|
1. Cosa è falso
Circola insistentemente, e come tutte le cose
particolarmente insistenti, fastidiosamente, una stramba
falsità su (ovviamente) la legge elettorale, nata non sappiamo
bene come né partorita da chi, ma, come tutte le strambe
falsità, dai toni salvifici e miracolosi.
In poche parole, si afferma che, tra le tante
dannazioni demoniache che ha (ovviamente) la legge elettorale,
ce ne è un'altra che fino ad ora era sfuggita a tutti quanti,
ma che il solito mago del comma svelato avrebbe messo a
nudo.
“Lo sapevate”, dice la falsità, “che se
votate scheda bianca, o se la scheda la annullate, il vostro
non-voto convergerà lo stesso nel paniere dei partiti, del
sistema, della casta?”
“Lo sapevate”, precisa con cura la falsità,
“che le schede bianche e le schede nulle vengono attribuite
come consenso al partito o schieramento che raggiunge la
maggioranza relativa, e concorrono così ad assegnare il premio
di maggioranza?”
“Lo sapevate”, prosegue la falsità, “che
questo ladrocinio di volontà che si trova (ovviamente) nel
Porcellum è un attentato alla democrazia, un golpe, una
ecatombe della libertà”, ecc ecc ecc?
Ma la falsità suggerisce anche un rimedio
(ovviamente) facilissimo con il quale abbattere il regime:
invece di votare scheda bianca o nulla, andate al seggio, NON
toccate le schede che i perfidi scrutatori vi porgeranno (se
le toccate, si contaminano, diventano “vostre”, e se non le
votate, saranno nulle, e quindi ritorneranno nel cesto del
partito più grande!), e, al contrario, dichiarate
preventivamente che siete sì presenti al seggio come elettori,
ma che rifiutate le schede. Fate una dichiarazione ufficiale e
fatela verbalizzare dal Presidente di seggio, con tanto di
timbro e firma. In questo modo, avrete fatto la vostra parte,
avrete alzato (o abbassato..mah?) un qualche quorum, e avrete
sottratto al furto le vostre schede.
2. La verifica
Di questo strambissimo
sistema non si è mai sentito parlare prima. Da nessuna parte
nel mondo, ed in nessun periodo della storia. Da quando in qua
le schede nulle o bianche vengono arbitrariamente passate al
vincitore, per far la sua vincita più corposa ancora? In base
a quale eccezione rispetto alle leggi, alla Costituzione, ai
regolamenti, al senso comune, in base a cosa una scheda
anonimamente bianca, o scarabocchiata a dovere, dovrebbe
andare ad incrementare il montepremi di un partito, anzi, di
“quello che prende più voti”? (ma più voti dove?
Nella sezione elettorale, nella circoscrizione regionale, a
livello nazionale...dove?)
Non risulta assolutamente che simile
eventualità sia possibile, e chi scrive ha avuto l'onere e
l'onore di fare il Presidente di Seggio fin dal 1991, per cui,
di leggi elettorali, regolamenti, prassi e consuetudini un po'
ne sa.
Naturalmente però il diabolico e
mefistofelico Grande Imbroglio della legge elettorale, dalla
quale discende ogni male e che (ovviamente) è architettato
malignamente per fregare i cittadini, potrebbe aver introdotto
una clamorosa, incostituzionalissima e mostruosa realtà che né
i parlamentari di ogni partito, né il Presidente della
Repubblica quando la ha promulgata, né alcun giurista ha mai
notato.
Tutto è possibile, in questo Paese di
impostori! Non resta che verificarlo scientificamente, e c'è
solo un modo: si prende la Legge 21 dicembre 2005, n. 270,
pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 303 del 30 dicembre
2005 - Supplemento ordinario n. 213 , la si legge ben bene, la
si esamina, e si trova la normaccia incriminata, per Dio!
La legge si compone di 11 articoli, suddivisi
in numerosi commi (72 in tutto, se abbiamo contato bene).
Democrazialegalita.it se li legge uno per uno, comma dopo
comma, articolo dopo articolo.
In nessuno di essi si accenna alla
attribuzione delle schede nulle e delle schede bianche ad un
partito, ad una coalizione o ad un candidato premier, né si
accenna alla loro redistribuzione in qualunque altro modo o
sistema.Anzi, nel testo di legge non si nominano mai né le
schede bianche, né le schede nulle. Mai.
