.

Il carcere è sovraffollato. Questo è innegabile. La popolazione carceraria è cresciuta negli ultimi anni fino a 61.000 unità, in condizioni di indecente e disumano accalcamento. Dice bene Giancarlo Caselli: in questa situazione ogni speranza di reinserimento e di recupero, come prevederebbe la Costituzione, è semplicemente inimmaginabile.

Personalmente, io sono contrario all'indulto per qualunque reato. Così come a suo tempo sono stato contrario all’ipotesi di amnistia, che la proponesse Pannella o il Papa. Sono contrario a forme perdonistiche generalizzate che sono un’ulteriore attentato al già traballante concetto di certezza della pena. Sono contrario alla liberazione di piccoli e piccolissimi delinquenti che, nel loro piccolo, hanno invece compiuto violenze spesso devastanti, come può essere uno scippo ad una anziana o l’aggressione ad un adolescente, o il furto in un appartamento di una persona in difficoltà: episodi marginali per la società nel suo complesso, ma terribili per le vittime che li hanno subiti, che sono distrutte, talvolta, nel fisico e nell’animo da simili fatti. E l’Italia diventerebbe ancor più il Paese del Bengodi per ladruncoli, spacciatori, sfruttatori, marmaglie varie, che sanno perfettamente che la nostra è una macchina repressiva degna di Pulcinella, che acchiappa e punisce un reo su cento. E quando questo avviene, ecco che scatta un indulto, una amnistia, un colpetto di spugna, e via, tutti liberi. Fra la cocente frustrazione dei magistrati e delle forze dell’ordine.

Mi si chiederà dunque come affrontare con umanità e con spirito democratico il problema di quei 60 mila e passa detenuti. Innanzi tutto, e questo dovrebbe essere compito di una classe politica SERIA, chiedersi perché da 20 siamo passati a 60 mila prigionieri. Se nessuno si chiede questo, se nessuno fa una severa disamina di quanto avvenuto nella legislazione sulla giustizia negli ultimi dieci anni, indulti e amnistie provocheranno solo grotteschi effetti fisarmonica di svuotamento-riempimento nello spazio di pochi mesi se non settimane. È già successo, risuccederà.

Gli organi preposti, Magistratura, CSM, Procuratore Generale della Repubblica, si sono sgolati nel denunciare le cause del rallentamento della macchina giudiziaria e degli effetti sulla popolazione carceraria, ma nessuno li ha mai voluti ascoltare. Sarebbe stato auspicabile che questo nuovo governo, e questo nuovo parlamento, si fossero immediatamente impegnati nel capire le cause del dramma e nel risolverle. Invece, si fa una operazione cosmetica accompagnata da una generosa impunità per potenti e sodali dei potenti. L’ipocrisia è svelata.

Si chiede Maran, si chiede Bertinotti, si chiede Brutti, si chiede la Rosa nel Pugno, si chiede l’Ulivo: ma, nel frattempo, non dovevamo forse doverosamente intervenire?

Mi permetto di dare una risposta, che pongo all’attenzione del Cantiere: sì, era doveroso intervenire subito, e con provvedimenti di urgenza, ma, appunto, sulle cause, non sugli effetti. Posso porgere qualche suggerimento?

Abrogazione immediata delle norme della Fini-Bossi e della Turco-Napolitano che portano in galera migliaia di disgraziati che hanno commesso il solo reato di essere stranieri.

Blocco istantaneo e abrogazione immediata della oscena riforma dell’ordinamento giudiziario, blocco peraltro promesso e poi sparito nel dimenticatoio

Abrogazione immediata della ex-Cirielli.

Abrogazione immediata di tutte quelle leggi, berlusconiane o uliviste, che da decenni i magistrati copiosamente denunciano.

Pensare a qualche atto di coraggio, che dovrebbe essere una caratteristica della sinistra, e, secondo me, anche della parte cattolica della coalizione, rivedendo – ad esempio- certi fanatici proibizionismi e pensando, sulla scorta delle sorprendentemente positive esperienze europee, a determinate legalizzazioni di sostanze e abitudini.
E pensare, senza orrorifici retropensieri da Stato di polizia, ad una moderna e razionale politica di edilizia carceraria.

Senza scandalo, senza anatemi, e con un vero spirito riformatore. E senza la disgustosa ipocrisia salva - furbetti del quartierino