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sabato 26 marzo 2005 13.46.23

Periodico on line registrato presso tribunale di Firenze n°5375

 

 

Le strane primarie dei ds toscani

Marco Ottanelli

La Toscana è una di quelle regioni nelle quali si presenta Uniti nell’Ulivo, la stessa compagine  “unitaria” delle passate europee. Quindi, i candidati Ds, Sdi, Margherita a Repubblicani Europei si alternano all’interno di una unica lista, con un ordine stabilito esclusivamente dalle segreterie dei partiti. In effetti, i “capolista regionali”, quelli cioè presenti in tutte le 10 circoscrizioni provinciali, sono Riccardo Nencini (SDI) e Rosanna Pugnalino (Ds), mentre, provincia per provincia, i quattro partiti si “mescolano” secondo un ordine fisso, dato che in Toscana, con la nuova legge elettorale (approvata con un accordo DS-Forza Italia-An-Margherita e osteggiata da Psi, UDC, Rifondazione) le preferenze sono state abolite. Quindi, il listino è bloccato, e passano i candidati secondo la “classifica” preordinata dai partiti, classifica immodificabile qualunque sia la reale percentuale di votanti che ognuno di essi apporta all’insieme. Nonostante questo, i Democratici di Sinistra hanno organizzato , il 20 febbraio scorso, le primarie di lista, ovvero hanno usufruito della legge che, in Toscana, appunto, istituisce la facoltà per i partiti di determinare i loro candidati con le primarie. Questa nuova norma, elaborata da una speciale commissione presieduta da Agostino Fragai (Ds) e da Anna Maria Celesti (FI), è stata poi approvata solo dal centrosinistra “ulivista”, ed ha la caratteristica principale di essere totalmente facoltativa, il che la pone in uno strano limbo giuridico: che legge è, infatti, una legge che può essere applicata facoltativamente, che non prevede l’obbligo di seguirne i risultati, e che non prevede alcuna sanzione? Eppure la legge 70 dice proprio questo: le primarie le organizzano solo i partiti che vogliono farle, e non sono neanche tenuti a tradurne il responso in fatti concreti. Unico cavillo pregnante: essendo una normativa, le primarie le organizza, e le paga, la regione Toscana, con i soldi di tutti.

L’unico partito che ha deciso di organizzare la consultazione pre-elettorale, lo dicevamo prima, è quello dei Democratici di Sinistra. I quali hanno presentato ai propri simpatizzanti (chiunque poteva partecipare, ndr) liste di nomi nelle quali effettuare una preferenza (domanda: non sarebbe stato più semplice lasciare la preferenza al momento del voto?). Ben 152.000 cittadini, in una fredda e piovosa giornata d’inverno, hanno risposto alla chiamata, e hanno dato la loro democratica opinione partecipativa. I risultati non hanno riservato sorprese: tutti i “primi in classifica” si sono dimostrati essere assessori e consiglieri in carica, ex sindaci, quadri di partito dalla trentennale militanza… insomma, tutte riconferme al limite della ovvietà.

Essi sono stati poi “infilati” tra i vari esponenti dei Uniti nell’Ulivo, il che già ha parzialmente falsato i risultati delle primarie. Ma, essendo appunto la norma “flessibile”, la classifica non è stata rispettata. Come si potrà vedere dagli allegati, candidati-primarie giunti in ottime posizioni, sono stati scavalcati da candidati-primarie che hanno ottenuto talvolta migliaia di preferenze in meno. Prendiamo il caso di Adriano Chini, ex sindaco di Campi Bisenzio: nella circoscrizione provinciale di Firenze aveva preso ben 7.478 voti piazzandosi terzo: nella scheda elettorale sarà sesto, e il quarto dei diessini, scavalcato da Alessia Petraglia che di voti ne ha presi 4.349 (cioè più di 3.100 in meno!). Stessa sorte in provincia di Pisa, dove Nunes è stato superato da Fabiana Angiolini, che ha circa la metà dei voti (però è una donna, ci hanno detto al comitato primarie dei DS). Piccolezze, penserà qualcuno, o quote di genere: comunque una distorsione delle indicazioni (molto chiare) degli elettori..

Ma la parte più dura da digerire viene adesso: da dove saltano fuori le candidature, a Firenze di Daniela Belliti e a Siena di Bruna Giovannini? Guardando l’allegato che pubblichiamo, salta all’occhio che né l’una né l’altra erano presenti nelle consultazioni primarie delle due rispettive province. Quindi, non sono state scelte né dai fiorentini, né dai senesi, che però se le ritroveranno sulle schede elettorali e in consiglio regionale (ricordiamo che il voto di preferenza è stato abolito, quindi il risultato è automatico) a rappresentarli.

I conti non tornano più: pur essendo – con grave danno per l’istituto stesso – le primarie molto flessibili e il loro mancato rispetto non sanzionabile, l’inclusione di nomi addirittura esterni alla selezione suona tanto come una presa in giro, o, per usare un linguaggio più grave, ma non meno  realistico, come il mancato rispetto della volontà popolare. L’unica deduzione possibile è che i giochi fossero già stati fatti a priori, deduzione rafforzata anche dalla mancata presentazione alle primarie di due “indipendenti”,  che sono però stati immessi nella lista elettorale in posizioni privilegiate (Severino Saccardi in provincia di Firenze, ottimo decimo su 17, e Massimo Toschi addirittura capolista a Lucca!).

Insomma, i cittadini toscani e gli elettori diessini che hanno – in buona fede- contribuito con la loro presenza e con 400 mila euro (tanto è costato alle casse regionali il voto del 20 febbraio) alla designazione dei candidati DS alle regionali, si son ritrovati il risultato delle primarie, come dire, un po’ confuso, confuso in una lista unitaria che lascia – deve lasciare- spazio e posti a partiti percentualmente molto meno rappresentativi (e che le primarie non le hanno volute neanche fare!), confuso da aggiustamenti interni di posizioni, e confuso dalla iniezione di “sorprese last minute” che nessuno aveva loro preannunciato.

Come giornale on line, e quindi, come mezzo di informazione, non possiamo che dare notizia di questa confusione; come cittadini che nell’istituto delle primarie per legge, quelle serie e previste per le cariche monocratiche (come per Vendola in Puglia), credono e sperano, ci sentiamo sinceramente preoccupati.

 

Pubblicazione a cura di democrazialegalita.it periodico on line