Non paga dalla fatica
di essersi letta tutta la Calderoli, Democrazialegalita.it , a
scanso di equivoci, esamina anche l'ultimissima emanazione
legislativa in materia elettorale, ovvero la Legge 27 febbraio
2008, n. 30"Conversione in legge, con modificazioni, del
decreto-legge 15 febbraio 2008, n. 24, recante disposizioni
urgenti per lo svolgimento delle elezioni politiche ed
amministrative nell’anno 2008 ", pubblicata nella Gazzetta
Ufficiale n. 51 del 29 febbraio 2008. Neanche lì si trova
niente che possa anche solo lontanamente richiamare la notizia
che circola senza posa da settimane.
Quindi, la prima e fondamentale questione
proposta dagli spargitori della falsità, si infrange
clamorosamente alla prima banale, banalissima verifica.
D'altronde, a nostre reiterate richieste di tirar fuori la
normaccia, nessuno degli spargitori aveva mai risposto. Perchè
non esiste, né è mai esistita.
3. Cosa è vero
In ogni legge elettorale del mondo, e così
anche in Italia, sia ai tempi del proporzionale puro
(1948-1993), sia ai tempi del maggioritario uninominale
(1994-2001), sia ai tempi del proporzionale con premio di
maggioranza (2006-2008), i soli ed unici calcoli da effettuare
per sapere quanti seggi avrebbe conquistato ogni singolo
partito sono fatti in base ai voti validi
espressi dagli elettori.
Sono solo i voti validi
quelli che determinano le percentuali di voto, e
conseguentemente fanno scattare la elezione dei candidati.
Tutti i restanti modi di partecipare o di non partecipare al
voto sono del tutto ininfluenti a questi fini: astenersi,
votare scheda bianca, votare scheda nulla, sono solo modi
diversi per dire “ho deciso di non decidere in prima persona,
facciano gli altri”; e gli altri faranno.
Si faccia l'esempio di un corpo elettorale
(gli aventi diritto al voto) di 1 milione di persone.
Si ipotizzi che si rechino a votare 800 mila
cittadini su questo milione; essi determineranno l'affluenza
alle urne, che sarà quindi dell'80%. Il restante 20%, che per
scelta, per motivata avversione al sistema, per malattia, per
disinteresse, per impedimenti di ogni genere, non vota, sarà
la massa degli astenuti, nel nostro caso 200 mila persone.
Quando si aprono le urne, tra le varie
schede, se ne troveranno alcune senza alcun segno,
completamente intonse: le schede bianche. Facciamo che nelle
nostre elezioni virtuali se ne trovino 1.000.
Altre presenteranno un voto riconoscibile, ma
per qualche ragione ben precisamente elencata nella normativa
elettorale, tale voto non sia attribuibile: capita quando
l'elettore abbia usato un sistema per renderlo riconoscibile,
ad esempio usando una penna rossa per votare al posto della
matita copiativa regolamentare, o quando la scheda non
risultiprecedentemente vidimata dal seggio.In questi casi si
parla di voti nulli, e ipotizziamo che siano 100.
Altre saranno scarabocchiate, o recheranno
scritte più o meno fantasiose, o saranno barrate, o vedranno
votati contemporaneamente due o più partiti...in tutti questi
casi (ove non si possa rilevare la volontà dell'elettore di
attribuire la sua scelta ad un solo partito), si parla di
schede nulle. Diamo un numero a queste nulle: 1.000
Poi ci sono i voti validi. Nel nostro
esempio, essi sono dunque:
800.000-
1.000-
100-
1000 =
__________
797.900
è solo su questi voti validi
(suddivisi per lista, naturalmente) che si computeranno le
percentuali dei singoli partiti e si attribuiranno i seggi e i
premi di maggioranza eventuali.
Le altre
schede andranno in una apposita busta, contate, impacchettate
e protocollate, busta che sarà sigillata e che i componenti
del seggio consegneranno al Comune, che, dopo averle
conservate per un congruo periodo, le invierà al macero. Esse
sono, lo ridiciamo, del tutto ininfluenti ai fini dei
risultati.
Se il partito A prende 600.000 voti, il
partito B 100.000 e il partito C97.100, nel sistema italiano,
il premio di maggioranza andrà al partito A, e gli altri si
spartiranno i seggi in base ai numeri ottenuti.
Non si capisce, tornando alla frottola,
perchè un partito primo in classifica, che già si prenderebbe
il premio di maggioranza con il consenso ottenuto, abbia
bisogno di vedersi regalare schede bianche e nulle per
raggiungere un premio già goduto. Un'altra incongruenza senza
senso alcuno.
