<%@LANGUAGE="VBSCRIPT" CODEPAGE="1252"%> costi delle operazioni bancarie, differenze unione europea italia
Registrazione
Tribunale
di Firenze
Nr.5375
 
sostienici
 
 
 
home
redazione
documenti
speciali
lettere
link
video
scrivi alla redazione
2008
archivio 2007
archivio 2006
2005
2004
2003
2002
2001
 

 

Iscriviti alla NewsLetters di Democrazialegalita.it

Riceverai una media di due mail al mese con gli ultimi aggiornamenti, sarai aggiornato su iniziative e appuntamenti, e potrai scriverci i tuoi commenti.

Potrai cancellarti quando vuoi cliccando sul link che trovi in ogni mail da noi inviata, oppure puoi cliccareCANCELLAZIONE

I dati sono trattati a norma di legge.

 

 

 

L'italianità in 'soldoni'
di Marco Ottanelli
 
La spagnola Banca di Bilbao e Viscaia (BVV) ha tentato, secondo le normali regole del mercato e della UE, di fare una Offerta Pubblica di Acquisto sulla Banca Nazionale del Lavoro (BNL); la olandese ABN Amro ha tentato, secondo le normali regole del mercato e della UE, di fare una Offerta Pubblica di Acquisto sulla Banca Antonveneta. Due cordate nazionali, al grido di "italianità!" hanno loro, per adesso, impedito di portare a termine le operazioni.

 

Secondo un rapporto Capgemini - Ernst & Young, un conto corrente costa mediamente, al cliente, in Italia 501 euro l’anno, 384 in Norvegia, 183 in Svezia, 175 negli Stati Uniti, 117 in Canada, 104 in Spagna, 102 in Francia e Germania, 56 in Inghilterra e 31 in Olanda.

 

In dettaglio, il dettaglio che più ci interessa, una indagine “sul campo” del Sole 24 Ore ha svelato che la gestione annua di un CC varia da 72 a 120 euro all’anno presso Bnl fino ai 132 euro al mese chiesti da Antonveneta, cifre nemmeno lontanamente paragonabili con i 30 euro all’anno chiesti da Abn Amro e i 15 euro richiesti dal Bbva. Idem per la chiusura del conto:  Antonveneta chiede 100 euro e Bnl 15 euro, mentre per le due banche straniere l’operazione è completamente gratuita. E anche per l’accensione di un mutuo, le condizioni offerte da spagnoli e olandesi appaiono nel complesso le più convenienti.

 

Sempre secondo tale indagine, nel periodo 2002-2004 i costi bancari in Italia sono saliti (sempre in media) del 23%, contro un aumento del 9% nel resto dell’Unione Europea.

 

Davanti a questi dati, è incomprensibile (o, al contrario, deve essere estremamente comprensibile?) l’affollarsi di dichiarazioni a favore della italianità (concetto economico alquanto opinabile): i primi a esprimersi in questo senso furono Berlusconi e Fazio, seguiti però a ruota da molti altri, sia di destra che di sinistra. D’Alema ha paventato il rischio di “trasferimento all’estero del cervello dei gruppi bancari” e della “subalternità dell’Italia” : «Io sono per il mercato, ma l’Italia non può avere solo filiali». Sul concetto di italianità si ritroveranno anche esponenti della Lega (Bossi in persona, con una intervista alla Padania nel marzo ’05) e una parte dei DS (cosa che farà infuriare persino Giuliano Amato e esprimere dubbi e riserve a Franco Bassanini). Fassino da dieci giorni a questa parte si spreca denunciando il "razzismo" contro Unipol ed il suo presidente Consorte,  i quali hanno fatto di tutto per impedire alla BVV di comprare BNL, scordandosi però di precisare che Consorte è indagato, assieme al suo socio Gnutti (quello che fa le cene elettorali per Berlusconi) dal 2002 per insider trading. E scordandosi che Consorte ha costruito la sua scalata alla BNL sia attraverso la Hopa di Gnutti stesso, sia attraverso una cordata complicatissima con i cosiddetti "contropattisti", al grido di "meglio Bologna che Madrid" (era più corretto dire Bilbao, ma si viaggia a grana grossa). Tra questi "contropattisti", figurano, tra gli altri,  Gaetano Caltagirone, Stefano Ricucci, Danilo Coppola e Giuseppe Statuto, uniti tra loro in un intreccio inestricabile di consigli di amministrazione, banche e compartecipazioni che li riconducono da una parte a Fiorani e alla altra scalata, quella alla Antonveneta, e dall'altra sia a RCS- Corriere della Sera, sia alla banca Intermobiliare di De Benedetti (colui che aveva annunciato -  assieme a molti altri nomi che compaiono nella battaglia delle OPA- la costituzione di una società con Mediaset).

Ci fermiamo qua per carità di Patria, e per riflettere, almeno a ferragosto, sul concetto e sulle conseguenze di questa tanto declamata italianità