È morto Gaetano Arfé, uno degli “ultimi socialisti”.
Non sono certo io che posso rendere al meglio omaggio alla sua figura, ma ugualmente mi avventuro in una riflessione sulla morte “presunta” del socialismo.
Non so quanti siamo ad essere rimasti socialisti (nel mio caso, oggi proprio senza partito); una volta si diceva che in Italia eravamo tanti, che in Italia eravamo tutti socialisti, anche se poi alle elezioni, dopo le prime del 1946, di voti socialisti se ne sono sempre contati di meno.
Per quanti pochi siamo rimasti però, sempre troppi si direbbe, stando a quello che si legge. E i pochi che prendono la parola lo fanno per lamentarsi di Grillo, dimenticandosi che già Riccardo Lombardi aveva denunciato per tempo la mutazione genetica, metamorfosi in atto per troppi iscritti al partito, che senza esitazione esprimo con la formula: da socialisti a ladri.
A farci la lezione comunque, di recente, il 4 settembre (data cui mi lega la forza maggiore), è arrivato sula Repubblica il vate di Tony Blair e del new Labour, quell’Anthony Giddens tanto caro ai cultori nostrani della terza via, quella che solo loro sanno imboccare, perché solo loro sanno dove inizia e dove porta.
Giddens senza ricorrere a mezze parole è stato chiaro, molto chiaro: “Il socialismo in quanto tale, in ogni caso, è un progetto sepolto, in quanto si basava sull' idea che un’economia regolata potesse sostituire i meccanismi di mercato, e si reggeva sulla tesi che il capitalismo potesse essere superato da un modello di società profondamente diverso.”
E già, perché è evidente che i meccanismi di mercato sono doni di natura cui gli esseri umani non possono certo rinunciare.
E già, perché è evidente che anche solo pensare che una scienza esatta di per sé, come è quella che studia quel “frutto di natura” che è l’economia (domestica o selvatica che sia), non può certo dettare regole, se no, che scienza esatta sarebbe, sarebbe come bestemmiare in chiesa.
E già, perché è evidente che il solo modello di società pensabile è il moderno capitalismo trionfante, capace di “produrre” tanti esseri umani come mai nell’intera storia dell’universo mondo; enorme massa di “consumatori” quando va bene, e di carne da macello quando serve.
E già, perché è evidente che una società profondamente diversa, potrà anche essere possibile, ma assumendo innanzi tutto il dogma della “buona flessibilità” declinato a suo tempo e molto autorevolmente dal Presidente del Consiglio Massimo D’Alema, e quell’altro dogma della “buona stabilità” del personale politico da tempo immemore all’opera in Italia (e pazienza se è anche immondo), e sopravissuto a tutto. Sopravissuto pure a quel fenomeno detto “Mani pulite”, e alla faccia di quelli che dicono che un’intera classe politica sia stata spazzata via. Ma chi mai è stato spazzato via, oltre Craxi….. ed altri due o tre andati per le terre? De Michelis? Cirino Pomicino? De Mita? Prodi? Andreotti? D’Alema? Napolitano? Del Turco? Casini? Fini? etc. etc. Mi pare siano come sempre, tutti al loro posto, quello che da sempre gli compete.
Chi è stato spazzato via quindi? ….. forse Martelli, ma si è sistemato in TV e non vive poi male.
Tornando a Giddens e al socialismo morto e al capitalismo vivo….. mi viene in mente quanto una volta scritto da un autorevolissimo commentatore che sul Corriere parlando di guerra sotto un titolo eloquente e profetico “L’Iraq e dintorni quanta ipocrisia”, ebbe a scrivere della “simpatia per i poveri” che giustifica(va), secondo lui, le opposizioni “alle iniziative americane contro l’Iraq” e citava un eloquente elenco delle nefandezze, (questo termine in verità è mio), commesse nei paesi del Terzo Mondo da gruppi dirigenti, noti per la loro “corruzione sfrenata”, e con benevolenza verso i suoi potenziali obiettori, si chiede(va): “in tutto questo non c’è forse lo zampino dell’occidente?” la risposta brilla(va) subito dopo, in tutta la sua magnanimità verso “l’altro pensiero”: “Può darsi.”!! (Anche i punti esclamativi sono miei).
Parla(va) l’Ernesto Galli Della Loggia di quello “zampino” così “ino”, che l’occidente, detto altresì primo mondo, capitalista e trionfante, avrebbe sì “messo” a sfruculiare gli “affari” del Terzo Mondo, ma che ha influenzato poco, davvero poco, la genesi di quelli che oggi, con franchezza e senza ipocrisia, sono additati come i malvagi da abbattere. E tale “zampino”così invisibile per Galli Della Loggia, unitamente al socialismo sepolto dalla modernità di Giddens, mi ha fatto ricordare un altro arto invisibile: “La mano invisibile del mercato”. Un grande scozzese del Settecento ebbe l’ardire intellettuale di svelarla, pur ricordando contemporaneamente, che la nostra specie, bimane, non poteva fare a meno della “mano visibile dello stato”. Quella che secondo molti, oggi è solo lorda di tasse e resa inutilizzabile, appunto, dal socialismo fuori tempo massimo, che anche per questo è giusto secondo il Giddens e i suoi "fans" considerare morto e da seppellire al più presto.
Ed infatti i grandi liberali di oggi dì, in così gran parte ex comunisti, ricordano Adam Smith, come una sorta di capitan uncino, un tale cioè con una mano sola (quella invisibile sic, sic!), anche se, non potendo disconoscere che era ben dotato di due braccia, viene con maestria descritto come uno che all’estremità dell’altro braccio, la natura lo aveva, ahinoi, dotato di un perfido uncino; alias appunto quella “mano visibile dello stato”, che l’autore dell’ “Indagine sulla natura e le cause della ricchezza delle nazioni”, e prima, della “Teoria dei sentimenti morali”, in vita sua non ha mai dimenticato di considerare utile e indispensabile. Quale differenza con i suoi epigoni e ipocriti elogiatori. E quale amarezza si rinnova da ultimo, dinnanzi al profluvio di parole per ricordare l’11 settembre di New York, intanto che non una sola parola si spende per quell’altro 11 settembre a Santiago del Cile. Forse il socialismo ha cominciato a morire proprio con Salvador Allende e forse non è un caso che “l’anima nera” che sta dietro l’11 settembre cileno, fu pure premiato con il Nobel per la pace.
Tranquilli però, da noi, ma che dico, nel mondo intero, ci penserà il “nuovo partito” a mettere le cose a posto, e per prima cosa a seppellire definitivamente i resti del socialismo. Ormai per molti, puzzano.