Insomma, come in tutto il mondo, decide solo
chi vota e vota validamente. Tanto per ribadire la verifica:
solo nella legge Calderoli l'espressione “voti validi”, a
questi sensi, appare ben 25 volte. Bastava leggersela.
4. A che serve far
verbalizzare il rifiuto delle schede.
Immaginate uno che entra in un panificio e
dichiara ad alta voce: “io non voglio il pane!”. Il commento
generale sarebbe: “ e allora che ci sei venuto a fare?”. Ecco,
più o meno l'effetto del rifiuto della scheda è questo. Si
chiama “astensione”, e uno può astenersi andando al mare,
rimanendo a casa sua, sul marciapiede davanti, o anche, perchè
no, dentro la sua sezione elettorale. Un vezzo che non si nega
a nessuno, ma che non ha altro effetto se non quello di far
rimanere come prima la sostanza delle cose: quelli che
decideranno di farlo non prenderanno parte alla tornata
elettorale. Decideranno gli altri chi vincerà e chi
governerà.
Ma la pretesa di far verbalizzare la scelta
di rifiutare le schede, di far quindi verbalizzare la vostra
astensione, è inutile, ridondante (essa emergerebbe dalle
cifre delle affluenze al voto) e dannosa per il regolare
svolgimento delle operazioni di voto. Costringerebbe
Presidenti, Segretari e Scrutatori a eliminare dall'insieme
delle schede firmate e timbrate (cioè atte alla votazione)
delle schede solo per il fatto che un tizio si è presentato al
voto dichiarando di non voler votare. E che tali schede non ha
neanche toccato, pena la loro contaminazione (ma ci si rende
conto di quale pensiero magico sottintende tale
affermazione?).
E se il tizio, un'ora più tardi, cambiasse
idea? E se a quel punto, complice un'affluenza molto alta,
schede da votare non ce ne fossero più? Cosa succederebbe? E
le schede rifiutate, in quale modo dovrebbero essere
assicurate al non voto? Distruggendole? Annullandole (no, per
carità, che vanno al vincitore!).
Tutto questo senza considerare il fastidio,
l'onere e la perdita di tempo che verrebbero imposti ai
componenti del seggio, che dovrebbero quindi verbalizzare una
non votazione (siamo nel campo dell'assurdo).
Attenzione: la pretesa di far verbalizzare un
vostro comportamento non elettorale, e di far eliminare due
schede (quella della camera e quella del senato) “buone”,
potrebbe farvi incorrere, in casi estremi,nel reato di
intralcio al regolare svolgimento delle operazioni elettorali,
con immediato arresto e processo per direttissima. Fate un po'
voi.
NB: crediamo che la falsità sia nata da una
distorta e superficiale rivisitazione delle norme relative
alle votazioni per più referendum: essendo il raggiungimento o
meno del quorum un legittimo obiettivo anche dei singoli
elettori, essi possono, in presenza di più consultazioni
contemporanee, scegliere di votare solo per uno o più
referendum, e rifiutare la scheda degli altri, ovvero,
tecnicamente, astenendosi per questi ultimi. Inaccettabile
sarebbe il rifiuto di TUTTE le schede contemporaneamente.
|
|
Mi permetto di segnalare che la verbalizzazione non è inutile. Nel senso che le proteste presentate nei seggi verranno poi esaminate
dalle Camere: art. 87 TU. Così è successo per quanto fatto nel 2001 dal sottoscritto, riconsegnando una sola scheda (Camera-Uninominale) e votando le altre. Certamente, la Giunta delle elezioni mi ha poi dato torto (figuriamoci se l'imputato poteva condannare se stesso). E' quindi servito a qualcosa? Non so, forse a mettere un altro tassello per dimostrare come il Re sia nudo. E la sensibilizzazione dell'Opinione pubblica, si sa, è fatta anche di queste cose; che quanto più sono diffuse, tanto più diventano efficaci.
Vista l'esperienza diretta, penso quindi di poter affermare che il rifiuto della scheda e la verbalizzazione non sono balle; lo è purtroppo quella riguardante il premio di maggioranza.
Utilizzare però quest'ultima, non si sa bene dove e come sia nata, leggenda metropolitana, per fare di tutta un erba un fascio, non fa sicuramente onore all'autore dell'articolo.
Per maggiori informazioni mi permetto di segnalare le pagine di Riforme Istituzionali da me curate e dal vostro sito più volte segnalate (come a volte è capitato anche a me di fare con il vostro): www.riforme.net - www.riforme.info
Con i più cordiali saluti.
Franco Ragusa
Rispondo all'amico Franco Ragusa, che, come lui stesso ha detto, è stato protagonista di scambi di articoli e segnalazioni con il nostro giornale, rivendicando il mio sicuro onore rispetto alle troppe e insopportabili bufale che circolano su internet (e non solo) riguardo alla legge elettorale (e non solo). Ovviamente, il mio articolo non si riferiva al suo invito a rifiutare le schede (sul quale però poi qualcosa da dire la ho), ma a quel chissacchì che ha sparso la voce che le schede bianche o nulle siano regalate, travasate, aggiunte come una improbabile ciliegina ai voti del partito più forte. Questa, scusami Franco, è una inaccettabile e, nella sua banalità, esecrabile sciocchezza. Quel che ha dato noia a me, e che dovrebbe dar noia anche a te, che sei sempre così attento e preparato, è che tale inusitata falsità sia stata usata come cappello, come presupposto bugiardo e senza senso ad un gesto (la verbalizzazione del rifiuto della scheda) che ha tutt'altre fondamenta. È grave, gravissimo, che certe facilonerie girino e confondano ancor di più i già confusissimi elettori.
Su questo, credo, sarai perfettamente d'accordo con me.
Riguardo alla utilità o meno del rifiuto e riguardo al tuo caso personale del 2001... andiamo con ordine. Sì. Le proteste nei seggi vanno esaminate, ma le proteste, non le astensioni! Tu racconti del tuo gesto: hai fatto verbalizzare il rifiuto di una scheda, e la Giunta ti ha dato torto (anche se non ho capito quale fosse la accusa o la difesa). Scusa, ma tecnicamente, il tuo gesto è stato inutile: Nulla è cambiato ai fini della ripartizione dei seggi. È vero o no? Quindi, si svela la seconda falsità del documento (anzi, dei documenti: ce ne sono arrivati almeno in cinque versioni), quella che afferma che facendo verbalizzare le schede rifiutate, si influisce, appunto, sulla ripartizione dei seggi tra i partiti.
C'è poi un aspetto sostanziale nel gesto che hai (coraggiosamente e validamente) compiuto nel 2001: hai rifiutato una sola scheda su tre. Questo vuol dire che non ti sei astenuto, che hai comunque partecipato attivamente al voto, e di entrambe le Camere, rifiutando solo (per motivi che ci accomunano da anni) l'uninominale della Camera dei Deputati.
Sono convinto che non sia il caso di spiegare né ai nostri lettori né a te quanto profonda sia la differenza tra un astenuto che viene a proclamare la sua astensione ed un elettore che, fra le varie schede che ripartiscono il voto in un sistema misto proporzionale-uninominale come quello del Mattarellum, ne rifiuta una.
Da Presidente di Seggio, come peraltro da istruzioni prefettizie, accettai e verbalizzai (seppur perdendoci un sacco di preziosissimo tempo) il rifiuto della scheda del Senato da parte di due elettori, i quali, però, esercitando il loro voto per la Camera, erano appunto elettori e non astenuti. Franco: son cose diverse.
Quindi, riassumendo: verbalizzare il rifiuto di una scheda si può, ma non cambia il sistema di una virgola. Verbalizzare il rifiuto di tutte le schede mi pare giuridicamente molto poco praticabile e oggettivamente poco sensato. In ogni caso, mai e poi mai le bianche e le nulle convergono verso nessun partito, quindi, chi vuol votare bianca o nulla, può farlo senza timore.
E poi: non attribuiamo sempre i mali del mondo ai pochi gesti democratici che ci sono concessi! La degenerazione della nostra classe politica non dipende dalla legge elettorale, né dal nostro esercizio del diritto di voto, né da magiche e fatate attribuzioni delle schede bianche e nulle al partito vincitore, così come l'aumento di pane e pasta non dipendono dai cerchi nel grano, né la morìa delle vacche dalle scie chimiche. Franco: se non ci fermiamo almeno noi a riflettere, chi lo farà? Grazie
Marco
Ps: io andrò a votare. Non dirò certo qua per chi, visto che ritengo molto sbagliato, per un operatore dell'informazione, fare dichiarazioni di voto. Ma vorrei ricordare a tutti che la Costituzione, che tanto vogliamo difendere, all'articolo 48, cita: “il voto è personale, uguale, libero e segreto. Il suo esercizio è dovere civico” . A questo mi atterrò. |